Victorzeta e i Fiori Blu

Mischiate tutti i generi in un grande calderone, dal folk al rock, dal blues all’elettronica, dallo ska al country, tutto purché sia portato al suo punto più estremo. Ecco perché si chiamano VictorZeta e i fiori blu, la V e la Z della fine dell’alfabeto, estremizzando le sonorità all’inverosimile, pur mantenendo una compattezza di base che vive prettamente di blues. La band fa parte di questa nuova e felice ondata che ripropone il teatro canzone, con l’ironia nonsense dei testi di Ugo Russo, nei virtuosismi di Roberto Frattini e Raffaele Vitiello alla chitarra, Daniele Filoso alle percussioni e Giulio Fazio alla fisarmonica e al piano. Poi la “quota rosa” del gruppo, un vero e proprio sesto elemento che è Elena De Candia, corista e videomaker indipendente, a curare i video di questa allegra banda. “Victorzeta” è il nome d’arte del leader della band Ugo Russo già cantautore e autore del progetto Carisma 33. Sono molti i loro “ispiratori” da Tom Waits a Giorgio Gaber, da Celentano a De Andrè, da Jannacci a Tenco.  Il gruppo nelle sue prime canzoni – un collage musicale di folk, rock ed elettronica – affronta temi quali l’alienazione dell’uomo moderno, consumatore ridotto ad un numero dal mercato, l’urgenza di una coerenza tra l’essere e l’apparire e la ricerca di un amore al di là delle convenzioni sociali. “Dans le reve” è il titolo del loro disco fatto di citazioni e rimandi a partire dal titolo che è quello di una prima raccolta di opere di Bertrand-Jean Redon, d’impronta fortemente surrealista e simbolista.

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