Essere parte componente di un gruppo di lavoro all’età di sedici anni,
cosa significa? Stress, tanto stress. Ma anche immensa soddisfazione.
Coniugare dodici diverse personalità (in sviluppo!) per prendere parte a
un unico progetto creativo, come appunto nell’ambiente radiofonico, è
ostico, parecchio ostico. Ma soprattutto formativo, specialmente per noi
studenti dell’indirizzo artistico. Aspiranti registi, fotografi, designer e chi
più ne ha, più ne metta; sono tutti lavori intrinsecamente collettivi. In
questi giorni di alternanza scuola-lavoro in RunRadio, rincasavo colma di
un’evidente stanchezza ma con un velato (dentro di me vivissimo) senso
di appagamento.
C’è qualcosa di particolarmente lusinghiero nel vedere i frutti del proprio
lavoro: riascoltare le registrazioni, ascoltare i consigli dei compagni e
correggere il modus operandi per raggiungere la nostra perfezione.
In questi quattro giorni abbiamo imparato a definire il nostro ruolo, lo
spazio da occupare in un gruppo così vasto. Abbiamo appreso un
mestiere: tra tecnici, redattori e speaker; ognuno calato perfettamente
nel nuovo ruolo.
La mostra “Il Sol dell’Avvenir” inaugurata il 1° Marzo alla fondazione
Made In Cloister è stata l’argomento del podcast da noi realizzato. Ci
siamo, per prima cosa, cimentati nella scrittura del testo per gli speaker.
Selezionati i più adeguati a quest’ultimo ruolo, gli speaker sono entrati
nella saletta di registrazione e con l’immenso supporto dei nostri
compagni dediti al ruolo di tecnici, il lavoro è partito con naturale
costanza, senza escludere momenti di frivola spensieratezza (ce li
possiamo permettere, dai!). Ci sentivamo dei veri piccoli professionisti.
Il lavoro ci ha divertiti così tanto che abbiamo deciso di metterci alla
prova con la realizzazione di due audio guide per la mostra: oltre all’italiano (presente nella durata del podcast, nella sezione finale) anche in francese e inglese, avendo la fortuna di possedere due risorse nel team
capaci di arricchire il progetto.
Spente le luci in sala di registrazione, i microfoni ed i computer la magia
non si è esaurita.
Al termine di questa avventura, portiamo con noi un bagaglio culturale
immensamente arricchito e un ricordo di felice adolescenza.
Laura Saraceno