PODCAST

PODCAST – UNIWORLD

La sezione Podcast raccoglie tutte le nuove e vecchie produzioni sia del Master in Radiofonia che degli ultimi mesi della rinnovata Run Radio.

All’interno di questa ripartizione un posto particolare spetta alla voce Uniworld: si tratta di produzioni dedicate all’attività del mondo universitario, in particolare dell’università Suor Orsola Benincasa.

Giugno 21, 2024Lunedì 24 giugno alle 16.30, la nostra università Suor Orsola Benincasa ospiterà la cerimonia per il conferimento della laurea magistrale honoris causa – in Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua – allo chef Alfonso Iaccarino (nella foto in pagina con la moglie Lidia).  Questo evento ricorda a tutti gli studenti, giovani o adulti, che l’istruzione è qualcosa di continuo, che dipende anche dai nostri sforzi e dalla passione che ci mettiamo. Lo chef di S. Agata sui due Golfi, inoltre, è la dimostrazione che il territorio campano ha molto da offrire e ha molto potenziale ancora inesplorato, che non è sempre necessario fuggire altrove ma che dall’altrove si possono cogliere tanti spunti per poi reinventarli nella propria realtà.  Proprio con questa filosofia lo chef Iaccarino ha viaggiato alla ricerca di spunti culinari nuovi e ha anche studiato ben tremila anni di storia culinaria del Sud Italia per arrivare alla miglior versione possibile di tutti i suoi piatti. Basti pensare che il suo cavallo di battaglia è il classico e semplice spaghetto pomodoro e basilico, diventato celebre e speciale proprio grazie al lavoro di ricerca e formazione continua dello chef. Nella cornice della Sala degli Angeli, nella sede centrale del Suor Orsola, si potrà assistere al conferimento della laurea. Il pomeriggio inizierà con un’introduzione da parte del magnifico rettore Lucio d’Alessandro per poi proseguire con la laudatio da parte di Elisabetta Moro e Marino Niola. Interessante sottolineare che il professor Niola, professore di antropologia dei simboli presso il nostro ateneo, ha definito Alfonso Iaccarino “Il vero professore della dieta mediterranea” e sarà proprio lui uno dei due docenti che lunedì 24 a consegnerà la laurea ad honorem al doppiamente stellato chef Alfonso Iaccarino. In questo podcast abbiamo avuto l’occasione di intervistarlo telefonicamente per chiarire alcune curiosità legate ai suoi studi, alla sua passione per la terra – basti pensare che tutte le erbe, la frutta e la verdura vengono coltivate direttamente nell’orto del ristorante – e al collegamento che questa ha con l’alta qualità dei piatti proposti. Dalle sue parole possiamo capire che Alfonso Iaccarino, nonostante le due stelle Michelin ricevute, è rimasto un uomo appassionato alle sue origini e alla tradizione della sua terra. Pa.cas. [...] Read more...
Giugno 21, 2024Quando si arriva a Napoli ci si aspetta di mangiare una buona pizza, e in questo la famiglia della Mulino Caputo, farina di produzione napoletana, aiuta i pizzaiuoli e aspiranti pizzaiuoli nell’obiettivo.  Negli ultimi 21 anni però i Caputo sono andati oltre il confine italiano coinvolgendo nel proprio progetto pizzaioli da tutto il mondo con il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo Trofeo Caputo.  A vincere l’ultimissima edizione tenutasi in concomitanza del Pizza Village infatti è una giovane cilena, Daniela Zuñiga, che da 3 anni gestisce una pizzeria a Ranco dopo aver avuto una formazione tutta napoletana con master class nel suo Paese.  Dopo aver alzato la coppa ed essere scesa dal podio la Zuñiga ha dichiarato di essere felice di poter portare a casa un premio di tale prestigio.  Un’edizione dunque che ha promosso non solo la maestria e l’arte di questo mestiere ma anche le pari opportunità portando sui gradini più alti donne di tutto il mondo.  Le categorie in gara erano 12 e la Zuñiga non è stata l’unica a ottenere un riconoscimento, infatti, anche nelle categorie Teglia e America c’è stata una rappresentanza femminile.  Italiani e Napoletani hanno dominato anche in altre categorie: è il caso della Juniores in cui si è classificato primo il 15enne Alex Muscaritolo, categoria che ha sempre un ruolo di spicco nel campionato perché proprio come ha dichiarato la famiglia Caputo sul palco “rappresenta il futuro”.  Una serata ricca di emozioni e comicità con l’aiuto della conduzione di Giulio Golia, coronata da un momento di condivisione per la grande famiglia dei pizzaiuoli in gara grazie a un pizzaiuolo svizzero che dopo aver preso il microfono per i ringraziamenti ha dichiarato che “per chi nasce a Napoli tra pizza e pasta è una cosa grande ma per chi viene da fuori e sceglie l’arte della pizzeria è ancora più importante”. Un istante che ha provocato gli applausi di tutto il pubblico e l’emozione dei Caputo che rappresentano la storia del campionato e le possibilità che ne conseguono.  Sara Cipolla [...] Read more...
Giugno 20, 2024Siamo tutti pronti a cantare e ballare sulle note di “ I p me tu p te” nelle serate del 21, 22 e 23 giugno con Geolier (qui nella foto di Matteo Baglioni) nello stadio Maradona, ma cosa sappiamo di questo fenomeno del rap? Run Radio ha cercato di ripercorrere la sua storia e i momenti che lo hanno portato a questo grande successo. Nato a Secondigliano e cresciuto con poche aspettative di poter sfondare nel mondo della musica, Emanuele Palumbo, alias Geolier, ha inseguito il suo sogno fino a varcare le soglie dello stadio Maradona con 3 serate sold out. Dopo l’uscita del suo primo album “Emanuele”, il futuro di Geolier ha iniziato a cambiare direzione riuscendo con la sua musica a far breccia nelle mura del suo quartiere “difficile”, spopolando prima a Napoli e in tutta la Campania, e successivamente anche al nord grazie a collaborazioni con cantanti come Sfera Ebbasta ed Emis Killa. La sua è una carriera vissuta tutta d’un fiato, tra il suo esordio con “P Secondigliano” e gli album di Platino è trascorso ben poco tempo. Oggi Geolier scala le classifiche a occhi chiusi e per il pubblico non ha rivali. A tal proposito noi di Run Radio ci siamo rivolti ad alcuni studenti per sapere cosa pensassero del fenomeno e che valore avesse nella vita dei napoletani una penna come quella di Geolier. Sara Cipolla [...] Read more...
Giugno 20, 2024In un mese completamente dedicato ai concerti per la città di Napoli, arriva anche il teatro a imporre la sua voce tra il pubblico. In occasione della Festa della Musica, il 21 giugno, il teatro Trianon Viviani porta per la prima volta in scena La serva Padrona, un intermezzo buffo settecentesco che il regista Mariano Bauduin ha ambientato nel salotto di Salvatore Di Giacomo ex direttore della biblioteca del conservatorio di San Pietro a Majella. La storia della serva Serpina che diventa padrona è piena di risvolti inaspettati e momenti di cruda tensione tra i protagonisti. Una storia che seppur lontana secoli ci spinge alla riflessione su temi ancora discussi ai nostri tempi. L’emancipazione, l’importanza della propria identità e il successo personale prenderanno vita sul palco del Trianon per un debutto celebrativo ed evocativo per Napoli e la sua storia musicale. Sul palco infatti si esibiranno contemporaneamente le orchestre Sanitansamble e Piccola Orchestra di Forcella, in un concerto che vede protagonisti sia studenti che maestri. Per l’occasione Run Radio ha intervistato il regista Mariano Bauduin e il direttore d’orchestra Paolo Acunzo (a destra e a sinistra nella foto), per avere notizie e retroscena sulla Serva Padrona e sul valore artistico che ha per i giovani musicisti e attori. Batti un click per restare aggiornato su tutte le novità in città, ascolta Run Radio la tua radio universitaria che ti accompagna alla scoperta di eventi e appuntamenti culturali! Sa.Ci. [...] Read more...
Giugno 17, 2024Dopo il nostro podcast di annuncio e commento all’apertura degli Europei di calcio che si stanno svolgendo in Germania, continuiamo la nostra informazione al termine della prima giornata che ha visto vittoriose tutte le squadre favorite che hanno rispettato i pronostici. Germania e Spagna hanno annichilito le rispettive avversarie, mentre l’Inghilterra si è imposta con una vittoria di misura per 1-0 grazie al gol del suo golden boy Jude Bellingham. I nostri azzurri (l’immagine in pagina è tratta dalla Media gallery della Figc) hanno portato a casa i 3 punti con una vittoria in rimonta per 2-1 contro l’Albania, che era passata in vantaggio dopo soli 23 secondi siglando il gol più veloce della storia degli Europei. Adesso ci aspettano due partite molto insidiose e assolutamente da non sottovalutare. Giovedì 20 affronteremo la Spagna, forte di una vittoria schiacciante e di una squadra composta da senatori esperti come Morata, Carvajal e Rodri e nuovi talenti come Nico Williams, Cubarsì e soprattutto la stella del Barcellona Lamine Yamal, classe 2007, il giocatore più giovane ad aver mai preso parte ad un europeo. Lunedì 24 scenderemo in campo contro la Croazia, finalista del mondiale 2018, che tenterà di qualificarsi alle fasi a eliminazione diretta a qualunque costo. Riuscirà l’Italia a farsi valere contro queste due corazzate qualificandosi per gli ottavi di finale? E soprattutto riuscirà a difendere il titolo di campione d’Europa? Lo scopriremo nei prossimi giorni, voi ascoltatori però restate sintonizzati su RunRadio per ulteriori informazioni sul cammino dell’Italia in questi europei! Ma.fer. [...] Read more...
Giugno 17, 2024Nei giorni 17, 18 e 19 giugno 2024 si svolgerà la Finale del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo – Caputo Cup, tra gli eventi più importanti del Napoli Pizza Village. La ventunesima edizione, organizzata dall’APN (Associazione Pizzaiuoli Napoletani) ha visto sfidarsi pizzaioli in tutto il mondo: in Corea, a Las Vegas, in Messico. È suddivisa in 11 categorie ed è un’occasione importante che può cambiare la vita dei partecipanti. Run radio ha intervistato – in un podcast in rotazione da qualche giorno – il presidente dell’associazione “Pizzaiuoli napoletani” Gianluca Pirro. Giunto alla dodicesima edizione, il Napoli Pizza Village è aperto al pubblico fino al 23 giugno (l’ingresso è gratuito) alla Mostra D’Oltremare, con ben 27 pizzerie presenti. Dieci giorni intensi, ricchi di masterclass, animazione per i più piccini e concerti ogni sera, in cui si alterneranno sul palco cantanti e gruppi campani e non, grandi nomi e nuove leve. Insomma, è un’occasione imperdibile se siete amanti della pizza e della buona musica. Ma.chi.Fab. [...] Read more...
Giugno 17, 2024Qual è il rapporto tra innovazione digitale, nuovi media e educazione scolastica? È un quesito che ci fa scontrare spesso con la tradizione della cultura pedagogica e la necessità di arrivare in qualche modo agli studenti delle nuove generazioni, a ricucire le distanze e i vuoti comunicativi che la scuola raccoglie sempre più spesso tra gli adolescenti di oggi. Ricerca e progettazione pedagogica, dialogo e nuovi codici comunicativi sono l’oggetto di riflessione e discussione ancora focus del convegno SiPed, che si è concluso sabato 15 giugno dopo una giornata di full immersion di studio venerdì 14 nel Suor Orsola Benincasa. Fabrizio Manuel Sirignano (nella foto durante un intervento nel convegno) professore ordinario di Pedagogia generale e sociale e presidente del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria, ci ha aiutato a comprendere quali siano i punti nodali su cui la Pedagogia contemporanea deve necessariamente intervenire. Il primo è stare attenti a come analizzare nel suo intero la situazione scolastica. “Al di là delle statistiche che fanno riferimento alla dispersione scolastica i cui dati ci vengono riportati costantemente – puntualizza – abbiamo un altro quadro della dispersione scolastica che è quella di coloro che pur essendo presenti a scuola non apprendono oppure apprendono male”. Negli anni Sessanta il maestro Alberto Manzi fece un piccolo miracolo. Nell’Italia del secondo dopoguerra un mezzo come la televisione venne incontro alle esigenze di una parte della popolazione che era rimasta tagliata fuori dalla società e dall’evoluzione culturale del Novecento. Era in condizioni di povertà e minorità: si trattava di una fascia sociale completamente dimenticata dall’attenzione politica e culturale del Paese. Oggi parlare di dispersione scolastica e di disattenzione nei confronti della comunità educativa è un po’ diverso. Il problema di fondo è arrivare ai ragazzi e agli adolescenti, capire e farsi capire cercando di utilizzare un linguaggio contemporaneo e trasversale che tuttavia non metta da parte i contenuti basilari delle discipline formative. “Credo che in questo momento sia importante coinvolgere e avvicinare i giovani anche utilizzando i loro codici comunicativi – conferma Sirignano -; propongo che si inseriscano nell’ambito delle istituzioni scolastiche anche, e sottolineo anche, i cosiddetti linguaggi divergenti come ad esempio il cinema.  Non dobbiamo però dimenticare i contenuti, questo è essenziale, e appiattirci sulle metodologie scadendo nel didattismo e nella negazione della didattica. Stimolare i ragazzi attraverso il cinema, il fumetto o le altre forme di comunicazione a loro più vicine: ecco come intervenire”. “È indispensabile riconoscere che la dispersione scolastica è un problema che non riguarda solo il Sud ma tutta l’Italia – conclude -. Occorre lavorare molto in tal senso, lavorare per favorire la partecipazione scolastica, combattere l’isolamento che talvolta i social tendono ad acuire e soprattutto cercare di coinvolgere i ragazzi anche in attività extrascolastiche e fare in modo che la scuola sia collegata alla vita del Paese”. da.card. [...] Read more...
Giugno 13, 2024Dal 13 al 15 giugno 2024, con il patrocinio del Comune di Napoli, la città ospita il Convegno Nazionale SIPED, acronimo della Società Italiana di Pedagogia. I quattro atenei principali, Università Suor Orsola Benincasa, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Università degli Studi di Napoli Parthenope, collaboreranno per gestire le diverse sessioni in programma nei tre giorni, molto densi di temi e ospiti. Il titolo del convegno è “Ricerca e progettazione pedagogica per contrastare povertà educative e dispersione scolastica”. L’evento cade in occasione dei 100 anni dalla nascita di Alberto Manzi, il celebre maestro d’Italia, che negli anni ’60 grazie alla trasmissione Rai “Non è mai troppo tardi”, insegnò a leggere e a scrivere a tantissimi italiani che erano ancora analfabeti. Grazie a lui e alle sue lezioni in tv, molte persone riuscirono a prendere la licenza elementare. E quindi quale miglior modo per celebrare l’istruzione, l’educazione e appunto la pedagogia se non con un convegno di questo genere. Durante il convegno SIPED 2024, Napoli ospiterà le voci e i volti, le storie e le teorie, il futuro degli studi pedagogici per la prevenzione e il contrasto dell’abbandono scolastico. Ma parlando di pedagogia è impossibile non nominare l’importanza degli scambi di esperienze. All’iniziativa, infatti, parteciperanno oltre mille studiosi di università sia italiane che straniere. Uno degli scopi della società italiana di pedagogia è proprio favorire la cooperazione attiva fra i vari studiosi, e sostenere la diffusione della cultura pedagogica in Italia e all’estero. Abbiamo intervistato il presidente della Siped Pierluigi Malavasi. Nel podcast che pubblichiamo, il professore ordinario di Pedagogia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, racconta quali siano i temi principali che affronterà il convegno e gli obiettivi che la società di pedagogia si pone per contrastare alcune problematiche del settore educativo. Per conoscere il programma dettagliato del convegno, gli orari e le sedi precise degli atenei, consulta la sezione eventi del nostro sito unisob.na.it Patrizia Castelli [...] Read more...
Giugno 12, 2024‘Imparare a leggere e scrivere per conoscere tutto il resto dell’umanità’: con queste parole il maestro Alberto Manzi inaugurò la prima puntata della celebre trasmissione televisiva ‘Non è mai troppo tardi’. Il 15 novembre 1960 Manzi appariva sugli schermi della televisione pubblica con i suoi bozzetti, disegni, immagini e oggetti comuni. Il processo di alfabetizzazione dell’Italia del secondo dopoguerra era iniziato attraverso la TV. Innovativo e sperimentale, il metodo Manzi doveva il suo successo soprattutto all’utilizzo di un codice comunicativo basato su simboli e disegni. Le cinque vocali scritte sulla lavagna in bella calligrafia, come si diceva in altri tempi: “Cercate questi segni ovunque – recitava pazientemente Manzi – se volete andare avanti cercateli ovunque, sull’insegna di un negozio, su un giornale, ovunque, se volete imparare”. Sono trascorsi cento anni dalla sua nascita e oggi il Convegno nazionale SIPed, Società italiana di pedagogia, ne celebra la figura con un focus su ‘Ricerca e progettazione pedagogica per contrastare povertà educative e dispersione scolastica’. Tre giornate di studio per riflettere sulle sfide attuali che la scienza pedagogica si impegna ad affrontare sul territorio tra le innumerevoli casistiche di povertà e dispersione scolastica. Con un salto temporale ci siamo chiesti se sia possibile ora come ora pensare in Italia a un modello educativo come quello del maestro Manzi. Ricordiamo ad esempio le ‘pillole’ di lezioni per i maturandi, trasmesse dalla Rai durante il Covid. Ne abbiamo parlato con Enrico Maria Corbi, direttore del Dipartimento di Scienze formative dell’Università Suor Orsola Benincasa, che ci riassume quali sono gli obiettivi delle tre giornate di studio. “Il convegno SIPed che si svolgerà a Napoli dal 13 al 15 giugno ha l’obiettivo di analizzare due fenomeni educativi di stringente attualità: la povertà educativa e la dispersione scolastica. In particolare, il convegno intende approfondire la conoscenza di questi due fenomeni, individuandone le forme plurali, i fattori di rischio e le strategie educativo-didattiche che possono essere messe in atto per contrastarli e prevenirli. In questo senso, il titolo del convegno sottolinea che la ricerca pedagogico-didattica e la progettazione educativa sono risorse indispensabili per l’affrontamento di queste due emergenze”. “Il sottotitolo del Convegno – spiega il professor Corbi – chiama in gioco la figura di Alberto Manzi, su cui si stanno soffermando recenti studi di pedagogia generale, di storia della pedagogia e di didattica per costruire un’immagine del celebre insegnante più completa e complessa. Certamente quella di Manzi fu un’esperienza interessantissima non solo per le finalità educative, ma anche per la sperimentazione in termini di dispositivi didattici e, dunque, per la valenza innovativa”. Intelligenza artificiale, piattaforme digitali, community on line: siamo ben lontani dal mezzo televisivo come strumento mediatico educativo. Suddiviso in tre tappe tra Suor Orsola, Federico II e Orientale, il convegno ci aiuterà a riflettere anche su questi temi, perché il digitale oggi è effettivamente anche il nuovo terreno educativo, ma quali colture possono realmente venir fuori dal palinsesto tecnologico? “A distanza di decenni, quell’esperienza ci insegna una cosa fondamentale: l’innovazione tecnologica può essere un volano straordinario della sperimentazione educativo-didattica a patto che questo connubio sia fondato su un progetto pedagogico solido, ossia sia fondato su un’analisi dei bisogni educativo-formativi delle persone, sulla conoscenza dei loro contesti di provenienza, su una consapevolezza degli obiettivi strategici da raggiungere”.  “Direi – sottolinea –  che se Manzi ha lasciato un segno, e certamente lo ha lasciato, è nell’averci aiutato a capire che l’innovazione educativo-didattica necessita di più ricerca pedagogico-didattica (e non solo di ricerca in ambito tecnologico). Inoltre, un’altra cosa che Manzi ci ha insegnato è la possibilità di esperire la connessione tra metodi, linguaggi e attività diverse tra loro, appartenenti all’ambito dell’educazione formale e dell’educazione non formale e informale. In questa direzione, non solo la TV – il cui ‘funzionamento’ e il cui ‘consumo’ è massicciamente cambiato nel corso del tempo – ma anche le altre tecnologie che affollano la mediasfera sono un ambiente utilissimo per provare a ‘meticciare’ formale e informale. Penso ai canali tematici che fanno divulgazione (dalla storia alla filosofia, passando per le scienze naturali) o alle pillole conoscitive sui canali generalisti, ma penso anche alla radio, ai podcast, ai serious game online”. Al convegno SiPed si parlerà di povertà educativa, dispersione scolastica e progettazione pedagogica. Il legame tra ricerca pedagogico-didattica e intervento educativo ci fa pensare al rapporto tra educazione e società (scuole, famiglia, lavoro e comunità); come possiamo superare i confini tra lo spazio dentro e fuori la scuola? “La lezione di uno dei più grandi pedagogisti del Novecento, mi riferisco a John Dewey, è che tra educazione e società vi è un rapporto ineludibile: l’educazione, secondo Dewey, è il collante che tiene in vita la società sia perché consente di riprodurre alcune dinamiche fondamentali all’equilibrio sociale sia perché consente di trasformare queste stesse dinamiche per sperimentare nuovi equilibri e, dunque, per consentire ai singoli e alla comunità nel suo complesso di emanciparsi da forme più o meno violente di subordinazione”. Lo spazio scolastico è anzitutto luogo di educazione al sé, alla propria autonomia. È un luogo di crescita personale e anche una fucina di personalità e intelligenze che investiranno su se stessi, proprio fuori dall’ambiente scolastico.  Come avviene questo passaggio? “Oggi si fa tanto parlare di come ridurre la distanza tra scuola e gli altri ambienti della vita quotidiani”, commenta Corbi. “Sono numerosi i progetti e gli interventi realizzati dentro e fuori la scuola da insegnanti, educatori, pedagogisti e altre figure professionali. Tuttavia, la domanda da porsi (e qui la ricerca pedagogico-didattica diviene decisiva) è: in che direzione spingere questo rapporto tra dentro e fuori la scuola?” “Sempre più, infatti, si tende a concepire la scuola (ma lo stesso vale per l’università) come luoghi in cui ‘addestrare’ le nuove generazioni a essere sempre più competenti e pronte ad affrontare un mondo del lavoro in continuo cambiamento. Ma è davvero questo il compito della scuola? O questo compito che le viene attribuito non deriva forse dalla voglia di strumentalizzarla per fini di riproduzione economica e sociale? E allora se è così, è necessario ripensare il rapporto tra scuola e società in direzione di trasformazione: la scuola deve essere, secondo Dewey, un laboratorio in cui, attraverso l’esperienza, che collega il fare al pensare, i singoli e la comunità si facciano promotori del cambiamento e non della riproduzione. La scuola non deve dunque aiutare le persone a sviluppare le competenze per il mondo del lavoro, ma deve formare cittadini e cittadine che siano capaci di inventare una nuova società e, dunque, anche una nuova economia e un nuovo mondo del lavoro. In entrambi i casi la scuola si collega alla società, ma in due direzioni diametralmente opposte. Investire in ricerca pedagogica significa, appunto, tenere chiara questa differenza e coltivarla”. Il convegno SiPed apre i lavori giovedì 13 giugno alla Federico II, con i saluti istituzionali e le introduzioni di Maria Antonietta Mastrullo, Ettore Acerra, Andrea Mazzucchi, Maria Rosaria Strollo, Pierluogi Malavasi e Maura Striano. La sede centrale dell’Università Suor Orsola Benincasa ospiterà la sessione di venerdì 14 giugno, con i lavori introdotti dal Rettore Lucio d’Alessandro, Enrico Maria Corbi, Fabrizio Sirignano, e le sessioni parallelle e pomeridiane. Il programma completo è sul sito SiPed https://www.siped.it/convegno-nazionale-siped-2024-napoli/ Daniela Cardone [...] Read more...
Giugno 12, 2024Piano e voce: è un format che si adatta a qualsiasi forma di arte popolare, dal blues al jazz e al pop. E’ la formula scelta da John Legend per il suo nuovo recital, “An Evening with”, andato in scena ieri sera nell’Anfiteatro degli Scavi di Pompei in un’arena gremita di fan, primo spettacolo della rassegna “Beats of Pompeii”. Il sottotitolo di questo concerto che fa dell’intimità la sua forza è “Una notte di canzoni e storie”. Legend ha scelto di raccontare il suo tragitto di riscatto dalla povertà e dal disagio sociale attraverso la musica. Una storia, la sua, che lo ha portato a straordinari incontri e successi. Il concept di questa biografia arricchita da canzoni prevede filmati, fotografie di famiglia, ritagli di giornali e perfino la traduzione in simultanea del racconto (su un maxischermo alle sue spalle). Questa formula, in qualche modo simile a quella utilizzata da Bruce Springsteen a Broadway, funziona anche se lo storytelling a volte prevale sull’aspetto spettacolare. D’altronde Legend può permetterselo: è una star del pop-soul, che ha 12 Grammy Awards, un Oscar, un Golden Globe Award, un Tony Award e un Emmy Award alle spalle. Diviso in due tempi, “An Evening with” ha momenti di accorata emotività ed è arricchito da una serie di tributi importanti: la sua versione a cappella di “God Only Knows” dei Beach Boys con cui apre il secondo tempo dello show è da brividi e anche la “Redemption Song” di Bob Marley lascia il segno. La girandola di citazioni e di omaggi coinvolge anche Stevie Wonder (“Ribbon in the Sky”) e Simon & Garfunkel “Bridge Over Troubled Water”). Poi c’è il suo canzoniere, espresso attraverso una tecnica pianistica che rimanda più ai modelli di Elton John e Billy Joel che ai grandi del rhythm’n’blues. Strappano applausi a scena aperta “All of Me”, “Ordinary People”, “Wonder Woman” e “Tonight” in un crescendo di pathos che trascina sul palco le disgrazie familiari, la dipendenza della madre dall’alcol, la povertà, la religione, gli incontri (fortunatissimi quelli con Lauryn Hill e Kanye West) e l’amore per la moglie Chrissy. Le ‘storie’ della sua vita e della sua carriera sono una sorta di soggetto, di copione che Legend interpreta talvolta dimenticando che il suo è un concerto. Ma il pubblico gli perdona ogni gigioneria e qualche lungaggine, ripagato da esecuzioni musicali molto convincenti. A vent’anni dall’esordio con “Get Lifted”, Legend sembra a un giro di boa. Questo spettacolo che avvolge il nastro della sua vita e lancia un messaggio di impegno politico e sociale, pace e di consapevolezza di sè, lascerà prima o poi il posto a qualcosa di nuovo. Per il momento i suoi fan possono accontentarsi di questa versione scintillante e riflessiva. In una stagione dominata da un senso autarchico della musica e dagli incassi milionari (i casi D’Alessio, Ultimo e Geolier) – della canzone italiana, Legend è apparso come un’eccezione in un cartellone totalmente virato sul suono nazionale. Una bella anomalia che ci mostra come lo spettacolo – e la canzone, frutto di un talento antico e artigianale – viaggia su altre note. Alfredo d’Agnese [...] Read more...
Giugno 10, 2024Oggi a Run Radio un podcast su una rassegna dedicata al mondo femminile nell’arte: al centro della nostra attenzione “Women in music”, organizzata dall’Associazione Culturale Brodo, con la direzione artistica di Viola Bufano, realizzata con il sostegno del MIC e di Siae, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. La rassegna prevede quattro appuntamenti musicali, tutti il venerdì sera, dal 14 giugno al 19 luglio nella sede di FOQUS, fondazione culturale nel cuore dei Quartieri spagnoli. L’iniziativa musicale porterà sul palco alcune tra le più interessanti cantanti femminili della scena musicale napoletana e non solo. Nella prima serata di venerdì 14 giugno, saranno ospiti i Suonno d’Ajere, un trio che dal 2016 celebra la canzone napoletana con la propria lente d’ingrandimento. Per Run radio abbiamo avuto il piacere di parlare con Irene Scarpato, cantante del trio. [...] Read more...
Giugno 10, 2024Nei giorni scorsi Run Radio ha ospitato la professoressa Daria Catello. La docente del laboratorio “Metalli preziosi” presso l’Università Suor Orsola Benincasa ha spiegato che il lavoro del restauratore oggi è particolarmente importante, ma per il settore dei metalli è ancora poco conosciuto. Siamo portati a pensare che i metalli non si rovinino nel tempo, però non è così. Proprio perché non è tra i tipi di restauro più ambiti, c’è bisogno di molto personale. È importante conoscere il materiale che si ha di fronte, soprattutto perché in pochi casi si tratta di metalli puri, e quindi serve sapere a quali processi di corrosione possono essere soggetti. Fondamentali anche le conoscenze dal punto di vista tecnologico, perché le tecniche di lavorazione dei metalli sono cambiate nel corso degli anni. Quindi bisogna essere informati su quelle precedenti, senza però tralasciare le ultime modifiche. Nel podcast che pubblichiamo, la professoressa Catello (al centro nella foto, all’interno del laboratorio metalli) ha spiegato che un giovane per avvicinarsi al mondo del restauro ha bisogno soltanto di passione e di amore per l’arte. Quello del restauratore, infatti, è un mestiere molto tecnico. La nostra università ha spesso collaborato con enti esterni, tra cui il Museo del Tesoro di San Gennaro. Rappresenta la più importante concentrazione di oggetti in argento (ben 53 statue) e in generale di oggetti in metallo prezioso. Gli studenti dei laboratori hanno avuto la possibilità di lavorarci e toccarli con mano. [...] Read more...
Giugno 9, 2024RunRadio offre ai suoi ascoltatori un’esperienza unica, ascoltare una lunga maratona radiofonica direttamente dal Parlamento europeo di Bruxelles. Domenica 9 giugno Erika Branca, Nicoletta Labarile, Paolo Cantore e Veronica Grasso racconteranno lo spoglio elettorale partecipando alla diretta coordinata da RadioCom in collaborazione con RadUni, in streaming continuativo e senza contenuti commerciali a partire dalle ore 20.00 fino alle ore 2.00. Per la prima volta, infatti, grazie alla collaborazione con la Rappresentanza del Parlamento europeo in Italia, una delegazione di Europhonica avrà l’opportunità unica di vivere dall’interno dell’Emiciclo e dagli ambienti circostanti l’atmosfera delle elezioni, in trepidante attesa dei primi exit poll e dei risultati da cui poi si evincerà la composizione della decima legislatura dell’Eurocamera. La diretta sarà realizzata dagli ambienti del Parlamento europeo di Bruxelles, verrà trasmessa sul sito di RadioCom e ricondivisa sulle radio del circuito RadUni, fra cui Run Radio, emittente ufficiale dell’università degli Studi Suor Orsola Benincasa. La delegazione di Europhonica raccoglierà materiali originali, vox populi, interviste e contributi live che verranno successivamente resi disponibili sottoforma di podcast e quindi diffusi attraverso i canali RadUni, ma il racconto della notte elettorale e dell’atmosfera di Bruxelles viaggerà anche attraverso i canali social. [...] Read more...
Giugno 7, 2024L’8 e il 9 giugno Napoli si trasforma in un’arena musicale che vedrà contrapporsi due artisti amatissimi dal pubblico italiano: Gigi D’Alessio e Ultimo. Il cantante e musicista napoletano si esibirà in Piazza del Plebiscito, mentre il cantautore romano nello stadio Diego Armando Maradona. Non solo è sfida all’ultimo biglietto, ma anche all’esposizione mediatica più ampia. Noi a Run Radio ci siamo posti alcune domande: Geolier, amico e collaboratore di entrambi, a quale dei due concerti prenderà parte? E il pubblico quale dei due artisti preferirà guardare live? Se anche tu sei amante della musica dal vivo e in particolare di Ultimo e D’Alessio ti consigliamo l‘ascolto del podcast di Run Radio condotto da Davide Pignalosa. Batti un click e immergiti in questa sfida ai vertici della musica italiana! [...] Read more...
Giugno 6, 2024Società e istituzioni sono chiamate ad affrontare molteplici problematiche relative alla relazione tra tecnologia e diritto, sostenibilità ambientale e nuove tecnologie. È questo lo sguardo verso un nuovo modo di studiare una disciplina secolare per molti aspetti ancora vincolata alla tradizione e per altri governata dalle esigenze delle innovazioni tecnologiche e delle casistiche contemporanee che invadono il settore giuridico. Il RECEPL, Research Centre in European Private Law, è un Centro di Ricerca in Diritto Privato Europeo, diretto da Lucilla Gatt, ordinario di Diritto privato al Suor Orsola Benincasa. L’istituto mette in comparazione diversi aspetti del diritto privato europeo con uno sguardo lungimirante verso l’interdisciplinarità e una metodologia di studio che parte dalla didattica prima ancora che dalla ricerca post lauream. Abbiamo sentito Ilaria Caggiano, professoressa di Diritto privato e vicedirettore del Centro di ricerca (a destra nella foto in pagina), per capire quali sono le nuove frontiere della ricerca nell’ambito del Diritto privato e quali le nuove ricerche a cui il Centro sta lavorando: “Due sono i punti di forza del RECEPL – spiega -; il primo è l’ambito tematico al quale esso fa riferimento che potremmo individuare come diritto dell’innovazione tecnologica; il RECEPL si è da sempre caratterizzato come centro di ricerca sull’innovazione tecnologica digitale in ambito giuridico. Il secondo è strettamente collegato al primo ed è la vocazione interdisciplinare del Centro e un apporto congiunto tra i saperi. Sia attraverso i ricercatori del Centro che grazie all’elevato numero di convenzioni e di soggetti affiliati, prediligiamo una ricerca che sia interdisciplinare e transdisciplinare dal punto di vista digitale. Nuovo oggetto di studio strettamente correlato a questo tema, anche la ricerca collegata al diritto alla sostenibilità la quale non può che svilupparsi attraverso strumenti tecnologici”. L’Università degli Studî Suor Orsola Benincasa vanta una lunga collaborazione con la Cattedra Jean Monnet; forse non tutti sanno che sono promosse Summer School per le nuove generazioni di ricercatori impegnati proprio nel settore della sostenibilità ambientale nell’età digitale. Il RECEPL in prima fila: “I progetti Jean Monnet – conferma la prof.ssa Caggiano – sono finanziati dall’Unione europea e prevedono tre tipologie di attività: didattica, ricerca e terza missione. Presso il centro sono state istituite due cattedre Jean Monnet, le quali hanno sviluppato e stanno sviluppando dei programmi didattici per studenti laureandi o frequentanti lauree magistrali, programmi di ricerca attraverso convegni, workshop internazionali e contributi per le pubblicazioni e terza missione. Lo scopo è far conoscere anche fuori dell’Università le tematiche proprie delle cattedre Jean Monnet, che fanno riferimento a temi rilevanti nell’ambito dell’Unione europea. In particolare hanno riguardato i temi  della vulnerabilità tecnologica e quello della sostenibilità con particolare riguardo all’impatto e alla valutazione dei diritti fondamentali”. Studiare Scienze giuridiche non è semplice e non è possibile oggi pensare di scindere ricerca e didattica. Entrambe vanno di pari passo e richiedono una certa continuità di risultati.  Ma il settore della ricerca scientifica ha oggi l’attenzione che merita? “In ambito giuridico va ripensata la ricerca per la didattica e ripensare la didattica in ambito giuridico è un altro punto importante su cui stiamo lavorando al RECEPL. In questo momento ricerca scientifica e scarsa attenzione istituzionale penso che vadano di pari passo con la scarsa attenzione data alla didattica”. Infine, conclude: “La didattica digitale e innovativa non risolve pienamente (soprattutto in ambito giuridico) quella che è la necessaria erogazione sia per metodi sia per contenuti, per l’acquisizione delle competenze destinate agli studenti. Per la ricerca il problema fondamentale è quello della mancanza di fondi di ricerca. Credo che sia necessario un ripensamento metodologico della ricerca, penso soprattutto all’ambito giuridico, e di ricerca applicata. Manca secondo me un sistema di ‘scienza aperta’ che rappresenta certamente un aspetto fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione. Scienza aperta significa possibilità di utilizzare in maniera libera e senza restrizioni i risultati della ricerca, ma anche e soprattutto nell’ambito di ricerche empiriche o alle scienze dure, la possibilità di utilizzare i dati delle ricerche stesse”. da.card. [...] Read more...
Giugno 5, 2024In queste serate estive Pompei apre le porte agli spettatori per una rassegna pronta a far battere i cuori. “Beats of Pompeii” è il cuore pulsante di questa stagione che vedrà esibirsi nella casa dei gladiatori grandi nomi della musica italiana e internazionale. Il primo concerto, sempre negli scavi, ma non inserito nella rassegna, è previsto per sabato 8 giugno con Carmen Consoli e il suo progetto “Terra Ca Nun Senti”. La rassegna si aprirà ufficialmente con John Legend (martedì 11 giugno) mentre la chiusura della rassegna è programmata per il 26 luglio con Francesco De Gregori (nella foto di Daniele Barraco) in una serata dedicata alla sua carriera e ai suoi brani più rappresentativi. Sul palco di Pompei si alterneranno voci, musicisti e band di spessore come Russell Crowe (il 9 luglio), Ludovico Einaudi (il 12 luglio) e i Pooh (il 22 luglio) pronti a sorprendere le nuove e le vecchie generazioni amanti della musica. Ascolta il podcast di Run Radio per scoprire i dettagli e curiosità su artisti e concerti. Fai click e vivi con noi questa esperienza indimenticabile! [...] Read more...
Giugno 5, 2024Per il quinto mese consecutivo, la fondazione Ravello presenta “Il Salotto Musicale di Neville Reid”, una rassegna ideata da Maurizio Pietrantonio, con un ricco programma di eventi per tutto il mese di giugno. Cinque appuntamenti avranno luogo tra Villa Rufolo e l’Auditorium Oscar Niemayer. . Il prossimo appuntamento sarà il 9 giugno, con il Quartetto Raro che eseguirà opere di Wilhelm Kempff e Beethoven. Il 15 giugno sarà dedicato, invece, a Eduardo Savarese, con musiche curate da Giovanni Auletta. L’evento del 21 giugno sarà quello finale e vedrà Genny Basso in un recital pianistico. L’ingresso ai concerti è gratuito per i residenti e a pagamento per i non residenti, tranne il 15 giugno che è a ingresso libero. Se anche tu ami la musica e vuoi vivere una serata speciale nella magica Villa Rufolo non perdere questa opportunità: per scoprire ulteriori dettagli e curiosità ascolta il podcast di Run Radio condotto da Andrea Ianniello. Fai click e vivi con noi questa esperienza indimenticabile! da.pigna. [...] Read more...
Giugno 3, 2024Martedì 4 giugno ricorre il trentennale della morte di Massimo Troisi, straordinario attore che ci ha lasciati prematuramente a causa di una malattia cardiaca. Durante la sua carriera ha saputo dimostrare il suo talento in diversi campi. Dalla radio, con “Cordialmente insieme”; alla televisione, con “Non stop” e “Luna Park”, durante i quali sono andati in scena gli indimenticabili sketch de “La Smorfia”, trio composto da Troisi, Enzo Decaro e Lello Arena. Parte importante della sua vita artistica è stata il cinema: ambito in cui fin dagli esordi nel 1981, con “Ricomincio da tre”, ha rivelato le sue doti eccezionali in qualità di attore e anche di regista, confermate nelle successive produzioni come “Le vie del Signore sono finite”, di sei anni più tardi. Ma il suo capolavoro è senza dubbio “Il postino”, con la regia di Michael Radford, che risale proprio al 1994. In occasione dei trent’anni dalla sua scomparsa, l’autrice partenopea Donatella Schisa ha pubblicato un libro dal titolo “A Napoli con Massimo Troisi”, presentato recentemente anche a Napoli, nel quale ripercorre le tappe fondamentali che hanno contrassegnato la carriera dell’attore. È stata una figura importantissima per la nostra città e non solo, ed ha lasciato un segno indelebile con il suo umorismo ma allo stesso tempo la sua capacità interpretativa. La sua è stata una vita fin troppo breve, ma per fortuna i suoi lavori sono un modo per non dimenticarlo. Anche Run Radio ha voluto ricordarlo con un podcast, analizzando alcuni degli aspetti più rilevanti del suo percorso. ma.chi.fab. [...] Read more...
Giugno 3, 2024Il 27 maggio 2024 l’amministrazione comunale di Napoli ha lanciato il “Napoli Città della Musica – Live Festival 2024”, evento volto a valorizzare il territorio attraverso diversi appuntamenti di musica dal vivo. Il festival fa parte del progetto più ampio dal titolo “Napoli Città della Musica”, con il supporto e l’impegno del sindaco Gaetano Manfredi. I concerti si svolgeranno tra Piazza del Plebiscito e lo Stadio Diego Armando Maradona e vedranno la partecipazione di numerosi artisti nazionali e internazionali. La novità di quest’anno è che l’iniziativa non si limiterà ad essere una serie di appuntamenti musicali, ma vuole avere anche un risvolto più sociale, di formazione e lotta alla povertà educativa, di inclusione sociale attraverso la musica. Ogni artista oltre a esibirsi, si impegnerà direttamente a devolvere una parte del ricavato del concerto per un’iniziativa di tipo sociale legata al territorio; un ottimo modo per promuovere l’immagine di Napoli e incentivare il turismo, contribuendo allo sviluppo socio-economico della città attraverso la cultura e la musica. Gli eventi includono concerti di Gianni Fiorellino, Ultimo, Negramaro, Geolier e Nino D’Angelo nello Stadio Maradona, e di Gigi D’Alessio, Renato Zero, Tropico e Co’Sang in Piazza del Plebiscito. Per Run Radio il nostro Andrea Ianniello ha intervistato l’avvocato Ferdinando Tozzi (nella foto con il sindaco Manfredi), esperto di diritto d’autore e delegato del sindaco per l’audiovisivo e per l’industria musicale. pa.ca. [...] Read more...
Maggio 31, 2024Tra i suoi laboratori di ricerca l’Università Suor Orsola Benincasa annovera il Centro di Ricerca ‘Margini e confini’, da molti anni attivo nell’ambito del ‘Centro Scienza’ nuova sui temi del diritto, dell’inclusione e nello specifico sul tema del ‘margine’ considerato come elemento di confine della società contemporanea. Quali sono i ruoli e le caratteristiche degli istituti che hanno caratterizzato le comunità occidentali? Ė uno dei quesiti fondamentali alla base delle ricerche compiute dal Centro che come laboratorio è uno stimolo a ripensare alle trasformazioni che governano e hanno governato la società e la vita nel corso della storia. Il Centro di ricerca dedica una particolare attenzione alle civiltà euro-mediterranee: centri e periferie, pubblico e privato, identità locali e sovranazionali, spazi di integrazione e forme di sociabilità, ruolo delle donne, realtà marginali e diritti umani. Il tema del ‘margine’ e del ‘confine’ è anche “un’occasione per riflettere sulla inattualità delle barriere tra le discipline, tra i saperi, e anche tra i mondi”, come ha detto la professoressa Vittoria Fiorelli; la docente di Storia moderna all’Università Suor Orsola e coordinatore scientifico di ‘Margini e confini’ ha fatto riferimento al convegno internazionale di studi Attraversare mondi. Fonti e metodi per lo studio delle missioni tra testi, oggetti, che il Suor Orsola ha organizzato per le giornate del 30 e 31 maggio, a cui abbiamo dedicato un podcast, che pubblichiamo in questa pagina. Il convegno è stato pensato nell’ambito della partecipazione al Dottorato Nazionale di Studi Religiosi con sede nell’Università di Modena e Reggio e rappresenta un momento importante per lo scambio della ricerca e dei risultati scientifici. Il riferimento alla traccia non deve farci pensare che si tratti di un incontro focalizzato sugli studi storici e religiosi: “La scelta del tema delle missioni – dice la professoressa Fiorelli – ci è apparso piuttosto uno spazio duttile per invitare colleghi provenienti da centri di ricerca italiani universitari e non – anche dalla Spagna e dalla Germania -, a interrogarsi sulla flessibilità di metodi e linguaggi che i loro studi disciplinari possono offrire su un’ipotesi di attraversamenti di linguaggi, di metodologie, di orizzonti di lavoro”. In concomitanza con le sperimentazioni e le applicazioni delle tecnologie digitali nel contesto di ricerca del centro ‘Margini e confini’, è inevitabile riflettere su quanto un orientamento culturale aperto non possa che confrontarsi anche con il progresso delle tecnologie; le innovazioni stanno plasmando i parametri stessi della ricerca per cui appare una necessità progettare con gli umanisti l’inserimento del digitale e delle tecnologie. È quanto accaduto nella organizzazione del convegno con il quale è stata messa a fuoco questa relazione imprescindibile tra la materia scientifica e materia digitale, come ci hanno spiegato Vittoria Fiorelli e Natascia Villani, coordinatrici scientifiche dell’evento: “Sono stati messi insieme gruppi di ricerca che, nel panorama internazionale, si stanno misurando con i problemi del digitale applicato alla conservazione e alla tutela del patrimonio storico, oltre che con la necessità di convergere su linguaggi e metodi condivisi di data modeling. In questa prospettiva è essenziale la presenza dei componenti dei gruppi di ricerca PRIN NeTEX sull’analisi digitale degli archivi della Chiesa nella prima età moderna. Il progetto infatti, è finanziato da fondi PNRR e il progetto PRIN Digital Inquisition: strumenti di fruizione e accesso multimediale per l’Archivio della Congregazione per la Dottrina”. da.card. [...] Read more...
Maggio 28, 2024Nell’ambito del Maggio dei monumenti 2024, martedì 21 maggio si è inaugurato il ciclo di incontri promosso dall’Università Suor Orsola Benincasa che apre al pubblico la storica fabbrica in via Nilo, nel cuore della città, il centro storico di Napoli. Ce ne parlano nel podcast Patrizia Castelli e Andrea Ianniello, che ha intervistato per Run Radio il professor Pierluigi Leone De Castris. [...] Read more...
Maggio 22, 2024Dall’anno 2009 l’Università suor Orsola Benincasa fa parte di una rete di alta formazione che offre agli studenti un corso di studi abilitante in Restauro. Andrea Ianniello per Uniworld è andato alla scoperta di questa misteriosa e affascinante professione, tra camici bianchi e scalpelli, per scoprire come si diventa restauratori. Ce ne parla con Pasquale Rossi, presidente del CdL in Conservazione e Restauro, la professoressa Anna Adele Aprile docente del Laboratorio di Restauro dei dipinti su tela e Patrizia irena Somma, turor e docente di Restauro. [...] Read more...
Maggio 22, 2024Il FRU è giunto al termine: tre lunghi giorni ricolmi di eventi, ospiti, confronti, interviste, sfide, giochi, risate e vino “de li castelli”, sono finiti. È arrivato il momento di tirare le somme su questa prima esperienza al festival, vista dagli occhi di un ventitreenne napoletano straripante di entusiasmo. Finite le presentazioni, il primo giorno alle undici e mezza è stato trasmesso sul grande schermo del Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza, un videomessaggio del maestro Renzo Arbore, rivoluzionario e innovatore della radio, che tra aneddoti e racconti, ci ha raccontato la sua radio, quella che lui chiama “jazzata”. Al termine del filmato, Dario Salvatori, giornalista, critico musicale e responsabile artistico del patrimonio sonoro della Rai, ha ricordato di come Arbore e Boncompagni hanno completamente cambiato, nel bene e nel male, il modo di fare e pensare la radio, portando una ventata, anzi un tornado, d’aria fresca nell’Italia degli anni Settanta, che di lì a poco avrebbe visto il diffondersi delle radio libere, queste ultime estremamente influenzate dallo stile radiofonico dei due conduttori. E parlando di stile e identità di uno speaker, poche ore dopo, a mezzogiorno e mezza, sono saliti sul palco Antonello Dose e Marco Presta, giornalisti e conduttori de “Il Ruggito del Coniglio”, la trasmissione, quasi trentenne, di Rai Radio 2. Il loro programma è uno dei pochissimi esempi odierni che si ispira a quel modo di fare radio degli anni settanta. Al termine del loro panel, Marco Presta ha lanciato un grande messaggio, alle ragazze e ai ragazzi che vogliono addentrarsi in questo mondo, che sono contento di ribadire con forza qui: “Diversi anni fa, facemmo una specie di talent che si chiamava “Viva Guglielmo Marconi”, in cui chiedevamo di mandarci una breve registrazione, così da permettere ai giovani di proporsi e devo dire che sono rimasto abbastanza deluso, perché purtroppo non abbiamo trovato grandi talenti, erano tutti un po’ uguali. Inizialmente ero alquanto sorpreso, ma a pensarci bene questo risultato rispecchiava perfettamente la povertà di originalità delle radio in FM che tutt’oggi viviamo. Ragazzi leggete, informatevi sull’attualità, non uniformatevi a quello che sentite in radio o in tv, e via dicendo, provate a creare un nuovo prodotto, originale, che vi rispecchi per quello che siete, esaltando la vostra personalità, perché fare radio è un mestiere meraviglioso, soprattutto se fatta da giovani”. Questa povertà di originalità non colpisce solo i programmi ma anche la programmazione musicale: lo ha raccontato Alessio Bertallot, conduttore radiofonico, DJ e musicista. A parte alcuni rarissimi casi, nelle radio FM non c’è spazio per la ricerca e la sperimentazione, le programmazioni sono decise a tavolino dalle case discografiche, che decidono quante volte un determinato artista debba essere trasmesso. “È tutto schedulato e prefissato – dice Bertallot -; le programmazioni sono completamente sottomesse alle leggi del mercato dell’industria musicale”. Dunque se in futuro ci saranno delle rivoluzioni musicali, le radio non le racconterà, piuttosto saranno le web radio e le piattaforme che, anche se con un bacino d’utenza esponenzialmente inferiore, danno ancora valore a playlist musicali innovative. Vi abbiamo abbassato il morale? Eppure dovrebbe essere esattamente il contrario, perché tutti gli ospiti di questo FRU ci hanno fatto capire che è arrivato il momento di un cambiamento in radio. Tonino Luppino, pioniere delle radio libere, ospite l’ultimo giorno del Festival, crede che la radio sia ancora lo strumento più moderno che ci sia perché, quando libera, “arriva dalla gente, entra nelle case e ci parla direttamente”, citando Finardi. E volendo continuare a citarlo, immaginate quante volte oggi abbiamo bisogno di un sottofondo, abbiamo bisogno di una compagnia quando facciamo qualcosa, che sia studiare, cucinare, lavorare e via dicendo; c’è qualcosa di molto facile che possiamo fare, accendere la radio e mettersi ad ascoltare e se una radio è libera, ma libera veramente, piace ancor di più perché libera la mente. Andrea Ianniello [...] Read more...
Maggio 17, 2024Dopo molto tempo trascorso in rianimazione, il cuore di Run Radio è tornato a battere costante. La voce dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli riecheggia nei corridoi dell’Ateneo, ma vogliamo di più, è arrivato il momento di uscire dalle mura universitarie e farci conoscere anche all’esterno. Come avete letto in un precedente articolo, sono partiti i tre giorni del FRU, il festival delle radio universitarie, quest’anno promosso dalla Sapienza Università di Roma, insieme con RadUni – Associazione delle radio e degli operatori mediali universitari. E noi, dopo tanti anni, abbiamo deciso di tornarci per scoprire e conoscere altre realtà studentesche, entrando in relazione con le colleghe e i colleghi delle tante radio universitarie italiane, scambiandoci idee, opinioni, progetti, arricchendoci con tutto quello che questo festival ha da offrire. Insomma,Run Radio è viva, operativa e presente. La cerimonia d’apertura del festival è cominciata coi saluti della Magnifica Rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, seguiti da quelli di Miguel Gotor, Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Franco Siddi, Presidente Confindustria Radio Televisioni, Giacomo Lasorella, Presidente AGCOM. Tutti hanno evidenziato l’importanza che la Radio, dopo aver compiuto cento anni, ha ancora oggi nel nostro Paese, nonostante tutti i media, e non solo, coi quali si è dovuta confrontare durante questo secolo di vita: dalla televisione a Spotify, passando per l’IPod, senza poi contare la miriade di software per scaricare musica da internet. Eppure gli ascolti della Radio, fa presente il Presidente AGCOM Lasorella, sono addirittura cresciuti rispetto allo scorso anno. Dati alla mano, la radio è ben lungi dal morire. Sul palco del Teatro Nuovo Ateneo sono intervenuti Carlo Pahler, Presidente RadUni, Mihaela Gavrila, Responsabile scientifico MediaLab/RadioSapienza, i “boss” di questo festival, che hanno fortemente ribadito il tema portante di tutta la manifestazione: innovazione, sostenibilità e inclusione, rimarcando l’importanza delle radio universitarie, che, restando ancora parzialmente fuori dalla logica competitiva dei grandi network, diventando veri centri creativi, nei quali le nuove generazioni possono esprimersi, sperimentare e immaginare nuovi “mondi” radiofonici, che senza questa forza innovativa giovanile, probabilmente non avrebbe compiuto il centesimo anno di vita. Andrea Ianniello [...] Read more...
Maggio 16, 2024Venerdì 17 maggio Joe Barbieri presenta nel teatro Acacia di Napoli il suo nuovo album Vulìo, un omaggio alla grande canzone napoletana. Nel podcast che pubblichiamo, risponde ad alcune domande sul suo rapporto con la forma-canzone, sulla realizzazione del nuovo disco e sugli ospiti speciali del concert/presentazione, Maurizio De Giovanni, Teresa De Sio, Enzo Gragnaniello e Raiz. Joe Barbieri (nella foto in pagina di Angelo Orefice) è un’enigmatica eccezione che cattura l’attenzione. È un po’ un outsider nel mondo della musica, ma ha saputo costruirsi una carriera tutta sua sia in Italia che all’estero. E cosa ancora più rara, è riuscito a conquistare il rispetto di colleghi, critici e fan. Dopo aver “imparato il mestiere” con Pino Daniele, che è stato il suo primo produttore, nel 2004 pubblica il suo primo album, “In Parole Povere”: un successo internazionale, un mix coinvolgente di world music, jazz e canzone d’autore, elogiato anche dalla stampa estera. Il secondo album di Joe Barbieri, “Maison Maravilha”, uscito nel 2009, vende oltre 20.000 copie e vince il Premio Lunezia per i testi. Definito dalla critica francese come “una vera e propria perla”, il disco viene anche registrato dal vivo all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Nel 2012 pubblica “Respiro”, un album che debutta in classifica FIMI e ottiene successo anche all’estero. Distribuito in oltre cinquanta paesi, fa di Barbieri un nome conosciuto anche fuori dall’Italia. Nel suo percorso vi sono anche due dischi tributo a due giganti del jazz: Chet Baker con “Chet Lives!” nel 2013 e Billie Holiday con “Dear Billie” nel 2019. L’anno scorso, per festeggiare i suoi 30 anni di carriera, pubblica un album live chiamato “Tratto Da Una Notte Vera” e fa un tour chiamato “30 Anni Suonati”, un grande successo. La sua musica vende decine di migliaia di copie in tutto il mondo, e il suo stile che mescola canzone d’autore, jazz e musica world lo porta negli anni a collaborare con artisti di ogni genere, da Omara Portuondo a Jaques Morelenbaum, da Stacey Kent a Luz Casal, da Jorge Drexler a Hamilton De Holanda, su alcuni dei palchi più importanti del mondo. Il 19 aprile di quest’anno, uno dei progetti più significativi ed emozionanti del suo lungo percorso artistico ha visto la luce: il suo personale omaggio alla Grande Canzone Napoletana con l’album intitolato “Vulío”, accompagnato dalla chitarra manouche di Oscar Montalbano e dalla DBguitar di Nico Di Battista. “Vulío” attraversa un viaggio musicale composto da 17 tracce, spaziando dalle intramontabili gemme come “Accarezzame” o “Dicitencello Vuje”, fino a delineare alcuni dei futuri capolavori della Canzone Napoletana, come “Don Salvato’” di Enzo Avitabile o “Nun Te Scurda’” degli Almamegretta, solo per citarne alcuni. Ma tra le varie tracce quella a spiccare di più è “Cammina Cammina”, omaggio al compianto Pino Daniele, suo mentore. Ad arricchire ulteriormente questo già sontuoso panorama, c’è un brano inedito, scritto dallo stesso Joe Barbieri, intitolato “Vulesse ‘O Cielo”. Davide Pignalosa [...] Read more...
Maggio 16, 2024Febbre da doppio: una volta caduti i protagonisti più attesi dell’81°esima edizione degli Internazionali d’Italia e i singolaristi nazionali, ai tifosi non resta che aggrapparsi ai possibili successi delle coppie Simone Bolelli-Andre Vavassori (nella foto Fitp in pagina) e Sara Errani e Jasmine Paolini. I primi si giocano l’accesso alle semifinali, le seconde venerdì 17 lotteranno per l’accesso alla finale. Mai come quest’anno le aspettative erano alte per l’appuntamento romano, tra tutti il più acclamato Jannick Sinner; il vincitore degli Australian Open era atteso per riportare un titolo che a un italiano manca dal 1976, dalla famosa cavalcata trionfale di Adriano Panatta. Il torneo è nato subito sotto una cattiva stella, a partire dal ritiro dello spagnolo Carlos Alcaraz costretto a saltare la manifestazione per un problema al braccio destro. Tra i ritiri eccellenti quello che ha fatto più gelare gli appassionati italiani è stato quello di Sinner costretto a lottare da tempo per un problema all’anca ha deciso di ritirarsi dagli Internazionali mettendo in dubbio anche la sua partecipazione al Roland Garros “Non voglio entrare nei dettagli. Pensavamo che non fosse qualcosa di grave, poi con la risonanza, abbiamo visto che c’è qualcosa che non va. La situazione è sotto controllo, mi fermerò un altro po’ se non dovessi recuperare al 100%. Non voglio buttare anni di carriera in futuro, non ho fretta”, ha detto. Le brutte notizie in casa Italia sono continuate perché anche Matteo Berrettini si è ritirato prima dell’inizio. Con queste premesse, è partito il torneo con 22 partecipanti italiani, 11 nel singolare maschile con l’unica testa di serie Lorenzo Musetti, undici anche per il singolare femminile.  Purtroppo per gli italiani c’era tanta attesa ma alla fine nessun nostro giocatore è riuscito ad arrivare agli ottavi di finale. Il torneo di Roma ha regalato al pubblico anche dei nuovi volti, come la prima vittoria nel main draw di Matteo Gigante o la grande avventura del nuovo “gladiatore” di Roma Francesco Passaro, vittorioso prima di due turni tostissimi nelle qualificazioni, successivamente vincendo unabattaglia di oltre tre ore contro il francese Rinderknech. Per finire le belle storie degli italiani a Roma l’ultimo ad arrendersi in ordine temporale è stato Stefano Napolitano. Il tennista di Biella, che aveva tra l’altro pensato al ritiro negli anni precedenti, è riuscito grazie a un po’ di fortuna ad arrivare al terzo turno fermato poi da Nicolas Jarry. Molta eccitazione c’era anche per l’ultimo ballo di Rafa Nadal che però dopo la sconfitta piuttosto cocente rimediata contro Hubert Hurkacz non si è voluto fermare per la cerimonia d’addio. L’altro super atteso era Novak Djokovic il 6 volte vincitore del torneo era pronto per rimettersi in gioco dopo la pausa ed aver perso l’ultimo match a Montecarlo in semifinale contro Ruud, ma la sua avventura si è fermata contro il cileno Tabilo, numero 32 al mondo e grande sorpresa del torneo. Tra l’altro questa sconfitta mette in serio pericolo la sua posizione di numero uno al mondo. Diversi gli scenari che vogliono Sinner numero uno al mondo dopo il Roland Garros. Fuori anche il campione Danil Medvedev che non è riuscito a spezzare la maledizione, che lo vede nonostante aver vinto 20 titoli Atp non aver mai confermato il titolo l’anno successivo. Insomma non rimane che scoprire se il torneo di Roma avrà la riconferma di un suo “vecchio” campione come Alexander Zverev  (L’unico ancora in corsa ad aver già vinto il torneo) oppure verrà incoronato un nuovo re di Roma: Tsistipas, Hurkacz o la sorpresa Tabilo? Per questo non ci resta che aspettare domenica. chris.mo. [...] Read more...
Maggio 15, 2024Nel tessuto sempre più interconnesso delle accademie, emerge un’organizzazione che fa da ponte tra le varie realtà universitarie: RadUni. Quest’ultima, abbreviazione di Radio Universitarie, è una piattaforma che propone di mettere in evidenza il ruolo delle radio presenti all’interno degli atenei di tutta Italia. L’appuntamento più importante dell’associazione è Il Festival delle Radio Universitarie, un evento nazionale dedicato al mondo della radiofonia tradizionale e digitale, che coinvolge oltre 35 emittenti universitarie e più di 300 operatori dei media universitari italiani. Quest’anno il FRU 2024 è promosso per la prima volta dalla Sapienza Università di Roma, con la sua emittente, RadioSapienza, assieme a RadUni – Associazione delle radio e degli operatori mediali universitari, intorno al tema portante “Reti, Innovazione, Sostenibilità, Inclusione. Le radio universitarie come laboratorio di società”, e si svilupperà lungo 3 giornate (16/17/18 maggio), anticipate dalla conferenza Stampa di presentazione, che ha aperto la Maratona radiofonica in ricordo di Antonio Megalizzi. Tra le emittenti anche Run Radio torna a far sentire la sua presenza. RadUni agisce come un ponte tra le diverse comunità accademiche di tutta Italia, favorendo lo scambio culturale e la collaborazione nazionale tra le radio universitarie. Questo si traduce in una maggiore comprensione, collaborazione tra studenti di diverse regioni e contesti, alimentando una prospettiva inclusiva all’interno delle istituzioni accademiche Le radio universitarie rappresentano anche un terreno fertile per la formazione e lo sviluppo delle competenze dei futuri professionisti dei media. Gli studenti coinvolti in queste emittenti hanno l’opportunità di acquisire esperienza pratica nella produzione radiofonica, imparando a condurre interviste, scrivere script e gestire le operazioni di trasmissione. Questa formazione pratica li prepara in modo efficace per le sfide del mondo dei media, contribuendo alla loro crescita professionale e personale. Nel podcast, Patrizia Castelli, ci porta all’evento di RadUni che si svolgerà a Roma dal 16 al 18 maggio. Il festival delle radio universitarie italiane, giunto alla sua 17esima edizione, si posiziona inoltre in un momento importante per la radiofonia italiana, che festeggia i suoi 100 anni di vita. La manifestazione sarà un’occasione di dibattito e momenti di approfondimento sui linguaggi e i formati della radiofonia, sulle funzioni dei media e della comunicazione nella vita delle università, dei territori e del Paese nel suo complesso. Workshop, conferenze e concerti sono solo alcune delle attività che caratterizzano l’evento, offrendo un’immersione completa nel mondo del lavoro radiofonico. Ascolta il podcast in diretta o sul sito di RunRadio ja.vi. [...] Read more...
Maggio 13, 2024Un seminario sui restauri d’arte e le architetture del Novecento è solo un tassello dei molteplici lavori che il Dipartimento di Scienze umanistiche ha avviato per tirare le fila di un percorso di anni e anni di ricerca e attività laboratoriali sul tema del restauro. È una lunga storia di cui si parlerà mercoledì 15 maggio alle ore 10,30 presso la sede di Santa Caterina da Siena. In prossimità delle iscrizioni per il Corso di laurea quinquennale abilitante a ciclo unico per restauratori, la giornata di studi è un’opportunità per parlare della duplice esperienza di restauro delle opere al teatro Coliseo Espaňa de Sevilla e dello splendido mosaico realizzato da Nicola Fabbricatore sul frontone dell’Arena Flegrea alla Mostra d’Oltremare a Napoli. Due restauri complessi e storicamente fondamentali per la cultura storico artistica del Novecento europeo. Ce ne ha parlato la professoressa Maria Teresa Como, docente di Storia del Restauro e Storia dell’architettura all’Università Suor Orsola, nonché delegata per i progetti Erasmus del dipartimento di Scienze umanistiche Unisob. “L’iniziativa – spiega – nasce dall’Accordo di collaborazione Erasmus che abbiamo tra i Corsi di Laurea in Conservazione e Restauro Unisob e l’Università di Sevilla che è molto vivace da vari anni, sia nello scambio di studenti che in quello di docenti, con molta mobilità per i nostri professori ospitati lì e loro qui da noi”. Il partenariato dà modo di intensificare gli scambi di ricerca e collaborazioni con i due Atenei, prevedendo l’organizzazione di un seminario che fa da ‘corollario’ alle lezioni tradizionali. Quest’anno il Dipartimento di Scienze umanistiche ospiterà infatti Monica Torres Carrasco dell’Università di Siviglia. “Mónica Torres Carrasco è docente e restauratrice di opere pittoriche ed esporrà per noi le attività eseguite per salvare le pitture murali di Francisco Hohenleiter – continua la professoressa Como – rinomato pittore del Novecento andaluso, che erano state eseguite a decoro degli interni del Teatro Coliseo, architettura di inizio Novecento ”. I grandi dipinti murali del salone d’onore del teatro Coliseo furono realizzati, infatti, proprio da Francisco Hohenleiter Castro e rappresentano l’opera ‘Gli interessi creati’ di Jacinto Benavente e l’iconografia della seconda parte del ‘Don Chisciotte’ di Cervantes. Le opere furono strappati dai muri su richiesta del professore di Restauro Francisco Arquillo Torres, che li trasferì alla Facoltà di Belle Arti dell’Università di Siviglia, alla quale furono donati, nel corso degli anni Settanta.  “Questi decori pittorici furono rimossi dalle pareti dal professore di restauro Francisco Arquillo Torres – conferma Maria Teresa Como –  fondatore della scuola di restauro a Siviglia e qui trasferiti. Fondamentale lo studio e anche l’utilità della ricostruzione in 3D al fine della comprensione dell’opera e della conservazione, di cui parlerà Monica Torres Carrasco”. Il confronto di esperienze tra i due Corsi di Laurea, quello di Suor Orsola e quello di Siviglia, avverrà grazie all’intervento di Monica Martelli Castaldi all’interno delle attività laboratoristi Unisob, con il lavoro di ricomposizione e restauro dei frammenti del mosaico di Nicola Fabbricatore, del frontone dell’Arena flegrea alla mostra d’Oltremare (nella foto in pagina), anch’esso staccato dalla sua originaria collocazione. Una tavola rotonda finale con docenti restauratori aprirà alla discussione sulle esperienze. Il programma del seminario al link https://www.unisob.na.it/universita/facolta/lettere/news/avviso.asp?vr=1&id=25931 da.card. [...] Read more...
Maggio 10, 2024È finalmente nelle sale “Il segreto di Liberato”, un film animato e anche live action dedicato al misterioso musicista. Ed è subito boom: è in testa alla classifica degli incassi italiani con 244mila euro e porta in sala 27mila spettatori, con un totale di 268mila, considerando gli incassi in anteprima dell’altro ieri. Per questa e per molte altre ragioni abbiamo dedicato un podcast al cantante mascherato che potete ascoltare sul nostro sito. La pellicola è diretta da Francesco Lettieri e per il regista napoletano non sarà la prima collaborazione con Liberato, con cui lavora fin dalle prime misteriose apparizioni del cantante. La data d’uscita del film non è stata scelta per caso; infatti il 9 maggio è un giorno ricorrente per l’artista e i suoi fan. Ogni anno in questa data, regala al suo pubblico un video o una canzone, ma questa volta per comunicare decide di raccontarsi nelle sale del grande schermo. Inoltre “Nove maggio” è anche il titolo della prima canzone di Liberato, con la quale è entrato nel cuore di tutti i napoletani e non solo.La pellicola è diretta da Francesco Lettieri e per il regista napoletano non sarà la prima collaborazione con Liberato, con cui lavora fin dalle prime misteriose apparizioni del cantante. La data d’uscita del film non è stata scelta per caso; infatti il 9 maggio è un giorno ricorrente per l’artista e i suoi fan. Ogni anno in questa data, regala al suo pubblico un video o una canzone, ma questa volta per comunicare decide di raccontarsi nelle sale del grande schermo. Inoltre “Nove maggio” è anche il titolo della prima canzone di Liberato, con la quale è entrato nel cuore di tutti i napoletani e non solo. Il fenomeno “Liberato” funziona fin dalla nascita e colpisce. I motivi di questo successo sono dovuti sicuramente alle sue abilità musicali, riuscendo a trovare un equilibrio perfetto tra la canzone napoletana e i suoni moderni. Perseguendo questa strada, possiamo considerare Liberato unico e forse inimitabile nel suo genere. Altro punto di forza è stata la sua identità che fino a due anni fa era rimasta sconosciuta al pubblico. Molto probabilmente è stato mascherato poiché la Siae involontariamente ha inserito il nome di Gennaro Nocerino tra gli autori della canzone “Future Romance”. Da questo errore il fattore mistero è venuto meno, ma questo inconveniente non ha fermato l’onda del successo. Nonostante ciò, Liberato non ha ancora mostrato il suo volto. Chissà, con l’uscita di questo film riusciremo finalmente a scoprire ufficialmente chi sia. Ne abbiamo parlato con il giornalista, poeta e performer Gianni Valentino, autore del libro “Io non sono Liberato” che ci ha parlato del fenomeno Liberato e del suo successo a sei anni dall’uscito della biografia che ha scritto, delle aspettative deluse e delle prospettive future. Il film? Un’operazione per aumentare l’hype, sostiene Valentino. La possibile pecca della pellicola potrebbe essere, continua, l’autoreferenzialità. Se il suo volto è sconosciuto, la sua musica di certo non lo è affatto. Anche se le canzoni sono principalmente in lingua napoletana, Liberato inserisce nei propri testi anche frasi in inglese e altre lingue. L’artista non è solo apprezzato solo qui a Napoli e in Italia, ma anche all’estero. Ne è la dimostrazione il successo che ha riscosso nell’ultimo tour estivo in Europa, dove si è esibito a Berlino, Londra e Parigi. Fino a qualche ora fa la domanda era: i fan andranno a vedere il film al cinema? La risposta è arrivata subito: il fenomeno resiste ancora. Ema.Er. [...] Read more...
Maggio 10, 2024Napoli e il teatro Trianon si dipingono di rosso e verde accogliendo venerdì 10 maggio la cantante portoghese Teresa Salgueiro. L’interprete andrà in scena con il gruppo Solis String Quartet in un concerto intitolato “Canti naviganti”, un viaggio sonoro che rende omaggio all’arte e alla musica delle due città del sud: Napoli e Lisbona, sottolineando i legami profondi tra le loro anime vibranti. È la quinta puntata di “Il mondo fa tappa a Napoli”, la rassegna con artisti internazionali che si confrontano con il patrimonio musicale partenopeo Salgueiro e il Solis string quartet saranno accompagnati dalle percussioni di Rui Lobato. Inoltre, sabato 11 e domenica 12 maggio, Veronica Mazza porterà sul palco l’umorismo e la profondità della femminilità napoletana con lo spettacolo comico musicale “La tazzina blu”. Sarà accompagnata da un cast tutto al femminile e dalla musica della Moka Swing Orchestra. L’attrice ci condurrà in un viaggio attraverso le note e le parole della ricca cultura partenopea, offrendo una prospettiva coinvolgente sul mistero delle donne napoletane. Teresa Salgueiro, con il Solis string quartet, e Veronica Mazza sono le protagoniste dei due appuntamenti del fine settimana al Trianon Viviani, diretto da Marisa Laurito, che si avvale del sostegno del ministero della Cultura, la Regione Campania e la Città metropolitana di Napoli, con il patrocinio di Rai Campania. Non perderti il podcast adesso disponibile sul sito di RunRadio. Ja.vi. [...] Read more...

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