A sei anni dall’annuncio ufficiale, Hollow Knight Silksong è finalmente arrivato. Dal 4 settembre i fan del pluripremiato videogioco indie Hollow Knight possono vestire i panni di Hornet nel tanto atteso sequel.
La casa di sviluppo che si occupa di questa saga Team Cherry ha deciso di fare le cose in grande; per farsi perdonare la lunga attesa ha cercato di superare il capolavoro d’esordio. La squadra australiana infatti ha creato centocinquanta nuovi nemici da affrontare in una immensa mappa abitata da molteplici personaggi che aggiungeranno profondità al gameplay, fornendo al giocatore una serie di missioni secondarie di diverso genere.
Nel complesso, Silksong si dimostra il perfetto riflesso del suo predecessore. Lo scheletro del gioco è pressoché lo stesso, ma lo stile di gioco è molto più complesso e adrenalinico.
Anche la narrazione si presenta inedita ai giocatori: Silksong è l’esatto contrario delle avventure del ‘Cavaliere vacuo’. Mentre quest’ultimo scende nel regno sotterraneo di Nidosacro, Hornet dovrà affrontare una scalata verso la cima della citta lucente, in un ambiente molto più luminoso rispetto al predecessore.
Nel complesso, l’esperienza di esplorazione, meccanica fondamentale nel nuovo gioco del Team Cherry, si dimostra molto piacevole.
Per quanto riguarda la difficoltà, il Team di Adelaide non ha cercato di facilitare la vita ai giocatori, che dovranno ancora impegnarsi molto per superare i vari nemici.
In sostanza, Hollow Knight Silksong è una ventata di aria nuova nel mondo videoludico. Che sia questo il gioco dell’anno? Probabile. Per saperlo con certezza, ascolta il nostro podcast.
Matteo D’Andrea

