Il napoletano non è solo un dialetto, ma la lingua di un popolo.
Cosa succede in città? oggi vi racconta l’iniziativa Incontri sul dialetto, istituita dalla Fondazione Campania dei festival in collaborazione con il comitato per la Salvaguardia e la Valorizzazione del Patrimonio Linguistico Napoletano, nato in Campania nel 2019.
Il ciclo comprende 12 incontri per esplorare l’uso del dialetto napoletano nel lessico, nel cinema, nelle serie tv, nelle poesie e nella canzone napoletana, dall’Ottocento a oggi.
Lunedì 31 marzo al Museo artistico Politecnico di Napoli si tiene il settimo appuntamento dalle 16.00 alle 18.30 intitolato: Forma-canzone e storia della cultura a Napoli tra ‘800 e ‘900.
A divulgare il genere della canzone napoletana in tutto il mondo agli inizi del ‘900 è il tenore Enrico Caruso, al quale si aggiungeranno poi Renato Carosone, Totò, Eduardo Scarpetta, De Filippo.
La Napoli di quel tempo non era costellata solo da musica, ma anche da un ricco patrimonio letterario. Con Salvatore di Giacomo, poeta, drammaturgo e saggista, solo nel 1951 il dialetto napoletano arriva fino in America.
Abbiamo ospitato ai nostri microfoni per questa occasione Nunzio Ruggiero, ordinario di Letteratura italiana (nella foto in pagina).
Incontri sul dialetto lunedì 31marzo esplora la Forma di una Napoli riscoperta, il cui patrimonio è da proteggere e mai più dimenticare.
Ginevra Guarracino

