La psiche umana è sempre stata un mistero affascinante e irrisolvibile, una realtà complessa che continua a spingere l’uomo a esplorarne gli angoli più oscuri e inquietanti.
Questa ricerca incessante ha ispirato la letteratura sin dai tempi più antichi: dalla rabbia di Achille alla follia di Medea, passando per il travagliato senno
di Orlando e i tormenti di personaggi shakespeariani come Amleto, Macbeth e Otello.
Solo con l’avvento della psicologia come scienza l’uomo ha cercato di interpretare determinati comportamenti attraverso una lente tecnica, ma la letteratura ha sempre avuto il potere di restituire la complessità dell’animo umano, esplorando le sue sfumature più inquietanti: Nero su bianco, quindi, non poteva non dedicare al tema una puntata.
Il primo libro proposto è La casa del mago di Emanuele Trevi (vincitore del Premio Strega nel 2021 con Due vite e qui in foto).
Come racconta ai microfoni di Run Radio Emanuele Trevi, il misterioso guaritore di anime è in realtà suo padre, Mario Trevi, uno tra i più importanti psicanalisti junghiani, che agli occhi del figlio bambino è un mago che lenisce e raddrizza vite in una maniera quasi inspiegabile.
Il senso arriva sicuramente con la consapevolezza e la conoscenza dell’età adulta, ma – come racconta nell’intervista – la percezione dell’uomo non cancella e non va a sostituirsi a quella del bambino.
Ne emerge, così, un romanzo allo stesso tempo intimo e ironico, tra autobiografia e riflessioni sulla psicologia, in cui l’aura potente racchiusa nelle mura dello studio del padre diventa la chiave per cercare di sciogliere l’enigma di una delle menti brillanti del secolo scorso.
La letteratura ha affrontato da sempre anche gli aspetti più cupi della psiche, come nel caso di Follia di Patrick McGrath. Pubblicato nel 1996, il romanzo è ambientato in un manicomio criminale inglese degli anni ’50, un microcosmo dove pazienti e medici vivono a pochi passi gli uni dagli altri.
È nei giardini della struttura che la protagonista Stella – moglie del vicedirettore dell’istituto – entra in contatto con Edgar, artista detenuto che ha ucciso la moglie: la passione ossessiva e selvaggia che ne nasce travolge non solo la sua vita, ma anche la sua salute mentale. McGrath, con una scrittura tagliente e disturbante, offre un’immersione nella follia umana, rendendo la lettura un’esperienza quasi claustrofobica e per certi versi catartica.
Infine, La cura Schopenhauer di Irvin Yalom affronta ancora altri aspetti della
psicologia, fondendo filosofia, psicoterapia e narrativa.
La trama segue Julius, uno psicoterapeuta che scopre di avere solo un anno di vita a causa di una malattia terminale. Deciso a non abbandonare il suo lavoro, continua a trattare i suoi pazienti, cercando di ridestare in loro la voglia di vivere.
La sua sfida più grande è Philip Slate, un uomo che ha dedicato la vita alla ricerca del piacere e ora sostiene di aver trovato una “cura Schopenhauer”, ispirata dal pensiero del celebre filosofo tedesco.
Yalom intreccia la storia di Julius con quella di Schopenhauer, creando una narrazione profonda che esplora la lotta tra il desiderio di vita e la rassegnazione, tra la ricerca di senso e il confronto con la morte.
Non perdere il podcast con l’intervista a Emanuele Trevi, ascolta Run Radio.
Francesca Mainardi

