L’ansia, la paura e il terrore sono emozioni che l’uomo cerca istintivamente
di evitare, pur riconoscendole come parte integrante della propria
esistenza. Tuttavia, quando questi stessi sentimenti sono trasformati in
finzione diventano il cuore pulsante di alcune delle forme culturali più
coinvolgenti e apprezzate.
È il caso del genere thriller, che ha conquistato milioni di lettori e spettatori, tanto nella letteratura quanto nel cinema, mantenendo un fascino irresistibile sin dagli anni ’50, con il successo delle pellicole di Alfred Hitchcock, infondendo nuove sfumature nel genere giallo.
Questa puntata noir di Nero su bianco proporrà tre libri per addentrarsi
nelle diverse declinazioni del thriller e osservarne alcune sfumature.
Il primo romanzo proposto è L’enigma del desiderio di Paolino Cantalupo,
psichiatra e saggista (nella foto durante la presentazione nell’università
Suor Orsola Benincasa). In questa trama complessa, che si dipana tra
thriller psicologico e geopolitico, è il desiderio – erotico e di potere – il
vero protagonista, sia nelle trame del romanzo che in quelle della società.
Infatti, come spiega l’autore nell’intervista rilasciata a Run Radio, sono i
desideri a guidare la vita dell’uomo e a costruire le vicende del mondo,
arrivando a regolare i rapporti personali e internazionali in maniera molto
più profonda di quanto si possa immaginare: così, il desiderio – enigmatico
poiché incontrollabile e imprevedibile – incrocia la politica mondiale.
Protagonista della storia di Cantalupo è Adham, psichiatra universitario,
che si ritrova coinvolto in una spirale oscura quando suo fratello Orion,
con cui aveva interrotto i rapporti, è accusato di omicidio.
Nel tentativo di scagionarlo, Adham si trova a fronteggiare una rete
complessa di segreti, tradimenti e inganni che coinvolgono gruppi armati, società finanziarie e Servizi Segreti, con risvolti legati a dinamiche
geopolitiche globali e fatti reali tratti da report giornalistici internazionali.
Il secondo libro è L’avversario di Emmanuel Carrère: il 9 gennaio 1993
Jean-Claude Romand uccide moglie, figli e genitori, per poi tentare invano
il suicidio. Dall’inchiesta che ne consegue emerge che, in realtà, Romand non è un medico come ha sempre sostenuto di essere e che ha mentito a
tutti per oltre 18 anni: così, sul punto di essere scoperto, decide di chiudere
per sempre gli occhi delle persone amate, quelle di cui non avrebbe saputo
sopportare lo sguardo.
La vicenda, raccontata da Carrère in prima persona, è una disperata discesa nella pazzia: il risultato è un thriller psicologico avvincente, un incubo a occhi aperti, in cui il lettore è costretto a interrogarsi sul confine tra realtà e follia, tra le maschere che ci costruiamo e la verità che cerchiamo di nascondere per mantenere insieme i pezzi.
Concludiamo con Le luci di settembre di Carlos Ruiz Zafón, autore
spagnolo noto per il suo stile gotico dalle atmosfere nebulose. Ambientato
nell’estate del 1937, il romanzo segue Simone Sauvelle, una donna vedova
che si trasferisce con i figli Irene e Dorian in un villaggio costiero, dove
trova lavoro presso Lazarus Jann, un enigmatico fabbricante di giocattoli.
La sua villa, Cravenmoore, nasconde segreti oscuri e misteriosi, che
coinvolgeranno la giovane Irene e il suo amico Ismael in un’avventura
pericolosa. La trama si snoda tra il mistero, l’horror e il fantasy, fondendo
gli elementi del thriller gotico con una narrazione che sfida la realtà stessa.
Con la sua maestria narrativa, Zafón, riesce a fondere thriller, fantasy e
horror in una storia che incanta e turba il lettore, lasciandogli un monito:
“Non credere a tutto quello che vedono i tuoi occhi…”
Non perdere il podcast con l’intervista a Paolino Cantalupo.
Ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi

