“In faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà”: da questo verso della Donna Cannone di Francesco De Gregori prende spunto il titolo della tredicesima edizione del Salerno Letteratura Festival, in programma dal 14 al 21 giugno. Una citazione che parla d’amore, certo, ma anche di sfida, di riscatto, di volo oltre i giudizi: proprio da qui nasce il tema di quest’anno: “Letteratura come contropotere”, un invito a riscoprire la forza autentica delle parole, capaci di resistere all’appiattimento del linguaggio e di farsi strumento critico in un mondo sempre più disilluso.
Ne abbiamo parlato con Gennaro Carillo, direttore artistico del Festival, intervenuto a Run Radio per raccontare come quest’anno la rassegna metta in dialogo autori e autrici provenienti da contesti e paesi molto diversi – dalla Palestina di Adania Shibli all’America di Stephen Markley, dall’Algeria di Kamel Daoud all’Ucraina di Kostioukovitch – tutti accomunati da una scrittura che non si limita al racconto, ma incide, interroga, prende posizione. Per Carillo, infatti, la letteratura è di per sé politica, nel senso più profondo e imprescindibile del termine: è cioè un atto di responsabilità, capace di sfidare le narrazioni dominanti, senza cedere alla retorica, né al disimpegno.
Tre i libri emblema di questa edizione, che Carillo ha proposto ai nostri microfoni. Si parte con Goodbye Hotel di Michael Bible, protagonista dell’anteprima di sabato 24 maggio: un romanzo breve e folgorante che segue il viaggio allucinato di un predicatore ex carcerato attraverso il Sud degli Stati Uniti, in bilico tra misticismo e delirio pulp.
Segue Diluvio di Stephen Markley, un’opera corale e apocalittica che racconta un’America ormai travolta dal disastro climatico, tra attivismo radicale, compromessi politici e senso di impotenza: un affresco visionario del nostro presente proiettato nel futuro.
Infine, Joker scatenato di Guido Vitiello, un saggio affilato che indaga la trasformazione dell’umorismo in linguaggio di battaglia. Partendo dalla figura ambigua e perturbante del Joker, Vitiello esplora come la comicità sia diventata — nell’era dei social e dei meme — uno strumento di scontro ideologico, specchio di una società dove il buffone può essere il vero sovrano.
Per ascoltare la puntata di Nero su bianco con l’intervista a Gennaro Carillo, ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi

