Preghiera e solitudine Ecco le immagini sacre

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I crocifissi di Orsola. Sculture in legno e devozione nella Napoli tra Cinque e Seicento, è il titolo della mostra, curata da Pierluigi Leone De Castris, che abbiamo intervistato nel nostro podcast che qui pubblichiamo. Inaugurata lo scorso 15 dicembre presso lo storico Polo Museale dell’Università Suor Orsola Benincasa l’esposizione sarà visitabile su prenotazione fino al prossimo 15 maggio.

Le sculture lignee rappresentano un tema ancora poco esplorato dell’arte napoletana. Eppure, tra Cinque e Seicento, la lavorazione del legno nel Sud Italia raggiunse livelli altissimi, influenzando la produzione artistica non solo del Meridione.

Fu proprio alla fine del Cinquecento che Orsola Benincasa si ritirò sulla collina di San Martino dove fondò, prima una comunità laica di donne dedite alla preghiera e alla vita solitaria, poi un vero convento.
La sua profonda devozione al Crocifisso e all’Immacolata offrì grande impulso alla produzione di immagini sacre.

Molte di queste opere sono ancora conservate nella Cittadella monastica, sono state oggetto di recente restauro ed ora fanno parte della collezione proposta in questa esposizione.ùA questo straordinario patrimonio, praticamente semisconosciuto alla massa e ricco ancora di opere da riscoprire, è stato dedicato anche il Convegno internazionale Sculture lignee e devozione nell’Italia meridionale spagnola tra Cinque e Seicento che si è tenuto il 15 e 16 dicembre.

Al simposio hanno partecipato, tra gli altri, oltre al professor de Castris, anche Vittoria Fiorelli, Letizia Gaeta, Gian Giotto Borrelli. L’ospite internazionale dell’incontro è stato Roberto Alonso Moral dell’Universidad Complutense di Madrid, che ha parlato dell’arrivo delle maestranze spagnole e della storia della bottega Quadrado-Ortega, simbolo dei vivaci scambi tra Napoli e la Spagna.

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