In occasione delle celebrazioni per i 2500 anni della città di Napoli, l’Università Suor Orsola Benincasa presenta un’iniziativa espositiva di respiro internazionale intitolata Napoli rivive la grande scena. Figurini teatrali a Napoli. Per un immaginario della storia della musica lirica italiana patrimonio dell’umanità.
Curata da Francesca De Ruvo e Alessandra Monica Mazzaro con il coordinamento scientifico di Pierluigi Leone de Castris, la mostra trae linfa dal ricchissimo patrimonio della Fondazione Adelaide e Maria Antonietta Pagliara, custode della collezione eclettica creata a fine Ottocento da Rocco Pagliara, figura centrale del panorama intellettuale partenopeo di inizio Novecento e direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella.
Al centro del percorso espositivo, visitabile presso il Piano Musei e Mostre dell’Ateneo fino al 12 febbraio 2026, i visitatori potranno scoprire un fondo di 1282 figurini teatrali realizzati tra il 1803 e il 1877, con l’eccezione di un rarissimo nucleo di tre esemplari settecenteschi, provenienti in larga parte dalla collezione privata di Carlo Guillaume, responsabile del vestiario nel Real Teatro di San Carlo nella seconda metà dell’Ottocento e figlio di Eduardo Guillaume, impresario dei Reali Teatri dal 1841 al 1848.
Questi figurini rappresentano l’opera di importanti disegnatori come Giacomo Pregliasco, Francesco Catozzi, Felice Cerrone e Filippo Del Buono.
Preziosi documenti a china e acquerello testimoniano l’eccellenza dei Reali Teatri di Napoli e la loro influenza sui principali palcoscenici europei, come dimostrano i materiali legati alla celebre Lucia di Lammermoor.
Esemplari di ispirazione storica, mitologica, letteraria, romanzesca, allegorica e fantastica che documentano centinaia di titoli, personaggi, interpreti e costumi apparsi nei Reali Teatri di Napoli e in alcuni tra i principali teatri italiani ed europei, costituiscono un corpus documentale di grande valore storico e culturale, oggi finalmente disponibile.
L’esposizione permette al pubblico di confrontarsi non solo con i bozzetti originali e una vasta selezione di materiali d’epoca come libretti, scenografie e gioielli di scena, ma anche con la traduzione materiale di questi disegni in costumi reali, realizzati sotto la cura di Odette Nicoletti.
Il viaggio nel cuore del melodramma ottocentesco è completato da un’esperienza immersiva digitale che consente ai visitatori di entrare virtualmente in un camerino d’epoca e indossare gli abiti esposti, sottolineando il legame tra la memoria storica e le nuove tecnologie.
Per scoprire più da vicino la mostra, sono intervenute ai nostri microfoni le curatrici Francesca De Ruvo e Alessandra Mazzaro.
Ascolta l’intervista e altre curiosità nel podcast di Run Radio.
Marco Marsiglia

