Ruccello 40 anni dopo Ritorna “Anna Cappelli”

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In questo appuntamento di “Buona la Prima” parliamo dell’opera di un drammaturgo campano scomparso nel 1986, a soli trent’anni, lasciando un vuoto enorme e un segno profondo nella storia del teatro napoletano, quella di Annibale Ruccello.

Da giovedì 9 a domenica 12 aprile, al Teatro Nuovo di Napoli andrà in scena il suo monologo Anna Cappelli. Sarà il risultato di un ponte artistico tra Italia e Argentina, tra la poetica di Ruccello e lo sguardo di uno dei registi contemporanei più acclamati del nostro tempo, Claudio Tolcachir.

Lo spettacolo porta in scena un labirinto di solitudine e mancanza di risorse, un luogo in cui il desiderio d’indipendenza di una donna si scontra con una realtà che non offre alcuna via d’uscita. Anna Cappelli è un personaggio inconsueto, pieno di contraddizioni. Claudio Tolcachir ha scelto di affidare quest’opera a un’attrice che ha saputo arricchire la sua visione di un carattere unico, capace di mescolare lo humor più delicato alla tragedia più cupa.

Il regista argentino, proprio durante la produzione di uno dei suoi maggiori successi Edificio 3 al Teatro Piccolo di Milano, ha incontrato Valentina Picello (qui nella foto di Luigi Angelucci), interprete perfetta per incarnare la vita delirante di Anna Cappelli, che abbiamo avuto il piacere di avere ai microfoni di Run Radio.

Le abbiamo chiesto come è stato per lei lavorare per la seconda volta con Claudio Tolcachir, del perché il regista abbia pensato subito a lei per interpretare questo personaggio e se ha trovato qualche elemento di sé stessa nella figura di Anna Cappelli.

Per sapere tutto quello che Valentina Picello ci ha raccontato sullo spettacolo di cui è protagonista, ascolta il podcast su RunRadio.

Celeste Pinto

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