La Fontana Spinacorona è uno dei simboli più evocativi del centro storico di Napoli. Qui una sirena con le ali spegne il fuoco del Vesuvio con l’acqua che sgorga dal suo petto. Un’immagine che sembra nata da una leggenda, ma che racconta bene la storia della città e il modo in cui Napoli ha sempre trasformato miti, fede e quotidianità in un’unica narrazione.
Dentro questo scenario prende forma il Giubileo delle Donne, un anno di celebrazioni voluto dall’Arcidiocesi di Napoli, per rileggere la tradizione religiosa attraverso lo sguardo femminile. L’obiettivo è chiaro: togliere ogni tratto discriminatorio e trasformare il giubileo in un racconto che riguarda tutti, perché a Napoli la figura femminile è sempre stata un punto di riferimento, visibile o nascosto.
Da questa esperienza nasce il film “Giubileo delle Donne”, diretto da Simona Cocozza (qui in foto nei nostri studi con Vincenzo Torre). La regista sceglie un approccio leggero, ironico, capace di affrontare un tema sacro senza perdere rispetto e profondità. Il documentario racconta la femminilità di Napoli come una forza silenziosa che tiene insieme la città, sospesa tra sacro e pagano. Mostra i piccoli miracoli quotidiani che nascono dalle donne, dalle loro storie, dai loro gesti. Anche luoghi molto conosciuti, come San Gregorio Armeno, vengono osservati da un’altra prospettiva: non solo la via dei presepi, ma anche il custode di simboli nascosti, come quello di Santa Patrizia, legato a una tradizione femminile.
Il film diventa così un viaggio dentro Napoli, dentro le sue figure, dentro i suoi riti, un invito a guardare la città con occhi nuovi, senza dare per scontati i suoi emblemi e le sue storie. La sirena della Fontana Spinacorona, che spegne il fuoco e protegge la città. Diventa il simbolo perfetto di questo spirito.
Per approfondire il cuore di questo progetto, ascolta il Podcast su RunRadio con l’intervista a Simona Cocozza, che ci racconta come è nato il film e cosa significa osservare Napoli attraverso lo sguardo delle donne.
Vincenzo Torre

