Questa mattina ci ha lasciati Alfredo d’Agnese. Per il pubblico e per il mondo dell’informazione, Alfredo è stato un giornalista, una autorevole firma culturale del gruppo l’Espresso, un grandissimo esperto e appassionato di musica contemporanea, nonché uno dei massimi conoscitori del settore nel panorama giornalistico italiano.
Fino all’ultimo istante ha vissuto della sua passione: non è un caso che ancora stamattina un pezzo a sua firma figuri sul Venerdì di Repubblica.
Per la comunità dell’Università Suor Orsola Benincasa, che oggi sento accomunata da una profonda commozione, Alfredo era soprattutto un Maestro. Ed infatti nella seconda parte della sua vita aveva scelto di mettere il suo talento, la sua tenacia e la sua innata modestia a servizio delle nuove generazioni. Lo ha fatto partendo dai giovanissimi dei nostri licei, per poi guidare come direttore RunRadio, nel tempo divenuta una sua creatura, il relativo Master e curando con scrupolosa presenza gli allievi della Scuola di Giornalismo. Da ultimo aveva accettato la sfida ipertecnologica di Edunext, un master a distanza che ha iniziato a federare le radio universitarie e non del nostro Paese in un unico progetto formativo e di network radiofonico.
La sua è stata una forma di paternità giornalistica diffusa. Ha così allevato intere generazioni di professionisti che oggi popolano la vita pubblica come giornalisti, docenti ed esperti musicali, e che ora ne conservano un ricordo colmo di affetto.
Aveva compiuto 67 anni solo pochi giorni fa. Tecnicamente per lui era arrivato il momento della pensione ma, grazie alla flessibilità che la nostra istituzione libera può permettersi, avevamo già deciso che sarebbe rimasto con noi per continuare il suo lavoro. Anche se il destino ha deciso diversamente, il suo insegnamento continuerà a vivere in ognuno di noi.
Lucio d’Alessandro
Un amico, un instancabile collega, un esempio di vita e di insegnante per noi e per i nostri allievi.
La comunità dei Licei Sob
Alfredo d’Agnese è stato più di un professore. Dal nostro primo incontro in terzo liceo non ci ha mai permesso di mollare, né lui ha mai smesso di starci accanto nelle nostre difficoltà da liceali e universitari.
Ci parlava spesso del suo lavoro, delle sue storie più divertenti, dei musicisti che ha intervistato; ci parlava come se fossimo amici piuttosto che alunni e questa era la cosa più bella del professore d’Agnese. Non era solo un professore, era un mentore, ma soprattutto, un amico.
Matteo D’Andrea e Maria Donata Serafini.
Raccogliamo qui il nostro saluto.


ci mancherà tanto
Una perdita enorme e un eredità da onorare. Grande Prof., riposi in pace
Caro Direttore,
per quanto sia difficile esprimermi, desidero ricordare quanto lei sia stato un punto di riferimento importante nel mio percorso formativo e di crescita.
E tra le prime persone che hanno dato forma al mio sogno, da quando ero bambino: fare radio.
In questi anni Run Radio non è stata soltanto un luogo di lavoro, ma un posto che ho imparato a chiamare casa, un posto in cui sentirsi al sicuro.
Ogni volta che vado in universita, non riesco a fare a meno di passarci, anche quando non c’è nessuno.
E se un posto lo chiami casa, è per le persone che lo abitano, che ti accolgono e che diventano famiglia.
Ormai era un rito: salire al terzo piano, affacciarmi per vedere se ci fosse, parlare, scambiare idee e opinioni, ricevere consigli. Con lei si poteva affrontare qualsiasi argomento, del quale aveva una conoscenza enciclopedica. Con i suoi racconti, i suoi esempi, la sua esperienza e un’immancabile ironia, mi ha spronato a dare sempre di più, a non accontentarmi, a farmi le ossa in un mondo difficile; ma soprattutto a non mollare mai, a crederci, a lottare.
Come, in fondo, ha fatto lei, soprattutto per questa radio.
Nonostante le difficoltà di una realtà partita da zero, lei ci credeva più di chiunque altro.
Aveva sempre una nuova idea, una nuova iniziativa, un’opportunità per noi ragazzi.
Ma ciò che più mi colpiva era la passione straordinaria che nutriva per il suo lavoro e per i suoi studenti, che non ha mai lasciato soli.
Credo che questo sia il più grande insegnamento che potesse lasciarci.
Mi stringo ora, e credo di parlare anche a nome di tutta la redazione di RunRadio passata e presente, al dolore della sua famiglia e delle persone che le hanno voluto bene.
Grazie per gli insegnamenti, per la fiducia, ma soprattutto per la sua presenza nella mia vita.
Proverò ancora ad affacciarmi al terzo piano, anche se sara difficile.
Con affetto,
lo sciagurato Marsiglia.
Professore D’agnese, mi sento di dedicarle due parole.
Oggi ho appreso la notizia della sua scomparsa ed è come se un pezzo di storia e cultura fosse volato via.
Grazie per avermi sempre incoraggiata, per aver compreso i miei momenti, per avermi spronata a fare meglio e per i suoi preziosi insegnamenti.
Era un prof serio, intelligente e autoritario. Porterò con me sempre bei ricordi della radio.
Dalla vostra Pr. Anna Portella
Caro Prof, oggi mentre stavo lavorando ho saputo della sua scomparsa, sono incredula. Per me è stato un privilegio averla come docente, relatore e mentore in radio. Se oggi sono un tecnico del suono e sto approfondendo gli studi in questo campo è grazie a lei che ha avuto una smisurata fiducia nelle mie capacità, le devo veramente tanto. La sua etica lavorativa e l’amore per la musica sono state e saranno sempre un grande esempio. Lei ha fatto in modo che la regia di RunRadio si trasformasse nella mia seconda casa, un safe place dove ho affinato le mie conoscenze e liberato la mia creatività.
Le prometto che farò del mio meglio per continuare a renderla fiero di me e dei miei traguardi lavorativi.
Con affetto,
la rapidibillissima, sciagurata Marianna
Caro professore,
per quanto sia difficile desidero utilizzare queste righe per salutarla.
I confronti che abbiamo avuto, specialmente durante il percorso in radio, mi hanno fatto crescere e migliorare sotto tanti punti di vista.
Ormai i turni a Run Radio cominciavano sempre così: “Buongiorno Fab, oggi l’hai sentito il canto del gallo?”.
E guai se non aveva cantato… giornata complessa in arrivo!
È da un bel po’ che manco dal Suor Orsola, quindi non saprei darle notizie sulla nostra mascotte, ma posso assicurarle che per chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerla e lavorare con lei sono giornatacce. Questo vuol dire che la sua dedizione e la sua capacità di ascoltare veramente chi aveva davanti – trattando allo stesso modo colleghi e allievi – hanno lasciato il segno.
Ripensando a quanti insegnamenti mi ha dato nel tempo trascorso assieme (anche senza rendersene conto) non posso fare altro che ringraziarla per la fiducia riposta nei miei confronti, come studentessa ma soprattutto come persona.
Lei non ha mollato fino all’ultimo secondo, dando tutto per la sua passione; le prometto che mi impegnerò per seguire il suo esempio.
Buon viaggio, professore.
Grazie di tutto.
Mariachiara,
“la Fab”.