Non si tratta di una semplice mostra d’arte. Obey: Power to peaceful, visitabile alle Galleria D’Arte fino al 6 settembre è un appuntamento con l’arte da non perdere, un invito al pubblico ad interrogarsi a riguardo tematiche di grande rilevanza ambientale, sociale e politica.
Conosciuto grazie al manifesto politico HOPE realizzato per la campagna elettorale di Obama del 2008, “Obey”, significa letteralmente obbedisci: (si nasconde l’influenza avuta da Shepard Fairey, un simbolo della street art novecentesca).
Le opere di questa retrospettiva hanno caratteri chiaramente singolari per colori, stili, messaggi e linguaggi. Sono tele rosse, nere oppure color crema, ricche di slogan e disegni ispirati al futurismo e al costruttivismo russo che comunicano messaggi ben precisi.
La mostra riprende lo stile degli skate e del pop underground del XXI secolo. Attraverso oltre cento opere tra pezzi unici, serigrafie, HPM (Hand Finished Prints) e lavori su diversi supporti, il percorso espositivo attraversa i nuclei centrali della ricerca dell’artista: il rapporto tra potere e comunicazione, la costruzione del consenso, le lotte per la giustizia e il ruolo delle comunità come forza di trasformazione.
La scelta di Napoli per ospitare la rassegna, è tutt’altro che casuale, anzi, è ideologica ed emblematica: questa città, spesso dipinta dall’opinione pubblica come città del dissenso e delle proteste diventa invece palcoscenico delle tematiche sociali più importanti.
Obey lavora per il raggiungimento della pace, visto come un qualcosa di utopico, in un mondo pieno di violenza e di sopraffazione. Specialmente in questo momento storico, segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e profonde trasformazioni sociali, il lavoro di Obey invita a immaginare nuovi spazi di dialogo. A suo parere la pace è realizzabile, è una scelta politica e collettiva ed invita tutti a fare qualcosa di concreto e interrogarsi sul ruolo giocato dai media nella comunicazione. La mostra non si limita alle sale espositive ma si estende anche in città con la realizzazione di un murale nel quartiere Ponticelli e rafforzando i principi dell’artista sulle disuguaglianze economiche, diritti civili e ricerca della pace.
Alessia Tulino

