Parliamo di uno dei siti archeologici più noti e suggestivi al mondo, quello di Pompei. Al suo interno domina il Teatro Grande del Parco Archeologico, che dal 18 giugno al 12 luglio ospiterà il Pompeii Theatrum Mundi, un progetto promosso dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e dal Parco Archeologico di Pompei, sotto la direzione artistica di Roberto Andò.
Il festival – giunto alla nona edizione – anche quest’anno sceglie di interrogare il nostro tempo sia attraverso la forza dei grandi classici della tragedia greca, che mediante la sperimentazione di creazioni contemporanee. Guerra, migrazioni, conflitti, potere, sacrificio, identità: temi antichi ma profondamente attuali che tornano a risuonare in uno spazio dove la memoria non è mai semplice passato, ma materia viva, capace di parlare al presente.
Il programma del Pompeii Theatrum Mundi si apre con Le Baccanti di Euripide, diretta dal maestro greco Terzopoulos, una rilettura in cui Dioniso diventa l’archetipo del rifugiato, figura in viaggio tra l’Oriente e il Mediterraneo. A seguire, L.A.V.A., creazione firmata da Emio Greco, Pieter Scholten e Roberto Zappalà, che trasforma Pompei in un campo di tensioni tra corpi, suono e paesaggio. Poi Alcesti di Euripide, diretta da Filippo Dini; infine sarà in scena I Persiani di Eschilo, per la regia di Àlex Ollé, una tragedia sulla sconfitta, il potere e l’illusione di essere invincibili.
Abbiamo approfondito i nuclei tematici di questa edizione con il direttore del Teatro di Napoli e direttore artistico dell’evento, Roberto Andò. Per sapere quanto ha raccontato ai nostri microfoni, ascolta il podcast su Runradio.it
Celeste Pinto

