Antonio De Simone. Cordoglio del rettore Lucio d’Alessandro

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La redazione di Run Radio si unisce al cordoglio per la scomparsa del professor Antonio De Simone, archeologo di fama internazionale e docente dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Con la sua morte, avvenuta all’età di 78 anni, il mondo della cultura e della ricerca perde uno studioso di grande valore, che ha dedicato la propria vita alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico, con particolare attenzione all’antichità romana e all’area vesuviana.

Originario di Sant’Anastasia, De Simone ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per la comunità scientifica, distinguendosi per il rigore delle sue ricerche, la profondità delle sue conoscenze e la capacità di trasmettere la passione per l’archeologia anche al di fuori degli ambienti accademici.

La notizia della sua scomparsa è stata condivisa anche da Alberto Angela, che sui propri canali social ha voluto ricordare il professore con un messaggio particolarmente commosso, ripercorrendo il legame umano e professionale nato nel 1994, durante la realizzazione di un servizio di SuperQuark dedicato a Pompei.

«Antonio è diventato per me il punto di riferimento nei miei programmi e libri sui Romani», ha scritto Angela, sottolineando quanto la sua presenza abbia inciso sul proprio percorso di divulgazione. Un ricordo personale che restituisce anche il valore di De Simone come interprete e narratore della storia, capace di rendere accessibili a un pubblico ampio i risultati della ricerca archeologica.

Una vita dedicata alla ricerca e alla formazione

Allievo di Alfonso de Franciscis, storico soprintendente di Napoli e docente di Archeologia alla Federico II, Antonio De Simone ha costruito una lunga carriera scientifica e accademica, diventando a sua volta un punto di riferimento per intere generazioni di studiosi.

Come docente dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ha contribuito alla formazione di numerosi archeologi, trasmettendo agli studenti non soltanto gli strumenti del metodo scientifico, ma anche l’importanza di un rapporto diretto con il territorio e con le testimonianze del passato.

Il suo contributo è stato significativo anche nella stagione di rinnovamento delle ricerche archeologiche nell’area vesuviana. Sul finire degli anni Ottanta, il suo impegno si inserì nella ripresa delle attività di scavo a Pompei, mentre le successive indagini a Ercolano e Stabia ampliarono ulteriormente il quadro delle conoscenze sugli insediamenti romani della Campania.

Tra i capitoli più importanti della sua attività scientifica figura senza dubbio la Villa Augustea di Somma Vesuviana. A partire dal 2002, De Simone promosse e seguì la ripresa delle ricerche nel sito, sviluppando una collaborazione con l’Università di Tokyo che ha permesso di approfondire la conoscenza di un complesso archeologico di straordinaria rilevanza.

A questo luogo ha dedicato oltre vent’anni di studio, lavoro e ricerca, contribuendo a trasformarlo in un importante punto di riferimento per la cooperazione scientifica internazionale e per la valorizzazione dell’identità storica del territorio vesuviano.

Autore di numerosi saggi e pubblicazioni scientifiche, De Simone lascia un patrimonio di studi e conoscenze destinato a rappresentare una risorsa per chi continuerà a occuparsi di archeologia e storia antica.

Il cordoglio dell’Università

Il magnifico rettore Lucio d’Alessandro si unisce al dolore della comunità accademica per la perdita di un docente che ha lasciato un segno importante nella storia dell’istituzione universitaria, oltre che nel panorama archeologico nazionale e internazionale.

Antonio De Simone per il Suor Orsola è stato uno dei pilastri della didattica e della ricerca nel settore degli studi di archeologia nel quale è stato tra i pionieri di una cooperazione internazionale capace di guardare anche al continente Asiatico.

Ma soprattutto è stato un uomo capace di mettere la sua passione scientifica al servizio degli studenti nelle aule e nei cantieri archeologiche ed è stato perciò tra i docenti più amati degli ultimi 35 anni nel nostro Ateneo.

Redazione RunRadio

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