Siamo entrati nel finale di stagione del campionato di calcio di serie A e l’epilogo è ancora tutto da decifrare. L’Inter guida la classifica con un margine importante, ma non definitivo. Il pareggio a Firenze ha rimescolato le carte: sette punti sul Napoli e sei sul Milan. Mancano otto partite, e in un campionato così irregolare ogni settimana può cambiare la storia.
Dentro questa corsa c’è un Napoli diverso da quello di un anno fa. Non più la squadra che dominava, ma un gruppo che ha dovuto resistere, adattarsi e restare in piedi nonostante una stagione segnata dagli infortuni. Il dato più evidente è quello dei gol subiti: tanti. Le assenze hanno costretto Conte a cambiare assetto più volte, a spostare giocatori fuori ruolo, a rinunciare per mesi a elementi centrali del progetto. De Bruyne, Anguissa, Rahmani, Gilmour: nomi che da soli raccontano quanto sia stato difficile trovare continuità. E non sono gli unici.
La squadra raramente ha lavorato al completo, e questo ha inciso sulla stabilità difensiva e sulla qualità del palleggio. Eppure, nonostante tutto, il Napoli è ancora li. Sette punti non sono pochi, ma non rappresentano un muro invalicabile. La squadra di Conte, anche nelle giornate meno brillanti, è riuscita a restare competitiva.
Per analizzare gli scenari di questo finale, abbiamo ascoltato Fabrizio Cappella, giornalista del TGR Campania (nella foto in pagina), che ha offerto una lettura del momento chiave.
Le possibilità del Napoli passano da tre fattori. Il primo è la tenuta difensiva: servono meno errori individuali e più compattezza. Il secondo è la gestione delle energie: dopo mesi di emergenze, diventa fondamentale stabilizzare una formazione tipo o almeno un blocco di riferimento. Il terzo è il calendario: ci sono partite alla portata, ma anche trasferte insidiose che richiedono massima attenzione.
Per approfondire il tema della solidità difensiva e dell’approccio mentale nelle ultime giornate, nel podcast abbiamo sentito anche Dino Zoff, che ha portato la sua esperienza da portiere a uomo da spogliatoio.
Il vantaggio dell’Inter è solido, ma non blindato. La capolista ha mostrato qualche crepa nelle ultime settimane e, con otto giornate da giocare, basta un passo falso per riaprire scenari che oggi sembrano lontani. Il Napoli, dal canto suo, non può permettersi calcoli: deve correre, e deve farlo con continuità, trasformando ogni partita in un’occasione per ridurre la distanza dalla vetta.
La domanda non è se il Napoli abbia dominato come un anno fa ma se, nonostante tutto, abbia ancora la forza per restare dentro la lotta. E la risposta, oggi, secondo Zoff e Cappella, è che il margine esiste. Dipende dalle capacità di Conte e della squadra di stringere i denti un’ultima volta, lasciandosi alle spalle una stagione complicata e provando a riaprire un campionato che non è ancora chiuso.
Vincenzo Torre

