Violenza di genere, l’urlo delle nostre studentesse

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“UNISOB FA RUMORE nasce dalla volontà di sensibilizzare e di
portare alla luce tragici fatti che noi, a oggi, possiamo soltanto
osservare”: così Federica Cesareo ha riassunto in una manciata di
parole, ai microfoni di Run Radio, come ha preso il via l’iniziativa.


Avviato da un gruppo di studentesse iscritte al corso di Consulenza
Pedagogica (di cui Federica fa parte) dell’università Suor Orsola
Benincasa, il progetto ha posto l’attenzione sul delicato tema della
violenza di genere.

Lanciato l’11 aprile scorso, l’obiettivo, come suggerisce il titolo, è
quello di “far rumore”: non soltanto attraverso le parole, ma
soprattutto con una partecipazione attiva alla causa promuovendo
una cultura del rispetto, dell’ascolto e della responsabilità affettiva.

L’ateneo ha risposto all’appello: “Io e le mie colleghe – rivela
Federica Cesareo – abbiamo inviato 11.000 mail agli studenti
dell’università e abbiamo raccolto 1737 risposte. Queste, per il
90,3%, provengono da donne, mentre il 9,2% da uomini”.

Dei 1737 studenti che hanno contribuito a dare voce al progetto con
una risposta, il 35,9% rientra nella fascia d’età tra i 18 e 21 anni; il
40,4% in quella compresa tra i 22 e i 25; l’8,8% nella fascia d’età
che va dai 26 ai 29 anni e l’ultimo 15% rimanente in quella
superiore ai 30 anni (nella foto il rettore Lucio d’Alessandro durante
l’inaugurazione di una panchina rossa all’Unisob qualche mese fa).

Una domanda centrale del sondaggio era volta a comprendere se agli studenti del Suor Orsola Benincasa farebbe piacere partecipare ad attività sul tema della violenza di genere: il 96,5% degli interrogati ha risposto “sì”; nello specifico 1116 dei 1737

studenti che hanno preso parte al sondaggio ha manifestato la volontà di partecipare a un corso di autodifesa.

Una risposta alquanto significativa e che la studentessa Marianna Talotti ha inteso come “una grande richiesta di aiuto, un grande urlo.

Abbiamo immaginato che questa risposta sia dovuta a una forte paura, ma anche a una consapevolezza di venir ascoltati, di poter fare qualcosa: credo sia
questo il motivo di tale risultato”.

Il sondaggio ha prodotto anche risposte negative. Il 3,5% degli studenti, alla domanda “Ti piacerebbe partecipare ad attività riguardo al tema della violenza sulle donne?” ha votato “no”.

Stessa risposta è stata data dallo 0,5% delle 1737 persone che hanno preso parte al sondaggio al quesito “Ritieni sia utile un’iniziativa del genere?”.

“Eravamo dell’idea che quasi tutti potessero rispondere di sì – ha ammesso Marianna Talotti ai microfoni di Run Radio -. Forse, se analizziamo bene la risposta, può anche celarsi dietro una paura di poter dire ‘sì’ all’accettazione di questa situazione”.

Una paura del tutto naturale, che trova non una giustificazione, ma una risposta negli agghiaccianti numeri che contraddistinguono l’Italia e la Napoli di oggi.

Stando ai dati ISTAT, infatti, si registra una media di circa 150 femminicidi l’anno. Secondo Federica D’Arienzo questa situazione “racconta come ci sia un’ineducazione alla relazione, all’amore verso l’altro. Serve, soprattutto tra noi giovani, parlare di più di questi temi, metterci sempre più nei panni dell’altro e non nascondere quelle che sono le nostre emozioni”.

Sempre Federica D’Arienzo ci ha spiegato come, a suo parere, “la
base del problema sta nella difficoltà di gestire le emozioni; non a
caso, all’interno del nostro sondaggio, è emerso come molti studenti
richiedano un corso sulla gestione delle emozioni”.

Per approfondire l’intervista rilasciata ai nostri microfoni da Federica Cesareo, Marianna Talotti e Federica D’Arienzo, tre delle donne (prima che studentesse) che hanno lavorato al coordinamento di “UNISOB FA RUMORE”, ascolta il podcast di Run Radio.

Alex Iozzi

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