Medjedovic si ritrova Napoli ora punta in alto

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Ancora un passo in avanti per il movimento tennistico napoletano. La Guerri Napoli Tennis Cup ha mostrato che a poco a poco Napoli può entrare tra i tornei che contano. I dati lo dimostrano chiaramente, nell’arco della settimana è stato registrato un numero totale di 15.000 spettatori totali.

Il trofeo si è chiuso con il trionfo di Hamad Medjedovic, che ha battuto Daniel Altmaier 6‑2, 6‑4 e si è preso un titolo che per lui vale molto più di un trofeo. Il serbo, emozionato a fine partita, ha raccontato di mesi complicati, poca voglia di allenarsi e la sensazione di essersi perso. A Napoli ha ritrovato ritmo, fiducia e un tennis finalmente continuo. Ha ringraziato la città, il pubblico e il suo staff: parole semplici, ma che spiegano bene il peso di questa vittoria.

Come si è arrivati a questo risultato? Riavvolgiamo il nastro della settimana. In un clima di crescente entusiasmo da parte degli appassionati gli ottavi hanno mostrato subito un quadro complesso. Il derby italiano tra Federico Cinà e Francesco Forti si è concluso con un 6‑3, 6‑3 pulito e lineare da parte del palermitano. Pellegrino, invece, si è spento dopo un buon avvio contro Sachko, mentre Bondioli ha vissuto una maratona di quasi tre ore contro Nagal, chiusa dopo aver visto “fantasmi” per i match point sprecati. Ribecai ha firmato una delle prove più solide della giornata contro Martineau, conquistando il suo primo quarto di finale Challenger con una calma sorprendente.

Nei quarti Federico Cinà ha provato a resistere a Sachko, ma la caviglia nel terzo set lo ha limitato e il match è scivolato via 6‑2, 4‑6, 6‑1. Più convincente la prova di Federico Bondioli, che ha battuto Ribecai 3‑6, 2‑6 in un derby tra amici.

Le semifinali hanno definito poi il quadro della finale. Medjedovic ha superato Sachko 2‑6, 4‑6, mostrando un tennis più pesante e più continuo rispetto ai turni precedenti. Bondioli ha dato tutto contro Altmaier: un primo set complicato, una grande reazione nel secondo, poi un terzo in cui il tedesco ha preso il controllo e ha chiuso 6‑2, 2‑6, 6‑1. Per l’azzurro è stata comunque una settimana da incorniciare, la migliore della sua carriera.

La finale tra Altmaier e Medjedovic ha messo in scena un duello breve ma intenso, in cui il tedesco ha provato fin da subito a imporre ritmo e profondità, ma il serbo è apparso più solido, più sciolto e soprattutto più convinto nei momenti che contavano.

Nel secondo set il copione non è cambiato molto: Altmaier ha provato a restare agganciato, ma Medjedovic ha gestito con calma, senza concedere spiragli e ha mantenuto sempre la sensazione di avere la partita in mano. Il 6‑2, 6‑4 finale fotografa bene l’andamento del match: un serbo più continuo, più presente, più pronto a prendersi il titolo.

Quando è arrivato ai microfoni, Medjedovic non ha parlato di tattica ma di vita. Ha raccontato di mesi difficili, della fatica di allenarsi senza motivazione, della sensazione di essersi perso. Napoli diventa per lui un punto di ripartenza: “Avevo bisogno di ritrovarmi”, ha detto, ringraziando la città, il pubblico e il suo staff. Un finale che chiude il torneo con un’immagine chiara: un giocatore che torna a credere in sé stesso proprio nel momento in cui il tennis sembrava essergli scivolato via dalle mani.

Vincenzo Torre

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