La musica è un’arma contro il disagio sociale

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“A volte le canzoni nascono perché sentono il bisogno di essere cantate e ascoltate”: sono le parole che il celebre chitarrista, tra i fondatori della PFM,  Franco Mussida – intervenuto ai microfoni di RunRadio – ha scelto per descrivere i sentimenti che lo hanno guidato nella scrittura e nella composizione del brano LOVE STREET – Gente che la vita… non si butta via.

Abbiamo parlato con lui di musica e delle potenzialità che il suono e l’ascolto possono avere in contesti di disagio sociale. Il brano LOVE STREET inaugura un nuovo progetto realizzato dal CPM Music Institute per il Sociale, di cui Mussida è fondatore e presidente.

Da oltre 37 anni la sua Scuola di Musica opera in comunità e carceri italiane, mettendo in atto progetti che, nel tempo, hanno coinvolto più di 10.000 detenuti. Tra i più recenti e interessanti c’è CO2 “Controllare l’odio”, che ha permesso di costruire, in questi difficili contesti, audioteche per il ristoro emotivo, dove praticare un ascolto che aiuti a decifrare i propri stati d’animo.

L’uscita del brano “LOVE STREET” si lega all’avvento del Natale e la sua produzione ha visto la partecipazione di operatori, volontari e giovani provenienti dalle diverse realtà coinvolte nel progetto come la Comunità di San Patrignano, la Fondazione Progetto Arca, la Comunità Kayros, l’Associazione Amici della Nave, il Coro Millecolori di Scampia e Vero Volley.

Per ascoltare l’intervista integrale a Franco Mussida e per comprendere meglio le ragioni e le finalità del suo profondo impegno nel sociale, ascolta il podcast su RunRadio.

Celeste Pinto

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