Arriva Marrageddon, la grande festa del rap

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Sul poster pubblicitario dello spettacolo appare un po’ come il Dottor Octopus, antagonista di Spiderman nello storico fumetto. Marracash, quindi, come un antieroe, potente e iconico. È l’immagine scelta per Marrageddon, il festival musicale che sabato 30 settembre si terrà nell’ippodromo di Agnano, a Napoli. Come a Milano (85 mila spettatori) anche Napoli fa registrare il tutto esaurito con 55 mila venduti, la capienza massima consentita. Il festival rap alla fine totalizzerà 140 mila spettatori, numeri da grandi firme del pop, in una stagione in cui la musica dal vivo, leggera e non, è tornata a essere un rito collettivo, un appuntamento irrinunciabile.

Il cast dei cantanti in scena è stato scelto con cura, così come merita il cerimoniale di avvicinamento a un evento: apertura degli ingressi tra le 13 e le 14,30, 25 minuti di ascolto di Radio DeeJay e m2o, 30 minuti di dj set di Ty1 e Zak dedicati ai 50 di storia dell’hip hop. Dalle 17,20 alle 20,15, uno dietro l’altro si esibiranno Nayt, Madame, Ernia, Geolier e Lazza. Infine, alle 21, 15, ecco Marracash e il suo set, che prevede anche una partecipazione di Guè (Santeria Set).

Il palco che si sta allestendo ad Agnano è un aggregato di impalcature collegate tra loro che compongono una struttura larga quasi 100 metri, percorribili dai cantanti in scena. Numeri importanti: il palco principale, lo stage B alla fine della passerella frontale e due palchi satellite, C e D speculari al lato di quello principale; l’impianto luci comprende 580 fari, mentre quello audio conta 200 unità di moduli di amplificazione acustica; 200 le persone che stanno lavorando alla produzione del festival, arricchito da un ledwall di 1000 metri quadri.

È una sorta di incoronazione per Fabio Bartolo Rizzo, questo il suo vero nome, 44 anni da Nicosia, una vita tutta in salita prima di diventare “King del rap”, come ha intitolato un suo disco oltre dieci anni fa. Vincitore l’anno scorso della Targa Tenco con l’album “Noi, loro, gli altri”, un riconoscimento che gli ha aperto le porte nel club della canzone d’autore, Marracash dal 2019 a oggi non ha perso un colpo. Gli ultimi 2 album hanno collezionato 12 certificazioni platino e 4 miliardi di stream; l’ultimo tour ha registrato 250 mila presenze in totale.

Marrageddon si presenta come una festa, che ha il compito di narrare l’avventura del rap nel nostro Paese; Marracash ha radunato amici e colleghi per realizzare una “chiamata alle armi”, un raduno che – escludendo la grande operazione di marketing – richiama gli anni storici delle rassegne giovanili.

A supporto del festival due media influenti come Deejay e m2o. “A Napoli, come a Milano, saremo presenti con un programma unico, pensato per l’evento, che andrà in onda in contemporanea su entrambe le radio. Il format sarà esclusivo… Ci saremo e lo faremo, come sempre, in modo speciale”, dicono Linus e Albertino.

Il livestream del concertone sarà disponibile sul canale Twitch di Amazon Music Italia, com’è già avvenuto a Milano, a creare un legame tra la fisicità e la virtualità, abbattendo la forbice tra il reale e il visuale.

Dopo sette album in studio, più che un punto di arrivo, Marrageddon appare come una ripartenza per il cantante e autore cresciuto a Milano che forse non ha ancora sfruttato pienamente le sue potenzialità e che si presenta come il megafono transgerazionale di chi identifica ancora il rap in una controcultura.

A.d’A.

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