Rau, il trionfo del mondo reale

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Finalmente Rau, si potrebbe dire, parafrasando il titolo di un film di Truffaut. Dal 2 al 4 febbraio va in scena al teatro MercadanteThe Interrogation”, di Édouard LouiseMilo Rau interpretato da Arne De Tremerie e diretto dall’innovativo regista svizzero.

Il testo è il primo dei due spettacoli firmati dall’autore. Il secondo, “The repetition – Histoire(s) du Théatre”, andrà in scena il 19 e 20 aprile prossimi. Il Teatro di Napoli-Teatro Nazionale propone – per la prima volta – al pubblico di Napoli e campano i suoi testi.

Rau è l’alfiere di un teatro che è stato definito più volte politico e da anni al centro del dibattito non solo della moderna teatrologia, ma anche di quello che gli studiosi chiamano cinema del reale, nel quale non esiste più solo opera di fiction oppure mostrativa, ma un “testo” artistico che parla del mondo. Lo spettacolo è in fiammingo, con sovratitoli in italiano.

Definito come un’ode al fallimento e al rialzarsi, passaggio necessario per una trasformazione ed essenziale per acquisire autenticità, “The Interrogation” è un monologo/esplorazione scritta in stile autobiografico da Édouard Louis. Il testo originale è stato poi modificato e riadattato da Rau.

In scena, l’attore belga Arne De Tremerie ascolta – in apertura – una registrazione audio di Louis che legge la e-mail da lui inviata a Rau nella quale cerca di spiegare perché non vuole più partecipare all’allestimento come attore. 

Come, cioè, nonostante la recitazione sia sempre stata il suo sogno e abbia passato anni ad allenarvisi – proprio ciò che racconta il monologo – la vita di un attore, alla fine, non era quella che lui si aspettava, trovandosi all’improvviso incapace di proseguire quell’esperienza.

L’opera si muove sul crinale del dubbio, tra malinconia e tenerezza, in equilibrio tra finzione e verità, divenire ed essere. Scrivono i due autori, nelle note al testo: «Il nocciolo del teatro è lo stesso della letteratura: mostrare ciò che è difficile da mostrare.                                                                                                          

Possiamo sfuggire alla nostra biografia attraverso l’arte, oppure l’arte è solo la testimonianza di una liberazione fallita?».

Regista e autore teatrale nato a Berna, Rau ha studiato sociologia, germanistica e romanistica a Parigi, Zurigo e Berlino, seguendo, tra gli altri, le lezioni di Tzvetan Todorov e Pierre Bourdieu. Ha iniziato a scrivere reportage internazionali nel 1997, viaggiando in Ciapas e a Cuba. Dal 2000 ha lavorato per la Neue Zürcher Zeitung, e dal 2003 ha iniziato il suo percorso come regista e autore in Svizzera e all’estero.

Nel 2007 ha fondato l’IIPM (International Institute of Political Murder), il centro di produzione teatrale e cinematografico con il quale realizza anche oggi tutti i suoi lavori. Le sue opere teatrali e cinematografiche si basano su lunghe e meticolose ricerche sul campo, a volte sono vere campagne culturali e sociali di ampio respiro.

Il suo pensiero si può racchiudere nel Manifesto di Gent, la cui regola prima è: «Non si tratta più soltanto di ritrarre il mondo. Si tratta di cambiarlo. L’obiettivo non è quello di rappresentare il reale, ma di rendere reale la rappresentazione stessa».

a.d’a.

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