Podcast
Luglio 23, 2025C’è un luogo nel cuore dei Campi Flegrei dove la terra ha conservato per millenni la sua storia: parliamo del Parco Archeologico delle Terme di Baia, antica capitale del lusso romano, oggi frammento sommerso di un passato sontuoso. Dalle sue rovine affioranti e dai suoi silenzi liquidi è nato L’eco di Baia, un podcast scientifico e divulgativo che racconta il restauro non solo come opera tecnica e concreta, ma anche come atto di cura e di ascolto.
Prodotto da Run Radio – emittente dell’Università Suor Orsola Benincasa – in collaborazione con gli studenti di Restauro e Digital Humanities dell’Università, il podcast è parte del progetto CHANGES – PNRR Spoke 6 History, Conservation, Restoration, e si inserisce all’interno delle attività di ricerca e valorizzazione condotte nel complesso archeologico delle Terme di Baia. Un’iniziativa nata da due tesi magistrali — quelle di Giordana Longo e Gennaro Montanini — coordinate da Francesca Nicolais, con la supervisione dei professori Pasquale Rossi e Paola Cennamo, con la collaborazione Maria Rosaria Vigorito, Federica Esposito, Giorgio Trojsi, Alessandro De Rosa e Matteo Borriello.
L’eco di Baia, tuttavia, non è solo un racconto tecnico, ma anche un viaggio dei sensi: ogni podcast, accompagnato da un tappeto sonoro campionato dagli stessi siti archeologici, guida l’ascoltatore tra stanze perdute, mosaici riemersi, architetture sospese. Come nel Tempio di Mercurio, di cui oggi si vede solo la cupola e il resto giace sotto terra, invisibile. O nell’Ambiente F, un piccolo spazio a cielo aperto, dove resti di mosaici e una grata centrale svelano la presenza di un’antica volta decorata come un cielo stellato.
In questo contesto il restauro assume un senso profondo: non solo recupero materiale, ma scelta etica. Archeologi e restauratori usano tecniche sostenibili e innovative, come l’avvalersi di oli essenziali per rimuovere le patine biologiche, nel rispetto della materia e della storia: un lavoro silenzioso, paziente, che restituisce dignità anche agli spazi minori.
L’eco di Baia è tutto questo: una voce dal passato che, attraverso la scienza, la tecnologia e l’umanità, torna a farsi sentire. Non perdere il podcast, ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Luglio 23, 2025Tempo di bilanci alla Suor Orsola Benincasa che taglia il traguardo di metà 2025 con un anno accademico ricco di iniziative culturali e sociali. Un calendario fitto di eventi ha coinvolto studenti e docenti, spaziando tra memoria, arte e benessere.
Il filo rosso sottende alla memoria: toccante l’installazione dedicata all’Olocausto, con una panchina rossa posizionata nel cortile dell’ateneo in ricordo delle vittime di violenza ispirata a Giulia Cecchettin e sul tema del bullismo, invece, ispirate al film “Il ragazzo con i pantaloni rosa”.
Si aggiunge agli eventi anche l’Open Week, dove l’università offre la possibilità ai nuovi iscritti di diventare per cinque giorni studenti universitari proponendo loro lezioni dimostrative, attività e percorsi di orientamento.
Due invece sono le giornate dedicate a Piero Craveri in collaborazione con la fondazione Benedetto Croce con l’omaggio da parte del rettore Lucio d’Alessandro.
Spazio anche all’ironia con l’intervento di Francesco Paolantoni, che ha parlato del potere terapeutico dell’umorismo: “Ci vorrebbero due o tre ore di risate al giorno” ha commentato l’attore, sottolineando il valore della leggerezza nella quotidianità
Tra gli eventi simbolo, troviamo l’inaugurazione dell’opera Rendez-Vous con la partecipazione in persona di Valèrie Hadida (nella foto un momento dell’inaugurazione della scultura).
Giacomo Maraucci [...]
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Luglio 23, 2025Domenica 27 luglio l’Osservatorio Vesuviano ospiterà il terzo appuntamento del Pomigliano Jazz Festival.
Nell’osservatorio vulcanologico più antico del mondo prenderà vita Correspondence, un progetto ideato dal trombonista Gianluca Petrella, in collaborazione con il vibrafonista Pasquale Mirra, due musicisti che uniscono la musica con la tecnologia.
Correspondence nasce 3 anni fa in versione acustica con incursioni elettroniche, allungando poi i suoi orizzonti con l’unione di altri generi.
Il primo a essere coinvolto è stato Pasquale Mirra, più volte riconosciuto come miglior vibrafonista nazionale da Jazz it e Musica Jazz.
Si aggiunge all’evento anche il polistrumentista maliano Kalifa Kone, che ha accompagnato molti cantanti di fama come Oumou Sangare e i Kel Assouf.
Il progetto ospita due strumenti acustici con timbriche nettamente diverse e le relative variazioni elettroniche che si fondono con le percussioni e il groove in un gioco di equilibrio tra melodia, ritmo, armonia ed elettronica. Il desiderio e la curiosità di esplorare con leggerezza i diversi territori musicali conducono i tre protagonisti di questa performance verso luoghi inesplorati.
Per l’occasione abbiamo avuto ai microfoni di Run Radio proprio Gianluca Petrella (nella foto di Roberto Cifarelli, a destra, con Pasquale Mirra). Non perdere l’intervista, ascolta il podcast su runradio.it [...]
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Luglio 23, 2025Benvenuti a Rundown, il programma di RunRadio dedicato al mondo del Gaming e degli Esport.
Volete sapere tutto sul mondo dei videogiochi? Allora questo è lo spazio per voi. In questa rubrica troverete tutto ciò che desiderate, dalle ultime uscite fino ai risultati dei più grandi eventi eSport nazionali e internazionali.
In queste settimane si sta svolgendo la seconda edizione della eSport World Cup. Durante la seconda settimana si sono svolte le competizioni di DOTA 2 e League of Legends, due dei giochi più seguiti al mondo.
Il primo, dopo una veloce fase a gironi, ha ritrovato le organizzazioni più grandi del mondo competere per il montepremi, tra le favorite trovavamo squadre come il Team Liquid, i Parivision e gli Aurora, che hanno dato spettacolo negli scontri diretti, nonostante tutto, a trionfare sono stati i giocatori del Team Spirit.
Per quanto riguarda League of Legends, a meno di un mese di distanza dalla conclusione del Mid Season Invitational, il secondo evento internazionale dell’anno, i migliori giocatori del mondo si sono sfidati nuovamente per un titolo di prestigio.
I G2 sembrano aver ritrovato una buona forma, mentre le squadre coreane come T1 e Gen.G si riconfermano come le migliori, seguite a distanza dalle squadre cinesi.
Ad agosto invece troveremo molti giocatori italiani in occasione dell’FC Pro World Championship.
All’ultimo atto dell’eSport di FC saranno presenti 32 giocatori, tra cui ben tre italiani: Il napoletano DaniPitbull, il giovane Samugamer e Obrun. Tutti e tre i giocatori hanno avuto delle stagioni convincenti anche se povere di trofei internazionali.
I giocatori da battere sono sicuramente EmreYlmaz e Vejrgang, vincitori dei due eventi internazionali precedenti a questo.
In questo periodo in Italia troviamo anche il League Italian Tournament, competizione nazionale di League of Legends che servirà a capire quali delle sei squadre presenti andrà all’EMEA Masters, la competizione internazionale dedicata alle leghe minori.
Ritroviamo dunque gli ANC Legends, che mostrano netti miglioramenti rispetto alla competizione primaverile, anche se restano molti dubbi sulle loro prestazioni.
Le squadre da seguire però sono sicuramente i campioni in carica dei Colossal Gaming e i Gamblers, che si contendono la vetta della classifica.
Vuoi sapere di più? Ascolta il podcast.
Matteo D’Andrea [...]
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Luglio 17, 2025Entra nel vivo la trentesima edizione del Pomigliano Jazz Festival, tra le rassegne musicali più attese dell’estate campana, Una manifestazione che da anni accompagna il pubblico in un viaggio musicale tra innovazione e tradizione, all’insegna della contaminazione dei linguaggi sonori.
Ad aprire questa edizione è stato l’omaggio sentito del pianista cubano Gonzalo Rubalcaba a Pino Daniele. Il progetto intitolato “Gonzalo Rubalcaba for Pino”, ha messo insieme anche i maggiori rappresentanti del jazz campano. Questo fine settimana sono attesi Joe Lovano (sabato 19 luglio) e Nubya Garcia (domenica 20).
Poi, a chiusura del percorso della prima tranche della rassegna, il sentiero numero 6 del Vesuvio – meglio conosciuta come strada Matrone -, accoglierà sabato 2 agosto, l’esibizione del sassofonista argentino Javier Girotto con il pianista Francesco Nastro (nella foto in pagina). I due musicisti daranno via a un concerto dal titolo evocativo – “da Scarlatti a De Curtis” – che esplora le molteplici contaminazioni che il jazz possiede. Dando ampio spazio alla composizione e agli arrangiamenti con strutture complesse e articolate che spaziano dalla musica classica al rock sinfonico e al jazz nei sui molteplici generi. Con un repertorio composto principalmente da brani originali, arricchito da melodie della tradizione napoletana e latina.
La musica racconta le mille vite di Napoli, della città-mondo. Con questo spirito, con questa forza, Girotto e Nastro si inseguono, si incontrano e respirano insieme lo spirito di questa terra. Tra i brani in scaletta brani della tradizione classica come la Sonata K1 di Domenico Scarlatti e della tradizione popolare come ”O marenariello” di Salvatore Gambardella; Tarantella napoletana di Luigi Ricci; Voce ‘e notte di Ernesto De Curtis. Un viaggio dentro le passioni che rivivono ancora.
Per ascoltare il podcast completo e l’intervista a Francesco Nastro, visita il sito e immergiti all’interno del Pomigliano Jazz.
Giacomo Maraucci [...]
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Luglio 17, 2025Domenica 20 luglio presso il Caruso a Belmond Hotel Amalfi Coast di Ravello, si terrà l’evento Cucinapoli.
Ideato dalla Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo, Cucinapoli unisce la cucina al cucire, con l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere le attività di inclusione sociale della fondazione stessa.
“Quando rappresentavo un capo lo paragonavo a un grande piatto perché entrambe le culture si nutrono di innovazione, conoscenza, tradizione e amore”, ci ha raccontato Massimilano Isaia, azionista e supporter della fondazione, che per l’occasione abbiamo avuto ai microfoni di Run Radio.
La storia della dinastia è cominciata negli anni Venti del ’900 quando Enrico Isaia, capostipite dell’omonima famiglia, ha aperto un negozio di tessuti pregiati destinati alle più rinomate sartorie della città.
La storia e il successo del brand Isaia si fondano sul concetto di Made In Napoli, inteso sia come tradizione sartoriale napoletana che come conoscenza esclusiva del prodotto, apprezzato in tutto il mondo.
Nel 2018 dalla volontà del gruppo Isaia di dare un ulteriore impulso ai propri valori legati alle sue radici, è nata la Fondazione Isaia.
Il 20 luglio a partire dalle ore 19 con l’aiuto della Food Atelier Giovanna Virgilio, gli chef stellati Domenico Candela dell’Hotel Parker’s, Gennaro Esposito per la Torre del Saracino e Oliver Glowig per i Tre Olivi, a cui si aggiunge l’Executive Chef del Caruso, Armando Aristarco (nella foto in pagina), offriranno una cena con piatti e vino pensati per esaltare i sapori offerti dal territorio campano. A loro si aggiungeranno i maestri pasticcieri Sal De Riso e Giuseppe Pepe.
Durante la serata Tommaso D’Alterio, direttore generale della Fondazione presenterà diversi progetti d’inclusione. Si parte dal laboratorio di camiceria presso il penitenziario di Santa Maria Capua Vetere, proseguendo con l’impegno contro la povertà educativa.
Non resta che attendere il 20 luglio, per una cena nata come appuntamento conviviale, ma trasformata in un vero spettacolo.
Enza Gallo [...]
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Luglio 17, 2025Dal 25 luglio al 3 agosto, il cortile monumentale del Maschio Angioino – uno dei simboli più amati della città – diventa un teatro a cielo aperto per ospitare “Musica al Castello”, la rassegna promossa e finanziata dal Comune di Napoli per il progetto “Napoli Città della Musica”, nell’ambito di “Estate a Napoli 2025”.
Un programma variegato e gratuito – ingresso libero fino a esaurimento posti – con concerti e spettacoli ogni sera alle 21:00, in uno dei luoghi più suggestivi della città.
In scena, suoni che arrivano da Napoli, dal Mediterraneo, dall’America Latina, dall’Europa dell’Est: jazz, funk, teatro, ritmi caraibici, musica d’autore e sonorità ibride che raccontano il presente e le radici con ospiti noti anche a un pubblico più ampio come Roy Paci.
Come dichiara Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune: “Il Maschio Angioino diventa ogni sera un punto d’incontro per chi ama ascoltare, riflettere e lasciarsi trasportare. È un segnale forte: Napoli continua a investire sulla cultura come motore di identità e coesione”
E il delegato del Sindaco per l’industria musicale e l’audiovisivo Ferdinando Tozzi sottolinea: “La parola chiave è contaminazione: incontro di stili, culture e tradizioni. È questo che rende Napoli unica”.
A inaugurare la rassegna, il 25 luglio, saranno gli Après La Classe, con il loro “Casa di Legno Tour”: un mix travolgente di ska, reggae, rock e influssi balcanici.
Il 26 luglio spazio alla carica dei Rumba de Bodas: funk, swing, latin e jazz, per una serata da ballare dall’inizio alla fine. Il 27 luglio arriva il sassofono di Daniele Sepe con “Sepè le Mokò”, che sonorizzerà dal vivo il film cult “Totò le Mokò” in un omaggio alla Napoli ironica e poetica.
I Calibro 35 (nella foto in pagina) con “Exploration Tour” salgono sul palco il 28 luglio con il loro classico funk, atmosfere psichedeliche e suggestioni da cinema anni ’70 . Nel nostro podcast una chiacchierata con il polistrumentista e compositore del gruppo Enrico Gabrielli.
Il 29 luglio il ritorno di Roy Paci con “Live Love & Dance Tour” propone un jazz popolare e allo stesso tempo raffinato, con un trio formato da Jimmy Straniero al basso, Paolo Vicari alla batteria e Roberto De Nittis al pianoforte.Il 30 luglio tocca a Gianfranco Gallo con “Captivo”, spettacolo di teatro e musica che indaga l’animo umano tra poesia e realtà.Il viaggio tra canti e memorie di Moni Ovadia andrà in scena il 31 luglio, con il titolo “Rotte Mediterranee”, per ricordare che il nostro mare è fatto di incontri e non di confini.
Il 1° agosto, romanticismo indie e parole d’amore con La Municipal e il loro “Dopo Tutto Questo Tempo Tour”.
Il 2 agosto ancora rock, quello, il rock visionario dei salernitani A Toys Orchestra, tra le band più apprezzate della scena alternativa italiana.Il gran finale di “Musica al Castello” sarà il 3 agosto, con l’irriverente jazz-funk de Il Mago del Gelato, che chiude la rassegna con i brani dell’album “Chi è Nicola Felpieri?”.
Nelle intenzioni delle istituzioni, “Musica al Castello” vuol essere più di una rassegna estiva: un viaggio sonoro, un atto d’amore.
Giacomo Maraucci [...]
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Luglio 14, 2025Il primo weekend ha emesso i suoi verdetti. E ha detto quello che tutti si aspettavano: i Supereroi sono tornati.
Nel primo fine settimana “Superman” di James Gunn negli Stati Uniti ha incassato 122 milioni di dollari mettendosi alle spalle “Jurassic World – La rinascita” e “F1”, molto distanziati. In Italia prosegue ancora – ma gli analisti scommettono per poco – il dominio della pellicola di Garth Edwards.
“Superman” è secondo, con 1 milione 555 mila e 646 euro di incasso ai botteghini (nella foto una scena del film, uno screenshot autoprodotto di Andrek02 tratto dalla rete).
È l’anteprima di una sfida sullo schermo, quella tra Marvel e DC, che nelle prossime settimane porteranno in sala sia “Superman”, uscito giovedì 9, che “I Fantastici 4 – Gli Inizi”, alla loro apparizione sul grande schermo il 23 luglio.
Per il kryptoniano questo film è il grande ritorno da protagonista dopo “L’uomo d’acciaio” del 2013; dopo il successo del film di Zack Snyder infatti il personaggio di Clark Kent non è stato mai riproposto come singolo protagonista, dovendo condividere il palcoscenico con personaggi come Batman e Wonder Woman in “Batman V Superman” o come membro della Justice League.
Alla DC si sente aria di rivoluzione, il regista James Gunn infatti per aprire il nuovo universo cinematografico ha deciso di puntare tutto sul giovane David Corenswet, attore classe 1993 che ha partecipato a produzioni come “Twisters” e la serie HBO “We Own ThIs City”, al posto del già rodato Henry Cavill, interprete del supereroe dal 2013.
La Marvel invece cerca il riscatto dopo i recenti flop al botteghino di “Thunderbolts” e “Captain America Brave New World” puntando tutto sul gruppo simbolo della Silver Age dei fumetti.
La storia però non favorisce la casa fondata da Stan Lee. Il team capitanato da Mister Fantastic non ha mai avuto un rapporto facile col grande schermo, su carta stampata i quattro hanno sempre riscosso grande successo, ma nel mondo del cinema lo storico conta tre film che sono stati flop sia di critica che al botteghino.
Questa nuova produzione annuncia però un’inversione di marcia: il potere mediatico dell’MCU e attori come Pedro Pascal e Vanessa Kirby hanno già creato una buona quantità di hype, di promozione attorno al progetto, che molti vedono come la rinascita del cinema Marvel dopo i periodi difficili della fase 4 e 5. Come finirà lo scontro? Lo sapremo alla fine dell’estate.
Matteo D’Andrea [...]
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Luglio 11, 2025Trent’anni di jazz, di viaggi, di incontri e di sogni. Trent’anni di musica portata tra rovine romane, crateri vulcanici, stazioni ferroviarie trasformate in palcoscenici. Pomigliano Jazz compie 30 anni e lo fa con l’orgoglio di chi ha attraversato il tempo senza tradire la propria identità, diventando uno degli ultimi baluardi della scena jazzistica in Campania, punto di riferimento a livello nazionale.
Nato nel 1996 da un’idea di Onofrio Piccolo, il festival si è evoluto fino a diventare un evento itinerante che unisce musica, valorizzazione del territorio e sostenibilità ambientale: una formula capace di intrecciare radici locali e linguaggi globali, rendendolo un unicum nel panorama italiano.
Intervistato ai microfoni di Run Radio, Piccolo ci ha parlato dell’evoluzione del Festival nel corso di questi trent’anni e di come abbia sempre vantato la presenza di eccellenze della scena jazz mondiale.
Sul palco del festival, in tre decenni, si sono alternati alcuni tra i più grandi protagonisti del jazz nazionale e internazionale: da Charlie Haden a Chick Corea, da McCoy Tyner ad Ahmad Jamal, passando per artisti del calibro di Enrico Pieranunzi, Francesco Nastro, Marco Zurzolo e Stefano Bollani.
A loro si aggiungono artisti come Gonzalo Rubalcaba, protagonista nel 2025 con un omaggio inedito a Pino Daniele, e Al Di Meola (nella foto in pagina), che si esibirà in una suggestiva performance al tramonto sul cratere del Vesuvio, una delle location più iconiche del festival.
In un contesto in cui molte rassegne storiche hanno chiuso i battenti o si sono ridotte a eventi occasionali, Pomigliano Jazz è oggi l’unica scena jazz strutturata rimasta viva nel territorio napoletano. Un piccolo miracolo culturale, sostenuto dalla Regione Campania, dal Ministero della Cultura, dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e da numerosi partner istituzionali e locali.
La sua forza è sempre stata quella di sapersi rinnovare restando fedele alla propria missione: portare la grande musica in luoghi simbolici, spesso fuori dai circuiti tradizionali, e creare connessioni tra paesaggio, storia, suoni e comunità.
La natura, l’archeologia, la spiritualità dei luoghi diventano parte integrante dell’ascolto: tra gli appuntamenti più attesi del Pomigliano Jazz 2025, il concerto al tramonto sul Vesuvio con Al Di Meola e l’omaggio di Rubalcaba a Pino Daniele, con brani come Chi tene ‘o mare, Sicily e Lazzari Felici riarrangiati in chiave jazz.
Pomigliano Jazz non è solo spettacolo, ma anche formazione, sostenibilità e inclusione. Il progetto Green Jazz, sviluppato con Legambiente, ha portato alla certificazione Ecoevents, e accompagna i concerti con itinerari naturalistici ed enogastronomici. Allo stesso tempo, il Young Jazz Lab coinvolge ogni anno centinaia di ragazzi dai 8 ai 18 anni, che confluiscono nell’Orchestra del Ritmo e dell’Improvvisazione, una delle esperienze didattiche più avanzate del settore in Italia.
Francesca Mainardi [...]
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Luglio 11, 2025In estate da 30 anni le strade del jazz portano a Pomigliano, diventata nel tempo una delle manifestazioni musicali del panorama non solo campano, ma italiano.
Per un compleanno importante da celebrare, la rassegna si è concentrata su quattro eventi organizzati dall’Associazione Pomigliano Jazz nei comuni di Pomigliano d’Arco, Avella e Cimitile.
L’inizio di venerdì 10 luglio è stato segnato dal concerto in esclusiva del pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, vincitore di tre Grammy e quattro Latin Grammy, che ha presentato in anteprima “Gonzalo Rubalcaba for Pino”, omaggio a Pino Daniele a dieci anni dalla sua scomparsa. Lo spettacolo ha proposto alcune riletture di brani come “Chi tene ‘o mare”, “Lazzari Felici”, “Quando” e “Tutta ‘nata storia”.
Si prosegue il 19 luglio con il concerto del sassofonista Joe Lovano alle 20:30 alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile. Vincitore di un Grammy award, il musicista italo americano si esibirà in quartetto con la formazione jazz polacca The Marcin Wasilewski Trio. Dopo il successo dell’album Arctic Riff, la collaborazione tra il cantante americano e il gruppo europeo si rinnoverà con l’album “Homage”, che verrà riproposto dal vivo a Cimitile.
Domenica 20 luglio è la volta di Nubya Garcia. La sassofonista e compositrice londinese si esibirà alle 20.30 alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile. L’ultima fatica dell’artista s’intitola Odyssey, progetto che unisce sonorità jazz, dub, R&B, musica classica e broken beat.
Conclude la prima parte della rassegna il concerto di Al Di Meola sul Cratere del Vesuvio al tramonto. In programma alle 16.30 di sabato 26 luglio, il chitarrista statunitense proporrà il meglio del proprio trentennale repertorio al pubblico napoletano.
Tra i brani più celebri del compositore made in USA è impossibile non citare “Midnight in Tango”, l’album dedicato ai Beatles “Across the Universe” e soprattutto “Elegant Gipsy”, che ne fece una star del latin jazxz rock
Il Pomigliano Jazz Festival è un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti del genere. I prezzi dei biglietti partono da 20€ per gli under 26, mentre per i restanti non si scende sotto i 25€. Per maggiori informazioni consultare il sito www.azzurroservice.it
Run.Red. [...]
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Luglio 11, 2025Cala il sipario per il Campania Teatro Festival. A un mese esatto dalla sua apertura giunge alla fine la rassegna.
L’ultima settimana ha visto il riadattamento del dramma greco “Edipo Re”, a cura di Luca de Fusco. La rappresentazione è andata in scena il 9 e 10 luglio a Villa Campolieto. Il regista ha deciso di reinventare le parti, affidando all’attore principale Luca Lazzareschi ben quattro personaggi, dando alla rappresentazione un tema surreale.
Sempre in programma giovedì 10 c’era “Cantata per un eretico”. Una composizione per sei voci soliste, più coro e gruppo strumentale dedicata a coloro che non si conformano alle regole della società.
A seguire, l’11 luglio a Ponticelli sarà portata sul palco “Frammenti di Un discorso amoroso”, opera ispirata dall’omonimo libro di Roland Barthes e dagli ‘Innamorati’ di Goldoni.
Lo spettacolo condurrà gli spettatori in un viaggio nella psiche umana trattando i temi dell’amore e della confusione specialmente nei giovani.
Il 12 luglio invece vi saranno due grandi eventi, il primo al Trianon Viviani vedrà come ospite speciale Cecilia Sala con la sua opera “Una Notte a Teheran”. Il secondo al Mercadante sarà la prima di “Quando La Finirai Con Pina Bausch?”, spettacolo in cui viene raccontata la biografia coreografa tedesca.
La rappresentazione sarà replicata anche l’ultimo giorno, domenica 13, sempre al Mercadante.
A chiudere invece la rassegna cinematografica vi sarà la pellicola “Shakespea Re di Napoli”, opera a cura del direttore artistico Ruggero Cappuccio e Nadia Baldi, sua vice.
In questa avventura nella Napoli del 1500 il pubblico seguirà il drammaturgo inglese nel suo viaggio nella penisola, in cui si narra incontrò un attore Napoletano che verrà interpretato dall’attore Alessandro Preziosi.
A chiudere ogni serata vi sarà il dopofestival nei giardini di Palazzo Reale, dove sarà possibile ascoltare musica con eventi dal vivo e DJ Set. L’ultimo ospite presente sarà il talent scout Claudio Cecchetto (nel manifesto promozionale dell’evento).
Il produttore che portò alla luce artisti come Jovanotti e gli 883 infatti sarà presente come ospite speciale nella serata finale, esibendosi in un DJ Set di brani dei più importanti artisti degli anni ’90 e 2000, di cui molti scoperti da Cecchetto stesso.
Per saperne di più ascolta il Podcast.
Matteo D’Andrea [...]
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Giugno 30, 2025Si inaugura con la prima europea di una regina del rock, almeno italiano, la seconda edizione di “Bop – Beats of Pompeii”, la rassegna musicale che dal primo luglio al 5 agosto 2025 trasformerà l’Anfiteatro degli Scavi Archeologici di Pompei in un grande palcoscenico per lo spettacolo.
Alle 21,15 di martedì primo luglio salirà sul palco Gianna Nannini, icona del rock nazionale, con il suo tour “Sei nell’Anima Festival European Leg 2025“. Il suo è un ritorno in Campania dopo due anni di assenza: la location è carica di suggestione, in grado di trasformare la voce graffiante e il carisma travolgente della cantante senese in un’esperienza particolare.
La tappa di Pompei segna un momento speciale per la Nannini (nella foto di Alex Majoli), che dopo il tour invernale e il successo dell’album “Sei nell’anima”, del film omonimo su Netflix e della riedizione del libro “Sei nell’anima (Cazzi miei)”, porterà al suo pubblico i classici che hanno costellato una carriera davvero importante.
Il suo show darà il via una serie di 11 concerti con un cast non banale: da Wardruna a Ben Harper, da Bryan Adams a Dream Theater, fino a Stefano Bollani, Antonello Venditti, Serena Rossi e Jimmy Sax che attraversa generi e stili diversi, dal rock alla musica elettronica, dal jazz al folk.
Più che una semplice rassegna, Beats of Pompei è nelle intenzioni dei suoi organizzatori un progetto culturale e turistico di prima scelta. Patrocinata dal ministero della Cultura e dal Parco Archeologico di Pompei, in collaborazione con il Comune di Pompei e la Regione Campania, la manifestazione è organizzata e diretta artisticamente da Peppe Gomez, che Run Radio ha intervistato per l’occasione.
Il secondo giorno di ‘Bop’, mercoledì 2 luglio, terrà alto il tasso di energia. A replicare l’esibizione sanguigna della Nannini saranno gli americani Dream Theater. Paladina di un suono muscolare e virtuosistico e dopo essersi già esibita a Milano e Roma, la band torna in Italia per proseguire le celebrazioni del “40th Anniversary Tour”, portando sul palco i nuovi brani tratti dall’album “Parasomnia”, uscito lo scorso febbraio.
Un’occasione imperdibile per i fan, che dopo averli ammirati qualche stagione fa al Palapartenope di Napoli potranno immergersi nel loro suono epico all’inverosimile, tra classici e nuove tracce ricche di tecnica strumentale. Si tratta di un autentico viaggio attraverso quattro decenni di storia, innovazione e passione per la musica progressive metal.
Beats of Pompeii richiama alla memoria, e non poteva essere altrimenti il concerto che vi tennero i Pink Floyd: uno spettacolo leggendario a porte chiuse che non è mai più stato dimenticato.
Entusiasta il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, così come il sindaco di Pompei Carmine Lo Sapio. Nelle loro intenzioni la rassegna rappresenta un importante impulso per la promozione del territorio campano, valorizzando Napoli e la regione come protagonisti della scena culturale internazionale e favorendo il turismo sostenibile e l’economia locale.
Il terzo appuntamento è fissato con Jean-Michel Jarre. Il pioniere dell’elettronica pop francese sarà il protagonista sabato 5 luglio.
In esclusiva per il Sud Italia, Jarre presenterà uno show maestoso e pieno di effetti visivi, giochi pirotecnici, proiezioni laser e una scenografia avanguardistica, accompagnati dall’uso di strumenti futuristici, molti dei quali progettati da lui stesso.
Run.Red. [...]
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Giugno 30, 2025Il Teatro Trianon Viviani intona la nona. Tante sono le stagioni della sala dopo la sua riapertura. Nel cuore pulsante di Napoli, è pronto a inaugurare il suo nuovo ciclo teatrale. La stagione ha un claim, “Appassiunata”, come recita il cartellone affisso in Piazza Vincenzo Calenda, che promette una programmazione ricca di memoria, comicità e attualità.
Come lo scorso anno, il programma viene presentato in due atti: il primo, da ottobre a dicembre, è stato svelato nei giorni scorsi dalla direttrice artistica Marisa Laurito (nella foto di Ivan Genasi) insieme con il presidente del teatro Gianni Pinto, e la partecipazione di alcuni dei protagonisti degli spettacoli in arrivo.
Ad aprire il sipario nel 2025-2026, sarà “Viviani per strada – Festa di Piedigrotta”, uno spettacolo firmato da Nello Mascia che ci conduce nella Napoli tra le due guerre, tra scugnizzi e disincanto, con musiche curate da Eugenio Bennato, intervistato ai nostri microfoni. “È un omaggio a un tempo che ci appartiene ancora,” ha raccontato Bennato, sottolineando il legame tra passato e presente della città.
A seguire, dall’11 al 16 novembre, andrà in scena “Il testamento di Parasacco”, una commedia comico-fantastica scritta da Eduardo Scarpetta nel 1878. A riportarla in scena è il regista Francesco Saponaro, in un tributo sentito a Scarpetta nel centenario della sua scomparsa.
A proposito di omaggi, dal 21 al 23 novembre, Antonio Sinagra proporrà “Penziere Mieje”, un viaggio musicale e poetico nelle parole di Eduardo De Filippo, a dieci anni dalla morte del figlio Luca.
Non mancherà un inserto comico. Il 23 ottobre si esibirà Antonio Juliano con “ConFesso”, spettacolo interamente improvvisato, in cui il comico giocherà sull’ambiguità tra confessione e confessionario.
Nel mese di dicembre saliranno sul palco due nomi noti della comicità partenopea: Rosalia Porcaro, con il suo “Donne oltre l’orlo di una crisi di nervi”, una riflessione ironica sulle relazioni e i contrasti di genere; Mariano Bruno andrà in scena l’11 dicembre con Senza Copione, spettacolo in cui sarà l’improvvisazione, con l’aiuto di una ruota, a fare da padrone.
Per i giovani, la novità è rappresentata dalla sezione NeaPolis, che Marco Travaglio inaugurerà il 7 novembre con un incontro che toccherà argomenti cruciali dell’attualità. Fino al 31 luglio 2025 sarà possibile sottoscrivere un abbonamento per sei spettacoli, un invito a lasciarsi trascinare da una stagione che parla di memoria, risate e impegno civile.
Per ascoltare le nostre interviste a Eugenio Bennato e Marisa Laurito, non perdere la nuova puntata di Buona la Prima Teatro, su Run Radio.
Bruno Stampa [...]
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Giugno 23, 2025Dopo una settimana dal suo inizio, il Campania Teatro Festival tira le prime somme. La diciottesima edizione è quella in cui solitamente si diventa grandi, si comincia a guardare a nuovi obiettivi. Ed è quello che la kermesse ha mostrato nelle prime messe in scena.
I primi sette giorni del festival si sono conclusi con uno spettacolo in prima nazionale e molto atteso: “La Principessa di Lampedusa”, andata in scena nel teatro Sannazaro e interpretata da Sonia Bergamasco, che ne ha curato anche la regia.
È stata una prova d’attrice importante, con un monologo che ha fatto rivivere Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore de “Il Gattopardo”. Una donna coraggiosa, carismatica, risoluta e complessa, che si staglia con la sua modernità tra le macerie di una Palermo ferita dai bombardamenti del maggio 1943.
Bellissime le luci di Cesare Accetta, intensa e travolgente, pur con qualche eccesso, la prova della Bergamasco alle prese con la trasposizione del libro di Ruggero Cappuccio. Ed è proprio l’autore, drammaturgo e anche direttore artistico del festival a parlarci delle sue creature (festival e piece) nel nuovo podcast di Run Radio.
La rassegna prosegue martedì 24 giugno con “Titizé – A Venetian Dream” del regista, attore e coreografo svizzero Daniele Finzi Pasca. Il lavoro che va in scena nel Politeama, con replica il 25 giugno, ha un titolo che allude alle infinite capacità di essere di ognuno di noi, ma anche a un’immagine da sogno che sembra uscita da un film di Fellini.
In questo spettacolo teatrale acrobatico, la clowneria ha in sé gli echi della Commedia dell’Arte con dieci straordinari interpreti multidisciplinari. È un teatro dello stupore e della leggerezza che non ha bisogno della parola.
Da segnalare “Misurare il salto delle rane” – tredicesima produzione di Carrozzeria Orfeo -, una dark comedy in scena nel teatro Nuovo sempre il 24 e 25 giugno.
Per chi ama la canzone d’autore può risultare gradevole il concerto che Neri Marcorè dedica alle 21.30 nel Cortile della Carrozze di Palazzo Reale a Fabrizio De Andrè.
Un altro piatto forte della giornata di martedì 24 è la sezione Letteratura che ospita alle 19 Tonino Taiuti, uno dei pochi interpreti che possa dare nuova linfa al mito di Totò. Il re dei giochi di parole e l’attore napoletano si affratellano a tal punto che anche “’A livella” viene reinterpretata come l’opera di un balbuziente, ovvero di chi sa quanto parlare con i morti sia il primo abracadabra da fare.
Run.red. [...]
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Giugno 20, 2025Cosa resta a chi ha potuto solo assistere al passaggio della morte? E cosa può fare il teatro, oggi, per affrontare queste domande?A queste riflessioni prova a rispondere Valerio Pietrovita con Il Cavaliere Povero, un’opera intensa e sorprendente, liberamente tratta da L’idiota di Fëdor Dostoevskij, andata in scena al Teatro Tedér nell’ambito della rassegna Osservatorio del Campania Teatro Festival.
Osservatorio è una sezione del Festival pensata per dare spazio e visibilità agli artisti emergenti, alle giovani compagnie e a quelle realtà non più giovanissime che incontrano difficoltà nell’avviare i propri processi produttivi. Un’iniziativa che offre un’occasione concreta per mettere alla prova idee e linguaggi nuovi: un palinsesto ricco, con oltre 30 spettacoli, la maggior parte dei quali ospitati proprio al Teatro Tedér, che per tutta la durata della rassegna diventa un laboratorio vivo di innovazione teatrale.
La sera del 18 giugno, solo con il proprio corpo e la propria voce sul palco, Pietrovita ha dato prova di straordinaria poliedricità: ha interpretato tutti i personaggi dell’opera dostoevskijana, passando con naturalezza da un registro all’altro, alternando toni e intensità, disegnando caratteri e atmosfere diverse con una padronanza scenica rara. La sua voce, il suo volto, il suo corpo si sono fatti strumento duttile capace di evocare il principe Myskin e i tanti volti che popolano l’universo del romanzo, rendendo ogni passaggio un nuovo cambio di ritmo, energia, colore.
Al centro del racconto c’è Myskin: l’idiota, l’uomo buono per eccellenza, un Cristo laico gettato in un mondo oscuro e corrotto, un mondo non così distante dal nostro. Pietrovita ne restituisce l’anima fragile e disarmata, quel candore che, nel confronto con la violenza, la corruzione e la morte, non può che soccombere. La sua bellezza interiore – quella che, secondo la celebre frase dostoevskijana, “salverà il mondo” – si rivela troppo fragile per salvarlo davvero.
Ma Il Cavaliere Povero non è solo una riscrittura del classico: è un’opera che parla al presente. Lo spettacolo traccia un filo sottile ma potente tra la figura di Myskin e quella dell’attore contemporaneo, dell’artista che, con coraggio e forse con un pizzico di follia, continua a difendere un’idea di bellezza, di arte e di umanità in un mondo che spesso non sembra più in grado di riconoscerne il valore. Myskin diventa l’emblema di chi continua a fare teatro, di chi sale sul palco sfidando il disinteresse generale e la precarietà della propria condizione lavorativa.
Lo stesso Valerio Pietrovita, ai microfoni di Run Radio, ha raccontato che l’idea dello spettacolo è nata durante la stesura della sua tesi di laurea. In quell’occasione, analizzando i dati Inps sulla condizione economica degli attori in Italia, si è imbattuto in cifre allarmanti, che testimoniavano la drammaticità della situazione di chi sceglie questa carriera. Nello stesso periodo stava rileggendo L’idiota, e la figura di Myskin, quell’uomo buono, fuori contesto, che ancora cerca la bellezza che salverà il mondo, gli è apparsa come un simbolo di tutti gli artisti che oggi decidono di fare arte, nonostante tutto.
Il ritmo della drammaturgia – incalzante, serrato, senza cedimenti – ha saputo catturare il pubblico dall’inizio alla fine. Un flusso continuo che ha alternato riflessione, ironia e pathos, come nel romanzo, dove il tragico e il comico si intrecciano in un equilibrio affascinante e precario. Lo spettacolo ha conquistato la platea: il Teatro Tedér era sold out, e al termine Pietrovita è stato accolto da oltre cinque minuti di applausi calorosi, a conferma della forza della sua proposta.
Con Il Cavaliere Povero, Valerio Pietrovita ci ricorda che la bellezza, per quanto fragile, e il coraggio dell’“idiota” che ancora crede nella possibilità di salvarci, restano oggi più che mai necessari. Sul palco. E nella vita.
Francesca Mainardi [...]
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Giugno 20, 2025Il 21 giugno è una data speciale un po’ in tutto il mondo: si celebra infatti la Festa della Musica. Come di consueto anche Napoli partecipa alla manifestazione, festeggiando la sua 31esima edizione con il tema I mestieri della musica, dedicato alle opportunità professionali che offre il mondo delle sette note.
“La musica è fatta di professionalità, vogliamo sostenere tutte le attività degli artisti e professionisti della musica”, ha spiegato Ferdinando Tozzi delegato del Sindaco di Napoli per l’industria musicale e l’audiovisivo, ai microfoni di Run radio.
Il Comune di Napoli per l’occasione ha indicato due giornate di festa, il 20 e il 21 giugno. Ad aprire le celebrazioni sarà l’incontro I mestieri della musica e le nuove tecnologie, in programma venerdì 20 giugno alle ore 10.00 presso Palazzo Cavalcanti, dove diversi professionisti del settore si confronteranno sullo stretto legame che da sempre intercorre tra l’industria musicale e i progressi tecnologici.
L’introduzione sarà affidata a Ferdinando Tozzi. “Questo evento – dice – rappresenta un momento importante assieme al progetto città della musica. La musica deve essere aperta ai giovani, alle nuove generazioni e diffusa”.
Sabato 21 giugno Napoli si animerà trasformandosi in un grande palcoscenico all’aperto. La città accoglierà artisti noti, giovani talenti e appassionati, che si esibiranno in 11 postazioni distribuite tra Centro storico, Vomero, Sanità e Secondigliano.
La musica classica avrà uno spazio speciale: dalle 10:30 alle 13:00, con le note dei giovani musicisti del Conservatorio San Pietro a Majella, un concerto con il pianista Raffaele Battiloro e un quartetto d’archi della Nuova Orchestra Scarlatti.
La festa coinvolgerà anche i più piccoli con un evento dedicato a bambini e famiglie alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri. La pianista e illustratrice Lisa Molinaro accompagnerà la lettura animata dell’albo Maurice Ravel, ispirato alla storia del pianista Paul Wittgenstein. Seguirà un laboratorio in cui i bambini potranno sperimentare la musica in modo creativo.
Infine, ANM e il Museo Madre animeranno le linee di trasporto cittadine con performance musicali nelle stazioni della metro e nelle funicolari. Tra gli artisti, il coro di Iocisto, Fabrizio Mandara e il pianista Cirillo che accompagneranno i viaggiatori con la magia della musica.
L’evento nasce a Tolosa in Francia nel 1982 da un’inchiesta sulle pratiche culturali dei francesi condotta dal ministero della Cultura, che ha dimostrato che 5 milioni di persone suonavano uno strumento musicale, ma solo una piccola parte era coinvolta nella manifestazione.
Così Maurice Fleuret, critico musicale e neo Direttore della Musica e della Danza al Ministero della Cultura, ha immaginato una grande manifestazione popolare. L’idea era di celebrare la musica in tutte le sue forme, incoraggiando musicisti professionisti e amatoriali a suonare per le strade e nelle piazze il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate.
Già nel 1976 Joël Cohen, musicista americano, aveva deciso di rendere omaggio al solstizio d’inverno, il 21 dicembre e al solstizio d’estate il 21 giugno. Quell’anno, mentre lavorava in radio, ha organizzato la sua programmazione musicale attorno a questi due momenti speciali, intitolando il progetto Saturnales de la Musique.
Dal 1985 la Festa della Musica ha iniziato a diffondersi in tutta Europa.
Resta aggiornato su Run Radio per scoprire Cosa Succede in Città
Enza Gallo [...]
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Giugno 20, 2025Non ci sono solo gli eventi delle istituzioni a caratterizzare la Festa della musica a Napoli.
Gli Imagine Dragons si esibiranno nello Stadio Diego Armando Maradona. Una delle band internazionali più amate nel mondo sarà a Napoli sabato 21 giugno. Alle ore 21 inizierà il primo concerto a Napoli del gruppo americano. Il loro Loom World Tour ha già fatto tappa a Milano lo scorso 27 maggio e a Padova il 18 e 19 giugno.
In occasione della 31° edizione dell’evento, nella stessa data il Teatro Trianon Viviani propone “La Serva Padrona”, il capolavoro di Giovanni Battista Pergolesi riambientato dal regista Mariano Bauduin nel salotto del poeta Salvatore Di Giacomo. In scena il soprano Giovanna Caterina Di Luca, il basso Francesco Auriemma e l’attore e baritono Maurizio Murano, rispettivamente nei ruoli di Serpina, Uberto e Vespone.
La compagnia di canto è accompagnata dall’Orchestra da Kamera e dal coro dei Piccoli Cantori di Forcella diretti da Vincenza D’Ambrosio. L’Orchestra, diretta da Paolo Acunzo, è costituita da maestri e allievi dei due complessi giovanili partenopei Sanitansamble e Piccola Orchestra di Forcella.
Domenica 22 giugno alle ore 21 all’Arena Flegrea di Fuorigrotta suoneranno invece i Massive Attack. Il gruppo di Bristol, famoso per aver creato il Bristol Sound e considerato l’inventore del trip hop, torna a Napoli per la quarta volta a Napoli, dopo i concerti del 2003, 2008 e 2016. Conosciuti per il loro suono distintivo, i Massive Attack continuano ad affascinare i fan con atmosfere caratterizzate da crescendo di chitarra distorta, arrangiamenti orchestrali e loop di basso, con uno stile che mescola hip hop, dub, reggae, e musica ambient.
Per saperne di più, ascolta il nostro podcast.
Renato Mormile [...]
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Giugno 18, 2025Si intitola “Mezz’ora con” il nuovo format di Run Radio che debutta oggi in podcast e sul sito. A inaugurare il ‘salotto buono’ della voce dell’università Suor Orsola Benincasa abbiamo chiamato Dario Sansone. La voce e l’immagine pubblica dei Foja ha pubblicato l’11 aprile il suo debutto da solista, “Santo Sud” ed è venuto a Run Radio, ‘armato’ del suo solito cappello e di chitarra acustica, a suonarcelo, a regalarci una versione intima e ‘live’.
L’obiettivo primo di “Mezz’ora con” è quello di accogliere in casa un musicista, un attore, un artista, un docente e permettergli di raccontarsi, di suonare e cantare, di esprimere le proprie opinioni.
Così ha fatto Dario, che a dispetto dei suoi 44 anni, è un personaggio molto vicino al mondo giovanile. È anche un amico del Suor Orsola. Negli scorsi anni ha ‘regalato’ ai ragazzi dei licei due workshop sul disegno, una delle sue attività.
Musicista, disegnatore, regista e direttore artistico, dal 1997 si occupa di arti visive. Nel 2003 ha esordito nel mondo del fumetto e dal 2007 ha iniziato a lavorare nel settore dell’animazione. Nel 2017 ha diretto, insieme a Alessandro Rak, Ivan Cappiello e Marino Guarnieri, il film di animazione “Gatta Cenerentola”.
Dal 2006 è il leader e autore della folk band napoletana Foja. “Santo Sud” è il manifesto del suo presente. Registrato tra Parigi e Napoli, l’album fonde in 12 canzoni diverse sonorità, partendo dalla canzone d’autore, 12 tracce che si sviluppano in suoni che abbracciano influenze arabe e pizzica salentina, sentori di Africa e Sudamerica, suoni ancestrali e ballad più intime, sfociando nella canzone napoletana contemporanea.
Ai microfoni dei nostri Francesca Mainardi e Marco Marsiglia ci ha presentato il Dario Sansone di oggi.
Ascolta il podcast e scopri di più sul nostro primo ospite.
Redazione run radio [...]
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Giugno 17, 2025Il 20 giugno, il 19 luglio e l’8 agosto il Planetario di Città della Scienza apre le sue porte per la terza edizione di Appuntamento in Via Lattea.
Tre serate per celebrare il Solstizio d’estate, la Giornata mondiale della Luna e la magia dell’attesa della notte di San Lorenzo.
Sotto la cupola del Planetario, avverrà la proiezione dell’Era degli esopianeti, vincitore premio PLANIT 2025, per la miglior divulgazione scientifica tramite video.
La narrazione con le pagine di autori come Asimov, Bradbury , Tolkien e riferimenti a Star Wars, mostrerà come l’astronomia moderna e la fantascienza si influenzino a vicenda.
“Ci aspettiamo di riuscire a raccontare il cielo e le stelle da un punto di vista narrativo, musicale e letterario. Riuscire a mettere insieme le diverse zone del sapere”, racconta ai microfoni di Run Radio il coordinatore delle attività del Planetario Giovanni Pirone (nella foto in pagina).
Arricchirà l’esperienza un’atmosfera lounge e un sottofondo live, che unirà sonorità elettroniche e strumenti acustici, in un viaggio ai confini dell’universo.
“Il teatro aiuta tanto nella fase di gestione e di racconto, perché la difficoltà dell’astronomia è quella di riuscire a visualizzare i fenomeni che accadono; ma grazie al nostro planetario, agli strumenti che utilizziamo e a uno storytelling preciso con elementi teatrali, si riesce a far capire cosa succede nell’universo”, commenta Pirone.
Le serate avranno inizio con un aperitivo di benvenuto firmato Puok, e a seguire inizierà lo spettacolo. Per concludere con la collaborazione dell’Unione Astrofili Napoletani, che dal 1974 si occupa di riunire gli appassionati delle materie astronomiche per promuoverne la diffusione, sarà possibile ammirare dal vivo la bellezza di stelle e pianeti con l’utilizzo dei loro telescopi.
Per l’appuntamento del 20 giugno saranno disponibili due fasce orarie: ore 20 e ore 21:30.
I biglietti sono disponibili sul sito www.cittadellascienza.it
Enza Gallo [...]
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Giugno 17, 2025Giovedì 19 giugno prende il via Mondi a parte, progetto di Interesse Nazionale (PRIN) finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca e al quale l’Unisob ha partecipato assieme ad altri due istituti: l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano e l’Università degli studi di Perugia.
Dopo un percorso di ricerca durato due anni, da giovedì 19 a sabato 21 giugno si terrà un convegno che prende il titolo proprio dal progetto. Il tema centrale di questo ciclo di eventi sarà quello della sostenibilità contemporanea del sistema carcerario.
Giovedì 19 giugno, alla presenza anche della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, si terrà un incontro sui dialoghi della contemporaneità alle 16, che sarà preceduto da una relazione introduttiva a cura dell’ordinaria di Storia Moderna nell’Università Suor Orsola Benincasa Vittoria Fiorelli, che è anche la coordinatrice nazionale del progetto.
A seguire, dopo gli interventi di diversi professori ed esperti dei mondi giuridici e teologici come Riccardo De Vito, giudice del Tribunale di Nuoro, e Simona Segoloni, teologa presso l’Istituto teologico Giovanni Paolo II di Roma, sarà possibile visitare l’antico Carcere della Scarpa del Sacro Convento di Assisi (nella foto in pagina).
Il secondo dei tre giorni prevede due incontri: il primo, dal titolo Relegare e rinchiudere. Forme, modelli e attori del confinamento e della carcerazione dal XVI al XIX secolo sarà introdotto e coordinato dallo storico dell’Institut Universitaire De France Bernard Dompnier. Successivamente, sul tema esporranno i loro punti di vista alcuni docentii professori della Cattolica e dell’Università di Perugia.
Conservatori, case di lavoro, orfanotrofi: strutture, forme e protagonisti del confinamento dal XVIII al XX secolo è dedicato a un argomento affine, la reclusione. L’incontro conclusivo si terrà la mattina di sabato 21 giugno, dalle 9 alle 13.
A rappresentare l’Unisob, saranno Paola Villani e i docenti Nunzio Ruggiero e Michele Lavella. Per ascoltare l’intervista, non perdere Uniworld su Run Radio.
Bruno Stampa [...]
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Giugno 17, 2025“Ci siamo attivati da molto tempo per consentire l’organizzazione interna non solo per gli studenti, ma anche per i docenti e il personale amministrativo”: così Vittoria Fiorelli, delegata del rettore Lucio d’Alessandro per il Gender Equality, ha spiegato ai microfoni di Run Radio in che modo il Dipartimento dell’Università Suor Orsola Benincasa lavora su un tema così delicato come l’uguaglianza di genere.
“La prima azione del Dipartimento – ha rivelato – è stata consentire ai dipendenti Unisob di usufruire delle scuole che abbiamo nel nostro ateneo: per le mamme portare con sé i propri bambini e avere le strutture educative a disposizione è il primo segno di apertura in questo senso”.
Da quando è attivo il Dipartimento di Gender Equality, il Suor Orsola Benincasa ha sempre mantenuto l’attenzione su questioni culturali legate all’uguaglianza di genere. Vittoria Fiorelli ricorda che “il nostro ateneo si impegna in tal senso con le carriere alias, con l’adozione di un regolamento amministrativo che impone un linguaggio di tipo inclusivo e tenendo alta l’attenzione sull’inclusione delle donne nelle attività scientifiche”.
“Da un punto di vista reclutativo – aggiunge –, nella nostra università non c’è mai stato un problema: sin dall’inizio, le donne hanno trovato grande spazio per le proprie attività lavorative”.
L’impegno non si limita all’uguaglianza di genere: grazie all’iniziativa di un gruppo di studentesse del Corso di Consulenza Pedagogica intitolata “UNISOB FA RUMORE”, l’ateneo ha risposto presente all’appello per combattere la violenza sulle donne.
Run Radio ha ospitato le tre studentesse-coordinatrici: Federica Cesareo, Marianna Talotti e Federica D’Arienzo. Trovate sul nostro sito l’intervista completa.
Anche Vittoria Fiorelli si aggiunge alle loro voci: “È un argomento che viene percepito con alti e bassi. È molto legato all’emotività della comunicazione contemporanea: ogni volta che c’è un evento efferato di violenza sulle donne, si riattiva fortemente l’attenzione. Il lavoro che andrebbe fatto è soprattutto di educazione e di cultura. Bisogna cercare di trasmettere nei giovani la capacità di intercettare i segnali della violenza prima che questa venga conclamata”.
Per approfondire l’intervista della professoressa Fiorelli, ascolta il podcast in onda su Run Radio.
Alex Iozzi [...]
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Giugno 13, 2025La nuova puntata di Buona la prima teatro è dedicata alla presentazione della stagione 2025-2026 al Teatro Nazionale di Napoli.
Venerdì 30 maggio, alle ore 11.30, il direttore artistico Roberto Andò, accompagnato dal presidente Luciano Cannito, ha illustrato il programma che è previsto per la prossima stagione sui palcoscenici del Mercadante, del San Ferdinando e del Ridotto, in cui si terranno 38 dei 40 spettacoli che andranno in scena tra ottobre 2025 e maggio 2026.
Manca ancora qualche mese eppure è già tutto pronto per una stagione che, secondo il presidente Cannito, “invita alla condivisione: di storie, pensieri, idee, emozioni che toccano l’anima”.
Partendo dal Mercadante, il debutto è in programma il prossimo 22 ottobre, data in cui andrà in scena, con repliche fino al 24, di La Distance, spettacolo del regista e drammaturgo, nonché direttore del Festival d’Avignon, Tiago Rodrigues.
Sarà una stagione all’insegna della drammaturgia, con l’opera Il lutto si addice ad Elettra, un viaggio drammatico nel mondo classico che vede gli attori Tommaso Ragno ed Elisabetta Pozzi protagonisti di uno spettacolo ispirato al mito di Elettra.
Un altro evento da segnalare si svolgerà tra il 4 e il 15 marzo 2026, quando la regista Cristina Comencini dirigerà I Turni, commedia con Iaia Forte che esplora il lavoro, i legami e la libertà femminile. Spostandoci al Teatro San Ferdinando, la programmazione presenta un interessante mix tra memoria, sperimentazione e narrazione civile.
Storica ‘casa’ del teatro di Eduardo De Filippo, le sue opere ma anche quelle di altri fuoriclasse dell’opera partenopea come Eduardo Scarpetta e Raffaele Viviani, verranno sottoposte a sostanziali riscritture. Tra tutte, Napoli Nobilissima, che verrà interpretato da Lorenzo, Geppy Gleijeses, Chiara Baffi con la partecipazione di Peppe Lanzetta.
Al Ridotto, invece, saranno 11 i titoli, ispirati a una nuova drammaturgia. Tra i principali titoli, appaiono Vita di San Genesio, La Cerimonia del Massaggio, Rumore di Fondo.
Ci sarà inoltre un’incursione al Trianon con Testamento di Parasacco, progetto speciale per il centenario della morte di Eduardo Scarpetta.
Per ascoltare la nostra intervista a Roberto Andò (nella foto in pagina di Lia Pasqualino), ascolta la nuova puntata di Buona la Prima Teatro su Run Radio.
Bruno Stampa [...]
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Giugno 13, 2025“Ci vorrebbero due, tre ore di risate al giorno per la salute, medica e mentale”. Parola di Francesco Paolantoni chevenerdì 6 giugno 2025, presso la Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa, è stato protagonista con Paola Cannatello della lectio performance “Essere e benessere. Il riso fa buon sushi”.
Organizzato dall’ordinaria di Pedagogia sperimentale Nadia Carlomagno e introdotto dal responsabile scientifico del progetto Proben App Gennaro Catone, l’incontro ha cercato di far comprendere in che modo il linguaggio ironico e comico riesca a essere uno strumento capace di trasmettere benessere negli studenti e nelle studentesse.
Ospiti del convegno Francesco Paolantoni e Paola Cannatello, coppia sia nella vita che in ambito professionale.
“Il riso fa bene psicologicamente e fisicamente – ha spiegato Paolantoni ai microfoni di Run Radio -. Mette in moto ormoni che fanno bene alla mente e al corpo”.
L’attore ha inviato un messaggio a tutti gli studenti del Suor Orsola Benincasa (e non solo): “Dovremmo imparare ad affrontare i problemi che abbiamo con una certa leggerezza. Se si ha un’indole di ironica o di comicità, bisogna cercare di svilupparla quanto più possibile anche nella vita. La risata è benessere!”.
Paolantoni si è soffermato, infine, sul proprio rapporto con Paola Cannatello, sua compagna anche al di fuori del palcoscenico da circa 40 anni. Il comico partenopeo ha spiegato che il loro sodalizio funziona a 360° perché “abbiamo lo stesso spirito e la stessa ironia. Ho incominciato a fare le mie cose anche grazie ai suoi spunti e ai suoi incoraggiamenti”.
Anche la Cannatello ha compiuto una breve analisi sul legame che la unisce a Paolantoni: “Non ci siamo mai posti il problema della comicità di genere -ha puntualizzato -. Piuttosto, è questione di intesa: ci conosciamo talmente a fondo al punto che quando una parla l’altro capisce cosa sta dicendo”.
Per tutti i particolari dell’intervista con Francesco Paolantoni e Paola Cannatello, ascolta il podcast in onda su Run Radio.
Alex Iozzi [...]
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Giugno 12, 2025Venerdì 13 giugno prenderà il via la 18ª edizione del Campania Teatro Festival. Organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, la rassegna propone un ricco di programma composto da oltre 150 eventi, tra cui 70 prime nazionali e internazionali.
“Battiti per la Pace” è il tema su cui si fonda l’edizione 2025 della quasi ventennale manifestazione napoletana. Un claim, un motto, che Nadia Baldi, vice direttrice artistica del festival, ha definito ai microfoni di Run Radio come “una necessità umana che gli artisti hanno l’occasione di gridare al mondo, oltre che un dovere”.
La rassegna, che si concluderà domenica 13 luglio, coinvolge sette teatri della tradizione partenopea: Teatro Teder, Sala Assoli, Teatro Nuovo, Teatro Mercadante, Teatro Trianon, Teatro Sannazaro e Teatro Politeama.
Prima di andare in scena per il debutto, tuttavia, il pubblico potrà assistere a uno spettacolo che si terrà in Piazza Plebiscito in tre distinti orari (18,30, 19.30, 20.30): come rivela la Baldi sulle nostre, infatti, “ci sarà uno spettacolo con protagonista un meraviglioso gruppo di acrobate”. Il festival si aprirà le performance del collettivo artistico di Danza verticale Funa intitolate “Suite n.0 – Performance aerea per quattro corpi sospesi” è una coreografia per aria, una danza sospesa tra musica, corpo e paesaggio urbano. Il progetto si avvale della musica dal vivo della compositrice, cantante e violinista Caterina Bianco, che accompagna tre performer aeree – Maria Anzivino, Marianna Moccia e Viola Russo – in un viaggio poetico sopra le teste degli spettatori.
Oltre che vice direttrice artistica del Campania Teatro Festival, Nadia Baldi ha alle spalle una carriera di regista di opere teatrali: arricchirà il suo percorso professionale con “Ragazze all’Ingrosso”, spettacolo al debutto la sera del 28 giugno al Teatro Mercadante.
“Consiglio di andare a vederlo non solo perché è mio, ma soprattutto perché tratta un argomento importantissimo come la violenza sulle donne”, spiega la Baldi.
Il successo del Campania Teatro Festival, sulla cresta dell’onda da 18 anni, non è solo il frutto della qualità degli spettacoli, ma anche della politica che il direttore artistico Ruggero Cappuccio, ha voluto applicare sui prezzi: infatti i biglietti degli spettacoli costano mediamente 5 euro.
“Una volta il prezzo dei biglietti superava i 30 euro – ricorda Nadia Baldi –. In una famiglia, nessuno può permettersi di portare 2, 3 figli a guardare gli spettacoli a queste cifre”. E’ la motivazione a una scelta operata nel rispetto di un teatro per tutti, oltre al fatto che, come spiega sempre la Baldi, “il Festival è finanziato da fondi pubblici, quindi non si capisce perché gli italiani dovrebbero pagare altre tasse per biglietti così esosi”.
L’ultima sorpresa: per chi assisterà a un evento del Campania Teatro Festival sarà possibile, sotto i Porticati di Palazzo Reale partecipare a un viaggio virtuale immersivo dal titolo “Dietro le quinte Experience”.
Il progetto punta a far conoscere la bellezza di alcuni luoghi nascosti e sconosciuti dei palcoscenici, dando a tutti la possibilità di visitare quei luoghi ricchi di fascino e necessari per la messa in scena di uno spettacolo.
Per prenotare/acquistare i biglietti di uno dei 150 spettacoli in programma per la 18ª edizione del Campania Teatro Festival e immergervi nell’arte che Nadia Baldi definisce come “la più rivoluzionaria”, vai sul sito https://campaniateatrofestival.it/biglietteria/
Alex Iozzi [...]
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Giugno 10, 2025Napoli è nuovamente protagonista della scena musicale con la seconda edizione di “Napoli città della musica festival”. Una ricca programmazione tra giugno e settembre che non si limiterà a coinvolgere solo il Maradona ma anche l’Arena Flegrea, Piazza Plebiscito e l’lppodromo d’Agnano.
Il progetto di valorizzazione del territorio voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, dimostra l’interesse della città a ospitare eventi di grande richiamo mediatico.
Al Maradona le luci dopo lo scudetto non si sono mai spente: lo stadio si presta ad affrontare una stagione ricca di concerti e di sold out (veri o presunti). Molti concerti di questa sessione estiva riempiranno completamente i posti dell’ex San Paolo come hanno già fatto Gigi d’Alessio, Luchè e Sfera Ebbasta. Ora l’arena di Fuorigrotta si prepara ad accogliere una delle interpreti più influenti del panorama italiano, Elodie (nella foto nel concerto a San Siro di Francesco Prandoni).
La cantante romana ha infiammato il San Siro l’8 giugno e promette di ripetersi il 12 al Maradona. Lo show è costituito da un mix di coreografie ed effetti scenici che solo pochi possono garantire in Italia. La popstar aprirà il concerto con Tribale, una delle sue canzoni più famose che registra circa 25 milioni di visualizzazioni su youtube, per poi far esplodere lo stadio con brani come Mi ami o mi odi, Black Nirvana e Guaranà.
Altro attesissimo ritorno è quello di Vasco Rossi. Il rocker di Zocca è pronto ad approdare a Napoli con due date, il 16 e 17 giugno, con il suo attesissimo “Vasco Live 2025”.
In scaletta, oltre due ore e mezza di musica con brani leggendari come Vita spericolata, Sally e Albachiara, in un mix esplosivo di rock e poesia.Sul palco sarà affiancato dalla sua storica band e da un impianto scenico tra i più imponenti d’Europa. A marzo è uscito Vasco Live Milano San Siro, l’ultimo album dal vivo che include un film documentario sui sette concerti tenuti allo Stadio Meazza nel giugno dello scorso anno: un ulteriore tassello nella leggenda del Blasco.
Il 21 giugno invece, al Maradona andrà in scena il “Loom World Tour” degli Imagine Dragons. Ennesimo sold out, dimostra al mondo intero quanto la band di Las Vegas continui a infrangere record su record con i loro concerti energici e coinvolgenti portando stadi interi a cantare le loro canzoni che contano miliardi di visualizzazioni su Youtube come Whatever it takes, Demons o Believer.
Cesare Cremonini festeggia 25 anni di carriera con un tour negli stadi, portando a Napoli il suo spettacolo il 24 giugno, in una serata che si preannuncia densa di emozioni e ricordi. Uscito a novembre dello scorso anno, l nuovo album Alaska Baby contiene tra l’altro San Luca, un emozionante duetto con Luca Carboni.
Marco Mengoni torna a Napoli il 26 giugno con il suo tour “Marco negli Stadi 2025”, che celebra 15 anni di carriera. Il concerto al Maradona è già sold out e promette di essere un viaggio emozionante attraverso i suoi successi e i brani della trilogia Materia, completata con l’ultimo album Materia (Prisma). Sarà un evento all’insegna dell’eleganza e della potenza interpretativa di Mengoni.
Il 28 giugno sarà la volta dei Pinguini Tattici Nucleari con il loro “Hello World Tour Stadi 2025”. A Napoli presenteranno il loro ultimo album Hello World, ricco di sonorità elettroniche e testi generazionali. Il loro live è noto per essere uno spettacolo travolgente e partecipato, con cori da stadio e momenti di grande emozione come la versione remixata di “Bottiglie vuote”, l’ultimo brano che vede la collaborazione della band con Max Pezzali.
Vi invitiamo a consultare il sito di Napoli città della musica per scoprire il calendario estivo completo e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di RunParade, per non perdere le novità della musica.
Giacomo Maraucci
Enrico Guardascione [...]
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Giugno 6, 2025“UNISOB FA RUMORE nasce dalla volontà di sensibilizzare e diportare alla luce tragici fatti che noi, a oggi, possiamo soltantoosservare”: così Federica Cesareo ha riassunto in una manciata diparole, ai microfoni di Run Radio, come ha preso il via l’iniziativa.
Avviato da un gruppo di studentesse iscritte al corso di ConsulenzaPedagogica (di cui Federica fa parte) dell’università Suor OrsolaBenincasa, il progetto ha posto l’attenzione sul delicato tema dellaviolenza di genere.
Lanciato l’11 aprile scorso, l’obiettivo, come suggerisce il titolo, èquello di “far rumore”: non soltanto attraverso le parole, masoprattutto con una partecipazione attiva alla causa promuovendouna cultura del rispetto, dell’ascolto e della responsabilità affettiva.
L’ateneo ha risposto all’appello: “Io e le mie colleghe – rivelaFederica Cesareo – abbiamo inviato 11.000 mail agli studentidell’università e abbiamo raccolto 1737 risposte. Queste, per il90,3%, provengono da donne, mentre il 9,2% da uomini”.
Dei 1737 studenti che hanno contribuito a dare voce al progetto conuna risposta, il 35,9% rientra nella fascia d’età tra i 18 e 21 anni; il40,4% in quella compresa tra i 22 e i 25; l’8,8% nella fascia d’etàche va dai 26 ai 29 anni e l’ultimo 15% rimanente in quellasuperiore ai 30 anni (nella foto il rettore Lucio d’Alessandro durantel’inaugurazione di una panchina rossa all’Unisob qualche mese fa).
Una domanda centrale del sondaggio era volta a comprendere se agli studenti del Suor Orsola Benincasa farebbe piacere partecipare ad attività sul tema della violenza di genere: il 96,5% degli interrogati ha risposto “sì”; nello specifico 1116 dei 1737
studenti che hanno preso parte al sondaggio ha manifestato la volontà di partecipare a un corso di autodifesa.
Una risposta alquanto significativa e che la studentessa Marianna Talotti ha inteso come “una grande richiesta di aiuto, un grande urlo.
Abbiamo immaginato che questa risposta sia dovuta a una forte paura, ma anche a una consapevolezza di venir ascoltati, di poter fare qualcosa: credo siaquesto il motivo di tale risultato”.
Il sondaggio ha prodotto anche risposte negative. Il 3,5% degli studenti, alla domanda “Ti piacerebbe partecipare ad attività riguardo al tema della violenza sulle donne?” ha votato “no”.
Stessa risposta è stata data dallo 0,5% delle 1737 persone che hanno preso parte al sondaggio al quesito “Ritieni sia utile un’iniziativa del genere?”.
“Eravamo dell’idea che quasi tutti potessero rispondere di sì – ha ammesso Marianna Talotti ai microfoni di Run Radio -. Forse, se analizziamo bene la risposta, può anche celarsi dietro una paura di poter dire ‘sì’ all’accettazione di questa situazione”.
Una paura del tutto naturale, che trova non una giustificazione, ma una risposta negli agghiaccianti numeri che contraddistinguono l’Italia e la Napoli di oggi.
Stando ai dati ISTAT, infatti, si registra una media di circa 150 femminicidi l’anno. Secondo Federica D’Arienzo questa situazione “racconta come ci sia un’ineducazione alla relazione, all’amore verso l’altro. Serve, soprattutto tra noi giovani, parlare di più di questi temi, metterci sempre più nei panni dell’altro e non nascondere quelle che sono le nostre emozioni”.
Sempre Federica D’Arienzo ci ha spiegato come, a suo parere, “labase del problema sta nella difficoltà di gestire le emozioni; non acaso, all’interno del nostro sondaggio, è emerso come molti studentirichiedano un corso sulla gestione delle emozioni”.
Per approfondire l’intervista rilasciata ai nostri microfoni da Federica Cesareo, Marianna Talotti e Federica D’Arienzo, tre delle donne (prima che studentesse) che hanno lavorato al coordinamento di “UNISOB FA RUMORE”, ascolta il podcast di Run Radio.
Alex Iozzi [...]
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Maggio 31, 2025Il Teatro delle Persone è un luogo dove le distanze si annullano, in cui mondi apparentemente lontani trovano un punto di incontro.
È un laboratorio impregnato di umanità, arte e trasformazione.
Nato da un’idea di Davide Iodice e promosso dal Trianon Viviani, questo progetto è un viaggio condiviso che unisce linguaggi e vite diverse in un’unica voce collettiva.
Il ciclo di rappresentazioni è gratuito, partirà sabato 31 maggio e si concluderà il 5 dicembre con Vizita l’unico spettacolo a pagamento firmato dallo stesso Iodice. Gli appuntamenti offrono un articolato processo di pedagogia, condivisione, scambio culturale alternando concerti, spettacoli teatrali, workshop e proiezioni di cortometraggi. (Nella foto in pagina uno dei progetti)
Il regista lo racconta nel dettaglio ai microfoni di RunRadio. Tra le figure più rilevanti nel teatro italiano contemporaneoDavide Iodice, regista, drammaturgo e pedagogo, ha avuto tra i suoi maestri Andrea Camilleri dopo aver conseguito il diploma presso l’Accademia di Arte Drammatica Silvio d’Amico.
Con quest’iniziativa il Trianon si propone come punto di riferimento non solo per il territorio, ma per l’intero Paese, affrontando le disuguaglianze e valorizzando il potenziale umano dei contesti marginali.
Il teatro di Iodice è l’esempio di come l’arte possa diventare strumento di cittadinanza, di speranza e riscatto.
Per tutti i dettagli non perdere l’intervista e il Podcast su RunRadio.
Ginevra Guarracino [...]
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Maggio 29, 2025Lucia Romualdi è un’artista che ha indagato sul concetto di tempo attraverso musica, spazio e luce e il suo contributo artistico si è dispiegato nel corso degli anni fino a oggi.
Il Museo Madre a distanza di due anni dalla sua scomparsa la ricorda con un evento giovedì 29 maggio alle 17.00 intitolato Tutte le maree del mondo.
L’appuntamento si aprirà con la proiezione dell’archivio dell’artista, a seguire i saluti di Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e della direttrice del Museo Eva Fabbris.
Interverranno il critico e storico d’arte Bruno Corà, la direttrice artistica di Casa del Contemporaneo Igina Di Napoli, il professore di filosofia teoretica e politica Giacomo Marramao, la direttrice dello Studio Trisorio Laura Trisorio e la curatrice dell’archivio, Angelica Speroni, che abbiamo ospitato ai nostri microfoni per parlare dell’incontro.
Le installazioni di Lucia Romualdi intrecciano cifre, diagrammi numerici, tabulati di marea e di stelle. Nella poetica dell’artista si riconosce una linea di ricerca precisa, profonda e rigorosa ma allo stesso tempo enigmatica (nella foto di Paolo Pittoni, Lucia Romualdi, Soundings, Studio Trisorio, Napoli 2014 – MAXXI, Roma 2016_Courtesy Archivio Lucia Romualdi).
Le mostre presentate nel corso della sua carriera l’hanno resa protagonista dell’arte concettuale degli anni ’70, quasi come erede delle ricerche effettuate dalle avanguardie storiche all’inizio del secolo.
Come ha raccontato anche Angelica Speroni, lo spazio nelle sue opere diventa fondamentale: non è solo spazio artistico ma anche sociale. Chiede agli spettatori di partecipare attivamente alle sue installazioni e a una totale messa in discussione del sé per scoprire una Cittadinanza nuova.
Definita “astronauta” dal critico Achille Bonito Oliva, Lucia Romualdi ha portato nelle sue opere il dialogo costante tra l’anima e il tangibile. Il suo lavoro diventa così lo spazio che si adatta ai luoghi del pensiero, in viaggio con le Maree del mondo.
Ginevra Guarracino [...]
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Maggio 26, 2025Come ogni settimana, arriva su Run Radio l’appuntamento dedicato alla settima arte: Buona La Prima Cinema.
Cominciamo dal Festival di Cannes che ha riservato una cocente delusione all’Italia, in concorso con Fuori di Mario Martone e senza premi.
Nella sezione Un Certain Regard è stato presentato Testa o Croce, un moderno western tutto italiano con Alessandro Borghi; ma il festival franceseè anche l’occasione per presentare film in uscita e in lavorazione.
È il caso di Pompei Z, il nuovo film di Andrea Biglione che uscirà nel 2026 (nella foto un’immagine del film in lavorazione).
Una pellicola particolare nella sua realizzazione perché girato tutto con l’Intelligenza Artificiale.
Di Cinema e Intelligenza Artificiale abbiamo parlato con il regista Andrea Biglione, intervenuto ai nostri microfoni.
Due talenti di Napoli sono stati insigniti della medaglia della città: Vincenzo Mauro e Vincenzo Nemolato, rispettivamente regista e protagonista del cortometraggio Sharing is caring, di recente premiato ai Nastri d’Argento e in numerosi festival del circuito cinematografico italiano. Il cortometraggio è stato anche selezionato come finalista al prestigioso festival Cortinametraggio 2025, uno dei principali eventi italiani.
Per le nuove uscite al cinema, questa è una settimana importantissima, sono arrivati titoli attesissimi e sarà difficile rimanere Fuori dalla sala.
Si comincia con Fuori, il film di Mario Martone con Valeria Golino, Matilda De Angelis ed Elodie, fresco di presentazione a Cannes: la storia della scrittrice Goliarda Sapienza arriva al cinema.
A Cannes è stato presentato fuori concorso, l’ottavo capitolo della Missione più famosa del cinema. A due anni da Dead Reckoning, Tom Cruise torna nei panni dello specialista di spionaggio Ethan Hunt in Mission Impossible – The Final Reckoning.
Se volete recuperare i precedenti li trovate su Sky e Paramount Plus.
Dopo ventitré anni dall’originale, è tempo di tornare in Ohana , ovvero in famiglia, con la versione live action, Lilo e Stitch.
Dal 26 al 28 maggio arriva al cinema Bostik La Bodega de D10S. I l documentario racconta la storia di Antonio Esposito, l’uomo che negli anni 90 fece realizzare il murales di Maradona nei Quartieri Spagnoli, oggi meta turistica per i tifosi e non solo di tutto il mondo.
Per il ciclo David Lynch, dal 26 maggio torna in sala il suo film di esordio Eraserhead – La mente che cancella.
Il 26, 27, 28 maggio, dalla Festa del Cinema di Roma, il nuovo film diretto e interpretato da Elisa Fuksas, Marko Polo. dopo un film fallito, una regista, una sceneggiatrice e un attore partono per unviaggio verso un santuario per ritrovare la fede perduta.
Per lo streaming, nella settimana di Cannes, non perdete la speciale sezione dedicata su Mubi: Triangle of Sadness, Parasite e molti altri vi aspettano sulla piattaforma del cinema d’autore.
Su Netflix arrivano Maurizio Lastrico, Pietro Sermonti, Francesco Montanari e Matteo Martari; quattro Maschi Veri. Una nuova serie tutta da ridere, insieme con Sirens, una black comedy con Julianne Moore e Kevin Bacon. Una rappresentazione incisiva, sexy e venata di umorismo nero, delle donne, del potere e delle classi sociali.
Su Apple TV+ arriva Fountain of Youth – L’eterna giovinezza. Azione e avventura con Natalie Portman diretta da Guy Ritchie.
Su Prime la decima stagione di One Piece e Motorheads, un Fast & Furios al liceo.
Su Sky e Now, il documentario sul Real Madrid, su Paramount+ la seconda parte dell’horror A Quiet Place.
Per ascoltare l’intervista, scoprire i film più visti della settimana e altre curiosità, la nuova puntata di Buona La Prima Cinema vi aspetta su Run Radio.
mar.mar. [...]
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Maggio 26, 2025Vento di novità a Run Parade, il podcast di Run Radio dedicato al mondo della musica. Questa settimana la nostra attenzione si sposta, per uno speciale, su Gaia Eleonora Cipollaro, in arte Dadà.
Nata a Napoli nel 1995, è nota per aver partecipato all’edizione 2022 di “X Factor”, dov’è entrata a far parte del team di Fedez ma il suo ingresso nelle scene musicali risale al 2021 con la trilogia di singoli “Jesche”, “Siènte ‘e rrise” e “Avena”, tutti prodotti da Big Fish, mentre nell’estate dello stesso anno ha pubblicato il brano “Gianna Oh” con il producer Dashiki, un pezzo che trasuda sensualità e semplicità e di cui sono stati realizzati diversi remix internazionali nei mesi successivi.
La sua musica è contraddistinta dalla capacità di unire la canzone leggera napoletana alla musica elettronica in qualcosa che alcuni hanno definito un nuovo genere musicale, che strizza l’occhio alla world music e si nutre di numerose contaminazioni sonore.
Giovedì 22 maggio il Teatro Bolivar di Napoli ha ospitato la presentazione del suo primo album, “Core in Fabula”. Il progetto discografico, composto da 16 brani, è diviso in tre capitoli da cinque canzoni ciascuno, eccezion fatta per “Serpa”, svelata una settimana prima dell’album. Il disco segna una maturità artistica, come sottolineato dalla cantante ai nostri microfoni, alla soglia dei 30 anni.
Abbiamo parlato di questo ma anche delle correnti che l’hanno maggiormente influenzata in un’intervista esclusiva. Per ascoltarla, non perdere la nuova puntata di Run Parade, su Run Radio.
Bruno Stampa [...]
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Maggio 23, 2025Tra racconti simbolici, metafore, poesia, memoria e impegno ecologico nasce la mostra Con questi chiari di luna di Bruna Esposito, a cura di Benedetta Casini.
L’esposizione è stata ospitata per la prima volta nel 2022 al Museo Madre e proprio qui mercoledì 21 maggio 2025 l’artista ha scelto di inaugurare il catalogo che racchiude le 40 opere presentate nella rassegna.
Nata a Roma, ma di origini napoletane, Bruna Esposito ha vissuto e lavorato dal 1980 al 1986 a New York e dal 1987 al 1989 a Berlino.
Dagli anni ‘80 l’interesse che l’artista manifesta per le sorti del pianeta l’ha spinta a immaginare soluzioni per un ambiente ecosostenibile.
Un elemento nelle sue opere è il vento, soluzione ai problemi del riscaldamento globale.
Nasce così l’installazione Venti di rivolta o rivolta dei venti: qui tre ventilatori danzano a velocità diverse a pochi centimetri dal pavimento e sotto di loro giacciono alghe raccolte proprio dall’artista.
Bruna Esposito dichiara l’interesse per i detti popolari e lo conferma in alcuni dei suoi lavori, Vedi Napoli e poi muori ne è un esempio.
Con questi chiari di luna diventa un’occasione per dare una veste attuale a queste forme di linguaggio e Bruna Esposito ce lo spiega ai microfoni di RunRadio.
Nelle esposizioni dell’artista gli elementi naturali sono rappresentati come una natura morta, bloccati nel tempo come dipinti in un quadro o immortalati in una fotografia.
Per non perdere tutti i dettagli ascolta il Podcast e l’intervista a Bruna Esposito su RunRadio
Ginevra GuarracinoCoinvolgeinoltre nelle sue installazioni melodie, odori, alimenti e rielabora laquotidianità raccontando la “poesia delle piccole cose” come bucce di cipolle ocandele. [...]
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Maggio 23, 2025Capo Redattore centrale del TgR Campania, direttore di Rai Vaticano, presidente dell’Unione Stampa Cattolica Italiana, scrittore e soprattutto un giornalista che ha raccontato un pezzo della nostra storia: dal rapimento Cirillo al caso Maradona, passando per il terremoto dell’Irpinia. Questo era Massimo Milone.
Fortemente voluta dai figli Alessandro e Andrea e dalla moglie Barbara, lunedì 19 maggio nell’Auditorium Rai di Napoli si è svolta la prima edizione del Premio a lui dedicato, con la consegna ai protagonisti del mondo del giornalismo e della comunicazione del Premio Massimo Milone.
Run Radio ha avuto l’occasione di partecipare alla serata e ha raccolto la testimonianza e il ricordo di Andrea Milone, intervenuto ai nostri microfoni.
Il ricco parterre dei premiati era composto da personaggi di rilievo e di grande esperienza, tra questi Enrico Mentana (il primo a destra nella foto in pagina), che ha ricevuto il premio per il Giornalismo Televisivo. In esclusiva per Run Radio, una sua breve intervista.
A rappresentare la stampa napoletana, il direttore de Il Mattino, Roberto Napoletano, premiato per la categoria Giornalismo carta stampata. Per la sezione Approfondimenti è salito sul palco Paolo Messa, fondatore della rivista Formiche; per le Relazioni esterne, la giornalista e manager Rosa Maria Serrao; infine per la categoria Giornalisti Emergenti, premiata Ludovica Siani, vicepresidente della Fondazione Giancarlo Siani.A rappresentare la stampa napoletana, il direttore de Il Mattino, Roberto Napoletano, premiato per la categoria Giornalismo carta stampata. Per la sezione Approfondimenti è salito sul palco Paolo Messa, fondatore della rivista Formiche; per le Relazioni esterne, la giornalista e manager Rosa Maria Serrao; infine per la categoria Giornalisti Emergenti, premiata Ludovica Siani, vicepresidente della Fondazione Giancarlo Siani.
Non solo giornalismo al Premio Massimo Milone, ma anche i rappresentanti del mondo della comunicazione. Tra i premiati: per la cultura Guido Grimaldi, presidente di ALIS; per il sociale Antonio Mattone, scrittore e portavoce della Comunità di Sant’Egidio Napoli; e Carmela Manco, fondatrice di Figli in Famiglia Onlus.
Sul palco presenti anche i rappresentanti della cultura e della vita amministrativa napoletana. Premiato per la Comunicazione Politica il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenuto ai nostri microfoni.
Condotta dalla giornalista Incoronata Boccia, la consegna dei premi è stata intervallata dai virtuosismi strumentali del violinista Fabrizio Von Arx, direttore artistico della Fondazione Casa Stradivari, da contributi video sulla vita di Massimo Milone e dalle testimonianze di dirigenti Rai presenti: Antonello Perillo, vicedirettore TGR Rai; Oreste Lo Pomo, Caporedattore Centrale TGR Campania; Stefano Ziantoni, Responsabile di Rai Vaticano e Antonio Parlati, Responsabile del Centro di Produzione RAI di Napoli, che abbiamo intervistato.
Massimo Milone è stato una figura centrale anche per la nostra comunità universitaria, come testimoniato ai nostri microfoni dal Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, il professore Lucio d’Alessandro.
Salito sul palco per premiare Roberto Napoletano, il rettore ha anticipato a Run Radio la nuova edizione del Master in Giornalismo, nel ricordo di Massimo Milone.
Alla serata sono intervenuti oltre alle autorità di spicco del giornalismo italiano, anche autorità ecclesiastiche come il Cardinale Crescenzo Sepe, con un personale ricordo del compianto direttore di Rai Vaticano.
Ascoltate le interviste nel podcast di Run Radio.
Marco Marsiglia [...]
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Maggio 21, 2025Nel corso dell’ultimo secolo, la violenza sistemica sembra aver prodotto un effetto collaterale: l’assuefazione. Siamo esposti quotidianamente a immagini di guerre, ingiustizie e sofferenze — al telegiornale, sui social, nei dibattiti pubblici — con il rischio che diventino un sottofondo ininterrotto che non ferisce più.
Eppure, non è passato molto tempo da quando l’umanità ha attraversato il buio dei campi di concentramento, della segregazione razziale e della violenza istituzionalizzata: a distanza di ottant’anni dalla Seconda Guerra Mondiale, la promessa che quella tragedia non si sarebbe più ripetuta è stata disattesa e, anche se la memoria di chi ha vissuto quegli orrori resiste, la sua testimonianza ha ancora bisogno di essere ritrovata e ascoltata.
Una di queste voci è quella di Dacia Maraini, che in uno spettacolo tra letteratura e musica ha concluso il ciclo Pietre Miliari del Trianon Viviani, presentando il suo libro Vita mia (2023).
Attraverso l’opera, l’autrice torna alla sua infanzia per raccontare la prigionia vissuta in un campo di internamento giapponese, dove fu rinchiusa con la famiglia per aver rifiutato di aderire al fascismo. Il suo è un racconto autobiografico essenziale e potente, che unisce la lucidità dello sguardo adulto alla forza emotiva del ricordo infantile. Fame, freddo, paura, ma anche dignità e resistenza: Vita mia è molto più di un memoir, è un atto di testimonianza che si rinnova nel presente.
Ne abbiamo parlato con l’autrice ai microfoni di Run Radio, in un’intervista che ha toccato i temi dell’etica, della memoria e della responsabilità collettiva, sottolineando il graduale venir meno della sensibilità nella storia dell’ultimo secolo.
Quel passato echeggia oggi nella cronaca e il riferimento alla Striscia di Gaza è inevitabile: in quelle stesse dinamiche di segregazione, controllo e disumanizzazione si riconosce un tragico filo rosso. Il libro dello storico israeliano Ilan Pappé, La prigione più grande del mondo, ricostruisce con rigore e dolore l’occupazione israeliana in Palestina, svelando l’apparato militare, burocratico e ideologico che tiene sotto scacco milioni di vite.
Attraverso documenti d’archivio e testimonianze dirette, Pappé denuncia l’ingiustizia strutturale che governa Gaza e Cisgiordania: non solo blocchi militari e confini invalicabili, ma anche perquisizioni, arresti arbitrari, trasferimenti forzati, violazioni dei diritti umani. Un’analisi lucida per comprendere quanto il presente sia ancora abitato dagli spettri del passato.
La riflessione etica di Maraini va, poi, oltre la dimensione umana: vegetariana convinta, ha paragonato gli allevamenti intensivi a “lager nazisti”, denunciando la brutalità normalizzata nei confronti degli animali, nella convinzione che ogni forma di violenza — anche la più silenziosa — debba essere condannata.
Analogamente, in La vita degli animali, J.M. Coetzee, premio Nobel per la Letteratura, attraverso la voce della scrittrice Elizabeth Costello smonta le giustificazioni morali e culturali alla base dello sfruttamento animale. Con uno stile narrativo che si fa filosofia, Coetzee mette in crisi l’idea di una superiorità umana indiscussa e sollecita una nuova responsabilità: non solo verso gli altri uomini, ma verso tutte le forme di vita.
Per non perdere il podcast con l’intervista a Dacia Maraini, ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Maggio 16, 2025La nuova puntata di Buona La Prima Cinema parte da Napoli che ha una nuova casa del cinema. Venerdì 16 maggio è nata nel cuore del centro storico, in Via Cisterna Dell’Olio, alle spalle del Modernissimo, CasaCinema.
È un luogo di aggregazione dedicato alla visione di film in lingua originale,
di documentari, di animazione e di classici, con attenzione particolare ai giovani e ai film che non facilmente arrivano in Italia.
CasaCinema è tutta qui: due sale di proiezione, una Camera D’Or, chiaro riferimento alla Palma d’oro di Cannes e un bar dove discutere dei film visti, incontrarsi, bere un cocktail, dialogare di libri e di ogni altro argomento (nella foto un particolare dello spazio ritratto dal Mill Photo Studio di Claudia Giglio e Lucia Dovere).
La parte del Beverage è curata e visionata da esperti bar tender, i vini presenti sono della cantina Il Palagio, l’azienda vinicola situata nel Chianti rilevata da Sting con la moglie Trudie Styler, documentarista che proprio a Napoli ha realizzato il film Posso entrare? prodotto dalla MAD Entertainment.
Insomma, in un periodo complesso per il cinema italiano, in cui le sale rischiano di chiudere, Napoli dà un messaggio di speranza e resistenza, inaugurando non solo un nuovo cinema, ma un luogo dove stare insieme.
Questa settimana a Pompei, è stato presentato il Festival Internazionale del Cinema, in programma da martedì 3 a sabato 8 giugno presso il nuovo cinema Nexus al Maximall Pompei. Otto lungometraggi e tredici cortometraggi provenienti da tutto il mondo che affrontano i grandi temi della contemporaneità memoria, giustizia sociale, conflitto generazionale, emancipazione femminile, con linguaggi e sensibilità differenti.
Ogni giornata del Festival sarà arricchita da un incontro con grandi protagonisti del cinema italiano, in un ciclo esclusivo di “dialoghi d’autore” che porterà il pubblico dentro la macchina creativa del cinema. Tra gli ospiti: Gianni Amelio, Marco Risi, Neri Parenti e il regista della commedia italiana, Enrico Vanzina, direttore artistico della kermesse.
Avremo modo di approfondire nelle prossime settimane.
Per le nuove uscite della settimana, un evento al cinema da non perdere è One to One: John e Yoko che vi aspetta in sala dal 15 al 21 maggio; il documentario racconta la vita a New York dopo i Beatles di John Lennon con la moglie Yoko Ono.
Alissa Jung dirige suo marito Luca Marinelli, in un toccante drama, Paternal Leave: un’adolescente tedesca scopre di avere un padre italiano e prende il primo treno per l’Italia. Qui incontrerà, però, un uomo sorpreso e impaurito, che non sa come rapportarsi e come giustificare un’assenza così importante della sua vita.
Lunedì 19 maggio Luca Marinelli e Alissa Jung saranno a Napoli per presentare Paternal Leave, al Metropolitan e al Modernissimo.
L’attore napoletano Giovanni Esposito debutta alla regia ed è protagonista in Nero: un rapinatore scopre di avere un dono straordinario: guarire le persone strappandole dalla morte.
Rimaniamo in Italia con Simona Izzo e Ricky Tognazzi che dirigono un biopic inedito sulla vita di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, vittime di mafia nella Strage di Capaci.
Il racconto della loro storia d’amore si traduce sullo schermo in Francesca e Giovanni, con Ester Pantano e Primo Reggiani.
Una donna è tormentata da un incubo ricorrente mentre cerca di interrompere un ciclo mortale che coinvolge i membri della sua famiglia in Final Destination Bloodlines.
Su Apple TV+, un cyborg cerca di capire il suo posto nell’universo nel futuristico Muderbot.
Su Disney + Stanley Tucci viaggia in Italia, mentre su Prime Video arrivano Favino, Servillo, Giannini e Mastandrea in Adagio.
Su Sky e Now c’è Jason Statham in The Beekeeper e direttamente dagli Oscar approda Emilia Perez.
Per scoprire la classifica dei film più visti e altre curiosità ascolta il podcast di Run Radio.
Marco Marsiglia [...]
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Maggio 16, 2025“Abbiamo sempre creduto in noi e nel lavoro dello staff di mister Sassarini”: tredici parole sono sufficienti a Michela Giordano, difensore centrale titolare del Napoli Femminile (nella foto in pagina un momento di un allenamento), per riassumere in maniera breve e concisa, ai microfoni di Run Radio, i segreti della permanenza aritmetica nel campionato di Serie A raggiunta lo scorso weekend da lei e dalle sue compagne.
Le azzurre si sono giocate la salvezza fino all’ultima giornata con la Sampdoria; decisivi al risvolto finale sono stati proprio i risultati dell’ultimo turno della competizione: sconfitta sia per il Napoli (3-1 in casa del Como) che per la Sampdoria (4-2 in trasferta contro il Sassuolo). In virtù di un vantaggio di una sola lunghezza (14 punti a 13) sulle rivali, le campane si sono assicurate il penultimo posto in classifica che è valso loro la gloria.
Almeno in un primo momento, le partenopee avevano conquistato la salvezza già lo scorso 3 maggio, grazie alla sconfitta casalinga patita per 1-2 dal Doria sempre contro il Como di Stefano Sottili. Tuttavia, a causa di un ricorso presentato (e accolto dalla Corte d’Appello) dalla società ligure in seguito a un errore presente nella distinta delle Lariane (a cui è seguito lo schieramento nell’undici titolare di tre calciatrici in maniera irregolare), il risultato è stato tramutato in un 3-0 a tavolino in favore della squadra ospite, annullando così ogni altro verdetto.
Almeno in un primo momento, le partenopee avevano conquistato la salvezza già lo scorso 3 maggio, grazie alla sconfitta casalinga patita per 1-2 dal Doria sempre contro il Como di Stefano Sottili. Tuttavia, a causa di un ricorso presentato (e accolto dalla Corte d’Appello) dalla società ligure in seguito a un errore presente nella distinta delle Lariane (a cui è seguito lo schieramento nell’undici titolare di tre calciatrici in maniera irregolare), il risultato è stato tramutato in un 3-0 a tavolino in favore della squadra ospite, annullando così ogni altro verdetto.
Un’annata ricolma di alti e bassi per la nativa di Cuneo: dalla frattura del setto nasale rimediata nel match disputatosi (e perduto con il risultato di 0-1) il 6 ottobre scorso contro il Milan al gol siglato nello scontro diretto di domenica 27 aprile (che, in un primo momento, aveva spianato la strada verso la salvezza) vinto per 2-1 con la Sampdoria (compagine di cui ha vestito la maglia nel triennio 2021-2024).
“L’infortunio mi ha un po’ destabilizzata – ha raccontato ai nostri microfoni -. Fortunatamente mi sono ripresa grazie all’aiuto delle mie compagne. Mi piace più pensare all’obiettivo che abbiamo raggiunto insieme, anche se è stato molto più sofferto di quanto pensavamo”.
Per ascoltare l’intervista completa con Michela Giordano, immergiti nella nuova puntata di “Fischio d’Inizio”, podcast a cura di Giacomo Maraucci e Alex Iozzi che si occupa del mondo dello sport in Campania. [...]
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Maggio 15, 2025Cosa succede quando la voce di una terra culturalmente e storicamente complessa si intreccia con il più importante appuntamento editoriale italiano?
Accade che dal 15 al 19 maggio, al Salone Internazionale del Libro di Torino, la Campania diventa ospite d’onore: Nero su Bianco non poteva che dedicare la sua decima puntata a un evento così ricco di senso, significato e storie da raccontare.
Quest’anno la Campania non è solo un padiglione, ma un’eco:una presenza viva e corale, capace di restituire – nero su bianco, appunto – il fermento di una regione che da sempre scrive, legge, pensa.
Dalla classicità di Giambattista Basile alla sensibilità contemporanea di Elena Ferrante, dall’inchiostro tagliente di Matilde Serao alla scrittura ruvida e poetica di Erri De Luca, per arrivare alle voci nuove, quelle che spuntano tra le librerie indipendenti di Napoli e di tutte le province campane.
Il Salone è, quindi, un’occasione per fare il punto, ma anche e soprattutto per guardare al futuro. Oltre 50 case editrici campane porteranno le loro proposte tra gli stand del Lingotto: romanzi, saggi, graphic novel, libri per ragazzi, voci da scoprire e altre da riscoprire; il tutto condito da incontri, reading, dibattiti, firmacopie.
È inevitabile chiedersi: cosa significa, oggi, essere editori in Campania?Come si costruisce un’identità editoriale tra mercato e territorio?E in che modo il tema di quest’anno, Le parole tra noi leggere, si riflette su una terra in cui la parola è spesso orale, viscerale, teatrale?
Ne abbiamo parlato con Diego Guida, titolare dell’omonima casa editrice intervenuto ai microfoni di Run Radio, nonché voce autorevole di un settore che continua a resistere e a innovarsi. All’editore abbiamo poi chiesto i tre titoli della settimana, i libri che, secondo lui, potrebbero essere simbolo della partecipazione campana al Salone 2025.
Il primo volume proposto è Napoli: 2500 anni di storia, a cura di Luigi Gallo e Luigi Mascilli Migliorini, il racconto corale di una città che ha attraversato millenni senza perdere il suo slancio vitale: dalla mitica Partenope fino alla Napoli contemporanea, un viaggio nella stratificazione storica, culturale e identitaria del capoluogo campano.
Oltre la devianza: percorsi di rinascita, Don Luigi Merola e Francesca Russo è un libro che, tra esperienza personale e impegno sociale, affronta i temi del riscatto, dell’educazione e delle possibilità: per chi crede che anche nei contesti più difficili possa accendersi la speranza.
Infine, Puccini e Caruso, a cura di Laura Valente, è un affresco a due voci. Un parallelo tra due giganti della musica che condivisero passioni, inquietudini e amore per la Toscana. Un libro che fonde biografia, cultura e sentimento, tracciando le linee comuni tra due vite eccezionali.
Per non perdere la puntata di Nero su bianco con l’intervista a Diego Guida ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Maggio 15, 2025Il nuovo appuntamento di Uniworld è dedicato alla Start Cup Campania 2025, il Premio per l’Innovazione promosso dalle Università della Campania.
La Start Cup Campania è una competizione che coinvolge gruppi di aspiranti imprenditori, studenti, ricercatori e giovani innovatori con l’obiettivo di accompagnare le migliori proposte verso il mercato, offrendo supporto formativo e opportunità concrete di realizzazione.
L’iniziativa è scandita da tre momenti. Il primo è la formazione, durante la quale tutti i partecipanti potranno accedere gratuitamente a giornate formative dedicate a business model, business plan, strategie aziendali e sviluppo dell’idea d’impresa. Successivamente, i team selezionati saranno affiancati da mentor e tutor esperti, per dare forma e struttura alle idee. Infine i gruppi saranno chiamati a presentare, entro il 16 settembre, i propri business plan. I dieci migliori progetti accederanno alla finale regionale del 24 ottobre, dove si sfideranno in una pitch session.
Per partecipare servono almeno tre persone con un’idea imprenditoriale innovativa basata sulla ricerca.
Sono ammessi studenti, docenti, ricercatori, dottorandi, personale tecnico-amministrativo e laureati degli ultimi cinque anni nelle Università promotrici.
La partecipazione è completamente gratuita e la scadenza per iscriversi è fissata al 30 giugno 2025.
Di com’è nata l’idea e non solo, abbiamo parlato con il professor Domenico Salvatore, ordinario di Organizzazione aziendale presso l’Università Suor Orsola Benincasa.
Per ascoltare l’intervista, non perdere il podcast su Run Radio.
Bruno Stampa [...]
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Maggio 15, 2025La nuova puntata di Buona La Prima Cinema parte da Cannes.Insomma tanto cinema italiano, che tra pochi giorni, grazie a Mario Martone (nella foto in pagina) e il suo Fuori, sbarcherà al prossimo Festival di Cannes.
Il Festival sarà anche l’occasione per celebrare il cinema di David Lynch scomparso lo scorso gennaio. Ma non è necessario andare in Francia perché i titoli del regista stanno per tornare in sala. Si parte proprio dalla Palma D’oro Cuore Selvaggio.
Per le nuove uscite di questa settimana, potete conoscere gli ochi, solitarie creature della foresta, in una storia di amicizia e avventura nel film considerato da alcuni il nuovo E.T., The Legend of Ochi. Nel cast c’è William Defoe.
In una zona di squallida periferia del Kent, nel Regno Unito, nasce l’improbabile amicizia tra una solitaria ragazzina di 12 anni e uno strano vagabondo che ama vivere sui tetti. La fatica di essere giovani nel mondo violento degli adulti, in Bird, con Barry Keoghan.
Mark Wahlberg è un pilota incaricato di trasportare un agente federale e il suo prigioniero a un processo. Ma durante il volo, diventa chiaro che qualcuno sta giocando una partita pericolosa.
Se amate il thriller, affidatevi nelle sapienti mani di Mel Gibson in Flight Risk Trappola ad alta quota.
Attenzione che sta per arrivare la Supermoon, il fenomeno che trasforma tutti gli uomini in lupi mannari. Riuscirà l’umanità a salvarsi? Scopritelo nel fanta-horror Werewolves.
Uno spietato killer criminale sceglie di vivere una vita normale come agente immobiliare; ma quando il passato bussa alla sua porta sarà costretto a difendersi a Colpi d’amore, in sala da questa settimana.
Per le novità dello streaming, su Sky e Now è arrivato l’attesissimo Conclave, il film perfetto per questo periodo; oltre all’animazione Dreamworks, Il Robot Selvaggio.
Su Netflix arrivano L’Abbaglio con Toni Servillo e Ficarra e Picone, The Northman di Robert Eggers, Hey Joe e la terza stagione di Blood of Zeus.
Su Prime la coppia Anna Kendrick e Blake Lively vola in Italia in Un altro piccolo favore. Nel cast, anche Elena Sofia Ricci e Michele Morrone.
Direttamente dalla sala su Paramount + arriva il secondo capitolo de Il Gladiatore; e su Disney +, oltre alla 35ª edizione dei Simpson, sbarca il fresco premiato ai David, Timothee Chalamet nei panni di Bob Dylan in A Complete Unknown.
Delusione per Paolo Sorrentino che nonostante le quindici candidature, non ha portato a casa nessun riconoscimento.
Così si conclude il viaggio di Parthenope. Un viaggio iniziato un anno fa, da quell’entrata da Maradona, diventata virale, di Sorrentino nel Palais des Festival di Cannes, sulle note di Life is Life degli Opus, per presentare il film che il regista ha dichiarato essere la “celebrazione della sua vita”, un grande viaggio epico tra le diverse anime della sua città natale.
Nonostante la premiata fotografia di Daria D’Antonio e il successo di pubblico, Parthenope ha incontrato sulla sua strada pareri discordanti, non convincendo del tutto la critica; fino ad arrivare alla bocciatura anche da parte dei giurati dell’Accademia.
Come già accaduto per la selezione per la corsa agli Oscar, al mare, ai vasci e ai diversi colori di Napoli, i David hanno preferito la semplicità rurale e montana di un film “antimilitarista” come Vermiglio.
Il film di Maura Delpero, la prima regista donna nella storia dei David a vincere per la Miglior Regia, si porta a casa 7 statuette per miglior film, la miglior sceneggiatura originale, per il miglior produttore, la fotografia, il suono e per la categoria che ha debuttato quest’anno, miglior casting director.
Se ancora non lo avete visto potete recuperarlo su Sky e Now.
Per la recitazione, Elio Germano conquista il David come migliore attore per Berlinguer La Grande Ambizione, prossimamente su Sky. Premiate Valeria Bruni Tedeschi e Tecla Insolia, per le loro interpretazioni ne L’arte della Gioia, già disponibile su Sky e Now.
Niente da fare per la rivelazione Celeste Dalla Porta, Silvio Orlando e Luisa Ranieri.
Chissa se Era Già Tutto Previsto…
Se Sorrentino, grande assente della cerimonia, si è dovuto accontentare dell’esibizione di Riccardo Cocciante, Napoli non rimane a mani vuote; ma sale sul palco con Francesco Di Leva, premiato come miglior attore non protagonista per Familia, disponibile su Prime; e con la favola di Gabriele Salvatores Napoli New York, che conquista il David Giovani, proprio in quello Studio 5, in cui girava Fellini, che insieme a Tullio Pinelli ha scritto il soggetto di questo film.
Per scoprire la classifica dei film più visti e altre curiosità, ascolta il podcast di Run Radio.
Marco Marsiglia [...]
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Maggio 9, 2025Questa settimana Nero su bianco torna con un appuntamento atipico: non abbiamo presentato tre libri, come annunciato dalla sigla e non abbiamo intervistato un autore per parlarci della sua ultima opera. La nuova puntata ha provato, invece, ad andare oltre i confini ben delineati del format, per affrontare un genere letterario che diversamente non sarebbe mai approdato in questo podcast.
Parliamo del romance, categoria narrativa al contempo tra le più amate e le più discriminate nel panorama editoriale attuale. Un filone letterario che pone come motore principale della trama una relazione amorosa, focalizzandosi particolarmente sull’evoluzione emotiva dei personaggi. Un genere che nel corso del tempo si è evoluto arrivando ad affrontare tematiche sociali, identità fluide, traumi personali, sessualità non convenzionali e rappresentazioni più realistiche e sfaccettate dell’amore e delle relazioni.
Ne abbiamo parlato con Giulia Salaccione, nota booktoker (divulgatrice letteraria su TikTok ndr) e consulente editoriale, nonché grande appassionata del genere. Con lei abbiamo riflettuto non solo su come il romance sia cambiato nel tempo, ma anche su come questo tipo di letteratura sia decollata grazie e soprattutto ai social, andando a riunire un enorme bacino di lettrici e lettori, diffondendosi alla velocità della luce.
Come spiega Giulia, infatti, il romance è un genere accessibile a tutti: è diretto, emotivamente coinvolgente, spesso scritto in un linguaggio semplice ma efficace, capace di toccare corde profonde senza bisogno di filtri intellettuali: un genere democratico, che parla a chiunque abbia vissuto, desiderato o anche solo sognato una storia d’amore.
Eppure, nonostante il suo successo planetario, il romance resta uno dei generi più svalutati. Forse perché parla d’amore, e l’amore viene ancora oggi percepito come un argomento frivolo, non degno di approfondimento letterario. Forse perchéé si allontana da quell’idea elitaria e accademica della lettura, dove solo ciò che è complicato, oscuro o formalmente arduo ha diritto di cittadinanza; forse — come abbiamo ipotizzato — perché è un genere scritto in larga parte da donne, per un pubblico in larga parte femminile. E tutto ciò che è associato al femminile, purtroppo, viene ancora spesso ridotto a qualcosa di “meno”: meno serio, meno utile, meno degno di attenzione critica.
Invece, il romance è uno spazio di resistenza culturale, un luogo in cui si raccontano desideri, fragilità, conquiste e trasformazioni; in cui l’intimità ha valore e la felicità – anche quella romantica, sì – è vista non come un’illusione da smascherare, ma come una possibilità da rivendicare.
E allora, forse, il problema non è il romance: è il pregiudizio che ci portiamo dietro ogni volta che pensiamo che una cosa, solo perché piace a molte persone, non possa essere anche importante e meritevole di essere letta, compresa, discussa e approfondita.
Francesca Mainardi [...]
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Maggio 9, 2025I ricordi e le testimonianze su un grande storico, su un uomo che ha lasciato il segno nella politica e nelle istituzioni: l’università Suor Orsola Benincasa ha organizzato con la Fondazione Benedetto Croce nella Sala degli Angeli due giorni, l’8 e il 9 maggio, che hanno ripercorso la vicenda culturale, politica e istituzionale di Piero Craveri.
“Nella sua opera di studioso e nella sua azione di uomo delle istituzioni – ha ricordato Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa – Piero Craveri portò le sue straordinarie competenze di storico, il suo tratto garbato di gentiluomo nutrito di ethos liberale e la sua vocazione all’impegno civile, che ha ispirato il suo amore fervido e critico per la città di Napoli”.
E Benedetta Craveri, la presidente della Fondazione Biblioteca Benedetto Croce Benedetta Craveri ha sottolineato: “Mio fratello Piero era uno spirito libero, uno degli ultimi esempi di intellettuale a tutto campo che ha unito al rigore dello storico la passione per la politica e un profondo senso di responsabilità civica”.
Ancora attuale, la ‘lezione’ di Craveri è stata rievocata e analizzata in tre diverse sessioni, ciascuna dedicata a un aspetto dell’avventura intellettuale di Craveri.
Il professor Eugenio Capozzi ha parlato – ai microfoni del nostro Bruno Stampa -, del suo ruolo di politico e intellettuale, del suo impegno di storico “non ideologizzato”, della sua posizione sul compromesso storico.
A conclusione delle due giornate di studio una tavola rotonda, presieduta dalla figlia Marta Craveri, densa di ricordi e testimonianze che ha visto alternarsi i racconti di chi, in varie vesti e in differenti momenti della vita, ha conosciuto Piero Craveri. Non soltanto lo storico e l’intellettuale impegnato, ma soprattutto l’uomo.
Re.run [...]
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Maggio 8, 2025Dopo la prima rappresentazione nel 1974 e la seconda nel 1997, Masaniello torna a teatro nella Corte d’Onore di Palazzo Reale il 23 maggio e dal 27 maggio al primo giugno.
Ambientato nel cuore del Vicereame napoletano del XVII secolo, lo spettacolo racconta gli ultimi giorni del capopopolo e la rivolta che ha infiammato le strade di Napoli.
Fedele alla versione originale di Elvio Porta e Armando Pugliese, a distanza di 50 anni dal debutto, il lavoro differisce con la versione precedente solo per gli attori e le musiche curate da Antonio Sinagra: “Questo Masaniello racconta il popolo” ci dice il compositore e direttore d’orchestra.
Napoli in quegli anni vive in condizioni di forte oppressione fiscale con pesanti tasse imposte ai cittadini sui beni di prima necessità; il malcontento esplode, infatti, quando viene introdotta una tassa sulla frutta. È in questo momento che Masaniello, il 7 luglio 1647, diventa leader di una rivolta e prende d’assalto il palazzo del viceré spagnolo Don Rodrigo Ponce de León.
L’epilogo della storia però non è il classico lieto fine: il povero pescatore da capopopolo diventa sbeffeggiato e allontanato dal suo stesso popolo, così viene assassinato.
Masaniello non è solo un personaggio storico, è il simbolo che incarna il conflitto tra potere e giustizia, tra governanti e governati; oggi la commedia diventa un patto rinnovato con la Storia, un dialogo tra passato e presente.
“È insita nella natura dello spettacolo un’essenza che si tramanda facilmente agli attori, che permette la giusta comprensione per interpretare al meglio i personaggi e la storia”: così racconta Bruno Garofalo, supervisore alla regia e storico scenografo della compagnia che abbiamo intervistato per RunRadio.
La rappresentazione dello spettacolo Masaniello (nella foto la compagnia in posa) non prevede distanza tra pubblico e personaggi: abolisce il palco creando uno spazio scenico omogeneo per offrire maggiore coinvolgimento e osservare internamente lo spettacolo.
Proprio come ci dice Antonio Sinagra: “Questo Masaniello racconta il popolo”.
Per tutti i dettagli, le curiosità e l’intervista a Bruno Garofalo, ascolta il Podcast su RunRadio.
Ginevra Guarracino [...]
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Maggio 7, 2025Ci sono amicizie che vanno oltre l’affetto, che diventano scintilla creativa, legame profondo tra anime affini capaci di dare vita a opere uniche. Nella storia dell’arte, certi incontri diventano fondamenta di un intero immaginario culturale. Come quello tra Eduardo De Filippo e Nino Rota, un sodalizio che ha unito teatro e musica, umanità e ispirazione.
A celebrare questa straordinaria intesa è il concerto-spettacolo L’amico geniale, in scena giovedì 8 maggio alle ore 20 a Villa Pignatelli, nell’ambito della rassegna Maggio della Musica. Un omaggio a un rapporto umano e artistico che ha lasciato il segno nella storia culturale italiana, in occasione dell’ottantesimo anniversario della prima di Napoli milionaria!.
Il titolo dell’evento richiama l’idea di un genio discreto, complice, vicino: Rota e Eduardo collaborarono prima sul set cinematografico e poi sul palcoscenico, trovando un linguaggio comune capace di attraversare emozioni e generazioni.
Ideato da Stefano Valanzuolo, critico musicale del Mattino e direttore artistico del Maggio della Musica, l’evento unisce narrazione e musica, affidando al duo Silvia Chiesa (violoncello) e Maurizio Baglini (pianoforte) l’esecuzione delle musiche di Rota, rivisitate in una nuova trascrizione cameristica a cura di Giuseppe Caffi.
Durante lo spettacolo, alle note si intrecciano le parole: lettere, aneddoti, episodi raccontano non solo l’arte, ma anche la profondità del rapporto tra i due artisti. Il programma include, inoltre, brani tratti dall’operina Lo scoiattolo in gamba, scritta da Eduardo per la figlia Luisella, e alcune delle più celebri colonne sonore che Rota compose per Federico Fellini, come quelle di Amarcord e 8 ½.
A Stefano Valanzuolo, intervenuto ai microfoni di Run Radio, abbiamo chiesto come sia nata l’idea di questo format, che intreccia musica, narrazione e documenti d’epoca, andando a evidenziare quanto la collaborazione tra Nino Rota ed Eduardo De Filippo – proprio come quella dell’ensemble a Villa Pignatelli – si fondasse sul rispetto e un’immancabile comunità d’intenti.
L’evento non si limita alla sera: l’intera giornata dell’8 maggio è dedicata al sodalizio artistico tra Rota e Eduardo, un percorso che attraversa musica e teatro. Si parte alle 11 del mattino con un incontro all’Università Suor Orsola Benincasa, che coinvolge studenti, artisti e studiosi, come il professor Gennaro Carillo, sul tema del rapporto tra Rota ed Eduardo. Alle 16.30, la Fondazione De Filippo apre le porte per un omaggio – a cura di Giovanni Oliva – con una breve anteprima del concerto serale e un ricordo della storica prima rappresentazione di Napoli milionaria!.
L’amico geniale diventa così il racconto di un’amicizia che ha saputo diventare arte. Un rapporto fatto di stima e condivisione, di ascolto e passione. Un legame che continua a parlare al pubblico di oggi, a ottant’anni di distanza, con la stessa forza di allora.
Francesca Mainardi [...]
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Aprile 30, 2025 “Si deve buttare il sangue”: e di sangue Luca Persico, in arte O’ Zulù, voce e immagine dei 99 Posse, deve averne buttato a litri nel corso della sua vita per raggiungere il successo di cui gode ora. Bisogna buttare il sangue, come dice il frontman nell’intervista a Run Radio, perché restare sulla superficie delle cose non porta a nulla o comunque non allo stesso risultato: bisogna scavare, andare a fondo nei vari substrati dell’esistenza e del mondo, sporcarsi le mani, urlare davanti alle ingiustizie.
La sua storia inizia, non a caso, nella provincia nord di Napoli, una periferia tanto geografica quanto culturale, dalla quale si parte inevitabilmente svantaggiati; prosegue per i centri sociali, con l’Officina 99 a Gianturco, quando Zulù trasforma in canzoni i volantini di protesta per renderli più comprensibili e incisivi: è da questa necessità che prende vita il successo inaspettato dei 99 Posse, contribuendo a diffondere un nuovo linguaggio musicale e politico, mescolando hip hop, raggamuffin e dub con testi in italiano e napoletano.
Una “storia bella, che andava raccontata”, come racconta il frontman nel presentare la sua autobiografia Vocazione rivoluzionaria. ‘O Zulù – L’autobiografia non autorizzata di Luca Persico: un libro che risponde all’esigenza personale di darsi alla prosa dopo aver ripercorso in rima il proprio vissuto. È il caso dello spettacolo “Vio-Lenti“, un viaggio musicale e narrativo attraverso trent’anni di carriera artistica, in cui è stato accompagnato dalla violinista Caterina Bianco.
Una storia, dicevamo,che ha portato lui e il resto del gruppo sui principali palchi italiani, consentendogli di prendere parte ai più significativi eventi musicali del nostro Paese.
Tra questi è impossibile non ricordare quel celebre Primo maggio 2001 in cui Pino Daniele li portò a piazza San Giovanni in Laterano a Roma, di fronte a un mare di persone a cantare tutta la loro rabbia e il loro dissenso politico. Come ammette lo stesso Luca Persico, quei tempi – se non del tutto trascorsi – si sono sicuramente mitigati: non ci vuole un esperto per constatare che il Concertone non sia più occasione di protesta in musica e che invece la contestazione abbia lasciato il passo al pop di stampo sanremese.
I 99 Posse quindi approdano su altri palchi: quest’anno si esibiscono all’Isola del Liri per il Primo maggio, mentre il 25 aprile si sono mantenuti sobri, urlando il loro rigurgito antifascista in due concerti a Casa Cervi, in provincia di Reggio Emilia.
Partendo dalla sua recente biografia, proseguendo a ritroso per i suoi progetti solisti e le numerose date con la band, la storia artistica di Luca Persico è una corsa che non accenna a fermarsi, arrivando a ipotizzare un nuovo album con i 99 Posse.
Così, mentre gli anni passano e le generazioni di giovani alle manifestazioni si susseguono, ai cortei e nei centri sociali risuona ancora “curre curre guagliò!”
Per non perdere l’intervista a Luca Persico, frontman dei 99 Posse, ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Aprile 30, 2025LA DENUNCIA DI IVAN COTRONEO È IN SCENA AL SANNAZARO
La denuncia è la segnalazione alla pubblica opinione di un fatto, un atteggiamento ritenuto negativo e riprovevole che diventa ora atto teatrale.
La Denuncia è lo spettacolo scritto e diretto da Ivan Cotroneo in scena del 2 al 4 maggio al Teatro Sannazaro: la storia di un’alunna e la sua professoressa che racconta i delicati temi del consenso e del potere.
In questa occasione l’Università Suor Orsola Benincasa offre una convenzione con il Teatro per usufruire di uno sconto sul prezzo del biglietto per studenti e docenti.
Alice e Clelia interpretate da Elisabetta Mirra e Marta Pirzigallo si trovano sole in un’aula, con la porta chiusa in una scuola deserta: nessuno sa cosa sia successo.
Mentre la studentessa racconta alla dirigente di essere stata sedotta dalla professoressa, quest’ultima sostiene il contrario.
La Denuncia non è solo uno spettacolo di intrattenimento ma un invito alla riflessione su dinamiche che spesso si celano dietro rapporti apparentemente innocui.
“La rappresentazione tratta un tema attuale, e da questo deriva l’urgenza della scrittura e messa in scena”, così ci racconta il regista Ivan Cotroneo che abbiamo intervistato per l’occasione.
La seduzione nella pièce teatrale diventa un’arma e uno strumento di persuasione intellettuale, o addirittura abuso di potere.
Il tono del racconto è teso, misterioso: la storia è un giallo da ricostruire.
Lo spettacolo affronta temi reali attraverso un racconto teatrale accessibile e profondo.
Non perdere l’intervista e il Podcast su RunRadio per scoprire tutti i dettagli.
Ginevra Guarracino [...]
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Aprile 30, 2025Le lotte quotidiane, le piccole e grandi ribellioni, sono quelle che danno impulso al cambiamento: questo è il nocciolo di Un pensiero ribelle, romanzo di Mirella Armiero, giornalista del Corriere del Mezzogiorno.
Il volume racconta la vita di Maria Bakunin, figura storica fondamentale in questo contesto di resistenza femminile: figlia del celebre anarchico Mikhail Bakunin, è stata la prima donna in Italia a laurearsi in chimica e la prima a ottenere una cattedra universitaria da ordinario, una vera impresa in un mondo ancora dominato dalla figura maschile.
Nata in Siberia ma cresciuta e laureatasi a Napoli, ne diventa protagonista attiva della vita culturale, conquistando stima e rispetto al punto da essere chiamata La signora. Rigorosa e appassionata, vive una vita intensa tra ricerca scientifica, scandali sentimentali e impegno civile, arrivando a salvare la biblioteca dell’università durante l’occupazione nazista.
Ne emerge un ritratto vivido di donna libera e coraggiosa, che Mirella Armiero ha raccontato ai microfoni di Run Radio, analizzando a fondo la sua ribellione, la sua personale lotta verso l’emancipazione femminile.
Il libro di Armiero si inserisce all’interno di un percorso che, in questa puntata di Nero su bianco, si propone di esplorare la storia e il pensiero di altre donne ribelli e sovversive: al fianco di Un pensiero ribelle, abbiamo proposto Oliva Denaro di Viola Ardone e Il sesso inutile di Oriana Fallaci: opere che, in modi diversi, raccontano le vite di donne che hanno sfidato le convenzioni della loro epoca, diventando simboli di resistenza.
Raccontata da Viola Ardone, la storia di Oliva ci trasporta nella Sicilia degli anni ’60, dove una giovane ragazza si ribella agli schemi rigidi e patriarcali di una società che considera la donna come una “brocca: chi la rompe se la piglia”. La sua lotta è quella di Franca Viola, prima donna italiana a rifiutarsi di sposare il suo stupratore, un esempio potente di come la dignità e la libertà per le donne siano ancora conquiste che richiedono coraggio e determinazione.
Oriana Fallaci con il suo libro Il sesso inutile compie un viaggio che la porta a indagare la condizione femminile in vari paesi, dal Pakistan all’India, dal Giappone alle Hawaii, fino a New York. Le sue parole, forti e provocatorie, smascherano le contraddizioni della condizione femminile: donne oppresse, ma anche in grado di ribellarsi. Fallaci denuncia ingiustizie, racconta storie di donne soffocate dalle tradizioni e dalla cultura, ma al tempo stesso celebra la nascita di una nuova consapevolezza femminile. Scritta prima che il femminismo diventasse un movimento di massa, l’opera è ancora oggi un testo fondamentale per chiunque voglia comprendere le radici e le sfide del movimento per i diritti delle donne.
Maria Bakunin, Oliva Denaro, e le donne raccontate da Oriana Fallaci sono solo alcune delle figure che ci hanno lasciato un’eredità di coraggio e di lotta. Le loro storie costituiscono un invito a riflettere sulla condizione femminile, a non dimenticare le battaglie già vinte, ma anche a riconoscere quelle ancora da combattere.
Per non perdere il podcast con l’intervista a Mirella Armiero, ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Aprile 30, 2025Un po’ di Francia arriva nei palchi napoletani fra letteratura, trasposizioni teatrali e musica.
Dal 30 aprile all’11 maggio, il teatro Mercadante ospita una prima nazionale: si tratta di “Serotonina”, la trasposizione teatrale del romanzo “Sérotonine” dello scrittore francese Michel Houellebecq. Il regista Patrick Guinand porta a teatro la vicenda autobiografica narrata nel libro di Houellebecq, che unisce la realtà alla finzione, dimostrandosi una storia particolarmente adatta al palco. A interpretare il protagonista Florent-Claude, sarà Andrea Renzi in compagnia di Rebecca Furfaro, nelle vesti della moglie (Entrambi nella foto in pagina di Ivan Nocera).
Anche il Teatro Diana porta sul palco un romanzo: “Benvenuti in Casa Esposito”, di Pino Imperatore, in scena a partire da questo venerdì 2 maggio fino a domenica 18 maggio. Giovanni Esposito interpreterà l’aspirante delinquente Tonino Esposito, personaggio goffo, imbranato e sfortunato, che nella vita desidera semplicemente far parte della malavita. Attraverso l’ironia e la tragicommedia, questo spettacolo cela un intento più nobile, quello di denunciare la criminalità e mostrare le conseguenze che ha sulle famiglie.
Il Trianon Viviani assicura anche questa settimana spettacoli musicali. Il primo appuntamento è mercoledì 30 aprile con il tributo di Tommaso Bianco a Salvatore Di Giacomo. “Lassammo fa’ a Dio!” è il titolo dello spettacolo che celebra il poeta attraverso i suoi versi e i testi delle sue canzoni più note e che ricorda al pubblico la bellezza della poesia e dell’amore che caratterizzano il teatro, ma soprattutto chi fa teatro.
Il secondo appuntamento è per sabato 3 maggio con la cantautrice napoletana Flo, in compagnia del fisarmonicista francese Vincent Peirani. I due musicisti, accomunati da una visione cosmopolita della musica, propongono un concerto che unisce sonorità napoletane, catalane e francesi.
Per gli appassionati di thriller psicologici, non perdetevi “Rumore bianco – confessioni di un insospettabile serial killer con fruscio di sottofondo”, in scena al Teatro Galleria Toledo dal 2 al 4 maggio. Si tratta di un monologo scritto e interpretato da Danilo Napoli, che si presenta come un viaggio nella mente di un serial killer di donne transgender. Il thriller è mascherato dalla tragicommedia teatrale e sarà un’occasione per riflettere sui lati oscuri della natura umana e sulla coesistenza di amore e odio, di vittima e carnefice.
Il Teatro TRAM si unisce alla celebrazione dei 2500 anni della fondazione di Napoli, con una rassegna che inizia questo sabato 3 maggio e si concluderà a dicembre 2025. Attraverso spettacoli teatrali, reading letterari, concerti, ma anche lezioni-spettacolo, il TRAM ha deciso di omaggiare Napoli tramite i suoi grandi artisti. Da Eduardo a Totò, da Viviani a Nino Taranto, ma anche tanti altri. Per conoscere il programma completo consultate il sito teatrotram.it
Ascolta questo podcast per conoscere i dettagli degli spettacoli presentati e continua a seguirci su Run Radio per i prossimi aggiornamenti.
Patrizia Castelli [...]
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Aprile 30, 2025Nella nuova puntata di Buona La Prima Cinema si parte dalla scomparsa di Papa Francesco, un pontefice che ha ispirato numerosi film e documentari. A partire dal Biopic Chiamatemi Francesco – Il Papa della Gente di Daniele Lucchetti, disponibile su Mediaset Infinity, il documentario Papa Francesco – Un uomo di parola di Wim Wenders, su Sky e su Now; su Raiplay Francesco Rosi ci mostra i numerosi viaggi del Pontefice ne In Viaggio; e I Due Papi, su Netflix, racconta l’incontro immaginario tra Papa Benedetto XVI e Bergoglio.
Se state cercando storie che descrivano cosa farà il Vaticano dopo la morte di Papa Francesco, su Mubi e su Sky è disponibile Habemus Papam di Nanni Moretti.
Nelle sale è tornato l’attesissimo Conclave il film di Edward Berger con Ralph Fiennes, Isabella Rossellini e Sergio Castellitto, vincitore dell’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Insomma, il film perfetto per questo periodo che sta registrando record di visualizzazioni streaming e che a maggio approderà su Sky e su Now.
Si torna a Napoli per la rassegna Manifesti per un Cinema Libero. La selezione di capolavori del Terzo Cinema, da Africa, America Latina e Medio Oriente, realizzati negli anni Sessanta e Settanta e presentati per la prima volta a Napoli in versione restaurata. Martedì 29 aprile, dalla Mauritana è arrivato Soleil Ô, realizzato da Med Hondo nel 1970.Un uomo originario della Mauritania si trasferisce a Parigi, alla fine degli anni Sessanta, in cerca di un lavoro, di una comunità e di un posto dove vivere. Riesce però a trovare solo impieghi umilianti e scopre presto una società ostile e profondamente razzista in cui la sua stessa presenza suscita paura e risentimento.
Spazio ai David di Donatello, che saranno consegnati il 7 maggio.
L’Accademia del Cinema Italiano ha già annunciato alcuni premi come il David Speciale all’attrice Ornella Muti, diva del cinema italiano, e il David dello Spettatore, assegnato al film italiano più visto del 2024, per Ferzan Ozptek e il suo Diamanti.
Il David per miglior film straniero, infine, è tutto per la pellicola di Sean Baker che ha trionfato agli scorsi Oscar, Anora.
Per le nuove uscite della settimana, è ora di trovare il contabile. Un messaggio criptico diventa un caso da risolvere per Ben Affleck nel secondo capitolo di The Accountant. Se volete recuperare il primo, lo trovate su Prime, Sky e Now.
Per chi cerca un mix tra romanticismo e filosofia vi aspettala storia di un brillante studente di filosofia, fidanzato ideale e amatissimo dai suoceri.
Dov’è l’inganno? La storia d’amore è tutta una farsa. Cosa accadrà? Scopritelo ne L’Amore in Teoria con Nicolas Maupas: uno stand-up comedian fallito e padre separato, un figlio autistico di 11 anni e Robert De Niro come nonno. Sono gli ingredienti di un emozionante viaggio nella commedia In Viaggio con mio figlio.
Emigriamo in un’altra famiglia, questa volta in Italia. Un padre dopo la morte della moglie tenta di rifarsi una vita, ma dovrà lottare con la reazione esplosiva della figlia che ha cresciuto con amore Stefano Accorsi e Ginevra Francesconi nel dramma familiare Una Figlia.
Con questo lungo ponte, c’è chi ha pensato di trascorrere qualche giorno in montagna.
Attenzione, non visitate posti abbandonati perché l’assassino mascherato potrebbe essere dietro l’angolo. Come è accaduto ai ragazzi di Until Dawn: fino all’alba. Un incubo che si ripete più e più volte.
Venerdì 25 aprile ricorrono gli ottant’anni della Liberazione dell’Europa dal Nazifascismo e quale migliore occasione per tornare in sala per rivedere il capolavoro di Miyazaki Porco Rosso. In fondo, citando Marco Pagot, “Piuttosto che essere fascista, meglio essere un maiale.”
E, come annunciato la scorsa settimana, fino al 30 aprile torna al cinema l’epocale film concerto del 1972 Pink Floyd At Pompei – MCMLXXII in versione restaurata in 4K e Dolby Atmos.
Dal mondo dello streaming, su Netflix è arrivato Oppenheimer, e la quinta e ultima stagione di You. Su Disney + la seconda stagione della serie Star Wars Andor, e i nuovi episodi di 9-1-1.
Infine su Prime una serie tutta a colpi di danza in Etoile.
Per scoprire la classifica dei film più visti e altre curiosità ascolta il podcast di Run Radio.
Marco Marsiglia [...]
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Aprile 24, 2025I licei dell’Istituto Suor Orsola Benincasa ospitano fino a lunedì 28 aprile Ti leggo…Ti ascolto in collaborazione con la fondazione Treccani Cultura e il Cepell (Centro per il Libro e la Lettura). La quinta liceo artistico incontrerà il responsabile dell’iniziativa e un’attrice dalle ore 9.30 alle 11.30; subito dopo, dalle 11.30 alle 13.30, saranno gli studenti del quinto liceo linguistico a immergersi in quest’esperienza.
Il progetto promuove la comprensione dei testi attraverso laboratori di lettura ad alta voce, ascolto di audiolibri e podcast negli istituti scolastici di Roma, Napoli, Lamezia Terme e Lecce, nel corso del 2025 (nella foto in pagina uno scatto di una ragazza che prende appunti durante il laboratorio; la foto di apertura del sito, in area Welcome, è un’immagine della Statua della Conoscenza di Mimmo Paladino).
I laboratori sono condotti da Marco Lucchesi, regista e documentarista che dal 2017 coordina i laboratori per Treccani, con la partecipazione dell’attrice Federica Cinque.
Il regista cerca una connessione profonda tra la lettura ad alta voce, il significato evocativo dei testi e la loro capacità di generare connessioni emotive e qui l’analisi testuale si fonde con l’interpretazione vocale.
Nell’ultimo incontro con le due classi, Lucchesi ha lasciato sulla lavagna della classe una frase di Edoardo Sanguineti: “Le parole sono le mani per le cose che non puoi toccare” e ha chiesto a ragazzi e ragazze non solo di riflettere su queste parole, ma di portare una produzione testuale personale.
Lo abbiamo ospitato ai nostri microfoni per spiegarci il progetto.
I testi selezionati sono: Il deserto dei tartari di Dino Buzzati, Marcovaldo di Italo Calvino, Cenere di Grazia Deledda, Lettera ad un bambino mai nato di Oriana Fallaci, Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese (selezionato per i licei Suor Orsola), Le poesie di Amelia Rosselli e Tutte le poesie di Antonio Sereni.
La scelta è ricaduta su “opere più complesse, diverse dai saggi a cui i giovani sono abituati”, ci dice Lucchesi, per rendere più efficace la preparazione dei ragazzi.
Sensibilizzare i giovani alla lettura e al culto del libro è l’obiettivo principale del progetto Ti leggo…Ti ascolto.
Ginevra Guarracino [...]
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Aprile 24, 2025“Un cammino straordinario e che nessuno si aspettava”: così Salvatore Bagni, ex centrocampista (tra le altre squadre) di Napoli e Avellino (oltre che della nazionale italiana, con cui vanta 41 presenze tra il 1981 e il 1987), ha commentato ai microfoni di Run Radio la promozione in Serie B raggiunta lo scorso weekend proprio dai Lupi targati “Raffaele Biancolino” (nella foto in pagina un momento dell’incontro Avellino – Spal del 31 marzo 2017 tratto dal sito Wikimedia Commons).
Primo posto nel girone C di Serie C con 72 punti, frutto di sole tre sconfitte, nove pareggi e 21 vittorie, l’ultima delle quali conseguita sabato 19 aprile, con il risultato di 1-2, in casa dei corregionali del Sorrento: questi i numeri fatti registrare dalla formazione campana tra agosto 2024 e maggio 2025; statistiche da capogiro di una stagione che necessitava della cosiddetta “ciliegina sulla torta” per poter esser coronata a dovere.
“Il pubblico di Avellino me lo ricordo, è innamorato della squadra”, spiega Bagni con toni alquanto nostalgici dei propri trascorsi in Irpinia, lì dove ha concluso la carriera tra i professionisti. Un attaccamento ai colori bianco e verdi da parte della tifoseria avellinese per cui, a detta di Bagni, “merita la Serie A”.
Spazio, infine, anche per un pronostico sull’impatto che avrà la squadra di Biancolino con il campionato di Serie B. Particolarmente positivo l’ex centrocampista sull’imminente futuro dei Lupi; infatti afferma in maniera convinta come “l’Avellino possa tranquillamente puntare ai play-off”.
Per ascoltare la nostra intervista completa, clicca il tasto “Play” e immergiti nella nuova puntata di “Fischio d’Inizio”, podcast a cura di Giacomo Maraucci e Alex Iozzi che si occupa di tutto il mondo dello sport in Campania. [...]
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Aprile 24, 2025Dal 18 aprile fino al 21 luglio la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee-museo Madre, ospita Tomaso Binga con la mostra Euforia, a cura di Eva Fabbris con Daria Kahn, e exhibition design Rio Grande.
Tomaso Binga, all’anagrafe Bianca Pucciarelli Menna, attraverso i suoi lavori scardina la parola dal vincolo del significato, intrecciandola con la pittura, le forme e modelli, per creare un legame non solo tra parole e immagini ma tra voce e corpo.
Nei primi anni della sua carriera Binga produce sculture di ispirazione cubista e futurista, ma negli anni ’70 inizia a utilizzare un nuovo linguaggio: la scrittura desemantizzata, ispirata alla poesia concreta. Quest’ultima è definita tale perché sposta l’attenzione dal significato del testo ai suoi elementi compositivi.
La parola pronunciata, ora desemantizzata, acquista una propria autonomia poiché esaltata dalla voce con sonorità e timbri diversi.
Nel 1977 l’artista mette in scena Oggi Spose in cui Bianca Pucciarelli Menna convola a nozze con il suo alter ego Tomaso Binga, per sancire il passaggio della donna in artista.
Abbiamo intervistato Tomaso, la direttrice artistica e Angela Tecce presidente del Madre per parlarci della mostra.
Ironia e grottesco, denuncia e dissacrazione, nonsense e luogo comune: sono gli ingredienti principali delle poesie performative dell’artista.
Ricordiamo anche il lavoro Alfabetiere, nel quale l’artista utilizza il suo corpo come lettere dell’alfabeto.
Con la mostra Euforia Binga presenta fotografie, installazioni, collage, documenti, e testimonianze di performance a decenni di distanza dalla loro prima esposizione, provenienti da musei e collezioni private.
Il Museo farà da Madre all’Euforia dell’artista che sceglie di essere riconosciuto solo in quanto tale, né come donna né come uomo, ma come persona.
Ginevra Guarracino [...]
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Aprile 23, 2025Nella nuova puntata di Buona La Prima Cinema da Luciano De Crescenzo perché dal 16 aprile Raiplay Sound offre Così parlò Luciano De Crescenzo, il podcast scritto e narrato da Luigi Di Dieco, che racconta la vita di una delle personalità più affascinanti del nostro tempo: le opere, i pensieri, i libri, i film, la passione per la filosofia, gli amici, la famiglia e l’amore per Napoli attraverso le testimonianze degli affetti più cari. Tra gli ospiti: Renzo Arbore, Alessandro Siani, Mara Venier, Marisa Laurito e molti altri.
Sempre in tv è tempo di tornare a Hogwarts dove è stato annunciato il cast della serie HBO Harry Potter. A interpretare il preside, Albus Silente, sarà John Lithgow, noto per aver interpretato Churchill in The Crown e visto di recente nella pellicola nominata agli Oscar Conclave.
Janet McTeer, attrice vista in The White Queen, Kaos e The Menu, sarà invece l’insegnante di Trasfigurazione e capo della casa Grifondoro Minerva McGranitt; nonostante le polemiche sul colore della sua pelle, Paapa Essiedu, l’attore di I May Destroy You e Gangs of London sarà Severus Piton, l’insegnante di Pozioni e capo di Serpeverde, mentre Nick Frost sarà l’amatissimo Hagrid.
La serie dovrebbe debuttare nel 2026 su Max, la piattaforma streaming di Warner Bros Discovery, che presto approderà anche in Italia.
Un evento leggendario torna al cinema: Pink Floyd At Pompei – MCMLXXII. Il quartetto britannico è statoil primo gruppo a esibirsi a Pompei, in quel concerto che si trasformò in un film uscito l’anno seguente diventato un cult.
E dal 24 al 30 aprile sarà possibile rivivere in sala lle emozioni dell’epocale film concerto del 1972 diretto da Adrian Maben, in versione restaurata in 4K e Dolby Atmos.
Per le nuove uscite di questa settimana, Luca Guadagnino dirige un inedito Daniel Craig, nell’attesissimo Queer. L’adattamento del romanzo omonimo di William S. Burroughs che racconta di un viaggio in Sud America e di un’ossessione sessuale che trasforma la vita di un uomo.
Un padre ansioso per amore della figlia accetta di ospitare l’ex moglie per 30 giorni. Cosa accadrà? Scopritelo nella nuova commedia con Edoardo Leo e Micaela Ramazzotti 30 notti con il mio ex.
Se siete alla ricerca di tenere avventure sulle montagne del Sichuan in una storia di amicizia tra un bambino e un cucciolo di panda in Moon – Il Panda.
Una donna, un appuntamento con un uomo, un’app che la ricatta per ucciderlo. Drop Accetta o rifiuta è al cinema. Oppure potete imbattervi né la La Gazza Ladra: una badante che ruba agli anziani per pagare gli studi del nipote, un ragazzo prodigio che mostra un talento precoce per il pianoforte.
Due fratelli gemelli, tornano nella loro città natale per lasciarsi alle spalle le loro vite travagliate, ma li scopriranno che un male ancora più grande è pronto ad accoglierli nuovamente. Questo è I Peccatori, con Micheal B. Jordan.
Per lo streaming, su Disney+ arriva il finale di stagione di Daredevil: Rinascita e la nuova stagione di Grey’s Anatomy.
Su Netflix arriva Pintus con Dove osano le cicogne.
Su Sky e su Now, la terza stagione di Gangs of London ; e direttamente dalla sala arrivano Diamanti, Napoli New York, Cattivissimo Me 4 e Better Man.
Scopri la classifica dei film più visti e altre curiosità nel podcast di RunRadio.
Marco Marsiglia [...]
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Aprile 23, 2025L’ansia, la paura e il terrore sono emozioni che l’uomo cerca istintivamentedi evitare, pur riconoscendole come parte integrante della propriaesistenza. Tuttavia, quando questi stessi sentimenti sono trasformati infinzione diventano il cuore pulsante di alcune delle forme culturali piùcoinvolgenti e apprezzate.
È il caso del genere thriller, che ha conquistato milioni di lettori e spettatori, tanto nella letteratura quanto nel cinema, mantenendo un fascino irresistibile sin dagli anni ’50, con il successo delle pellicole di Alfred Hitchcock, infondendo nuove sfumature nel genere giallo.
Questa puntata noir di Nero su bianco proporrà tre libri per addentrarsinelle diverse declinazioni del thriller e osservarne alcune sfumature.
Il primo romanzo proposto è L’enigma del desiderio di Paolino Cantalupo,psichiatra e saggista (nella foto durante la presentazione nell’universitàSuor Orsola Benincasa). In questa trama complessa, che si dipana trathriller psicologico e geopolitico, è il desiderio – erotico e di potere – ilvero protagonista, sia nelle trame del romanzo che in quelle della società.
Infatti, come spiega l’autore nell’intervista rilasciata a Run Radio, sono idesideri a guidare la vita dell’uomo e a costruire le vicende del mondo,arrivando a regolare i rapporti personali e internazionali in maniera moltopiù profonda di quanto si possa immaginare: così, il desiderio – enigmaticopoiché incontrollabile e imprevedibile – incrocia la politica mondiale.
Protagonista della storia di Cantalupo è Adham, psichiatra universitario,che si ritrova coinvolto in una spirale oscura quando suo fratello Orion,con cui aveva interrotto i rapporti, è accusato di omicidio.
Nel tentativo di scagionarlo, Adham si trova a fronteggiare una retecomplessa di segreti, tradimenti e inganni che coinvolgono gruppi armati, società finanziarie e Servizi Segreti, con risvolti legati a dinamichegeopolitiche globali e fatti reali tratti da report giornalistici internazionali.
Il secondo libro è L’avversario di Emmanuel Carrère: il 9 gennaio 1993Jean-Claude Romand uccide moglie, figli e genitori, per poi tentare invanoil suicidio. Dall’inchiesta che ne consegue emerge che, in realtà, Romand non è un medico come ha sempre sostenuto di essere e che ha mentito atutti per oltre 18 anni: così, sul punto di essere scoperto, decide di chiudereper sempre gli occhi delle persone amate, quelle di cui non avrebbe saputosopportare lo sguardo.
La vicenda, raccontata da Carrère in prima persona, è una disperata discesa nella pazzia: il risultato è un thriller psicologico avvincente, un incubo a occhi aperti, in cui il lettore è costretto a interrogarsi sul confine tra realtà e follia, tra le maschere che ci costruiamo e la verità che cerchiamo di nascondere per mantenere insieme i pezzi.
Concludiamo con Le luci di settembre di Carlos Ruiz Zafón, autorespagnolo noto per il suo stile gotico dalle atmosfere nebulose. Ambientatonell’estate del 1937, il romanzo segue Simone Sauvelle, una donna vedovache si trasferisce con i figli Irene e Dorian in un villaggio costiero, dovetrova lavoro presso Lazarus Jann, un enigmatico fabbricante di giocattoli.
La sua villa, Cravenmoore, nasconde segreti oscuri e misteriosi, checoinvolgeranno la giovane Irene e il suo amico Ismael in un’avventurapericolosa. La trama si snoda tra il mistero, l’horror e il fantasy, fondendogli elementi del thriller gotico con una narrazione che sfida la realtà stessa.
Con la sua maestria narrativa, Zafón, riesce a fondere thriller, fantasy ehorror in una storia che incanta e turba il lettore, lasciandogli un monito:“Non credere a tutto quello che vedono i tuoi occhi…”
Non perdere il podcast con l’intervista a Paolino Cantalupo.
Ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Aprile 18, 2025“Quella di Reggio Emilia è una partita importante come tutte le ultimequattro rimaste”: così Stefano Prestisimone, giornalista de Il Mattino, haesposto ai microfoni di Run Radio le aspettative che nutre per il NapoliBasket in vista della trasferta con la Reggiana, gara in programma sabato19 aprile, alle 16.00, valevole per la 27ª giornata del campionato 2024/25di Serie A (la foto in pagina è tratta dalla pagina facebook della NapoliBasket).
“Non c’è nessuna situazione delicata”, spiega Prestisimone in riferimentoalla classifica della formazione campana, invischiata in una lotta salvezzache coinvolge sei squadre (Napoli compreso): Pistoia, Scafati, Varese,Cremona e Treviso. A quattro gare dal termine, i partenopei occupano la14ª posizione in classifica a quota 16 punti, quattro in più rispetto alloScafati penultimo (e, di conseguenza, virtualmente retrocesso incadetteria).
È tempo di stringere i denti per capitan De Nicolao e compagni, da cui,come sottolinea anche Prestisimone, “è lecito aspettarsi una reazionedalla squadra dopo la sconfitta con Varese”, arrivata con il risultato di 87-97.
Spazio anche per un breve commento sul coach Giorgio Valli, il quale, adetta del giornalista, “se il Napoli riuscirà a salvarsi, sarebbeassolutamente da confermare”.
Per ascoltare la nostra intervista completa, clicca il tasto “Play” eimmergiti nella nuova puntata di “Fischio d’Inizio”, podcast a cura diGiacomo Maraucci e Alex Iozzi che si occupa di tutto il mondo dello sportin Campania. [...]
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Aprile 17, 2025La Settimana Santa non ferma la voglia di teatro in città, dal tributo a NinoTaranto alla lezione teatrale di Umberto Galimberti, i palchi napoletanicontinuano a intrattenere il pubblico napoletano con qualità e innovazione.
Al Teatro Trianon Viviani un tributo a Nino Taranto, artista di Forcellaconosciuto anche come il re della macchietta. Sono due le date del Trianonper celebrare il grande artista: venerdì 18 aprile con “Piedigrotta Taranto”,uno spettacolo teatro musicale, scritto e diretto da Giuseppe Sollazzo, cheunisce la biografia di Taranto con la sua tipica ironia; sabato 19 aprile con“C’era una volta Nino Taranto… L’uomo, la storia, la leggenda”, un recitaldella cantante-mandolinista Alessia Moio, che tramite la sua arte esploreràaspetti della vita privata e pubblica del re della macchietta.
È il Teatro Acacia a ospitare il filosofo Umberto Galimberti con la sualezione-concerto “Quando la vita era regolata dal cuore”. Galimbertipercorrerà la storia del sentimento a partire dalla mitologia greca fino allaletteratura odierna. Ad accompagnarlo sul palco l’attore e performerRaffaele Fusaro, che leggerà e interpreterà gli estratti scelti appositamenteper questo spettacolo.
Dal 17 al 20 aprile, il Teatro Elicantropo ospita la compagnia teatrale“Generazione P” e il suo spettacolo d’esordio “Generazione Pasolini”,entrambi nati nel 2022 dalla mente di Marta Bulgherini. Lo spettacoloporta in scena la figura di Pasolini come nessuno osa fare: mettendolo allagogna e sottolineando quanto possa essere complesso da accettare ecomprendere.
Il Teatro Nuovo propone uno spettacolo per gli appassionati dell’arte insenso generale: giovedì 17 aprile sarà in scena “Alcune coreografie”,spettacolo ideato e diretto da Jacopo Jenna, che celebra la storia delladanza e della performance attraverso spezzoni di film e video da internet.Sul palco la ballerina Ramona Caia accompagnata, sullo sfondo, da unmontaggio video creato appositamente per questo spettacolo.
Ultimo palco è Sala Assoli Moscato che mercoledì 16 e giovedì 17propone “Canto d’amore alla follia”, una rappresentazione che riassume laricerca di Alessandro Garzella e Francesca Mainetti sulla relazione fra ilteatro e la follia. Sul palco due sole figure a rappresentare le manie e leossessioni umane, osservate e scoperte in diverse realtà che Garzella eMainetti hanno frequentato, come case di cura, centri diurni, case famiglia,ma anche quartieri popolari o centri sociali.
Venerdì 18, sempre in Sala Assoli, si esibirà l’arpista napoletano GianlucaRovinello, che presenterà il suo nuovo progetto discografico “Tales ofKalthura”. Insieme a Rovinello sul palco anche il violinista FernandoMarozzi, il trombettista Ciro Riccardi e i ballerini Marta Rusciello e Peppedi Gennaro. Lo spettacolo si presenta come un’opera artistica completa checoniuga musica e danza e attraversa le sonorità a partire dalla Grecia anticafino al rock anni Sessanta.
Ascolta questo podcast per conoscere tutti i dettagli degli spettacoli econtinua ad ascoltarci su Runradio per i prossimi aggiornamenti.
Patrizia Castelli [...]
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Aprile 14, 2025Pompeii Theatrum Mundi è il festival sul teatro classico giunto quest’annoall’ottava edizione che si svolgerà nel Teatro Grande nel ParcoArcheologico di Pompei dal 20 giugno al 20 luglio, in collaborazione conil Teatro di Napoli-Teatro Nazionale presieduto da Luciano Cannito ediretto da Roberto Andò. Abbiamo avuto quest’ultimo ai nostri microfoniper parlarci della rassegna.
Nel corso dei secoli la città romana distrutta dall’eruzione del Vesuvio, èdiventata una delle mete più visitate al mondo e una delle più ricche cittàper il suo patrimonio culturale. Da qui il titolo per la rassegna: PompeiiTheatrum Mundi, in italiano Pompei è il teatro del mondo.
L’edizione 2025 della rassegna confronta la grande eredità classica e lavisione artistica contemporanea con quattro spettacoli: Golem diretto daAmos Gitaï, Notte Morricone con regia e coreografia di Marcos Morau,Elettra di Sofocle con la regia di Roberto Andò, e Lisistrata di Aristofanediretto da Serena Sinigaglia.
Amos Gitaï racconta il rapporto tra creazione e distruzione, costruisce unaparabola sul destino delle minoranze. Lo spettacolo, in scena il 20 e il 21giugno è ispirato a un racconto per bambini di Isaac Bashevis Singer, ilquale dedica la storia ai perseguitati e agli oppressi in tutto il mondo.
La rappresentazione Notte Morricone invece racconta la vita, i ricordi, lacrudeltà di un mondo che continua ad avanzare. Tutto racchiuso in musica,arti visive, danza e suggestioni cinematografiche.
Con Elettra di Sofocle dall’11 al 13 luglio e Lisistrata di Aristofane dal 18al 20 luglio, rispettivamente interpretate da Sonia Bergamasco (nella fotoin pagina) e Lella Costa, incontriamo due personaggi audaci, coraggiosi.Elettra è assetata di vendetta e giustizia per la morte del padre compiutodalla madre Clitennestra e dal suo amante Egisto.
Lisistrata, “Colei che scioglie gli eserciti”, convince le donne di Atene,Sparta, Beozia e Corinto a unirsi a lei in uno sciopero del sesso che avràfine solo quando gli uomini si decideranno a cessare la guerra.
Il direttore Andò ci spiega: “Noi veniamo dal teatro classico, ci muoviamoda millenni attorno alle domande poste dai greci. Siamo figli di quelmondo.”
Non perderti il podcast e l’intervista a Roberto Andò per tutti i dettagli e lecuriosità sul festival.
Ginevra Guarracino [...]
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Aprile 14, 2025Nella nuova puntata di Buona La Prima Cinema si parte dal programmadella 78 a edizione del Festival di Cannes, in scena dal 13 al 24 maggio.
L’Italia non è Fuori dal concorso ufficiale, grazie a Mario Martone (qui inuna foto di Marco Albanese) con la sua ultima opera dedicata allascrittrice de L’arte della Gioia, Goliarda Sapienza dal titolo Fuori conValeria Golino ed Elodie.
Tra gli altri film nella Selection Officielle: l’iraniano dissidente Jafar Panahicon A Simple Accident, i fratelli Dardenne a caccia della terza Palma d’orocon Young Mothers, Wes Anderson con The Phoenician Scheme e il suocast all star da Benicio Del Toro a Tom Hanks; Nouvelle Vague di RichardLinklater, la commedia western Eddington di Ari Aster con JoaquinPhoenix, Pedro Pascal ed Emma Stone.
Dopo la Palma conquistata con Titane Julia Ducournau torna in concorsocon Alpha. E In apertura ci sarà il film di Amélie Bonnin Leave One Day.
La presidente di giuria del concorso principale sarà Juliette Binochementre il ruolo di Laurent Lafitte il maestro di cerimonia per le serate diapertura e chiusura del Festival.
Tra i premi e le anteprime speciali, Robert De Niro riceverà la Palmad’Onore alla carriera; mentre Tom Cruise tornerà sulla Croisette per lapremière mondiale di Mission: Impossible – The Final Reckoning.
Ma adesso torniamo in Italia, perché a proposito di annunci, sono statesvelate le candidature della 70 a edizione dei premi David Di Donatello, indiretta il 7 maggio su Rai 1. I film più nominati in assoluto sono Parthenope e Berlinguer, con 15 nomination ciascuno.
Seguono Vermiglio e L’arte della gioia con 14 candidature.
Sono in cinque a contendersi la categoria di miglior film: Parthenope diPaolo Sorrentino, Berlinguer La Grande Ambizione di Andrea Segre,
Vermiglio di Maura Delpero, Il Tempo che ci Vuole di Francesca Comencinie L’arte della Gioia di Valeria Golino.
Alla conduzione una coppia inedita: Elena Sofia Ricci e Mika.Per le nuove uscite della settimana, il premio Oscar Rami Malek èprotagonista in Operazione Vendetta.
Un introverso decodificatore della CIA, si imbarca in un pericoloso viaggioper vendicare la morte di sua moglie, uccisa in un attacco terroristico.
Se non siete sazi di azione e operazioni segrete, in sala vi aspetta JasonStatham alla ricerca della figlia del suo capo, rapita da trafficanti di esseriumani in A Working Man.
Ron Howard torna al cinema con Eden. Nel cast Jude Law, Ana de Armas,Sydney Sweeny e Vanessa Kirby.
La storia prende il via nel 1929 in un’isola lontana dai venti di guerra, incui i personaggi provano a sopravvivere, a eliminarsi, a prevaricarsireciprocamente.
Rimaniamo ai primi anni del 900, ma ci trasferiamo in Italia, tra Matera eRoma, luoghi in cui Angelina Jolie ha girato l’adattamento del romanzo diAlessandro Baricco Senza Sangue.
Ambientato all’indomani di un generico conflitto, il film esplora le veritàuniversali sulla guerra, il trauma, la memoria e la guarigione. A guidare ilcast c’è Salma Hayek.
Un padre e una figlia sono invitati a casa di un ricco magnate e durante iltragitto investono un unicorno. Questo è Death Of Unicorn, con JennaOrtega.
Per lo streaming, su Netflix la settima stagione della serie distopica BlackMirror e la quarta stagione di Come vendere droga online (in fretta)Un po’ d’azione su Prime con G20, in cui la Presidente degli Stati UnitiViola Davis è in pericolo in un vertice mondiale sotto assedio.
Su TimVision vi aspetta la sesta stagione di The Handmaid’s Tale.Infine, sui cieli di Sky e Now sta per abbattersi un tornado pesantissimoquello di Twisters.
Per scoprire la classifica dei film più visti e alter curiosità ascolta il podcastdi RunRadio.
Marco Marsiglia [...]
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Aprile 10, 2025La psiche umana è sempre stata un mistero affascinante e irrisolvibile, una realtà complessa che continua a spingere l’uomo a esplorarne gli angoli più oscuri e inquietanti.
Questa ricerca incessante ha ispirato la letteratura sin dai tempi più antichi: dalla rabbia di Achille alla follia di Medea, passando per il travagliato sennodi Orlando e i tormenti di personaggi shakespeariani come Amleto, Macbeth e Otello.
Solo con l’avvento della psicologia come scienza l’uomo ha cercato di interpretare determinati comportamenti attraverso una lente tecnica, ma la letteratura ha sempre avuto il potere di restituire la complessità dell’animo umano, esplorando le sue sfumature più inquietanti: Nero su bianco, quindi, non poteva non dedicare al tema una puntata.
Il primo libro proposto è La casa del mago di Emanuele Trevi (vincitore del Premio Strega nel 2021 con Due vite e qui in foto).
Come racconta ai microfoni di Run Radio Emanuele Trevi, il misterioso guaritore di anime è in realtà suo padre, Mario Trevi, uno tra i più importanti psicanalisti junghiani, che agli occhi del figlio bambino è un mago che lenisce e raddrizza vite in una maniera quasi inspiegabile.
Il senso arriva sicuramente con la consapevolezza e la conoscenza dell’età adulta, ma – come racconta nell’intervista – la percezione dell’uomo non cancella e non va a sostituirsi a quella del bambino.
Ne emerge, così, un romanzo allo stesso tempo intimo e ironico, tra autobiografia e riflessioni sulla psicologia, in cui l’aura potente racchiusa nelle mura dello studio del padre diventa la chiave per cercare di sciogliere l’enigma di una delle menti brillanti del secolo scorso.
La letteratura ha affrontato da sempre anche gli aspetti più cupi della psiche, come nel caso di Follia di Patrick McGrath. Pubblicato nel 1996, il romanzo è ambientato in un manicomio criminale inglese degli anni ’50, un microcosmo dove pazienti e medici vivono a pochi passi gli uni dagli altri.
È nei giardini della struttura che la protagonista Stella – moglie del vicedirettore dell’istituto – entra in contatto con Edgar, artista detenuto che ha ucciso la moglie: la passione ossessiva e selvaggia che ne nasce travolge non solo la sua vita, ma anche la sua salute mentale. McGrath, con una scrittura tagliente e disturbante, offre un’immersione nella follia umana, rendendo la lettura un’esperienza quasi claustrofobica e per certi versi catartica.
Infine, La cura Schopenhauer di Irvin Yalom affronta ancora altri aspetti dellapsicologia, fondendo filosofia, psicoterapia e narrativa.
La trama segue Julius, uno psicoterapeuta che scopre di avere solo un anno di vita a causa di una malattia terminale. Deciso a non abbandonare il suo lavoro, continua a trattare i suoi pazienti, cercando di ridestare in loro la voglia di vivere.
La sua sfida più grande è Philip Slate, un uomo che ha dedicato la vita alla ricerca del piacere e ora sostiene di aver trovato una “cura Schopenhauer”, ispirata dal pensiero del celebre filosofo tedesco.
Yalom intreccia la storia di Julius con quella di Schopenhauer, creando una narrazione profonda che esplora la lotta tra il desiderio di vita e la rassegnazione, tra la ricerca di senso e il confronto con la morte.
Non perdere il podcast con l’intervista a Emanuele Trevi, ascolta Run Radio.
Francesca Mainardi [...]
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Aprile 9, 2025“Il Napoli Bike Festival nasce dalla necessità di accompagnare con la rivoluzione ciclabile che si stava immaginando, con i primi chilometri ciclabili su Napoli, una rivoluzione culturale”: così Luca Simeone, direttore della kermesse, ha promosso ai microfoni di Run Radio “La Vulcanica”, seconda tappa della schedule annuale del Festival da lui organizzato.
Alle prime luci dell’alba di domenica 13 aprile, Napoli si risveglierà con il profumo del caffè e il suono delle biciclette d’epoca: prende il via l’ottava edizione dell’ormai tradizionale ciclostorica promossa dall’Associazione Napoli Pedala.
Un evento che unisce sport, passione e valorizzazione del territorio, pensato per offrire un’esperienza immersiva tra le bellezze più iconiche del capoluogo campano.
La partenza è prevista per le 7.00 dal Parco San Laise, nell’area dell’ex Base NATO di Bagnoli. Da lì, i partecipanti affronteranno un percorso affascinante che li condurrà attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi di Napoli: dal belvedere di Monte Echia al Real Bosco di Capodimonte, passando per Castel dell’Ovo e il Golfo, in un viaggio che è un vero omaggio alla città.
Ma c’è una regola imprescindibile: tutto deve profumare di vintage. Biciclette d’epoca, abbigliamento retrò e uno spirito nostalgico che dà nuova vita a mezzi e accessori dimenticati, riportati a pedalare tra le strade di Napoli.
La Vulcanica (la foto in pagina è di Giuliano Montieri) è il secondo appuntamento del Napoli Bike Festival, che proseguirà con la Vesuvio Gravel (16-18 maggio) e Napoli Obliqua (26 ottobre), in un calendario che celebra la mobilità sostenibile e l’amore per la bicicletta.
“L’obiettivo – spiega Simeone – è costruire una comunità attiva, che attraverso il ciclismo riscopra la città e se stessa.
In questo calendario troviamo la possibilità di fare un viaggio nel tempo con bici e abbigliamenti d’epoca, ci sarà anche un regalo per i manifestanti, ovvero entrare con le bici per la prima volta al velodromo Albricci in zona Piazza Nazionale, luogo storico dove Fausto Coppi si è allenato e ha vinto due giri della Campania”.
Ai microfoni di Run Radio, il direttore del festival ha parlato anche di progetti futuri e delle sfide ancora da affrontare. Le iscrizioni sono aperte fino al 10 aprile, con una quota di partecipazione di 23 euro, comprensiva di ristoro e pasta party.
Per aderire, basta compilare il modulo sul sito napolibikefestival.it e inviare una mail con foto e ricevuta di pagamento napolibikefestival@gmail.com .
Per gli amanti delle due ruote e della città, un appuntamento da non perdere.
Per non perdere l’intervista a Luca Simeone, ascoltate il podcast “Fischio d’Inizio” (a cura di Giacomo Maraucci e Alex Iozzi) su Run Radio per conoscere di più su “La Vulcanica”, secondo appuntamento del Napoli Bike Festival 2025. [...]
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Aprile 9, 2025Il maestro Roberto De Simone ci ha lasciati all’età di 91 anni. La sua“Gatta Cenerentola”, capolavoro teatrale e musicale, ci accompagnerà nelricordarlo.
Anche il Piccolo Bellini celebra un grande artista con l’operinadrammatica dal titolo “Solo una cosa ho avuto nel mondo. L’orecchio”. Lospettacolo riprende l’episodio cinematografico “La ricotta”, del registaPierpaolo Pasolini.
La scandalosa pellicola, all’epoca condannata come vilipendio alla religione di Stato, viene trasportata a teatro e sarà presentata dalla voce di Monica Demuru che guiderà il pubblico attraverso il sonoro del film originale unito ad una nuova sceneggiatura pensata per il palco teatrale.
Lo spettacolo rimarrà in scena al Piccolo Bellini dall’8 al 13 aprile.
Dal 9 al 27 aprile, il Teatro Diana ospiterà Massimiliano Gallo nelle vestidell’avvocato Vincenzo Malinconico, presentato nello spettacolo dal titolo“Malinconico – moderatamente felice”.
In un monologo intimo e quasi confidenziale, il pubblico assisterà al flusso narrativo tipico dell’avvocato Malinconico e diventerà l’amico fidato di questo personaggio dal carattere particolare.
Il Teatro Nuovo porta in scena “Dei figli”, uno spettacolo sul fenomenotipicamente italiano dell’adolescenza prolungata. Dal 10 al 13 aprile,Mario Perrotta, porterà sul palco la sua opera che si pone l’obiettivo diindagare questa nuova modalità di essere figlio e le conseguenze sulsingolo individuo e sulla famiglia di origine.
Da venerdì 11 a domenica 13, a intrattenere il pubblico del teatro TRAM,ci sarà Armando Distinto, in un monologo dal titolo “La passione”.
Lo spettacolo racconta di una replica annullata e di una comparsa nonavvisata, che si presenterà comunque a teatro e dovrà riuscire a gestirel’intero spettacolo in autonomia. “Una Passione” fa riferimento sia allospettacolo annullato, un kolossal sulla passione di Cristo, sia all’impegnodi questa povera comparsa, per salvare la situazione.
Per gli appassionati di musica sono due gli appuntamenti da segnare:venerdì 11 aprile nel teatro TAN – Teatro Area Nord e dall’11 al 13 aprilenella Sala Assoli Moscato.
Il TAN ospiterà la cantautrice napoletana Flo in un appuntamento musicaledal titolo “La canzone che ti devo”. Lo spettacolo, che è a tutti gli effettiun concerto, si presenta come un piccolo mémoire, un’unione di ricordiche l’artista offre al pubblico, spaziando fra diverse sonorità e fra diversecittà del mondo.
L’ospite in Sala Assoli Moscato sarà Tindaro Granata con “Vorrei unavoce”, un altro spettacolo/concerto. Il progetto è nato all’interno della casacircondariale di Messina e Granata ha deciso di portarlo all’esterno,interpretando da solo l’intera rappresentazione.
Attraverso i brani di Mina cantati in playback, lo spettacolo vuole trasmettere l’importanza di non smettere mai di sognare, argomento particolarmente caro all’attore siciliano.
Ascolta questo podcast per conoscere i dettagli dei singoli spettacoli econtinua a seguirci su Run Radio per i prossimi aggiornamenti.
Patrizia Castelli [...]
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Aprile 9, 2025Si stanno per accendere le luci sul Comicon: il festival culturale internazionalededicato al mondo del fumetto e dell’intrattenimento nato nel 1998 da un’idea di Claudio Curcio quest’anno si svolge dal 1 al 4 maggio a Fuorigrotta negli spazi della Mostra d’Oltremare.
In attesa della rassegna, è partito dal 15 marzo e si estende fino al 30 maggio,COMIC(ON)OFF, il festival fuori dal festival.
Il concept è lo stesso: fumettisti, illustratori, scrittori, musicisti, cosplay e K-POP dancer, coinvolgono turisti e il pubblico partenopeo.
L’edizione 2025 estende l’offerta culturale anche in luoghi chiusi da tempo in città: l’Auditorium di Scampia, l’Institut Français, la Santissima-Community Hub (ex ospedale militare), la Galleria HDE e lo spazio Obù.
Abbiamo intervistato il fondatore e direttore del Comicon Claudio Curcio (nella foto in pagina) per parlarci nel dettaglio del progetto.
L’iniziativa propone fino al 15 aprile nella Real Casa Santa dell’Annunziata, lamostra Pasquale Mattej e la reinvenzione del fanfarone, storia del primo albo afumetti italiano; o ancora fino al 16 aprile, nella chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato, si può ammirare l’esposizione Mikael Ross Traffici Clandestini.
Anche il teatro diventa fumetto con Mare di Ruggine di Antimo Casertano, il 13maggio dalle 18:00 alle 20:00, nella libreria IoCiSto; ed Eduardo-il teatro a fumetti fino al 4 maggio nel palazzo-museo del Pio Monte della misericordia.
Comiconoff presenta inoltre, una storia inedita del commissario Ricciardi sui disegni di Alessandro Nespolino e sceneggiatura di Sergio Brancato nella Galleria HDE Martucci, fino al 20 aprile.
Se vuoi ingannare l’attesa fino al 1 maggio, non perdere gli appuntamenti sul sito Comicon.it e per tutti i dettagli ascolta il podcast e l’intervista a Claudio Curcio su RunRadio.
Ginevra Guarracino [...]
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Aprile 8, 2025Essere parte componente di un gruppo di lavoro all’età di sedici anni,cosa significa? Stress, tanto stress. Ma anche immensa soddisfazione.
Coniugare dodici diverse personalità (in sviluppo!) per prendere parte aun unico progetto creativo, come appunto nell’ambiente radiofonico, èostico, parecchio ostico. Ma soprattutto formativo, specialmente per noistudenti dell’indirizzo artistico. Aspiranti registi, fotografi, designer e chipiù ne ha, più ne metta; sono tutti lavori intrinsecamente collettivi. Inquesti giorni di alternanza scuola-lavoro in RunRadio, rincasavo colma diun’evidente stanchezza ma con un velato (dentro di me vivissimo) sensodi appagamento.
C’è qualcosa di particolarmente lusinghiero nel vedere i frutti del propriolavoro: riascoltare le registrazioni, ascoltare i consigli dei compagni ecorreggere il modus operandi per raggiungere la nostra perfezione.
In questi quattro giorni abbiamo imparato a definire il nostro ruolo, lospazio da occupare in un gruppo così vasto. Abbiamo appreso unmestiere: tra tecnici, redattori e speaker; ognuno calato perfettamentenel nuovo ruolo.
La mostra “Il Sol dell’Avvenir” inaugurata il 1° Marzo alla fondazioneMade In Cloister è stata l’argomento del podcast da noi realizzato. Cisiamo, per prima cosa, cimentati nella scrittura del testo per gli speaker.Selezionati i più adeguati a quest’ultimo ruolo, gli speaker sono entratinella saletta di registrazione e con l’immenso supporto dei nostricompagni dediti al ruolo di tecnici, il lavoro è partito con naturalecostanza, senza escludere momenti di frivola spensieratezza (ce lipossiamo permettere, dai!). Ci sentivamo dei veri piccoli professionisti.
Il lavoro ci ha divertiti così tanto che abbiamo deciso di metterci allaprova con la realizzazione di due audio guide per la mostra: oltre all’italiano (presente nella durata del podcast, nella sezione finale) anche in francese e inglese, avendo la fortuna di possedere due risorse nel teamcapaci di arricchire il progetto.
Spente le luci in sala di registrazione, i microfoni ed i computer la magianon si è esaurita.
Al termine di questa avventura, portiamo con noi un bagaglio culturaleimmensamente arricchito e un ricordo di felice adolescenza.
Laura Saraceno [...]
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Aprile 7, 2025Da Gogol’ a Pasolini, da Rocky Balboa a Peppe Iodice: i palchi napoletanicontinuano a dimostrarsi all’altezza del pubblico variegato e propongonotitoli interessanti.
Il Teatro San Ferdinando propone “Le anime morte” di Gogol’ e lo faattraverso l’adattamento teatrale di Peppino Mazzotta dal titolo “Le animemorte ovvero le (dis)avventure di un onesto truffatore”. Fino a domenica13 aprile si potrà vedere la messa in scena della Russia di metà Ottocento,con le sue caratteristiche culturali e morali, filtrata dalla scrittura e dallaregia di Mazzotta.
Il Teatro Augusteo ospiterà, per la prima volta in Italia, “Rocky – themusical”. Da venerdì 4 a domenica 13 aprile la storia del pugile diFiladelfia sarà presentata attraverso l’adattamento del regista LucianoCannito. Con canzoni e coreografie si potrà assistere alle vicende di Rockyin modo originale e insolito, vista la natura combattiva del personaggio. Illavoro è interpretato da Pierpaolo Pretelli e Giulia Ottonello (nella foto inpagina).
Per gli appassionati di risate l’appuntamento è con il Teatro Troisi chedall’11 al 13 aprile ospita Peppe Iodice nel suo spettacolo “Ho vistoMaradona”. Attraverso l’espediente narrativo di una morte improvvisa, ilcomico napoletano si troverà nell’aldilà e coglierà l’occasione perconoscere e conversare con diversi personaggi.
Il Teatro Trianon Viviani proporrà, da venerdì 11 a domenica 13 apriledue appuntamenti: un omaggio particolare all’opera del commediografostabiese, al quale è dedicato il teatro, e un nuovo spettacolo di stand upcomedy.
Venerdì 11 aprile, Mario Aterrano e Massimo Peluso sono in scena con“Processo a Viviani”, in cui il famoso commediografo stabiese è sotto
accusa per il suo racconto delle miserie partenopee in un momento storicosbagliato. Lo spettacolo è in replica il giorno dopo, sabato 12 aprile.
Già da mesi registra il “tutto esaurito” della prima data lo show irriverentedi Francesco De Carlo, “Mortacci tour. Storia di Roma per gente allegra”,in scena domenica 13 aprile.
Ascolta questo podcast per conoscere tutti i dettagli degli spettacoli econtinua a seguirci su RunRadio.
Patrizia Castelli [...]
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Aprile 4, 2025La lotta scudetto tra Napoli e Inter si fa sempre più intensa.Mancano 8 giornate alla fine del campionato e 24 puntidisponibili per tentare di riportare in terra partenopea il 4scudetto.
Antonio Conte in conferenza stampa ha caricato itifosi azzurri, pronto a credere fino alla fine nel sognoscudetto nonostante tutte le difficoltà. Il tecnico salentinoproverà in tutti i modi a scucire lo scudetto da petto agliuomini di Simone Inzaghi. Attualmente, la classifica vedel’Inter in vetta a quota 67 punti seguito dal Napoli a 64.
Ormai ogni partita ha un valore inestimabile e gli uomini diAntonio Conte faranno il possibile per conquistare i trepunti nella trasferta di lunedi 7 aprile a Bologna. Abbiamoanalizzato il percorso svolto dal Napoli finora insieme aGianni Improta, ex calciatore del Napoli, autore di 131presenze in maglia azzurra (qui in una foto del 1970).
gia.mar. [...]
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Aprile 4, 2025La nuova puntata di Nero su bianco ci porta in un viaggio, tanto letterale quanto metaforico, tra Mogadiscio e l’Italia: tre autori di origini somale ci raccontano le loro vite e le loro esperienze in un intreccio di trame che attraversa tempo e spazio.
Il primo libro proposto è La signora meraviglia (Sellerio, 2024) di Saba Anglana: l’attrice, cantante e scrittrice italo-somala si esibirà al Teatro Trianon Viviani domenica 6 aprile, in uno spettacolo tra “Memoria, magia e cittadinanza” che porta il titolo del suo romanzo.
Nel presente degli scorci di Ostia, però, la signora meraviglia è anche il nomignolo con cui la famiglia di Saba Anglana chiama la tanto agognata cittadinanza italiana che sua zia Dighei non riesce a ottenere, aiutata dalla nipote nel tentativo di districarsi nei meandri della burocrazia.
All’autrice, intervenuta ai microfoni di RunRadio, abbiamo chiesto di raccontare le sfumature culturali racchiuse nell’idea della signora meraviglia, al tempo stesso “maga che definisce le norme delle donne e certificato che delinea l’identità di una persona”; abbiamo, inoltre, affrontato le problematiche relative all’ottenimento della cittadinanza, quella “chimera” che in tanti continuano a inseguire.
Il percorso per il riconoscimento della condizione di cittadino è insidiato in Italia da norme paradossali e dalla difficoltà – se non impossibilità – di produrre determinati documenti: come sottolinea Saba Anglana, spesso a livello politico questa metodologia si trasforma in un deterrente, una scusa per tenere lo straniero lontano dalla cittadinanza e fermare una fantomatica invasione.
Una difficoltà, quella raccontata da Anglana, che si tramuta inevitabilmente in una serie di malesseri e sofferenze che spesso vanno a sommarsi al cosiddetto jirro: quel dolore ineluttabile, quel destino di traumi e oppressioni del popolo somalo di cui ci parla Igiaba Scego nel secondo libro scelto per questa puntata.
In Cassandra a Mogadiscio (Bompiani, 2023)l’autrice depone l’amarezza per le ingiustizie perpetrate e le grida di dolore inascoltate e sceglie di fare della propria esperienza una lente benevola sul mondo, scrivendo un libro sul nostro passato e il nostro presente, per celebrare la fratellanza, la possibilità del perdono, della cura e della pace.
La storia inizia a Roma il 31 dicembre 1990, quando un’Igiaba sedicenne si prepara a festeggiare il Capodanno, immaginando un futuro carico di promesse: non sa che proprio quella sera il jirro si insidierà nel suo animo, come in quella di tutta la sua famiglia, per non lasciarlo più.
Analogamente, Ahmed Abdullhai racconta del suo viaggio dalla Somalia a Torino, compiuto a soli 19 anni perché spinto dal bufis, il “desiderio di partire”. Lo sguardo avanti (ADD Editore, 2020), però, non è solo una storia: è un punto di partenza, pensato come strumento didattico, che unisce il racconto di un viaggio e la bellezza di un approdo, la paura per un futuro difficile da immaginare e la gioia di lavorare per migliorare la vita degli altri.
Per non perdere l’intervista a Saba Anglana ascolta il podcast su RunRadio!
Francesca Mainardi [...]
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Aprile 2, 2025Lo scorso 12 marzo, al Suor Orsola Benincasa, ha avuto inizio un ciclo di seminari dal titolo Giornalismo e letteratura – L’esempio di Ignazio Silone, tenuto da Francesco De Core, già direttore del Mattino ora caporedattore di Repubblica.
Costituito da 10 incontri per un totale di 30 ore, il corso analizza le strette interconnessioni tra giornalismo e letteratura, come strumenti per interpretare e raccontare la società, prendendo a esempio la figura di Ignazio Silone.
Giornalista, romanziere ed esponente politico del Novecento, Silone si contraddistinse per il suo impegno antifascista e, all’affermarsi del Regime, fu costretto a fuggire all’estero al punto che la sua opera più nota, Fontamara, fu pubblicata per la prima volta in Svizzera in lingua tedesca.
La denuncia sociale e politica che traspare tanto dai suoi romanzi quanto dai suoi saggi e dai suoi articoli si è sublimata in una vocazione letteraria del giornalismo che, oggi più che mai, si richiede alla figura del giornalista: Ignazio Silone si afferma, in questo senso, uno degli esempi più fulgidi del connubio tra la dimensione giornalistica e quella letteraria.
A Francesco De Core, intervenuto ai microfoni di Run Radio, abbiamo chiesto come mai, tra gli intellettuali italiani in bilico tra letteratura e giornalismo, la scelta sia ricaduta proprio su Silone e quanto sia importante, nel contesto storico attuale, portare nelle università l’esempio del suo impegno politico e antifascista.
Per non perdere il podcast con l’intervista a Francesco De Core ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Marzo 31, 2025La nuova puntata di Buona La Prima Cinema parte dall’Unisob, dove il 7 aprile dalle 13.30 in poi, presso l’aula M, sarà possibile scoprire tutti i segreti de La Macchina del Cinema. Un incontro con Piergiuseppe Serra. Produttore esecutivo e organizzatore generale, responsabile di alcune delle maggiori produzioni audiovisive italiane. Tra i i suoi lavori più noti: Medici, Diavoli, Nudes, L’incredibile storia dell’isola delle rose. L’evento è aperto a tutti.
Per le nuove uscite in sala, questa settimana, potete conoscere i Nonostante, cioè coloro che hanno difficoltà di trovare posto nel mondo e paura di restare soli o essere dimenticati, nell’incapacità di stare nel qui e ora che secondo qualcuno è il segreto della felicità. E come noi, non attraversano i muri, hanno il mal di schiena, hanno preoccupazioni, ansie, timori, antipatie e gelosie, e ovviamente affetti.
Questo è quello che ci propone Valerio Mastandrea nella sua seconda opera da regista, l’originale commedia romantica Nonostante.
Oppure potete imbattervi in Mr Morfina, un uomo comune da un dono unico: non sente dolore. E quando la sua ragazza verrà rapita, questo dono diventerà un superpotere.
Oppure immaginate che una superstar della musica vi inviti a casa sua per farvi ascoltare in anteprima il suo nuovo album. Un sogno che per i protagonisti di Opus Venera la tua stella con John Malkovich si trasformerà in un incubo.
Se non siete tipi da horror, ma cercate storie con cui emozionarvi, al cinema vi aspetta un bambino speciale, nato con una rara malattia delle ossa fragili e autismo, ma la sua gioia di vivere illumina chiunque incontri. Questo è Il Bambino di Cristallo.
Se, invece, volete ridere, debuttano in sala la coppia comica siciliana I Sansoni. Dopo le lettere a Carlo Conti nel PrimaFestival, questa volta sperano in una lettera di raccomandazione per un posto fisso statale, in E poi si vede.
Per le novità dello streaming, su Apple TV+ vi aspettano due nuove serie: Side Quest, dedicata al mondo dei videogiochi e The Studio, che mostra il mondo dei produttori cinematografici.
Su Prime Video vi aspetta Holland, un thriller con Nicole Kidman. La vita perfetta di una donna nella pittoresca Holland, nel Michigan, crolla quando lei e un’amica scoprono un contorto segreto tra loro.
Per scoprire la Movie Hit Parade e altre curiosità ascolta il podcast di RunRadio.
Marco Marsiglia [...]
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Marzo 29, 2025Il napoletano non è solo un dialetto, ma la lingua di un popolo.
Cosa succede in città? oggi vi racconta l’iniziativa Incontri sul dialetto, istituita dalla Fondazione Campania dei festival in collaborazione con il comitato per la Salvaguardia e la Valorizzazione del Patrimonio Linguistico Napoletano, nato in Campania nel 2019.
Il ciclo comprende 12 incontri per esplorare l’uso del dialetto napoletano nel lessico, nel cinema, nelle serie tv, nelle poesie e nella canzone napoletana, dall’Ottocento a oggi.
Lunedì 31 marzo al Museo artistico Politecnico di Napoli si tiene il settimo appuntamento dalle 16.00 alle 18.30 intitolato: Forma-canzone e storia della cultura a Napoli tra ‘800 e ‘900.
A divulgare il genere della canzone napoletana in tutto il mondo agli inizi del ‘900 è il tenore Enrico Caruso, al quale si aggiungeranno poi Renato Carosone, Totò, Eduardo Scarpetta, De Filippo.
La Napoli di quel tempo non era costellata solo da musica, ma anche da un ricco patrimonio letterario. Con Salvatore di Giacomo, poeta, drammaturgo e saggista, solo nel 1951 il dialetto napoletano arriva fino in America.
Abbiamo ospitato ai nostri microfoni per questa occasione Nunzio Ruggiero, ordinario di Letteratura italiana (nella foto in pagina).
Incontri sul dialetto lunedì 31marzo esplora la Forma di una Napoli riscoperta, il cui patrimonio è da proteggere e mai più dimenticare.
Ginevra Guarracino [...]
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Marzo 29, 2025Che il capitalismo abbia preso d’assalto la società contemporanea in ogni suo ambito è, ormai, un dato di fatto: per quanto si possa correre il rischio di crederlo un discorso superato, i sintomi di una malattia ancora in corso sono molteplici.
E’ proprio questo il tema centrale della nuova puntata di Nero su bianco, prendendo come spunto la presentazione del volume La nuova scuola capitalista: scritto nel 2011 da un team di ricerca francese costituito da Christian Laval (nella foto in pagina), Francis Vergne, Pierre Clement e Guy Dreux, il testo è stato recentemente tradotto in italiano dai professori Davide Borrelli e Rossella Latempa e pubblicato dalla casa editrice dell’Università Suor Orsola Benincasa.
L’opera evidenzia come il sistema capitalistico abbia violentemente imposto la mano sulla scuola e sull’università, tanto in Francia quanto in Italia, attraverso una serie di piccole riforme all’apparenza innocue: il risultato, oggi, è che le istituzioni della conoscenza hanno come obiettivo non più quello di trasmettere saperi validi in quanto tali, ma di formare imprenditori di sé stessi, nel tentativo di imitare le imprese private.
Ne abbiamo parlato con Christian Laval, intervenuto ai microfoni di Run Radio nell’ambito della presentazione della versione italiana de La nuova scuola capitalista, tenutasi nella Sala degli angeli del Suor Orsola. Il sociologo ci ha spiegato l’importanza di leggere l’opera nel 2025, a distanza di quasi 15 anni dalla prima pubblicazione: le riflessioni del 2011 sono quanto mai attuali alla luce delle conseguenze di quel processo di capitalizzazione scolastica che, all’epoca, non aveva dato ancora i suoi frutti.
Se il volume di Laval descrive un fenomeno della parabola capitalista nel pieno del suo corso, i libri che gli sono stati affiancati ne mostrano invece il principio e un possibile epilogo: parliamo de Il Capitale di Karl Marx e di Crack capitalism di John Holloway.
E’ probabilmente impossibile parlare del capitalismo senza citare l’opera di Marx, la più celebre che sia stata scritta sul tema: pubblicato in più volumi – il primo nel 1867 dall’autore, il secondo e il terzo negli anni successivi da Engels – Il Capitale descrive il sistema non come un modello economico, bensì come un’epoca storica e un modo di produzione, così da delinearne origini, sviluppi e – secondo Marx – l’inevitabile declino.
La prospettiva del collasso della società come la conosciamo potrebbe apparire quanto meno sconfortante, ma in realtà è esattamente quello che alcuni sociologi si auspicano. E’ il caso di John Holloway, giurista, sociologo e filosofo irlandese di stampo marxista: nel suo libro Crack capitalism (pubblicato nel 2010) sostiene proprio che le forme di vita, di relazione, di conflitto, di lavoro che si sottraggono alla logica del capitale non cessano di proliferare, anzi, ne acquisiscono in libertà e dignità; sottrarsi alle dinamiche di potere, allontanarsi il più possibile dalla forma dello Stato, verosimilmente, è il primo passo per vincere la lotta invisbile al capitalismo.
Per non perdere il podcast con l’intervista al sociologo francese Christian Laval, ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Marzo 29, 2025Federico Buffa e Fabio Pisano portano a teatro storie di migrazione e dolore: Paesi diversi, ma speranze uguali. Gli altri palchi napoletani propongono al pubblico musica, danza e narrazione.
Da giovedì 27 a domenica 30 marzo, il teatro Elicantropo propone “Confiteor” di Giovanni Testori, regia di Alfredo Traversa, uno spettacolo che racconta il dolore e il dramma all’interno di una famiglia che ha dovuto uccidere un figlio per amore. Le voci sul palco saranno solo due e corrispondono ai protagonisti: la madre, in preda alla disperazione, e il figlio, autore dell’omicidio del fratello. “Confiteor” si propone come uno spettacolo molto toccante e triste, che si propone di portare il pubblico nella cruda realtà delle vite dei protagonisti, risvegliando le coscienze di chi guarda e ascolta.
Tutt’altra storia è proposta dal Teatro Diana lunedì 31 marzo. Il palco vomerese diventerà per una sera l’Argentina, terra tanto lontana geograficamente, quanto vicina culturalmente all’Italia e in particolare a Napoli per motivi principalmente sportivi. Federico Buffa porta a teatro il suo “La milonga del fùtbol”, un racconto che unisce la storia, lo sport e la musica, accompagnato dal ritmo incalzante del tango grazie alla voce di Mascia Foschi e dal pianoforte di Alessandro Nidi. Saranno attraversati cento anni di storia argentina, dal suo passato glorioso fino ai giorni nostri, sottolineando il legame che ha avuto, e continua ad avere, con il nostro Paese, attraverso le migrazioni dei primi del Novecento.
Anche sul palco del Piccolo Bellini nel weekend 28-30 marzo, ci sarà danza, questa volta hip hop e break dance. Per “L’Ego” salirà sul palco un collettivo di b-boy, ballerini di break dance, che interpreteranno le coreografie di Fritz Zamy, in un mix di breaking, popping e locking: tre stili diversi di danza. “L’Ego” non è solo uno spettacolo per gli appassionati del genere, ma per chiunque voglia divertirsi, ballare, rimanere stupito dal talento di questo collettivo, scoprire anche in questo genere di danza la capacità di raccontare la realtà umana, in particolare la voglia di abbattere la tendenza all’omologazione che la società spesso impone.
I palchi del Trianon Viviani e del Cilea offrono una parentesi musicale: venerdì 28 marzo al Trianon sarà in scena Giovanni Block, musicista e compositore napoletano, appassionato di canzone d’autore. Sabato 29 marzo invece Mario Brancaccio e Patrizia Spinosi intratterranno il pubblico con uno spettacolo/concerto fatto di prosa, canzoni, ma anche numeri di varietà che partono dal primo Novecento per arrivare agli anni ’40.
Sempre sabato 29 marzo, il teatro Cilea ospiterà Franco Ricciardi, pseudonimo di Francesco Liccardo, cantautore della periferia napoletana che fin da piccolo ha coltivato la sua passione per la musica, riuscendo ad ottenere vari riconoscimenti nel corso della sua carriera.
Il Teatro Sannazaro conclude la settimana teatrale: nel weekend 28-30 marzo propone “Il viaggio di Nabil”, definito un poema epico contemporaneo. La vicenda narra di Nabil, un giovane egiziano che si imbarca verso la Sicilia alla ricerca di Yara, la sua ragazza, anche lei fuggita qualche tempo prima dalla violenza del suo paese, la Siria. Lo spettacolo è tratto dal bestseller di Daniele Virgillito riscritto e trasposto in versione teatrale da Fabio Pisano e si propone come un’occasione per riflettere sul volto umano dell’immigrazione, realtà che coinvolge molti Paesi del mondo.
Ascolta questo podcast per conoscere tutti i dettagli degli spettacoli e continua a seguirci su RunRadio per i prossimi aggiornamenti.
Patrizia Castelli [...]
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Marzo 20, 2025La nuova puntata di Buona La Prima Cinema, parte dall’attesa riapertura del cinema Metropolitan.
Con la nuova gestione di Circuito Cinema e un restyling realizzato in tempi record, la storica multisala di via Chiaia (nella foto in pagina l’interno di una sua sala) riparte con una programmazione all’insegna della varietà e con un calendario fitto di eventi, pronto a tornare al centro della vita sociale e culturale della città.
Primo appuntamento giovedì 20 marzo con un evento speciale, la proiezione del film Il treno dei bambini di Cristina Comencini. Parteciperanno alla serata la scrittrice Viola Ardone, l’attrice protagonista Antonia Truppo e il piccolo Christian Cervone. Tra gli invitati, i vertici della Regione Campania, il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, avendo la città di Salerno ospitato la parte principale delle riprese del film, Lucia Valenzi della Fondazione Valenzi e il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Molti gli eventi che affolleranno il cinema nelle prime due settimane di programmazione, con un biglietto promozionale di 5 euro per festeggiare la nuova vita della sala: sono previsti interventi di star internazionali e artisti italiani di primissimo livello.
Sabato 22 marzo i registi e sceneggiatori Manetti Bros presentano US Palmese, apprezzata commedia con Rocco Papaleo; una favola calcistica, in cui il calcio non è solo uno sfondo, ma il vero cuore pulsante della storia.
Venerdì 28 marzo, sarà proprio il Metropolitan a ospitare l’anteprima nazionale di Pino, il documentario di Francesco Lettieri su Pino Daniele. Il vernissage dell’opera coinvolgerà l’intera struttura; oltre al regista Francesco Lettieri saranno coinvolti Alex Daniele e numerosi personaggi presenti nel film e legati all’artista che quest’anno avrebbe compiuto 70 anni.
Sabato 29 marzo è dedicato a Queer, attesissimo film di Luca Guadagnino. Il pubblico del Metropolitan potrà vedere in collegamento Luca Guadagnino e l’attore protagonista Daniel Craig, che per questa pellicola ha ottenuto il plauso unanime del pubblico e della critica alla Mostra del Cinema di Venezia, premiato da una nomination al Golden Globe.
Martedì 1° aprile si collegherà con il Metropolitan David Cronenberg, regista di culto e maestro assoluto di un cinema mutante e visionario, per presentare in anteprima The Shrouds, film proposto al Festival di Cannes con protagoniste le star internazionali Vincent Cassel, Diane Kruger e Guy Pearce.
A chiudere il primo giro di eventi sarà l’attore e regista Valerio Mastandrea, che giovedì 3 aprile sarà presente in sala per accompagnare la sua opera seconda: Nonostante. Anteprima e opera di apertura della sezione Orizzonti della Mostra del cinema di Venezia, è un racconto emozionante dedicato alla memoria di suo padre.
Questa settimana in sala è il momento di riscoprire il classico Disney del 1937 nel live action Biancaneve con Gal Gadot e Rachel Zegler.
A Palmi, una piccola cittadina della Calabria, un agricoltore in pensione, ha un’idea folle per risollevare la squadra di calcio locale: organizzare una bizzarra raccolta fondi per ingaggiare un giocatore di Serie A tra i più forti al mondo. Volete sapere come va a finire? Andate al cinema, dove vi aspetta la commedia calcistica dei Manetti Bros U.S. Palmese con Rocco Papaleo.
Due fratelli gemelli trovano una misteriosa scimmietta a molla e una serie di morti inspiegabili distrugge la loro famiglia. È l’inizio dell’horror The Monkey.
Un aspirante attore si sottopone a un intervento medico radicale per trasformare drasticamente il suo aspetto. Ma il suo nuovo volto da sogno si trasforma rapidamente in un incubo, perché perde il ruolo che era nato per interpretare e diventa ossessionato dal desiderio di recuperare ciò che è stato perso. Questo è A different Man con Sebastian Stan vincitore del Golden Globe come miglior attore protagonista.
Robert De Niro interpreta le due facce del crimine, Frank Costello e Vito Genovese, due noti boss della criminalità organizzata a New York, in The Alto Knights.
E a proposito di vicini di casa, potete unirvi alle tre coinquiline di Marsiglia che per tutta l’estate si affacciano per spiare l’attraente vicino; in Le donne al Balcone.
Infine, L’Albero, l’opera prima di Sara Petraglia con Tecla Insolia, un film sulla dipendenza, sull’amicizia, sull’amore ma soprattutto sulla libertà. Scopritelo al cinema.
Per le novità dello streaming, su Raiplay oltre alla nuova stagione di Mare Fuori, spazio alle divertenti indagini dell’intelligentissima Morgane Detective Geniale.
Su Apple TV + due finti poliziotti saccheggiano le case e le cucine di narcotrafficanti in Dope Thief.
Su Prime Video vi aspetta la nuova serie di Maccio Capatonda Sconfort Zone e l’horror Late Night with The devil.
Su Netflix, i fratelli Russo dirigono Milly Bobby Brown e Chris Pratt in una versione alternativa e retrò futuristica degli anni ‘90, in cui i robot prendono coscienza di sé in The Electric State.
Ma sarà anche possibile emozionarsi, a pochi mesi dal successo in sala, con Il Ragazzo dai pantaloni Rosa.
Infine su Sky e Now vi aspettano le Nuove Storie del Blocco in Gangs of Milano. Nel cast e tra gli autori c’è Salmo.
Scopri i film più visti della settimana e altre curiosità nel podcast di Run Radio.
Marco Marsiglia [...]
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Marzo 20, 2025In questa puntata di Buona la prima teatro ci dividiamo attraverso sei palchi, in un mix di spettacoli riflessivi, ironici, musicali e concerti.
Partiamo dal Teatro Serra di Fuorigrotta che dal 21 al 23 marzo porta in scena “Alice nelle fogne delle meraviglie”, una Alice post-moderna che si rifà alla conosciutissima storia di Alice nel Paese delle meraviglie, oggetto di svariate riletture sia scritte che audiovisive. In questa versione teatrale il mondo che la bambina scopre non è fantastico come ce lo ricordiamo e le creature che incontra non sono quelle che ci aspettiamo. Questa Alice cade in un buco nel suolo di una periferia odierna e scopre un mondo di esclusi e di esuli dalla città di sopra. Vorrà rimanere nel sottosuolo o preferirà tornare in superficie?
Il Teatro San Ferdinando ospiterà fino al 23 marzo, la trasposizione teatrale di “Oliva Denaro”, romanzo di Viola Ardone che si rifà alla tragica storia di Franca Viola, giovane ragazza siciliana che disse “No” alla legge più che ingiusta del matrimonio riparatore, che nel 1966 in Sicilia era ancora in vigore. La giovane, dopo essere stata rapita e violentata, avrebbe dovuto accettare di sposare il suo aguzzino, per evitare a lei la vergogna ed a lui la pena giuridica. In questo spettacolo Franca diventa Oliva: una donna adulta, più consapevole e capace di raccontare quanto accaduto. “Oliva Denaro” è interpretato da Ambra Angiolini (nella foto di Laila Pozzo) e si propone come uno spettacolo molto attuale che porta in scena una tematica ancora molto delicata, ossia quella del coraggio di dire no e di opporsi ad un sistema di violenza.
Anche il Teatro Elicantropo propone una rappresentazione ispirata ad un romanzo, in questo caso il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes. Il titolo dello spettacolo è “Chisciò e Panza”: scritto, diretto e interpretato da Enzo Attanasio e Rosalba Di Girolamo che ricoprono le vesti dei due protagonisti, ossia due amici che si trovano a condividere un lungo viaggio. Uno dei due però piange e così l’altro decide di raccontagli una storia, “La storia di un cavalier gentile che erra per il mondo al fin d raddrizzarlo”. Naturalmente il viaggio è solo un presupposto per mettere in scena un tema più profondo: quello della vera amicizia e del suo potere salvifico. In una realtà caratterizzata da un crescente isolamento e individualismo, questo spettacolo emerge come esempio positivo di unione e condivisione, temi troppo spesso lasciati in disparte.
La parentesi musicale della settimana vede due palchi protagonisti: il Sannazaro e il Trianon Viviani. Il Teatro Sannazaro propone un modern musical comedy dal titolo “Family”, ideato, scritto e diretto da Gipo Gurrado, che nelle sue opere indaga attraverso parole e musica le nevrosi e le disfunzionalità del mondo di oggi. Attraverso canzoni proprie del musical e brani tratti dalla tradizione dei cantautori italiani, la famiglia protagonista si presenta al pubblico e vive, cambia e invecchia insieme a lui sul palco. “Family” sarà in scena nel weekend 21- 23 marzo.
Il Trianon Viviani propone un doppio appuntamento con veri concerti. Iniziano venerdì 21 marzo i Suonno d’ajere e terminano sabato 22 marzo Raphael Gualazzi, cantautore e pianista marchigiano dalle sonorità soul e jazz, diventato noto al pubblico grazie alla sua vittoria a Sanremo giovani 2011.
Il Teatro TRAM conclude la puntata con uno spettacolo curioso e innovativo. Si tratta di “Ad A.”, scritto e diretto da Sara Esposito. La vicenda è ambientata nel 2035 e vede come protagonista Ada, una donna di quarant’anni affetta da Alzheimer giovanile. Il suo mondo di fantasie e storie stravaganti si scontra con la realtà, ossia un mondo dominato da un partito ultraconservatore che blocca ogni tipo di ricerca ed evoluzione scientifica, che isola i soggetti deboli e perseguita i dissidenti. Questi due mondi si incontrano, da giovedì 20 a domenica 23 marzo, sul palco del Teatro TRAM.
Ascolta questo podcast per tutti i dettagli e continua a seguirci su RunRadio per le prossime puntate di Buona la prima teatro.
Patrizia Castelli [...]
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Marzo 20, 2025Fino al 21 marzo, Napoli ospiterà diversi appuntamenti all’insegna della musica. Quello più importante è stato: “Je Sto Vicino a Te Forever”, un evento per ricordare Pino Daniele. La cornice di Piazza del Gesù, dalle ore 21 di ieri, 19 marzo, ha visto alternarsi sul palco amici e colleghi del cantautore partenopeo che ci ha lasciato dieci anni fa.
Non è stata una serata tranquilla, molte le polemiche che da oggi affollano la rete, nonostante il folto gruppo di musicisti e cantanti in scaletta, tra cui chi lo ha accompagnato dal vivo; così come non è mancato il contributo di suo fratello, Nello Daniele, organizzatore del concerto.
Nello stesso giorno, infatti, – quello in cui Pino avrebbe compiuto settant’anni – alle 14:30 Piazza Municipio si è riempita con il flashmob NAPOLITERRAMIA, ispirato a uno dei suoi brani più intensi. A prendere parte anche le ragazze e le donne ucraine e nigeriane di I SUD: un progetto attivo da tre anni, promosso dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale.
Venerdì 21, invece, al Trianon Viviani arriveranno i Suonno d’Ajere in concerto. Dopo il tour internazionale che li ha visti esibirsi in Cina, Austria, Svizzera e non solo, il trio torna a casa con uno spettacolo che ripercorre l’evoluzione musicale che ha avuto nel tempo.
Irene Scarpato (cantante), Marcello Smigliante Gentile (mandolino, mandola, mandoloncello, cori) e Gian Marco Libeccio alle chitarre e i cori, saranno accompagnati dal percussionista Salvio La Rocca, dei Tartaglia Aneuro.
In rotazione anche la nuova puntata di RunParade, questa volta tutta al femminile.
In risalto Chappell Roan, che torna con “The Giver” dopo la vittoria di sei premi ai Grammy Awards dello scorso febbraio, e Lizzo, che continua a regalare nuova musica al pubblico in questa rinascita personale e musicale: dopo “Love in real life” arriva “Still bad”, che affronta proprio questo tema.
Spazio anche per un fenomeno social: “Anxiety”, di Doechii, che dopo la vittoria come Miglior album Rap ai Grammy, ha deciso di riproporre aggiornata la sua hit del 2020.
Per ascoltare i brani e scoprirne qualcosa in più, non perdete RunParade, il podcast di RunRadio, a cura di Mariachiara Fabozzi. [...]
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Marzo 19, 2025“Le Università napoletane per il recupero urbanistico e sociale dellecittà”. Sarà il tema del confronto con cui i cinque Atenei napoletanicelebreranno “La Giornata nazionale delle Università” che quest’anno laCrui, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, ha scelto didedicare in particolare alle città universitarie, quali luoghi privilegiatidell’interazione tra Università e territori.
A Napoli l’appuntamento ‘unitario’ è fissato per giovedì 20 marzo alle ore15 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
I Rettori dei cinque Atenei napoletani (Lucio d’Alessandro per il SuorOrsola, Antonio Garofalo per la Parthenope, Matteo Lorito per la FedericoII, Gianfranco Nicoletti per la Vanvitelli, e Roberto Tottoli per l’Orientale)si confronteranno al Suor Orsola con il presidente Anci e sindaco diNapoli, Gaetano Manfredi, sul recupero urbanistico e sociale delle città.
Le relazioni introduttive su “Spazio e tempo dell’Università a Napoli” e su“Il ruolo economico delle università napoletane” saranno affidate adAlessandro Castagnaro, professore di Storia dell’architettura all’Università
degli Studi di Napoli Federico II e Maria Rosaria Carillo, professore diEconomia politica all’Università degli Studi di Napoli Parthenope.
Nel corso del dibattito saranno proiettate le fotografie di alcuni dei luoghipiù belli delle sedi delle cinque Università napoletane.
Abbiamo incontrato il rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa prof.Lucio d’Alessandro per mettere a fuoco i temi del confronto tra atenei.
Nel corso dell’intervista ci ha anche parlato dell’apertura straordinaria,giovedì 20 marzo, dei luoghi d’arte del Suor Orsola, il Museo Pagliara e ilMuseo Storico Universitario, la mostra “I figurini teatrali della CollezionePagliara”, e la splendida chiesetta rinascimentale di Santa Maria deiPignatelli, o Cappella Pignatelli, con accesso libero e visite guidate (info eprenotazioni su www.unisob.na.it/news).
Ascolta il nostro podcast dedicato all’evento, con l’intervista della nostraFrancesca Mainardi al nostro rettore.
Run.Red. [...]
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Marzo 14, 2025Nella nuova puntata di Buona La Prima Cinema, si parte da CiAV Cinema ad alta voce, il festival cinematografico dedicato a persone cieche, ipovedenti e vedenti che condividono l’esperienza in sala, con incontri, proiezioni, letture musicate dal vivo; in scena al Modernissimo di Napoli fino al 14 marzo.
Il collante è l’audiodescrizione, dal vivo o dall’app MovieReading. In questo modo i film diventano fruibili anche per ciechi e ipovedenti.Tanti gli ospiti: Maura Delpero, Leone D’argento a Venezia con “Vermiglio“, che ha aperto lunedì la rassegna, Adriano Pantaleo, Totò Cascio, Peppe Barra e molti altri.
Dal 18 marzo al 7 maggio, Il Modernissimo proporrà una selezione di capolavori del Terzo Cinema, realizzati negli anni Sessanta e Settanta e presentati per la prima volta a Napoli in versione restaurata, nella rassegna Manifesti per un cinema libero – I dannati della terra.
Un’iniziativa a cura di Armando Andria e Gina Annunziata, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e con la Scuola di cinema dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che testimonia, attraverso una serie di film provenienti da Africa, America Latina e Medio Oriente e accompagnati in sala da critici, docenti ed esperti, di un cinema in cui, nel pieno dei movimenti di liberazione, la lotta emancipativa non è disgiunta da quella estetica.
La provocazione sul piano politico è tutt’uno con l’innovazione di stile e linguaggio. La rassegna si arricchisce, inoltre, di un incontro con Cecilia Cenciarelli, della Fondazione Cineteca di Bologna e co-direttrice del festival Il Cinema Ritrovato, dedicato appunto ai restauri del World Cinema Project, e di una masterclass di Ala Eddine Slim.
Spazio, poi, alle nuove uscite della settimana. Se siete alla ricerca di un film di azione in salsa cinese, ma rimanere in Italia; fatevi condurre da Gabriele Mainetti ne La Città Incantata (nella foto il manifesto pubblicitario del film); un kung fu movie in cui una ragazza va alla ricerca della sorella. In una Roma multietnica, dove niente è come sembra. Nel cast anche Sabrina Ferilli e Marco Giallini.
Kate Winslet torna sul grande schermo per vestire i panni della fotografa Lee Miller, in un biopic che esplora il costo emotivo del suo lavoro e il coraggio per documentare la realtà brutale della guerra.
A settant’anni dalla nascita, per celebrare il genio di Akira Toriyama arriva dal 16 al 19 marzo, nelle sale l’appuntamento ideato per tutti i fan di Dragon Ball, che avranno l’occasione unica di rivivere sul grande schermo Dragon Ball Z – La battaglia degli dei, il film che ha rappresentato una pietra miliare nel mondo degli anime.
Per lo streaming, su Raiplay torna l’attesissimo Mare Fuoricon la quinta stagione.
Su Prime, vi aspetta la terza stagione de La Ruota del Tempo.
Ascolta il podcast di RunRadio per scoprire la Movie Hit Parade con i film più visti della settimana e altre curiosità.
Marco Marsiglia [...]
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Marzo 14, 2025Il Covid e il periodo del lockdown ci sembrano, ormai, un lontanissimo ricordo ricoperto da una patina di stereotipi: ma cosa ci ha lasciato davvero l’esperienza della pandemia? Come ha cambiato le nostre vite?
A cercare risposta a queste domande, 5 anni dopo la diffusione del virus, è stato Gianni Molinari, giornalista del Mattino e autore del libro Non ce n’è Coviddi, recentemente pubblicato da Guida Editori: un’analisi degli eventi che, libera dall’angoscia di quei giorni, acquisisce nuova lucidità, in una fusione di cronaca, riflessioni personali e un’appendice statistica.
Ne abbiamo parlato con l’autore, intervenuto per l’occasione ai microfoni di Run Radio.
Pandemie ed epidemie hanno ciclicamente colpito l’uomo, mutando puntualmente – forse più di ogni altro cataclisma – il corso della sua storia: è forse proprio in questa drasticità, nella presa di coscienza di un male superiore dinanzi al quale l’umanità riscopre la sua limitatezza che nasce l’esigenza di raccontare; è successo a partire della storiografia greca e latina, passando per Boccaccio con il Decameron e Manzoni con i Promessi sposi, per arrivare a autori contemporanei come Philip Roth con Nemesi.
I libri scelti per questa puntata – affiancati al volume di Molinari – raccontano a modo loro l’esperienza dell’epidemia, indagandone gli aspetti sociali più inquietanti: si tratta di La peste di Albert Camus e Cecità di José Saramago.
La peste di Camus, letta dopo il 2020, assume quasi le sembianze di una profezia. Pubblicata nel 1947, l’opera racconta di una città dell’Algeria francese – di cui era originario l’autore – colpita da un’epidemia di peste che, per quanto arginata, costringe la popolazione ad un isolamento forzato; unico sollievo a questa condizione è l’azione, prodigarsi per contribuire alla risoluzione. La scomparsa della peste nel giro di un anno scatena gradualmente l’euforia generale, ma Camus mette in guardia il lettore attraverso le parole del protagonista: “Le nostre vittorie, ecco, saranno sempre provvisorie”.
José Saramago descrive, invece, un’epidemia atipica e disturbante: individuo dopo individuo, la popolazione viene avvolta da un bianco abbagliante che la rende cieca.
Tra saggio e romanzo, Cecità (1995) si propone come un’indagine sulla condizione umana, per esplorare i meccanismi sociali e psicologici la governano: la spirale di violenza e sopraffazione scatenata dalla cecità, per Saramago, trova risoluzione nell’amore disinteressato di una donna che, pur non essendo infetta, segue il marito nella quarantena.
Per l’autore l’accecamento non è assenza, bensì sazietà dei sensi di coloro che hanno visto troppo: ne risulta un’opera complessa e inquietante che, attraverso una particolare sperimentazione linguistica data da una prosa essenziale, ripropone un realismo brutale che non smette mai di essere attuale.
Per non perdere il podcast con l’intervista a Gianni Molinari ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi
male superiore’ [...]
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Marzo 13, 2025Dal 19 marzo al 3 aprile l’Università Suor Orsola Benincasa ospita la Settimana della Sociologia, un ciclo di incontri con docenti ed esperti per esplorare il ruolo della sociologia nell’analisi del presente. Il tema di quest’anno, “Sociologia dell’attualità – Attualità della sociologia”, propone una riflessione su come la disciplina interpreti i fenomeni contemporanei e su quanto, a sua volta, l’attualità influenzi il pensiero sociologico. Attraverso dibattiti, presentazioni di libri e tavole rotonde, l’evento offrirà uno spazio di confronto su questioni cruciali della società contemporanea, dall’istruzione alle trasformazioni culturali e religiose. L’evoluzione del sistema scolastico nell’era del capitalismo globale sarà al centro del dibattito a partire dal volume “La nuova scuola capitalista”.
Abbiamo avuto ai microfoni di RunRadio il professor Davide Borrelli, docente di Sociologia dei Processi Culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa a cui è stato molto dettagliato nel presentare l’evento.
Il primo appuntamento inizierà il 19 marzo alle ore 14:00 in Aula D, una lezione dedicata alla sociologia di Benedetto Croce “Dominio simbolico e storia intellettuale”, con l’intervento dei docenti del Suor Orsola; tra questi Elena Alessiato, Eugenio Capozzi e Antonello Petrillo; discute Anna Boschetti, docente dell’università di Venezia Ca’ Foscari del suo volume.
Il 25 marzo alle ore 09:30 presso la Sala degli Angeli si terrà una lezione dedicata al tema della “Scuola del presente tra neoliberalismo e neosovranismo”, interverranno il professor Davide Borrelli, Rossella Latempa insegnante di scuola secondaria di secondo grado di Verona, Marco Pitzalis docente dell’Università di Cagliari.
Molto importante è la discussione sul libro “Da Dio all’Io” che si terrà giovedì 1 aprile alle ore 09:00 presso l’aula Capocelli: riflessioni sul sacro. Un saggio di sociologia della religione” di Antonio Camorrino.
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An.Be. [...]
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Marzo 13, 2025Si conclude il viaggio di COOLtura capitale 2027 con la vittoria di Pordenone.
La città succederà ad Agrigento 2025 e L’Aquila 2026 e potrà contare su un contributo di un milione di euro per attuare il programma presentato nel dossier Città che sorprende.
Pordenone sorprende grazie al suo carattere eccentrico, le sue produzioni, la passione per la lettura e la scrittura, l’inclusività, l’innovazione, la sostenibilità e la partecipazione attiva dei cittadini.
La cultura spesso è percepita come un privilegio riservato a pochi, Pordenone vuole infatti ampliare il concetto di inclusione. Non più solo metropoli industriale ma un laboratorio a cielo aperto per immaginare e sperimentare una città del futuro, soprattutto per le nuove generazioni.
Tra le molteplici novità Pordenone aspira a ricucire il rapporto con il fiume Noncello, per creare un ulteriore coesione, tra la cultura e la natura. E anche il logo è stato elemento di sorpresa per la giuria: il disegno di una “P”, dinamico e tridimensionale, che cambia sempre prospettiva per ricordare ogni angolo della città.
Abbiamo intervistato Linda di Pietro, Project Manager del dossier che ci ha raccontato la sorpresa per aver vinto il titolo di capitale italiana della cultura 2027.
Pordenone ha inoltre attivato una partnership con L’Aquila 2026 che attraverso l’Osservatorio Culturale Urbano lavorerà alla realizzazione di un sistema di monitoraggio multidimensionale. L’obiettivo sarà generare una nuova conoscenza come bene pubblico.
“Costruire reti – ci racconta Linda di Pietro – è stato lo stimolo principale di questa candidatura”.
Pordenone è capitale della cultura 2027 e ora è pronta a sorprendere l’Italia.
Non perdere il podcast e l’intervista su RunRadio.
Ginevra Guarracino [...]
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Marzo 12, 2025Dopo la presentazione in anteprima al Festival del cinema di Venezia, Pupi Avati è tornato nei cinema il 6 marzo con il suo ultimo film: pellicola gotica e noir, girato interamente in bianco e nero. L’orto americano sembra quasi essere una summa dell’Avati più cupo e drammatico, dopo una lunga carriera costellata dalla sperimentazione dei più vari generi.
A dare volto e voce al protagonista è Filippo Scotti, già noto per aver interpretato Fabietto Schisa in E’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino. Run Radio ha avuto l’opportunità di intervistarlo e di parlare con lui del film.
Tratto dall’omonimo romanzo, scritto dallo stesso regista bolognese, il film immerge lo spettatore nel secondo dopoguerra, tra l’Emilia-Romagna e gli Stati Uniti, per seguire le vicende di un misterioso aspirante scrittore, interpretato da Filippo Scotti (che vediamo qui in una foto ufficiale del film); il giovane si innamora a primo sguardo di una bellissima infermiera americana di passaggio: un colpo di fulmine che prenderà a tormentarlo quando scoprirà che la ragazza è scomparsa.
Un film ambientato tra Bologna e l’Iowa, tra ospedali psichiatrici e Pianura Padana, nel quale vediamo Filippo Scotti affiancato da un cast d’eccezione Roberto De Francesco, Armando De Ceccon, Chiara Caselli, Rita Tushingham, Massimo Bonetti, Morena Gentile, Mildred Gustafsson e Romano Reggiani, oltre a Cesare Cremonini, Nicola Nocella, Andrea Roncato.
Non perdere il podcast speciale con l’intervista a Filippo Scotti, ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Marzo 11, 2025A 700 anni dalla scomparsa di Marco Polo, l’Università Suor Orsola Benincasa ospiterà giovedì 13 marzo “Marco Polo ed il Nostro tempo”, un convegno realizzato in collaborazione con il Lions Club Napoli Host.
Nella Biblioteca Pagliara, a partire dalle 10.30, dopo i saluti istituzionali del Rettore Lucio D’Alessandro e di Rossella Fasulo, presidente del Lions Club Napoli Host, interverranno il Comandante Interregionale dei Carabinieri Marco Minicucci, il professor Gaetano Di Palma, ordinario di Scienze Bibliche della Pontificia Facoltà Teologica di Napoli e il professor Fabrizio Manuel Sirignano, ordinario di Pedagogia generale e sociale.
A moderare il dibattito sarà il professor Silvio Mastrocola, che abbiamo intervistato soffermandoci sull’attualità della figura di Marco Polo ma non solo (In pagina un’illustrazione che mostra la carovana di Marco Polo in viaggio verso l’India tratta da “Atlante Catalano” di Abraham Cresques).
Per ascoltare l’intervista al professor Mastrocola, ascolta il nostro podcast su Run Radio.
Bru.Sta. [...]
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Marzo 11, 2025Nella nuova puntata di Buona La Prima Cinema, si parte da Pino Daniele che, nel decimo anniversario della sua scomparsa, torna al cinema nel documentario di Francesco Lettieri, Pino.
Ilgiornalista e critico musicale, Federico Vacalebre, ci porta sulle tracce di un Pino ancora non raccontato, servendosi di video, foto e brani inediti. L’appuntamento è in sala, dal 31 marzo al 2 aprile.
Intanto, Nero a metà, l’altro documentario dedicato a Pino Daniele di Marco Spagnoli e Stefano Senardi, dopo il grande successo di pubblico, è stato candidato ai Nastri d’Argento per i migliori documentari del 2024, nella categoria Cinema Cultura Spettacolo.
Spazio alla Notte degli Oscar. Trionfo assoluto del nuovo cinema indipendente americano rappresentato da Sean Baker e il suo Anora, che conquista ben cinque statuette, incluso quello per miglior film. Lo trovate in sala e dal 6 marzo su Prime Video.
Per rivivere l’interpretazione del miglior attore protagonista, Adrien Brody, The Brutalist vi aspetta in sala, insieme a A Real Pain, e Flow un mondo da salvare.
Per le nuove uscite della settimana, Mickey 17 con Robert Pattinson che per il premio OSCAR per Parasite, Bong Joon Ho, ha accettato un lavoro un po’ particolare; i nemici Gerard Butler e O’Shea Jackson Jr. tornano al cinema per unire le loro forze e organizzare un’enorme rapina alla più grande borsa di diamanti del mondo, in La tana dei lupi 2: Pantera.
Vent’anni fa moriva Nicola Calipari, l’alto dirigente dei servizi segreti italiani, ucciso a Baghdad per salvare la vita della giornalista Giuliana Sgrena, rapita dai jihadisti in Iraq. Questa è la storia de Il Nibbio, con Claudio Santamaria e Sonia Bergamasco.
Infine, potete immergervi in una dark story firmata Pupi Avati: L’orto Americano, in cui un giovane scrittore si innamora di un’infermiera americana e inizia la sua ricerca nel Mid West.
Per lo streaming, su Paramount Plus arriva The Substance, il body horror con Demi Moore, nominata all’Oscar come miglior attrice, ma sorprendentemente non lo ha vinto. In compenso è stato premiato il trucco.
Su Netflix il racconto del Principe di Salina e della sua famiglia diventa una miniserie con Kim Rossi Stuart e Benedetta Porcaroli ne Il Gattopardo.
Su Disney+ vi aspettano le nuove avventure del diavolo custode Daredevil – Rinascita.
Per il cinema italiano, a pochi mesi dall’uscita in sala, su Sky e Now, la rilettura dell’Otello di Edoardo Leo in Non sono Quello che sono (qui in una foto di Chiara Calabrò), e Familia su Prime Video.
Infine tornando a Netflix potete riscoprire il multiverso di Spiderman – Across the Spiderverse.
Per scoprire la classifica dei film più visti e altre curiosità, ascoltate il podcast di RunRadio!
Marco Marsiglia [...]
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Marzo 10, 2025La settimana comincia con un annuncio importante; il 22 giugno al Noisy Naples Fest arrivano i Massive Attack: la band di Bristol torna a Napoli, nell’Arena Flegrea. Dopo le memorabili esibizioni del 2003, 2008 e 2016 il gruppo britannico torna nuovamente live questa estate, nella più grande arena all’aperto del sud Italia, con uno show che si annuncia imperdibile.
I biglietti per assistere al concerto, unica data al sud Italia, saranno disponibili in prevendita da giovedì 13 marzo su Etes, Ticketone, Ticketmaster e Vivaticket.
Considerati gli inventori del Bristol Sound e del Trip Hop, i Massive Attack hanno ripreso i ritmi dell’hip hop, utilizzato i campionamenti elettronici e unito tra loro diversi generi musicali tra cui il dub, il reggae e la musica d’ambiente.
Il concerto dei Massive Attack si aggiunge al cartellone dell’ottava edizione della rassegna, che ha già annunciato i Thirty Seconds To Mars il 6 luglio, Eduardo De Crescenzo il 9 luglio, Afterhours il 23 luglio e Baby Gang il 31 luglio.
In città tra il 10 e il 16 marzo non mancano appuntamenti da segnalare: il più interessante è senza dubbio il concerto di Joseph Arthur. Lanciato da Peter Gabriel quasi 30 anni fa non incide album da 10 anni, ma resta sempre un musicista di talento, sospeso tra il folk e il rock.
Vi segnaliamo anche ABBAdream al Teatro Troisi l’11 e il 12 marzo. Questo format ripropone le canzoni in versione originale, eseguite interamente dal vivo. Un’occasione per riascoltare i grandi successi di una band che ha segnato la storia della musica pop.
Se invece siete appassionati alla musica elettronica non potete perdervi Ellen Allien, live il 15 marzo al Duel Club. L’artista berlinese condividerà il palco con Rebecca Delle Piane e il deejay SDN (acronimo di Salvatore De Nardo).
Con RunParade vi abbiamo tenuto compagnia consigliandovi alcune delle nuove uscite.
In primo piano Lady Gaga, che ritorna alle sue origini pop con il nuovo album Mayhem, pubblicato il 7 marzo.
Per noi di RunRadio è stato difficile scegliere soltanto una traccia da farvi ascoltare, perché ognuna mostra un aspetto differente di Gaga; Garden of Eden è il brano che abbiamo selezionato.
Restando nel panorama musicale internazionale, spazio anche per due collaborazioni: Jennie con Dominic Fike – attore che ha vestito i panni di Elliot nella serie tv Euphoria – e David Guetta con Sia.
Per quanto riguarda lo scenario italiano, tornano i Bnkr44 con Capolavoro. Il gruppo toscano, dopo essere stati una delle rivelazioni della 74esima edizione del Festival di Sanremo, si stanno affermando sempre di più sul mercato discografico. Il brano che vi abbiamo proposto è il primo singolo estratto dal nuovo album: Tocca il cielo, in uscita il 4 aprile.
Abbiamo concluso la puntata sulle note di uno dei brani più importanti nella carriera di Vasco Rossi: Vita spericolata, nella versione live allo stadio San Siro di Milano lo scorso anno.
Per ascoltare i brani e scoprirne i retroscena, non perdete RunParade!
A cura di Emanuele Erro e Mariachiara Fabozzi. [...]
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Marzo 6, 2025Poche volte nella storia musica e letteratura si sono fuse tra loro in maniera tanto raffinata e brillante come nell’esperienza della canzone d’autore in Italia. Un binomio tanto proficuo quanto sorprendente, che ha visto l’affermarsi di artisti del calibro di Fabrizio De Andrè, Franco Battiato, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Francesco De Gregori: personalità di spessore, autori di perle musicali e letterarie.
Tra musica e parole, i tre libri della settimana orbitano intorno a questo tema: abbiamo un saggio sul cantautorato, un romanzo scritto da un cantautore e un libro che, invece, è stato d’ispirazione per uno di loro.
Con Barbara Della Salda, già discografica e oggi docente e co-coordinatrice del Master in Radiofonia al Suor Orsola Benincasa, abbiamo parlato del suo nuovo libro: La canzone d’autore in Italia. Pubblicato nell’ottobre 2024, il volume – primo di due – ripercorre la storia del cantautorato italiano, insistendo sull’impatto che ha avuto nella cultura degli ultimi 80 anni ed evidenziando quanto sia permeato nella trama del nostro Paese.
Su questa tematica, la professoressa terrà al Suor Orsola un ciclo di seminari dal titolo Trent’anni della nostra storia raccontati con le canzoni, che avrà inizio il 17 marzo.
Tra il silenzio e il tuono di Roberto Vecchioni è il secondo libro scelto per questa puntata. Autore di brani celebri come Sogna ragazzo sogna, Luci a Sansiro e Stranamore, Vecchioni è una delle personalità che meglio incarna il connubio tra musica e letteratura: è, infatti, noto anche con il soprannome di Professore, per la sua carriera da insegnante di italiano nei licei.
Pubblicato nel 2024, il romanzo Tra il silenzio e il tuono trae il suo titolo da un verso del brano Chiamami ancora amore, vincitore del Festival di Sanremo nel 2011. Opera particolarmente intima, affronta i temi della gioia e del dolore, della vita e della morte a partire dall’esperienza personale del suo autore, attraverso una raccolta di lettere scritte da “un ragazzo che cresce” a “un misterioso nonno che non risponde mai.
Non al denaro non all’amore né al cielo è uno degli album più celebri e apprezzati di Fabrizio De Andrè, che per la sua composizione si è liberamente ispirato alla raccolta poetica Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.
Avvocato e poeta americano, Lee Masters pubblicò la sua Antologia nel 1915, ottenendo grande successo di critica e pubblico. Fu solo nel 1943 che Cesare Pavese, nella sua attività di editore, scoprì l’opera e la portò in Italia per farla tradurre da Fernanda Pivano e pubblicarla con Einaudi.
Il Chimico, il Matto, il Giudice, il Malato di cuore cantati da De André non sono altro che gli abitanti di un piccolo villaggio americano di inizio ‘900, di cui Lee Masters ha rievocato le torbide esistenze mettendo in versi le loro epigrafi, concedendogli un’ultima confessione priva, ormai, di ogni giudizio.
Per non perdere la puntata con l’intervista a Barbara Della Salda,
ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Marzo 4, 2025Marzo per Napoli sarà un mese pieno di appuntamenti all’insegna della musica, e la nostra redazione ve ne segnala alcuni.
Martedì 4 nel teatro Acacia si ricorderà Lucio Dalla con uno spettacolo dal titolo “La sera dei miracoli”.
La voce di Lorenzo Campani – concorrente di “The Voice of Italy” nel 2019 – sarà accompagnata da Luigi Buggio alle tastiere, Marco Vattovani alla batteria, Alessandro Leonzini al basso e Marco Locatelli e Ivan Geronazzo alle chitarre.
E’ una buona occasione per rivivere la musica del cantautore bolognese che quest’anno avrebbe spento ottantadue candeline.
Nello stesso teatro, mercoledì 12 marzo arriverà Enzo Gragnaniello in concerto, assieme al Solis String Quartet. “Anime in tempesta – In viaggio con i poeti” è il nome dello spettacolo, che alternerà musica e prosa anche grazie alle parti recitate da Cristina Donadio: l’attrice partenopea ha vestito i panni di Scianel nella serie “Gomorra”.
In occasione dei trent’anni dalla pubblicazione di “Sanacore” – il loro secondo album – gli Almamegretta (nella foto in pagina di Fabrizio Iozzo) arriveranno alla Casa della musica venerdì 14 marzo. Il gruppo, che si è formato nel 1988, porterà sul palco reggae e rap, senza dimenticare le sue radici partenopee.
È online anche una nuova puntata di RunParade: l’appuntamento con RunRadio che vi tiene aggiornati sulle novità musicali.
Questa settimana vi abbiamo proposto il nuovo singolo di Benson Boone che, dopo il successo “Beautiful Things” ha pubblicato “Sorry I’m here for someone else”: un brano in cui il cantautore statunitense racconta l’incontro con una sua vecchia fiamma, forse mai spenta del tutto.
Grande ritorno quello di Lizzo. L’interprete di “Juice” inaugura una nuova era con “Love in real life”: l’amore nella vita reale, inevitabilmente imperfetta.
È proprio questo il focus del testo: la necessità di vivere una relazione in maniera sana, genuina, diversa da ciò che ci fanno credere i social network.
Spazio anche per Damiano David e il suo nuovo lavoro – “Next summer” – con cui l’interprete scalda i motori per il tour mondiale, che farà tappa in Italia il 7 ottobre al Forum di Assago e l’11 e il 12 al Palazzo dello Sport di Roma.
Direttamente da Sanremo, si è parlato di Olly e Giorgia, con i brani che hanno presentato al Festival della canzone italiana.
Per ascoltarli e scoprire alcuni retroscena, non perdere RunParade!
Mariachiara Fabozzi [...]
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Marzo 3, 2025Venerdì 28 febbraio si è conclusa la 19ª edizione dell’Open Week, l’evento più atteso per il Suor Orsola Benincasa; divenuto ormai un appuntamento fisso sul calendario a partire dall’inverno del 2006, consente all’Unisob di aiutare tutti i maturandi della Campania (e non solo) a scegliere quale percorso di studi intraprendere dopo il liceo.
L’evento ha avuto inizio lunedì 24 febbraio ed è durato cinque giorni, pieni di attività di ogni genere, visite guidate e 50 lezioni sui principali argomenti d’attualità. Un programma fitto che ha reso l’edizione 2025 dell’Open Week un vero e proprio successo: 2000 studenti provenienti da scuole secondarie di tutta Italia hanno scelto i corsi del Suor Orsola Benincasa per orientarsi sul proprio futuro.
Soltanto nella giornata di venerdì 28 febbraio, i maturandi hanno avuto la possibilità di decidere tra 11 lezioni da seguire. Tra le più interessanti, va citata “La Città di Napoli, il patrimonio culturale e il restauro delle opere d’arte”, corso tenuto dalla professoressa Chiara Scippa e dal professor Pasquale Rossi.
Sempre basata su Napoli, c’è stata grande partecipazione per la lezione condotta dal professor Stefano De Mieri dal titolo “Storia dell’arte e fruizione digitale nel ‘Cantiere Napoli’. Un caso esemplare”. L’incontro ha analizzato un esperimento condotto dal Museo Pio della Misericordia di Napoli sulle nuove prospettive aperte dalle innovazioni tecnologiche applicate alle opere d’arte. In particolare, è stata posta l’attenzione sulle opere più famose di Caravaggio.
Una lezione sulle scelte per chi è chiamato a compiere una scelta: di questo si è occupato il Servizio di Orientamento e Tutorato UNISOB in “Pillola rossa o pillola blu? Come siamo, come scegliamo”, una riflessione dalla durata di un’ora sui diversi stili decisionali e su come possano aiutarci nella costruzione del nostro progetto di vita.
In chiusura, un’ulteriore lezione che ha coinvolto particolarmente gli studenti è stata quella tenuta dalla docente Maria Adriana Neroni intitolata “Viaggiare tra passato e futuro attraverso la nostra memoria”. L’incontro ha proposto una stimolante discussione sull’influenza e le ripercussioni che la “memoria per il passato” ha sulle decisioni che prendiamo per il nostro futuro.
Per ulteriori approfondimenti a riguardo, ascolta il nostro podcast che ospita anche il professor Pasquale Rossi, adesso in onda su Run Radio. [...]
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Febbraio 28, 2025RunRadio presenta il nuovo format Cosa succede in città?, il podcast dedicato agli incontri e agli eventi culturali più interessanti di Napoli e dintorni.
La prima puntata è dedicata a Pino Daniele con due eventi organizzati in occasione dei 70 anni dalla sua nascita e 10 anni dalla sua scomparsa.
Il primo è una mostra intitolata Pino Daniele. Spiritual, che si terrà dal 20 marzo al 6 luglio al Palazzo Reale di Napoli. Il secondo è il concerto tributo in Piazza del Gesù Je sto vicino a te Forever, il 19 marzo in Piazza del Gesù.
La rassegna esporrà contenuti esclusivi, audiovisivi, d’autore e amatoriali, oggetti personali e strumenti che hanno accompagnato l’artista nel suo percorso creativo. Sarà una rappresentazione ricca di rarità concesse dalla Fondazione Pino Daniele.
L’evento Pino Daniele. Spiritual è suddiviso in due parti e nove aree tematiche: la prima ripercorre la storia del cantautore e la pubblicazione del primo album dal 1955 al 1977; la seconda parte narra la sua carriera dal 1977 al 2014 con incontri, collaborazioni e innumerevoli produzioni musicali.
Abbiamo intervistato per questa occasione il figlio del cantautore e organizzatore della mostra Alessandro Daniele.
Il concerto Je sto vicino a te Forever. invece, si terrà il giorno del compleanno del cantautore e vedrà riuniti sul palco Antonio Annona, Mario Biondi, Tony Cercola, Clementino, Tullio de Piscopo, Enzo Gragnaniello, Irene Grandi, i 99 Posse, per rendere omaggio al patrimonio musicale di Pino Daniele.
L’elemento chiave del tributo è il tema Puortame a casa mia, perché come racconta il fratello: “Napoli è stata la casa di Pino, la sua fonte di ispirazione”.
Non perdere il podcast e l’intervista per tutti i dettagli nel nuovo format Cosa succede in città?
Ginevra Guarracino [...]
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Febbraio 28, 2025Nuovo appuntamento con Uniworld, il podcast d’informazione per gli studenti del Suor Orsola Benincasa sui principali eventi in programma ogni settimana all’università.
Il piatto forte di questa settimana è rappresentato dal Master di primo livello in Teatro, Pedagogia e Didattica. Giunto alla sua settima edizione, ha l’obiettivo di formare nuovi talenti nel settore delle arti sceniche: attori, registi, cantanti lirici, drammaturghi, scenografi e molte altre professioni ancora.
Il progetto punta a qualificare una nuova classe di artisti attraverso un linguaggio che spazia tra teorie e pratiche di ogni tipo: dalla Drammaturgia didattica performativa all’Embodied Cognition, per poi passare ai principi dell’Enattivismo.
Per prender parte a quest’esperienza, gli studenti interessati dovranno compilare la domanda di partecipazione che è possibile trovare nella propria Area Operativa entro e non oltre venerdì 28 febbraio. I candidati ammessi sosterranno un colloquio per convincere i membri del comitato artistico-scientifico e superare la selezione: il numero limite di ammissioni è di soli 40 studenti. Il progetto avrà inizio nel mese di aprile, durerà 1500 ore e consentirà agli studenti selezionati di conseguire 60 CFU.
La responsabile del comitato artistico-scientifico è Nadia Carlomagno, coordinatrice (nonché ideatrice) del Master di primo livello in Teatro, Pedagogia e Didattica. L’abbiamo intervistata: una breve chiacchierata in cui la professoressa ha sviscerato ogni aspetto del master.
Se sei tra gli studenti interessati al corso, ascolta il nostro podcast (con l’intervista a Nadia Carlomagno) adesso in onda su RunRadio.
Alex Iozzi [...]
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Febbraio 28, 2025Su Run Radio arriva Nero su bianco, il nostro podcast di letteratura e editoria: ogni settimana presenteremo libri diversi, legati tra loro da un fil rouge, prendendo spunto per affrontare temi di cronaca e attualità.
La prima puntata viaggia sui binari della cronaca e del romanzo: tre giornaliste raccontano la Napoli della loro epoca, di secolo in secolo inevitabilmente diversa e trasformata, ma ricorrente nella sua tipica drammaticità folkloristica. La città dai mille colori – che non sempre riescono a mascherare il sangue – è lo sfondo dei tre romanzi proposti: Primmamore di Titti Marrone, Il ventre di Napoli di Matilde Serao e Il resto di niente di Enzo Striano.
Titti Marrone, scrittrice e giornalista del Mattino, nonché docente di Storia e tecniche del giornalismo nell’università Suor Orsola Benincasa, è intervenuta ai microfoni di Run Radio per presentare Primmammore, pubblicato lo scorso 11 febbraio. Nel romanzo, un terribile fatto di cronaca napoletana è il pretesto per una riflessione profonda sulla città e la sua periferia: la voglia di riscatto che si contrappone ad un amore malvagio sono due facce dello stesso sentimento verso Napoli.
Le pagine di Titti Marrone indagano sul delitto e, nel solco delle giornaliste che l’hanno preceduta, lasciano emergere le contraddizioni della città e dei suoi vicoli: “il vocio diffuso tra le scale copre i silenzi omertosi, gli odori delle cucine sovrastano la puzza dei sospetti”.
Allo stesso modo, nel 1884, Matilde Serao – giornalista e fondatrice del quotidiano Il Mattino – si scaglia con ferocia contro l’allora ministro Depretis: “Lei non lo conosce il ventre di Napoli!”. Nasce, così, una descrizione dettagliata di quel ventre e delle sue viscere, dei personaggi che le abitano e della loro vita, sempre all’ombra di una retorica da cartolina.
Infine, Enzo Striano mette nero su bianco la vita di Eleonora de Pimentel Fonseca, scrittrice e giornalista, fondatrice e direttrice del primo giornale partenopeo, il Monitore Napoletano. Intellettuale e rivoluzionaria, non diede mai per scontato il privilegio della nobiltà, spendendosi – al costo della vita – per riscattare con la rivolta del 1799 la Napoli dei lazzari a scapito della monarchia borbonica.
Per non perdere la puntata di Nero su bianco con l’intervista a Titti Marrone, ascolta Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Febbraio 27, 2025La Open Week è uno degli appuntamenti centrali dell’attività di un ateneo. E l’università Suor Orsola Benincasa non fa eccezione. Lunedì 24 febbraio è cominciata una maratona di incontri, lezioni (ben 50) e visite guidate per far scoprire ai maturandi il mondo Suor Orsola. È il primo passo per mettere un piede nel proprio futuro e per aprire ai possibili nuovi iscritti una finestra sul mondo del lavoro che comprende conoscenze che vanno dal green marketing alle nuove tecnologie.
Un’iniziativa di successo, certificata dai numeri: oltre 500 studenti delle scuole secondarie, non solo campane, hanno ‘battezzato’ la 19esima edizione del tradizionale appuntamento con l’orientamento alla scelta del percorso universitario che al Suor Orsola sarà aperto fino a venerdì 28 febbraio.
A che cosa si deve questo risultato? Probabilmente alle modalità innovative del suo svolgimento (come le ‘pillole’ di lezioni sugli argomenti più attuali: dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità economica ed ambientale) ma anche e soprattutto alla presenza di simulazioni guidate ai test d’ingresso per l’iscrizione al prossimo anno accademico.
Run Radio ha intervistato alcuni dei protagonisti dell’Open Week per conoscere gli obiettivi e le finalità.
La prima intervistata del nostro servizio è la prof.ssa Paola Villani, direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche e componente del Senato Accademico. “L’Open Week è uno strumento di conoscenza, un’occasione di mettersi alla prova”, ci ha detto.
Tra i docenti coinvolti nelle lezioni c’è Stefano De Luca, delegato del Rettore per la Comunicazione e presidente del Corso di Laurea Magistrale in Lingue che ha tenuto nella giornata inaugurale una interessante lezione dal titolo “Come siamo arrivati a Chat GPT? Breve storia dell’intelligenza artificiale” per il corso di laurea in Lingue e culture moderne.
Anche a lui abbiamo chiesto lumi sul caso che sta dividendo ottimisti e catastrofisti: nata negli anni ’40 e formalmente battezzata nel 1956, l’Intelligenza artificiale generativa ha origini parallele alla rivoluzione digitale. Da allora, ha vissuto fasi di crescita e declino: inizialmente dominata dall’approccio logico-simbolico, si è evoluta con il Machine Learning, sfruttando grandi quantità di dati per ottenere straordinari successi. Oggi si modellizza il linguaggio stesso, aprendo nuove opportunità e rischi.
Ultimo intervistato del nostro podcast è il professor Federico Marazzi, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici che, sempre lunedì 24, è intervenuto sul tema “Il Medioevo prossimo futuro” per il corso si laurea in Scienze dei Beni Culturali: turismo, arte, archeologia. Marazzi ha raccontato perché il Medioevo parla al presente e come cerchiamo di capirne le identità.
Per saperne di più basta ascoltare il nostro podcast.
Redazione Uniworld [...]
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Febbraio 26, 2025“Buona la prima – teatro” è il format di Run Radio per gli appassionati di teatro o per chi si vuole avvicinare a questa arte che sa essere tanto antica quanto moderna.
Innanzitutto una precisazione rispetto ad uno spettacolo nominato nella scorsa puntata: le undici date di Massimo Ranieri al Teatro Diana, hanno subito delle variazioni per via di un’indisposizione del cantante. Consultate il sito ufficiale del teatro, teatrodiana.it, per conoscere eventuali annullamenti o riprogrammazioni.
Restando al Diana, da mercoledì 26 febbraio a domenica 9 marzo Francesco Pannofino sarà protagonista di “Chi è io?”, nelle vesti di Leo Mayer, definito un intellettuale, un ironico pensatore, un critico raffinato, che si troverà, inaspettatamente, all’interno di un programma televisivo in cui incrocerà altri personaggi che lo metteranno alla prova.
Al Teatro Bellini andrà in scena uno spettacolo dai toni totalmente diversi, struggenti oserei dire. Si tratta di “Dear Son”, opera in cui la danza fa da padrona e conduce la narrazione. Le coreografie di Sasha Riva & Simone Repele, portano sul palco un tema molto delicato, quello della perdita di un figlio. Questa storia di separazione e di dolore è raccontata da tre ballerini, che interpretano il padre, la madre e il figlio. “Dear Son” è un’ottima occasione per assistere al potenziale comunicativo della danza, arte molto espressiva nonostante l’assenza di parole.
Per quanto riguarda i palchi musicali della settimana, il Teatro Bolivar di Via Caracciolo propone, nella data unica di venerdì 28 febbraio, un concerto dei “The bank – American & West Coast Music”, band che ha come obiettivo portare le sonorità e la creatività degli anni Settanta, in particolare i generi blues rock, west coast, country e ballad. Questo appuntamento è consigliato agli appassionati e a chi voglia respirare l’atmosfera degli anni Settanta. Ospite speciale dell’appuntamento è la cantautrice americana Patrizia Lopez, da anni residente a Napoli.
Anche il Teatro Sannazaro propone uno spettacolo musicale, dal titolo “La festa di Montevergine”: un’opera in tre atti con le musiche di Raffaele Viviani. Attraverso narrazione e canti, l’opera racconta la celebrazione per la Madonna di Montevergine, ritenuta miracolosa e il palco del Sannazaro si trasformerà nelle vie del paese, colme di persone e di colori. Lo spettacolo, già molto apprezzato dal pubblico del passato, resterà in cartellone per quasi tre settimane, da venerdì 28 febbraio e domenica 16 marzo.
Cambiando palco ma non autore, passiamo al Teatro Trianon Viviani che il 26 e il 27 febbraio propone “Viviani Bohème”, uno spettacolo che porta i frutti di uno studio su alcuni pezzi teatrali di Viviani, in particolare “La Bohème dei Comici” (nella foto una scena del lavoro). L’opera in scena al Trianon è dichiaratamente meta-teatrale e, leggendo la descrizione dal sito ufficiale, sembrerebbe essere piuttosto avanguardistica per quanto riguarda la messa in scena.
La piéce utilizza la drammaturgia di Domenico Ingenito e Francesco Saponaro, che firma anche la regia e lo spazio scenico e propone una struttura che intreccia la tradizione vivianesca con i linguaggi contemporanei. Lo specchio di questo mondo febbrile si ritrova nelle piazze e nei locali del centro storico, dove si incrociano i giovani bohèmien di oggi, in un “piano sequenza” che fa coincidere il tempo della realtà con quello della finzione, in un alternarsi di scene corali e cambi repentini di prospettiva.
In scena, con Giorgio Pinto nel ruolo di Raffaele Viviani, un folto cast composto da Jorgelina Alioto, Gaetano Amore, Gianni Caputo, Davide Chiummo, Mauro Collina, Nicola Conforto, Alessandra De Concilio, Tiziana De Giacomo, Rossella Di Lucca, Sara Guardascione, Myriam Nissim, Roberto Pappalardo, Danilo Rovani, Luca Saltarelli e Libera Tarallo.
Ultimo palco musicale è quello del Teatro Mercadante, che dal 26 febbraio al 2 marzo propone “Amore”, firmato da Pippo Delbono: un viaggio musicale e lirico attraverso le bellissime terra del Portogallo, dell’Angola e di Capo Verde. L’elemento musicale fungerà da amplificatore di emozioni e da fil rouge dell’intera rappresentazione.
Concludiamo con il Teatro TRAM (teatro ricerca arte musica), che dal 28 febbraio al 2 marzo propone “Artemisia”, un’opera sulla vita di Artemisia Gentileschi, famosa pittrice napoletana seicentesca. La piéce va oltre la semplice biografia, la sua vita viene proposta con una chiave simbolica, sospesa fra realtà e finzione. Si parlerà del coraggio, che Artemisia Gentileschi ha avuto, nel cercare la propria indipendenza in un panorama pittorico seicentesco dominato quasi esclusivamente da uomini. Si toccherà anche il tema della violenza sulle donne, quella che l’artista subì da parte di un collega, e che la segnò in modo indelebile per tutta la vita. Si tratta di uno spettacolo denso di significati, ambientato nel Seicento ma, purtroppo, estremamente attuale per le tematiche affrontate.
Ascolta questo podcast per conoscere i dettagli di tutti gli spettacoli e continua ad ascoltarci su RunRadio per i prossimi aggiornamenti.
Patrizia Castelli [...]
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Febbraio 26, 2025Questa settimana l’evento più atteso in città non è un concerto o un happening, ma un film: da giovedì 27 febbraio fino al 5 marzo, arriva nei cinema italiani “Becoming Led Zeppelin”, il primo film ufficiale autorizzato dalla band stessa. Un evento esclusivo con la possibilità di rivivere la storia dei Led Zeppelin attraverso immagini rare e inedite, rimasterizzazioni audio e testimonianze intime dei membri del gruppo. A Napoli il film è in programmazione nelle sale The Space di Napoli, The Space di Nola, Happy Maxicinema di Nola e nell’UCI Cinemas di Casoria.
Potrai immergerti nell’ascesa fulminea della band (qui nella foto del 1969 scattata da Ron Rafaelli) che, a partire dalla fine degli anni ’60, ha conquistato il mondo del rock. Il film ripercorre il loro straordinario percorso, dai piccoli club inglesi alla leggendaria fama internazionale. Un’occasione unica per vivere il rock in modo autentico e coinvolgente per scoprire aspetti inediti della loro carriera e del loro leggendario sound. Trova il cinema più vicino a te e non perdere questa esperienza.
Napoli e provincia si preparano ad accogliere anche una serie di eventi musicali che celebrano la ricchezza e la passione della sua tradizione musicale. Da grandi ritorni di artisti amati a tributi emozionanti a leggende della canzone napoletana, il cuore di Napoli batte ancora una volta al ritmo delle sue note più autentiche.
Il cantautore napoletano Francesco Di Bella è pronto a tornare in tour con “In Acqua Santa in Tour” nel 2025, portando la sua musica in giro per l’Italia. Un viaggio che attraverserà città come Milano, Roma, Torino e tante altre, ma la tappa più attesa è senza dubbio quella di Napoli, il 1° marzo al Teatro Viviani, dove il musicista avrà l’occasione di esibirsi nella sua città natale.
Voce storica dei 24 Grana, Di Bella ha saputo reinventarsi come solista, mescolando sonorità moderne a tradizione napoletana. Il suo stile profondo ed emotivo racconta storie di vita, passione e appartenenza, ed è in grado di toccare le corde più intime del cuore. Non perdere l’opportunità di assistere a una delle date di questo tour che promette di essere memorabile!
Ma di Bella non è l’unico a calcare il palco del teatro Viviani. È atteso anche un altro musicista storico della canzone italiana, Tullio de Piscopo. Il cantante di “Andamento Lento” farà tappa al Trianon Viviani il 28 febbraio, nell’ambito de “I Colori della Musica - Live tour 2025”. Questo spettacolo segna una delle tappe più importanti del suo tour, che attraverserà anche la Puglia e la Sicilia.
Il concerto sarà un tributo speciale a Pino Daniele, una delle voci più autentiche della musica napoletana. Con la sua batteria e un inconfondibile groove, Tullio De Piscopo interpreterà i brani che hanno reso Pino Daniele un’icona, rendendo omaggio al suo stile unico.
Questa settimana si segnala anche un evento speciale dedicato a Eduardo De Crescenzo. Venerdì 28 febbraio, a partire dalle 21.00, si terrà un tributo emozionante all’interprete con Greg Rega, che riproporrà alcune delle sue canzoni più celebri. Il concerto si terrà a TheAtri – Cultura Napoletana, un luogo che saprà amplificare le emozioni della serata grazie alla luce soffusa delle candele e alla bellezza dei suoi spazi.
È online anche una nuova puntata di RunParade: l’appuntamento fisso con RunRadio, che vi consiglia le nuove uscite musicali, e non solo.
Questa settimana vi abbiamo proposto alcune delle novità più interessanti del genere pop, a cominciare da “Call me when you break up” di Selena Gomez, benny blanco e Gracie Abrams: un trio inedito ma ben riuscito.
Il brano, estratto dal joint album di Selena e benny – “I said I love you first”, in uscita il 21 marzo -, è una conversazione con una vecchia fiamma ancora mai spenta, perché la protagonista del brano non è pronta a lasciarla andare davvero.
Spazio anche per due album pubblicati il 21 febbraio: quello di Tate Mcrae, “So Close To What”, e di Sam Fender, “People Watching”. La nostra redazione ha scelto di proporvi “Revolving Door”, della popstar canadese che arriverà in Italia il prossimo 13 giugno, e la traccia che dà il titolo all’ultimo progetto discografico del cantautore britannico, che sarà possibile vedere in concerto il prossimo 13 marzo a Bergamo.
Pubblicato a sorpresa “Sottomarini”, di Mahmood. L’artista, reduce dalla sua esperienza come co-conduttore al Festival di Sanremo, ha voluto esprimere il cambiamento della società, soffermandosi su quanto oggi ci si soffermi sulle apparenze e non si vada in profondità: da qui la scelta del titolo.
Per conoscere i retroscena delle canzoni inserite e scoprire la classifica di questa settimana, non perdete il podcast di RunParade.
Enrico Guardascione
Mariachiara FAbozzi [...]
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Febbraio 24, 2025La Spezia con Una Cultura come il mare è la protagonista dell’ultima puntata del nostro podcast.
La città è capoluogo della provincia omonima in Liguria ed è il secondo comune della regione per popolazione, dopo Genova.
Il titolo del dossier non è solo una metafora ma un obiettivo concreto e si sviluppa lungo quattro direttrici principali: le Correnti con una cultura come il mare, i Venti con una cultura che ispira, le Onde con una cultura che rigenera e infine le Maree con una cultura che ritorna.
Il legame che unisce La Spezia e il mare ha reso la città un centro di eccellenza nel settore della nautica e sede di importanti Centri di Ricerca internazionali.
Il progetto Una cultura come il mare comprende 60 pagine, quattro linee di intervento e 33 iniziative, oltre alle attività e agli strumenti di comunicazione e promozione.
Abbiamo intervistato per l’occasione il sindaco di La Spezia che ci ha spiegato nel dettaglio le prospettive per il 2027 e l’importanza della partecipazione a questa iniziativa.
Il logo scelto per la candidatura di La Spezia per la Capitale Italiana della Cultura 2027 trae ispirazione dalla fontana futurista nel Palazzo delle Poste, opera simbolo progettata dall’architetto Angiolo Mazzoni.
Non perdere i podcast su RunRadio per scroprire tutte le curiosità sul progetto Una Cultura come il mare.
Ginevra Guarracino [...]
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Febbraio 24, 2025Siamo quasi alla fine di questo viaggio alla scoperta delle 10 città candidate per la Capitale italiana della cultura 2027.
Oggi è il turno di Gallipoli, città in provincia di Lecce con il progetto La bella tra la terra e il mare.
Il titolo per la candidatura non è casuale, poiché in greco città bella è il significato greco del nome Gallipoli: Kallípolis. Sia il mare che la terra poi, si uniscono e formano il legame che ha reso possibile lo sviluppo storico ed economico nell’evoluzione della metropoli.
Il dossier comprende un programma che valorizza il ricco patrimonio culturale della cittàe le tradizioni locali, per creare nuove opportunità per il territorio.
La città inoltre funge da anello di congiunzione tra la terra e il mare per la sua conformazione geografica: il centro urbano che è composto dalla città vecchia posizionata su un’isola collegata al resto della città con un ponte seicentesco, e il borgo invece che accoglie la parte più moderna.
Per questa occasione abbiamo intervistato il sindaco di Gallipoli Stefano Minerva.
La Perla dello Ionio, la Regina d’Italia del turismo estivo, si candida per il titolo di Capitale della cultura 2027 per valorizzare le sue tradizioni e garantire ai giovani uno spazio sempre più ricco COOLturalmente.
Non perderti i dettagli e l’intervista nel podcast di RunRadio.
Ginevra Guarracino [...]
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Febbraio 24, 2025Tra le 10 candidate per la Capitale italiana della cultura 2027 incontriamo Pompei con il progetto Pompei continuum.
La città campana è nota per la sua distruzione in seguito all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Il dossier verte su innumerevoli iniziative che come obiettivo hanno la realizzazione di un nuovo modello di crescita basato sullo sviluppo economico e culturale.
Quella di Pompei è una proposta ambiziosa che non solo vuole evidenziare il patrimonio culturale della città ma promuovere un messaggio di rinascita e innovazione, anche grazie al sostegno di oltre 50 comuni tra cui Napoli, Salerno e Benevento.
La sfida è lanciata: la Capitale della cultura potrebbe presto avere un nome che evoca la storia di una città distrutta, ma che con il tempo ha ricostruito il suo patrimonio COOLturale proprio da quelle rovine.
Non perdere il podcast e l’intervista su RunRadio per tutti i dettagli!
Ginevra Guarracino [...]
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Febbraio 24, 2025Incontro tempo è il nome del dossier protagonista in questa puntata dedicata a Sant’Andrea di Conza, paese in provincia di Avellino.
La candidatura a Capitale della cultura 2027 parte dal riscatto dei piccoli centri e dalla voglia di riscoprire piccole realtà dimenticate, nelle quali spesso il tempo sembra essersi fermato, ma non in questo caso.
La città vuole riscoprire la sua identità in un dialogo tra presente, passato e futuro per trasformare l’Alta Irpinia in una destinazione vivace e attiva tutto l’anno.
Il nome del progetto spiega l’importanza del tempo: non solo un semplice retaggio del passato ma un patrimonio vivo, pronto per le nuove generazioni.
Il sindaco di Sant’Andrea di Conza Gerardo D’Angola e il Project Manager Gerardo Grasso ci hanno parlato nel dettaglio del progetto.
Sant’Andrea di Conza con Incontro tempo mira a rilanciare l’Alta Irpinia restituendo centralità a un territorio interno.
Sarà il tempo di Sant’Andrea, COOLturalmente pronto per essere capitale?
Ginevra Guarracino [...]
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Febbraio 20, 2025COOLtura capitale atto quarto:dopo Savona e le sue Nuove Rotte per il futuro, la protagonista è Reggio Calabria, capoluogo calabrese che si candida a Capitale italiana della cultura 2027 con il progetto Cuore mediterraneo.
La città è storicamente legata alle vicende che hanno attraversato il Mediterraneo, il mare che ha segnato la storia del territorio, punto di incontro tra popoli, scambi culturali e commerciali.
L’obiettivo è quello di trasformare la città in un hub culturale internazionale, un laboratorio a cielo aperto dove la creatività sarà contaminata da diverse tradizioni. Ne abbiamo parlato con il sindaco Giuseppe Falcomatà.
Reggio Calabria ha conservato un grande patrimonio che ne testimonia la sua storia e le continue ricostruzioni della città hanno dato spazio ad un caleidoscopio di stili architettonici. Per la Candidatura a Capitale della cultura 2027 la città punta a valorizzare la rete museale territoriale, il complesso dei festival e degli eventi culturali storicizzati, la collaborazione tra istituzioni e le realtà associative, i monumenti e i simboli identitari della comunità.
Cuore mediterraneo sceglie come logo un’immagine stilizzata che rappresenta la luce del suo mare, la connessione tra culture diverse e complementari e la vocazione della città, frutto di una stratificazione storica protesa verso il dialogo, l’accoglienza, l’incontro e la pace.
Il logo racchiude le tematiche alla base della candidatura di Reggio Calabria: contaminazione, connessione ed inclusione, tutto racchiuso nel cuore che compone le due lettere RC e che rimane “aperto” a simboleggiare un abbraccio, l’accoglienza tipica della comunità reggina.
Innovazione, accoglienza e sostenibilità, sono le tre parole chiave del dossier, per garantire il massimo coinvolgimento della collettività, pronta ad offrire massima accoglienza e accessibilità.
Ginevra Guarracino [...]
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Febbraio 20, 2025COOLtura capitale, il podcast di RunRadio dedicato alla Capitale italiana della cultura 2027, continua il suo viaggio. L’ultima puntata l’abbiamo dedicata a Brindisi navigando con lei verso il futuro. Oggi è la volta di Savona e del suo progetto Nuove rotte per la cultura.
Savona è una città con una storia millenaria, è infatti la provincia più anziana d’Italia e la sua Liguria la regione più anziana d’Europa. Le prime tracce della città risalgono all’età del bronzo, anche se Savona vide il suo sviluppo a partire dalla dominazione carolingia, quando divenne sede della Marca di Savona.
La candidatura a Capitale italiana della cultura 2027 rappresenta un percorso che rivolge lo sguardo alle nuove storie economiche, scientifiche e culturali per tracciare Nuove rotte per l’evoluzione della città. In questo contesto Savona vuole progettare un nuovo modello di futuro, inedite rotte di spazio, di senso e di condivisione.
È un grande processo di sviluppo non solo per i cittadini di oggi ma per le generazioni future. Ce ne hanno parlato sia il sindaco Marco Russo che il project manager Paolo Verri.
L’ambizioso progetto di Savona esplora per davvero Nuove rotte, perché per il 2027 la città costruirà una rete con 9 città del Mediterraneo.
Tre sono italiane: Livorno, Ravenna, Taranto; una per ogni mare: Tirreno, Adriatico e Ionio; tre le europee: Valencia, Nizza e Mariupol. Infine tre extraeuropee: Tangeri, Acri e Tunisi.
Nove non saranno solo le città ma anche i temi che guideranno riflessioni e creatività tra visioni, storie inedite e istallazioni.
Ripensare la città e i suoi spazi attraverso la cultura porta due risultati: promuovere l’inclusione sociale e garantire l’innovazione di tutto il territorio.
All’interno delle 60 pagine del documento sono raccontate le rotte che la città in questi mesi ha intrapreso con migliaia di cittadini, protagonisti del processo.
La città millenaria, si candida per diventare un punto di riferimento per la gestione innovativa degli spazi di aggregazione e delle politiche culturali urbane.
Nuove rotte per la cultura porta Savona al di fuori di se stessa, pronta a riottenere un ruolo di prestigio in Liguria, in Italia, in Europa e nel Mondo.
Inizia da ora il viaggio che porterà alla scoperta della COOLtura.
Arriverà a destinazione vincendo il titolo di Capitale 2027?
Ginevra Guarracino [...]
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Febbraio 19, 2025Continua il nostro viaggio tra le città italiane con COOLtura Capitale.
Brindisi e il progetto Navigare il futuro sono i protagonisti di questa puntata.
In un’epoca di rapidi cambiamenti, la città si proietta come un Faro che genera luce oltre i suoi confini, pronta a guardare nella direzione di un nuovo futuro. Da qui parte il progetto.
Il Faro è l’elemento chiave del dossier che si sviluppa in due direzioni: i Fari materiali indicano istallazioni artistiche innovative in luoghi strategici della città, destinati a diventare nuovi simboli del paesaggio urbano e i Fari culturali, cherappresentanospazi come il Castello Alfonsino, il parco del Cillarese, e il nuovo Teatro Verdi, valorizzati per promuovere eventi culturali di arte e spettacolo.
Navigare il futuro vuole inoltre ridurre l’impronta dei combustibili fossili e utilizzare in modo efficace le risorse esistenti, tutto a favore dei cittadini.
Abbiamo intervistato il project manager Christopher Torch che ci ha spiegato gli obiettivi del dossier.
Brindisi con questo progetto non sarà più una semplice città industrializzata, ma un porto sicuro, pronto a rinnovarsi, riscoprirsi e illuminarsi proprio come un faro.
Ascolta il podcast e l’intervista al project manager Christopher Torch per non perdere tutti i dettagli.
Ginevra Guarracino [...]
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Febbraio 19, 2025È iniziato il nostro viaggio tra le 10 città candidate per la capitale italiana della cultura 2027.
La prima puntata di COOLtura capitale è dedicata ad Alberobello con il progetto Pietramadre.
Il dossier presentato dalla città barese comprende 65 pagine per un totale di quasi 200 azioni, per valorizzare le caratteristiche naturali, artistiche, architettoniche del territorio.
Per questa occasione abbiamo intervistato il project manager Pasquale Gatta che ci ha spiegato nel dettaglio gli obiettivi del progetto.
Alberobello in questa iniziativa non è sola; ad accompagnarla saranno altri tre Comuni: Castellana e le sue grotte, Polignano a Mare con la sua famosa scogliera e Noci, con le storiche masserie.
La Pietramadre ci conduce in un percorso che parte dal mare e attraversa grotte, uliveti e masserie fino a giungere al cuore pulsante della Puglia.
La Pietra è l’incontrastato elemento madre di questo territorio e diventa la metafora del solido legame tra i comuni coinvolti nel progetto.
Non perdere il Podcast e l’intervista su RunRadio per scoprire tutti i dettagli del progetto di Alberobello.
Ginevra Guarracino [...]
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Febbraio 17, 2025COOLtura Capitale è il nuovo format di RunRadio in occasione dell’iniziativa della Capitale della cultura 2027, nel quale vi raccontiamo storia, curiosità e progetti delle 10 città in gara.
La Capitale italiana della cultura nasce per sostenere, incoraggiare e valorizzare il patrimonio culturale italiano, evidenziare la creatività, l’innovazione, l’incremento economico e il benessere individuale e collettivo. Inoltre incoraggia il turismo e si propone come strumento per raggiungere gli obiettivi in merito allo Sviluppo Sostenibile dell’Onu.
L’iniziativa ha origine nel 2014 dall’allora ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini, dopo la selezione di Matera come Capitale europea della cultura e il Programma Italia 2019.
La scelta delle candidate per il 2027 comprende sia grandi città, che piccoli centri spesso dimenticati ma ugualmente ricchi di storia: Alberobello presenta Pietramadre; Aliano invece Terra d’altrove; Brindisi propone Navigare il futuro; Gallipoli ci racconta il progetto La bella tra la terra e il mare; La Spezia poi Una cultura come il mare; Pompei si candida con Pompei continuum; Pordenone intitola l’iniziativa Pordenone 2027. Città che sorprende; Reggio Calabria invece Cuore del Mediterraneo, Sant’Andrea di Conza propone Incontro tempo e infine Savona introduce Nuove rotte per la cultura.
Quest’anno le audizioni pubbliche si terranno il 25 e 26 febbraio e il 28 marzo sarà proclamata la vincitrice attraverso la selezione del dossier presentato dalle candidate.
Per non perderti tutti i dettagli ascolta il nuovo podcast COOLtura Capitale su RunRadio.
Ginevra Guarracino [...]
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Febbraio 17, 2025Torna a teatro lo spettacolo Masaniello il musical di Tato Russo. Venerdì 21 febbraio 2025 alle ore 21 andrà in scena la prima al Teatro Politeama di Napoli. Ambientato tra le strade e le piazze della Napoli barocca, il musical combina musica, danza e recitazione, dando vita a un’esperienza teatrale coinvolgente e totale.
Al centro della narrazione vi è la vicenda di Masaniello, leader della rivolta del 1647 contro le ingiustizie fiscali imposte dagli Spagnoli. La rappresentazione non si limita a narrare i fatti storici, ma esplora i sentimenti, le ambizioni e le contraddizioni di un uomo che, mosso dall’amore per il suo popolo, ha sacrificato sé stesso per un ideale più grande.
Masaniello il musical si distingue per una regia dinamica, Renato De Rienzo e Maurizio Sansone riprendono quella dell’autore, che sfrutta al massimo il potenziale del linguaggio musicale e teatrale. I brani evocativi e le scenografie creano un’atmosfera che catapulta lo spettatore nel cuore degli eventi. Lo spettacolo si avvale di un cast di giovani talenti che, attraverso le loro interpretazioni, danno vita ai personaggi principali, rendendoli umani e vicini al pubblico.
Per maggiori informazioni, ascoltate il podcast sull’argomento su Runradio, con interviste esclusive a Renato De Rienzo e Francesco Boccia (nella foto in pagina), attore protagonista dello spettacolo.
Renato Mormile [...]
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Febbraio 17, 2025C’è solo musica internazionale nel nuovo appuntamento con RunParade: dopo la valanga di brani sanremesi il format di RunRadio vi consiglia le nuove uscite musicali della settimana.
Una puntata tutta dedicata ai suoni d’oltreoceano, che comincia parlando del dissing tra Kendrick Lamar e Drake. Quest’ultimo, venerdì 14 febbraio ha pubblicato il suo ultimo progetto: SOME SEXY SONGS 4 U, in collaborazione con PARTYNEXTDOOR.
Un altro joint album di cui abbiamo trattato è Who believes in angels?, di Elton John e Brandi Carlile. Abbiamo scelto di farvi ascoltare il brano omonimo, primo singolo estratto da questo lavoro. L’album, in uscita il 4 aprile, è stato scritto in appena venti giorni a Los Angeles dai due artisti, che si sono trovati subito in sintonia.
Spazio anche per Morgan Wallen, che dopo il featuring con Post Malone è tornato con I’m the problem: un brano intenso, che parla della fine di una storia d’amore particolarmente complicata, utilizzando la metafora della benzina che diventa fiamma e finisce per bruciare ogni cosa; e per lo svizzero James Marriott, con I don’t want to live like this: un inno al cambiamento personale, alla rinascita di sé.
La puntata non poteva non concludersi con Sabrina Carpenter e la versione deluxe del suo album Short and sweet, che contiene cinque nuove tracce. Runradio vi ha proposto Please please please con il featuring dell’icona country Dolly Parton.
Per ascoltare i brani e scoprire i retroscena, non perdete RunParade!
Il podcast a cura di Emanuele Erro e Mariachiara Fabozzi. [...]
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Febbraio 14, 2025Ultimo appuntamento con “Di Che Sanremo Sei?”, il podcast con cui RunRadio vi ha tenuto compagnia durante la settimana del Festival.
Se Napoli non ha fatto faville nella gara tra big, a portarla alla ribalta ci ha pensato Settembre con la vittoria nella finale della categoria “Nuove Proposte” con il brano “Vertebre”. La canzone del giovane cantautore è riuscita a far breccia nei cuori degli spettatori da casa più dell’altra finalista, ovvero “Rockstar” di Alex Wyse.
La vittoria di Settembre con “Vertebre” è stata soltanto la punta dell’iceberg di una terza serata resa memorabile grazie alla presenza di quattro ospiti d’eccezione: Edoardo Bennato, che ha inaugurato la serata con “Sono solo canzonette”; Ermal Meta, che si è esibito con il brano “Vietato Morire” dal Suzuki Stage; Iva Zanicchi, a cui è stato consegnato il premio alla carriera; e, dulcis in fundo, i Duran Duran, tornati a Sanremo dopo quasi 40 anni.
L’iconica band britannica ha sfoggiato alcuni tra i brani più famosi della propria carriera: da “Invisible” a “Notorius”, passando per “Ordinary World” e, come punta di diamante, “The Wild Boys”.
Focus, adesso, sulla competizione vera e propria: come mercoledì sera, 15 cantanti si sono esibiti per la seconda volta sul palco dell’Ariston. Nella TOP 5 decretata da Televoto e Giuria della Radio figurano i Coma Cose, Brunori Sas e Francesco Gabbani, ma i preferiti del pubblico sono stati Irama e, soprattutto, Olly, che con la sua “Balorda Nostalgia” sta facendo emozionare l’Italia intera della canzonetta.
In vista dell’atto conclusivo del Festival, abbiamo chiesto agli studenti del Suor Orsola Benincasa chi pensano e chi sperano che vinca Sanremo. Ma non solo: Andrea Silenzi, giornalista musicale di Repubblica, nostro commentatore per l’intera settimana, ha espresso un parere alla vigilia della finale che andrà in scena domani sera. Trovate questo e molto altro nel nostro podcast in onda su RunRadio.
Arrivati a questo punto, non resta altro che immergerci nella stravaganza e nell’inventiva della serata cover, per poi attendere con il cuore in gola l’annuncio del vincitore della 75ª edizione del Festival di Sanremo Vincerà Giorgia nella foto di Paolo Santambrogio), Achille Lauro oppure Olly? O la spunteranno a sorpresa outsider come Brunori Sas, Simone Cristicchi e Lucio Corsi? Lo sapremo tra qualche ora.
Alex Iozzi [...]
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Febbraio 13, 2025Sanremo è Sanremo e infatti anche la seconda serata ha tenuto incollati alla Tv quasi 12 milioni di spettatori, con uno share del 64,5%, complici soprattutto gli ospiti e i co-conduttori: la coppia Frassica-Malgioglio si è rivelata vincente, Bianca Balti ha lasciato tutti senza fiato e Damiano David ha illuminato l’Ariston. La classifica provvisoria, costituita da 5 nomi, è stata stilata sulle preferenze della giuria radio e del pubblico a casa.
Il Sanremo di Carlo Conti esagera un po’ nel suo rigore, nella sua puntualità; il politically correct che lo caratterizza paga lo scotto della poca spontaneità: di questo e altro abbiamo parlato con Andrea Silenzi, giornalista musicale di Repubblica.
La terza serata del Festival di Sanremo, quindi, si preannuncia avara di sorprese come le precedenti: dopo 40 anni, fanno il loro ritorno sul palco dell’Ariston i Duran Duran (qui in foto), super ospiti della serata assieme a Edoardo Bennato. Ascolteremo, poi, i 14 big che non hanno cantato ieri e scopriremo chi, tra Settembre e Alex Wyse, vincerà la gara delle nuove proposte.
Dopo la quarta serata – quella delle cover – che si prevede inevitabilmente più vivace, non resta che sperare in una finale in volata, nella quale Carlo Conti sappia rinunciare alla disciplina per lasciarsi andare all’entusiasmo.
Per non perdere aggiornamenti e curiosità sul Festival Sanremo ascolta il podcast su Run Radio.
Francesca Mainardi [...]
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Febbraio 12, 2025Con uno share del 65,3% la prima serata della 75esima edizione del Festival di Sanremo ha conquistato la vetta degli ascolti televisivi, che per la prima volta hanno tenuto conto anche degli spettatori in streaming.
Nonostante il grande successo, la prima serata del Festival non ha davvero conquistato i cuori della critica, mostrando una competizione priva di picchi e non particolarmente avvincente. L’esibizione di Jovanotti – super ospite della serata – è stata sicuramente l’apice dello show, difficilmente sfiorato dalle performance di alcuni concorrenti: a distinguersi sono stati solo i 5 nomi votati dalla sala stampa (Nell’immagine il cantautore con i conduttori. Foto Agi per ufficio stampa Rai).
Run Radio ha ascoltato anche il parere di Carmine Aymone, critico musicale e giornalista del Corriere del Mezzogiorno, che ha evidenziato, tra l’altro, come la scena musicale napoletana a Sanremo quest’anno sia debolmente rappresentata.
Ha poi parlato ai nostri microfoni Settembre, concorrente napoletano in gara tra le nuove proposte con il brano Vertebre: pronto a esibirsi stasera, potrebbe essere lui a riscattare il nome della città sul palco dell’Ariston.
Nel frattempo è stata pubblicata la scaletta ufficiale della seconda serata, che vede protagonisti 15 dei 29 Big in gara, oltre a una serie di ospiti speciali che affiancheranno Carlo Conti alla conduzione.
Per restare aggiornato sul Festival di Sanremo con interviste e curiosità non perdere il podcast su Run Radio.
Francesca Mainardi [...]
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Febbraio 11, 2025Finalmente è Sanremo! Stasera su Rai 1 va in onda la prima puntata del Festival di Sanremo, una prova del nove per Carlo Conti che ha l’arduo compito di sostenere la pesantissima eredità di Amadeus; ad affiancarlo sul palco ci saranno Antonella Clerici e Gerry Scotti, insieme con un ospite d’eccezione: Jovanotti.
Di questo cambio di guardia abbiamo parlato con il giornalista musicale di Repubblica Andrea Silenzi, al quale abbiamo chiesto anche un commento sui cantanti dati come favoriti.
I nomi degli interpreti destinati al podio sono diversi e ancora incerti, ma uno fra tutti è particolarmente ricorrente: Giorgia, con il suo brano La cura per me.
Anche Simone Cristicchi è tra i preferiti della stampa e del pubblico social, sin dalla pubblicazione del testo di Quando sarai piccola, che in tempi brevissimi ha fatto il giro del web.
Spuntano poi i nomi di Serena Brancale, Willie Peyote, Olly e Achille Lauro, che hanno incuriosito coloro che hanno avuto il piacere di ascoltare i brani in anteprima.
Nel frattempo, in queste ore, a Sanremo si sono tenute le prove generali del Festival e l’ultima conferenza stampa di Carlo Conti col suo entourage (nella foto un’immagine della conferenza gentilmente concessa dall’Ufficio Stampa Rai).
Per non perdere tutti gli aggiornamenti sul Festival di Sanremo ascolta il podcast su Run Radio.
Francesca Mainardi [...]
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Febbraio 10, 2025Con il progetto Brendel Flowers Unisob appassiona e avvicina i giovanissimi alla scienza.
Il programma STEM promosso dal Miur ha esattamente questo scopo: tirar fuori quella meraviglia e quello stupore che si hanno dinanzi a una nuova scoperta, a qualcosa di sconosciuto che stimola intuito e ingegno.
Scienza, tecnica, ingegneria e matematica sono le discipline primarie del progetto varato dal Miur e Unisob ha messo a disposizione per tutta la settimana in calendario dal 4 all’ 11 febbraio, gli spazi del Museo scientifico all’interno dell’antica Cittadella monastica. Sul finire dell’Ottocento la Principessa di Strongoli Adelaide Pignatelli – all’epoca governatrice dell’istituzione – aveva già intuito quanto le attività scientifiche e sperimentali fossero fondamentali per la formazione e l’educazione giovanile e ancor di più per riallacciarsi alla vita e al contesto naturale.
Oggi insieme con la collezione scientifica, macchine, modelli e reperti naturalistici, l’Antico ‘Laboratorio Scientifico di scienze naturali, fisica e chimica’ dell’Istituto Suor Orsola Benincasa mette a disposizione dei visitatori un insieme di ‘Modelli Brendel’ in cartapesta che riproducono piante, strutture vegetali e fiori acquistati nel 1906-1907 per il corso di scienze del botanico Fridiano Cavara, allora docente di scienze presso l’Istituto e direttore dell’Orto Botanico di Napoli.
Si tratta di un insieme di modelli provenienti dall’antica fabbrica di Breslavia che nel XIX secolo faceva parte del fruttuoso ciclo produttivo di esemplari morfologici e anatomici di fiori, frutti e piante destinati proprio all’insegnamento della Botanica.
”Grazie all’interazione tra artigiani modellatori e professori di Botanica – ci spiega Francesca Nicolais ricercatrice Unisob e coordinatrice del progetto – vennero realizzate fedeli riproduzioni delle piante e delle loro strutture a partire da materiali semplici e di costo contenuto quali carta, colle e gelatine”.
La raccolta della manifattura Brendel fa parte di un progetto più ampio per il quale il Laboratorio delle scienze di Ateneo prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie anche per la catalogazione e la fruizione dei modelli, tra cui la creazione di un archivio condiviso in open access.
”A breve riusciremo a dar vita a un’unica piattaforma web – racconta ancora – su cui far convergere tutta la ricerca e con essa potrà interagire un pubblico ampio sia manipolando i digital twin sia approfondendo temi di ricerca che riguardano la botanica, la biomimetica, le nuove tecnologie per la valorizzazione dei beni culturali e sicuramente uno su tutti il tema della sostenibilità. Sentirete parlare ancora di Flowersensation e dei bizzarri fiori dell’antica manifattura Brendel!”.
Ascolta il nostro Podcast con l’intervista di Bruno Stampa a Paola Cennamo, docente di Conservazione e restauro dei Beni Culturali; le informazioni per accedere al Laboratorio delle Scienze Unisob e al Museo storico sul sito Unisob e su https://www.unisob.na.it/ente/b003_a.htm?vr=1
daniela cardone [...]
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Febbraio 10, 2025Sono davvero tutti pronti per il Festival di Sanremo? Tra musica, gossip e polemiche, il Festival della canzone italiana andrà in onda martedì 11 febbraio, facendo man bassa di ascolti televisivi.
Ma il monopolio sanremese è davvero tale? Andando a intervistare studenti e docenti per i corridoi del Suor Orsola Benincasa, ci siamo accorti che il numero di coloro che non seguono Sanremo è molto più alto di quanto non ci aspettassimo: è per questo che la nuova puntata del podcast Di che Sanremo sei? è dedicata proprio a coloro che non seguono il Festival.
Una vera e propria rivendicazione di disinteresse, perché Sanremo non sempre è Sanremo: allora abbiamo ascoltato gli studenti che non guardano il Festival, raccogliendo le loro opinioni e le loro motivazioni; dopodiché, ci siamo impegnati a trovare all’interno del palinsesto sanremese artisti che incarnassero uno stile più alternativo, che si discostassero dal panorama pop italiano.
Dal cappello di Carlo Conti abbiamo così estratto Willie Peyote, artista spesso politicamente schierato, quest’anno in gara con Grazie ma no grazie (qui in una foto di Davide D’Ambra), e Joan Thiele, che porterà sul palco di Sanremo la sua voce eterea e i suoi toni vintage, tra il soul e l’RnB, con il brano Eco.
Infine, è intervenuto ai nostri microfoni Raffaele Cascone, storico giornalista e radiofonico, ora psicoterapeuta sistemico relazionale dell’Università di Palermo: con la sua ironia pungente ci ha restituito uno sguardo lucidissimo – e antagonista – sul format di Sanremo e l’industria musicale che lo alimenta.
Per saperne di più, ascolta l’ultima puntata del podcast Di che Sanremo sei? su Run Radio!
Francesca Mainardi [...]
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Febbraio 10, 2025E’ online il nuovo appuntamento con RunParade: il format di RunRadio che vi consiglia alcune tra le nuove uscite musicali, e non solo.
Questa settimana il tema Grammy è stato ricorrente: abbiamo parlato di ben tre artiste che hanno partecipato alla serata; alcune, vincitrici.
A cominciare da Doechii con la sua “Nosebleeds”, pubblicata a sorpresa per festeggiare la vittoria come “Best Rap Album”: “Alligator Bites Never Heal”. Si tratta di un brano molto diretto, con cui la cantante risponde alle critiche mosse dai giornalisti. La frase chiave del testo è sicuramente “I guess we’ll never know”: una citazione al discorso di Kanye West quando si trovò in una situazione simile a quella di Doechii. Infatti, in entrambi i casi si scommetteva su quali follie avrebbero compiuto al momento della sconfitta, ma… “non lo sapremo mai”.
Un altro brano da segnalare non può che essere “Abracadabra”, di Lady Gaga (qui in una foto di Jasmine SAfaeian) . Con un video che fa parlare ampiamente di sé – una reference alla “Signora in rosso”, per rappresentare il conflitto fra la sua solarità e il lato più scuro che la contraddistingue – Gaga conquista ancora una volta il pubblico con un brano che musicalmente torna al pop delle origini, con cui è arrivata al successo. Reduce dal premio come “Best Duo” ai Grammy per “Die with a Smile” con Bruno Mars, torna sulla scena musicale con un brano pieno di energia: un assaggio dell’album “MAYHEM”, che sarà disponibile dal 7 marzo.
Attenzione anche a “Demoni”, di Emis Killa. Avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo proprio con questa canzone, ma ha scelto di ritirarsi in seguito alle accuse ricevute. Il testo racconta di una relazione tossica, di cui si conosce da subito l’epilogo. Il protagonista ne è pienamente consapevole: canta “Tanto so già che finirà così, c’est la vie”, ma non riesce a staccarsi dalla sua lei.
Di relazioni tossiche ha parlato anche Giveon, in “Twenties”. Il cantante, dopo un featuring con Teddy Swims, si sfoga in un brano dal sapore soul con la ragazza per la quale ha “sprecato i suoi vent’anni”.
Per ascoltare i brani e scoprire la classifica di questa settimana, non perdete RunParade!
A cura di Eleonora Pocch e Mariachiara Fabozzi. [...]
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Febbraio 6, 2025Sei già pronto per il Festival di Sanremo? Ogni settimana, fino all’11 febbraio, RunRadioti accompagna nella marcia di avvicinamento al Festival, portandoti notizie, curiosità e approfondimenti.
In questo episodio parliamo di tre grandi della musica italiana. Primo tra questi è Massimo Ranieri, vincitore dell’edizione del 1988 con la celebre Perdere l’amore. Quest’anno segnerà la sua ottava partecipazione al Festival. L’interprete presenterà il brano Tra le mani un cuore. Per la serata cover, il cantautore partenopeo ha invece scelto d rendere omaggio a Pino Daniele cantando Quando, accompagnato dai Neri per Caso. Nel nostro podcast, ripercorriamo insieme la straordinaria carriera di Massimo Ranieri, dagli inizi fino ad oggi.
Altra partecipazione illustre al Festival di Sanremo di quest’anno è quella di Giorgia, alla sua quinta esibizione sul palco dell’Ariston con il brano La cura per me, che vede tra gli autori anche Blanco. La cantante, che ha trionfato al Festival nel 1995 con Come saprei, promette scintille nella serata cover in coppia con Annalisa con la versione di Skyfall di Adele, pronte ad emozionare tutti con le loro voci.
Torna al Festival anche Noemi, anche lei all’ottava partecipazione. Il brano in gara s’intitola Se t’innamori muori e parla della necessità di superare la paura di amare. La cantante romana (qui nella foto di Nicolò Parsenziani) non ha mai vinto a Sanremo, ma si è resa protagonista di un momento storico nel 2010: a seguito della sua esclusione durante l’ultima puntata, l’orchestra ha lanciato gli spartiti sul palco, in totale disaccordo con il risultato.
Sono solo alcune delle novità che troverai in questa prima puntata di “Di che Sanremo sei?”, il podcast che ti racconta ogni dettaglio del Festival.
Renato Mormile [...]
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Febbraio 3, 2025Sei già pronto per il Festival di Sanremo? Che tu faccia parte dei fan sfegatati che non perdono nemmeno un dettaglio o che non sappia nemmeno chi sarà il conduttore, “Di che Sanremo sei?” è il podcast che fa per te. Ogni settimana, fino all’11 febbraio, RunRadio ti accompagna nella marcia di avvicinamento al Festival, portandoti notizie, curiosità e approfondimenti. Perché alla fine, Sanremo è Sanremo. E tu, di che Sanremo sei?
Nel primo episodio, facciamo il punto sulle novità in arrivo dalla 75esima edizione del Festival. Confermato alla conduzione, Carlo Conti ha recentemente svelato i duetti che caratterizzeranno la quarta serata, quella dedicata alle cover. In più, sono stati annunciati altri 27 brani che andranno a completare la gara principale.
Tra i nomi nuovi, spicca quello di Serena Brancale, che calca per la prima volta il palco dell’Ariston con il brano “Anema e core” e un duetto con Alessandra Amoroso. La cantante pugliese, nota per il suo mix di soul, R&B e dialetto barese, ha fatto ballare tutta l’estate con il singolo “Baccalà”, che è esploso sui social. Scopri di più su Serena nel nostro podcast, dove abbiamo raccolto tutte le ultime su di lei.
Un’altra grande sorpresa di quest’edizione è Brunori Sas, che debutterà a Sanremo con il brano “L’albero delle noci” (nella foto di Chiara Mirelli). Il cantautore calabrese si unisce a Dimartino e Riccardo Sinigallia per un duetto speciale, in cui renderanno omaggio a Lucio Dalla con “L’anno che verrà”. Noi di RunRadio siamo pronti a lasciarci emozionare dalla sua musica, e tu?
Dopo aver partecipato nel 2021 e nel 2023, i ComaCose tornano al Festival con “Cuoricini”. Il duo, insieme tanto sul palco quanto nella vita privata, ci regalerà un’altra performance intensa e ricca di emozione. Nella serata delle cover, inoltre, ci faranno rivivere un pezzo iconico degli anni ’80, “L’estate sta finendo” dei Righeira.
Sono solo alcune delle novità che troverai in questa prima puntata di “Di che Sanremo sei?”, il podcast che ti racconta ogni dettaglio del Festival. Non perderti i prossimi episodi con interviste, curiosità e molto altro. Rimani con noi su RunRadio per vivere al meglio l’attesa del Festival.
Jacopo Visco [...]
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Febbraio 3, 2025È online una nuova puntata di RunParade: l’appuntamento di RunRadio che vi aggiorna sulle uscite musicali e vi fa scoprire alcuni retroscena.
I brani in evidenza per questa settimana spaziano dal rap al pop: abbiamo parlato di diversi artisti e collaborazioni ben riuscite, tra cui Jake La Furia con Bresh (la foto in pagina è di Asia Michelazzo).
Il rapper, dopo la reunion con i Club Dogo e l’esperienza come giudice a X Factor, pubblica il suo nuovo album, “Fame”, prodotto da Night Skinny.
Nella tracklist tanti featuring interessanti, e noi vi abbiamo proposto “Generazioni”, assieme al cantante genovese in gara al prossimo Festival di Sanremo.
Altro brano dal sapore allegro è “Chasing paradise”, di Kygo con gli One Republic. Una canzone tutta da ballare, che esplora il tema della felicità: quella felicità irraggiungibile, o che forse è sempre sotto i nostri occhi.
Tra i nuovi album pubblicati è da segnalare quello di Jovanotti: “Il Corpo Umano – Volume 1”, anticipato dai singoli “Montecristo” e “Fuorionda”. In questa puntata è stato messo in risalto “Celentano”: un omaggio all’artista, nato durante una cena con degli sconosciuti in cui Celentano era l’argomento ricorrente.
Spazio anche per The Weeknd, con l’album “Hurry Up Tomorrow”. Questo lavoro chiude una trilogia cominciata nel 2020, e anche un capitolo per l’artista che lo ha presentato a sorpresa durante la notte dei Grammy Awards. Infatti, potrebbe trattarsi dell’ultimo progetto discografico con lo pseudonimo con cui tutti lo conosciamo. Nel frattempo, abbiamo pensato di farvi ascoltare “Dancing in the flames”, primo brano estratto da questo lavoro.
Per conoscere i retroscena, ascoltare i brani e scoprire la hit parade di questa settimana, non perdete il nostro podcast su RunRadio a cura di Mariachiara Fabozzi. [...]
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Gennaio 29, 2025Martedì 11 febbraio torna puntuale su Rai 1 il Festival di Sanremo – giunto quest’anno alla sua 75esima edizione – e RunRadio ha deciso di ingannare l’attesa con Di che Sanremo sei?, un podcast a cura di Marco Marsiglia e Francesca Mainardi.
In ogni puntata faremo il punto di tutte le novità e ci rinfrescheremo la memoria, presentando di volta in volta i conduttori, gli artisti in gara e i brani che li hanno resi celebri, ma non solo: i veri protagonisti saranno i nostri ascoltatori!
Studenti e docenti del Suor Orsola Benincasa interverranno, infatti, ai nostri microfoni per dire la loro, raccontando eventuali abitudini sanremesi, i cantanti per cui fanno il tifo, aneddoti e molto altro. A ognuno di loro la domanda: “Di che Sanremo sei?”
Nella prima puntata abbiamo ricordato i successi di Francesco Gabbani, quest’anno in gara con Viva la vita, seguito poi da Clara, alla sua seconda partecipazione al Festival con il brano Febbre. Infine, abbiamo ripercorso la recente carriera dei The Kolors (nella foto in pagina), che quest’anno calcheranno il palco dell’Ariston con Tu con chi fai l’amore.
Per restare aggiornato sulle ultime novità e conoscere le voci di corridoio del Suor Orsola Benincasa, ascolta Di che Sanremo sei?, il nuovo podcast di RunRadio in attesa del Festival della canzone italiana. [...]
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Gennaio 27, 2025Nuovo appuntamento con UNIWORLD, il podcast che tiene aggiornati gli studenti del Suor Orsola Benincasa sui principali eventi in programma ogni settimana all’università.
Il piatto forte dei prossimi sette giorni è rappresentato dal Myllennium Award 2025. Giunto alla sua undicesima edizione, l’evento è volto alla valorizzazione del talento degli studenti universitari con la possibilità di poter presentare progetti in vari ambiti, quali Giornalismo, Cinema, Musica, Imprenditoria e Startup.
I lavori presentati dagli studenti verranno valutati da un comitato tecnico-scientifico, che vanta presenze illustri come Barbara Carfagna e Nicola Barone, giornalisti rispettivamente di Rai 1 e Il Sole 24 Ore, Paolo Genovese, regista di “Perfetti Sconosciuti” (la foto in pagina è tratta dal suo sito non ufficiale), Valerio Vicari, direttore artistico di Roma Tre Orchestra e Massimiliano Montefusco, amministratore delegato di RDS. La giuria d’eccezione premierà i progetti più meritevoli con ricompense in denaro e opportunità formative e professionali. Per partecipare è necessario compilare il modulo di iscrizione sul sito MyllenniumAward.org entro il 5 maggio.
Oltre agli eventi, la settimana universitaria in casa Unisob è ricca di nuove opportunità per alcune categorie di studenti.
Partendo dai tirocini aperti a tutti, la Cesc Project offre per gli studenti dai 18 ai 29 anni la possibilità di uno stage retribuito con durata di dodici mesi presso l’istituto Paritario Venerini Garden, situato nel cuore del centro storico di Napoli. Intitolato “Solo Se Sognati”, il progetto consentirà ai candidati di svolgere attività quotidiane relative alla scuola, affiancando docenti in pratiche didattiche curriculari ed extracurriculari. Gli interessati potranno inviare entro il 18 febbraio alle ore 14:00 il proprio curriculum all’indirizzo e-mail venerinigarden@virgilio.it e in copia conoscenza a jpformazione@unisob.na.it con oggetto “candidatura per Servizio Civile”.
Da opportunità generali si passa ad altre limitate a una cerchia più ristretta di studenti.
La Green Tech Solution offre ai laureandi in Economia e in Scienze della Comunicazione l’occasione adatta per fare esperienza in ambito lavorativo attraverso uno stage presso la propria sede di Napoli in Via Elvira Notari, 38.
I candidati nell’ambito della comunicazione saranno coinvolti in attività di promozione aziendale, mentre i laureandi in economia acquisiranno esperienza di bilancio e analisi aziendale con focus sulla preparazione di un business plan. Gli interessati dovranno inviare il proprio curriculum in formato europeo entro il 30 aprile 2025 all’indirizzo e-mail federica.cioccolanti@gmail.com con oggetto “Stage presso Green Tech Solution s.r.l. area comunicazione o economia”.
Per concludere, altre buone notizie per i laureandi in Scienze della Comunicazione: anche Acquapazza srl, brand italiano dell’arredo bagno, permette di svolgere uno stage della durata di 5 mesi presso la sede aziendale di Trentola Ducenta. Le figure richieste dovranno occuparsi dell’area marketing e della promozione dei prodotti attraverso i canali social dell’azienda. Se sei interessato, invia il tuo curriculum entro il 1° aprile 2025 all’indirizzo e-mail info@acquapazzadesign.it e info@bsolid.it.
Per ulteriori approfondimenti, ascolta il nostro podcast “UNIWORLD” in onda su RunRadio.
Alex Iozzi [...]
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Gennaio 24, 2025Buona la prima – teatro è il format di RunRadio che sbircia fra i cartelloni teatrali della città di Napoli e vi propone i titoli più interessanti della settimana.
In questa puntata abbiamo presentato due spettacoli ispirati a scrittori, entrambi francesi, e due spettacoli musicali proposti dal teatro della canzone napoletana.
Il primo palco nominato è quello del Teatro Mercadante che dal 24 al 26 gennaio propone il nuovo spettacolo di Romeo Castellucci, un artista poliedrico appassionato di regia, ma anche di creazioni di scene, luci e costumi, noto inoltre a livello mondiale per aver creato un teatro fondato sul concetto di arte totale. Lo spettacolo è una libera ispirazione a “Bérénice”, il classico della letteratura francese scritto nel 1670 da Jean Racine. Dopo il debutto francese a Montpellier e la prima tappa italiana alla Triennale di Milano nella scorsa stagione, il lavoro arriva a Napoli
In scena, stella fissa della piéce, c’è una diva del cinema europeo: un’attrice da sola incarna “Bérénice”: è Isabelle Huppert (nella foto di Jean Michel Blasco), la sineddoche dell’arte della Recitazione del teatro d’occidente, secondo Castellucci. “Lei è l’attrice – ma anche l’attore – per definizione; è il Teatro stesso che si manifesta, ancor prima del significato che porta”.
Anche il Teatro Bellini propone un omaggio ad uno scrittore, poeta e drammaturgo francese, questa volta Jean Cocteau. Dal 25 gennaio al 2 febbraio andrà in scena “I parenti terribili”, un testo che, come si può intuire dal titolo, racconta di una famiglia chiusa in sé stessa e refrattaria a qualsiasi stimolo esterno.
In conclusione il Trianon Viviani, da buon teatro della canzone napoletana, offre al pubblico un weekend musicale. Venerdì 24 gennaio è dedicato agli appassionati di musica tradizionale e world music con lo spettacolo di Eugenio Bennato dal titolo “Musica del mondo”: un viaggio musicale che attraversa quasi cinquant’anni di ricerca sulla musica popolare e su come questa si sia poi sviluppata, per l’appunto, nella” world music”.
Sabato 25 è invece dedicato agli amanti di musica prettamente napoletana, con un omaggio di Fiorenza Calogero a Raffaele Viviani. La cantattrice partenopea propone uno spettacolo che vuole reinterpretare i capolavori di Viviani attraverso una sua personale lettura musicale.
Ascolta questo podcast per conoscere tutte le curiosità relative agli spettacoli nominati e resta connesso su RunRadio per i prossimi aggiornamenti.
Patrizia Castelli [...]
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Gennaio 24, 2025Anche questa settimana, RunParade vi tiene aggiornati sulle nuove uscite musicali, raccontandovi i retroscena che hanno ispirato alcuni dei brani.
In evidenza per questo appuntamento, gli Imagine Dragons (nella foto in pagina). In attesa del concerto allo stadio Maradona il prossimo 21 giugno, pubblicano “Dare U” in featuring con NLE Choppa: un brano che unisce il rap al rock alternativo e invita gli ascoltatori a non abbattersi davanti alle difficoltà, a reagire con determinazione.
Tornano i Jonas Brothers e il produttore statunitense Marshmello con “Slow Motion”. Non è la loro prima collaborazione, perché arrivano da “Leave Before You Love Me” nel 2021. Con questo ultimo progetto ci ricordano l’importanza di fermarsi e godere il presente, sempre più difficile in un mondo che corre.
Spazio anche per nuovi album: Gazzelle, con INDI, e gli SLF, con “We The Squad 2”. Il gruppo formato da MV Killa, Lele Blade, Vale Lambo, Yung Snapp e Niko Beatz regala ai fan tante collaborazioni in questo nuovo lavoro. Da segnalare quella con Guè, che a breve rivedremo sul palco del Festival di Sanremo.
Proprio il rapper, con il suo nuovo album “Tropico del Capricorno”, è stato protagonista della hit parade di questa settimana.
Per scoprirne di più e ascoltare i brani, non perdete il nostro podcast su RunRadio, a cura di Emanuele Erro e Mariachiara Fabozzi. [...]
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Gennaio 24, 2025Lo scorso 23 gennaio sono state annunciate a Los Angeles, in ritardo a causa dei disagi legati agli incendi in California, le candidature ai Premi Oscar 2025, che saranno assegnati domenica 2 marzo al Dolby Theatre di Hollywood.
Rivelate in diretta da Rachel Sennott e Bowen Yang, le nomination danno risalto ai migliori titoli e ai protagonisti delle opere cinematografiche della passata stagione distribuiti in 23 categorie.
Delusione per l’Italia: Vermiglio di Maura Del Pero non rientra nell’elenco dei Migliori film stranieri; ma Isabella Rossellini ha ricevuto la sua prima candidatura al premio come Migliore attrice non protagonista per il ruolo di Suor Agnes in Conclave di Edward Berger.
Le nomination vedono Emilia Pérez favorita con ben 13 candidature, seguito da The Brutalist, già vincitore del Leone d’argento a Venezia, e da Wicked con 10 candidature.
Seguono A Complete Unknown e Conclave con 8 nomination ma spiccano nel coro blockbuster come Dune – Parte due, tra i Migliori film e anche produzioni indipendenti di richiamo come Anora e The Substance.
Tra gli attori è sfida aperta tra Adrien Brody e Timothée Chalamet che, in caso di vittoria, sarebbe la star maschile più giovane a conquistare il premio. Tra le attrici protagoniste, ultra favorita Demi Moore con The Substance.
Zoe Saldana, che già ha vinto il Golden Globe come Miglior attrice non protagonista, potrebbe vincere ancora ma deve vedersela, tra le altre, con Ariana Grande, nominata per il molto apprezzato Wicked.
Kieran Culkin ed Edward Norton rivaleggiano nella categoria Migliore attore non protagonista.
Per conoscere i vincitori, l’appuntamento è per la notte del 2 Marzo
Intanto, nella nuova puntata di Buona La Prima Cinema, si parte dal Cinema Metropolitan. Il multisala di Via Chiaia, dopo 70 anni di attività ha chiuso lo scorso 15 gennaio.
Per evitare che la struttura diventi un centro commerciale, come successo in altri casi e preservi la sua vocazione culturale, come indicato dal ministero della Cultura, domenica 26 gennaio alle ore 12.00 è previsto un sit-in davanti a Palazzo Cellammare, organizzato dal deputato Francesco Emilio Borrelli, il conduttore Gianni Simioli e dalla consigliera Benedetta Sciannimanica, con la partecipazione di artisti, intellettuali e cittadini, per chiedere che il cinema mantenga la sua destinazione culturale.
Spazio, poi, al Sundance Film Festival, dedicato al cinema americano indipendente; in scena dal 23 gennaio al 2 febbraio.
Tra i 90 titoli in concorso, il nuovo adattamento de Il bacio della donna ragno con Jennifer Lopez, documentari che affrontano argomenti di attualità, come il conflitto israelo palestinese, la guerra in Ucraina e l’identità di genere.
L’Italia è in competizione nella sezione dei documentari internazionali con Gen_ di Gianluca Matarrese in cui segue il lavoro del medico Maurizio Bini al Niguarda di Milano, tra infertilità e affermazione di genere.
Per le nuove uscite in sala vi aspettano Timothee Chalamet nei panni di Bob Dylan nel biopic A Complete Unknown; Fabio De Luigi e Valentina Lodovini tornano con la famiglia più divertente d’Italia in 10 giorni con i suoi. Se avete bambini, fate attenzione a Bagman, una creatura che si nutre delle loro paure trascinandoli via per sempre. In questo caso i bambini, meglio lasciarli a casa, ma se amate gli horror questo film è da non perdere.
Per le novità dal mondo dello streaming,questa settimana su Paramount +, si parla diun mondo in cui gli uomini sono monitorati dalle donne nella serie Curfew ; attenzione anche alla terza stagione della serie di Prime Video Harlem.
Su Sky e su Now, le nuove puntate di M Il figlio del Secolo, e La Zona di Interesse, il capolavoro di Jonathan Glazer vincitore di due premi Oscar.
Il 27 gennaio, infatti, è la Giornata della Memoria.
Ascolta il nostro podcast per scoprire i film più visti della settimana e altre curiosità.
Marco Marsiglia [...]
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Gennaio 24, 2025Hai conseguito una laurea magistrale? L’università Suor Orsola Benincasa offre da molti anni ai suoi studenti la possibilità di partecipare ai Master di II livello: la nuova puntata di Uniworld è dedicata proprio a questa tematica. Puoi ascoltare su RunRadio il nostro podcast con l’intervento del professore Domenico Salvatore, che terrà alcune delle Lectio Magistralis.
I corsi post laurea offrono insegnamenti di perfezionamento attraverso le attività del Centro di Lifelong Learning. Questo garantisce l’aggiornamento professionale per lo sviluppo di capacità operative legate a specifiche competenze e professionalità, corsi intensivi di formazione e workshop, diretti da Fabrizio Manuel Sirignano (nella foto in pagina), ordinario di Pedagogia generale e Direttore del centro. La presentazione dei quattro master sarà introdotta dai saluti del rettore Lucio d’Alessandro.
Il ruolo delle risorse umane nelle aziende e nella società è il titolo della giornata inaugurale del master in Management dei processi culturali nelle strutture pubbliche e private, giunto alla sua XX edizione. L’inaugurazione è programmata il 13 febbraio alle 15.00 su Google Meet.
Nuove forme del male. La rappresentazione del crimine tra continuità e rottura è invece il tema della giornata inaugurale del Master di alta specializzazione in Criminologia clinica e scienze forensi, prevista per il 20 febbraio alle 15.00.
Il corso si inserisce nell’ambito di un’attività di alta formazione ventennale dell’Ateneo, composta da 16 edizioni che comprendono il Corso di perfezionamento in Criminologia e il Master in Scienze criminologiche, investigative e politiche della sicurezza.
Il quarto e ultimo master è in Etica, diversità e inclusione per le Istituzioni scolastiche, giunto alla sua seconda edizione. Sarà inaugurato il 20 febbraio su Meet con la Lectio magistralis tenuta da Natascia Villani, docente di Filosofia politica e Manager Didattico di Ateneo.
Per saperne di più consulta il sito dell’università nella sezione Eventi oppure ascolta il podcast su RunRadio.
Ginevra Guarracino [...]
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Gennaio 23, 2025Lo scorso 16 gennaio ci ha lasciato David Lynch. Run Radio gli rende omaggio, ospitando il giornalista e critico cinematografico Valerio Caprara per un breve speciale di “Buona la prima” dedicato a lui.
Regista, sceneggiatore, produttore, musicista e artista visivo, Lynch era nato il 20 gennaio del 1946 a Missoula, nel Montana.
Dopo un inizio come pittore e autore di cortometraggi sperimentali, Lynch si è fatto notare nel 1977 con Eraserhead, un film disturbante che mescola dimensioni organiche e mentali, diventato cult nei circuiti d’essai.
Il regista e produttore Mel Brooks, colpito dal film, gli affidò nel 1980, la regia di The Elephant Man, basato sulla storia vera di John Merrick, un uomo affetto da una rara malattia, che ne deturpava orribilmente il volto e il corpo. La pellicola ha ottenuto otto nomination agli Oscar e un successo internazionale. Dopo un’esperienza travagliata con Dune del 1984, disconosciuto dallo stesso regista; Lynch ha consolidato la sua poetica, nel 1986 con Velluto Blu, un thriller con Isabella Rossellini, una delle sue quattro mogli.
Non solo cinema, nel 1990 Lynch ha rivoluzionato il mondo della serialità televisiva con Twin Peaks, che ha ridefinito le logiche narrative del piccolo schermo.
Dopo Strade perdute del 1997, nel 2001 arriva Mulholland Drive, film con il quale Lynch vince il premio per la miglior regia a Cannes, con Naomi Watts e Laura Harring, intrappolate in un universo narrativo sospeso tra sogno e realtà dove si perdono insieme allo spettatore.
Il regista ha poi girato nel 2006 Inland Empire con Laura Dern, una delle sue attrici preferite; fino al recente Twin Peaks: The Return, un reboot in 18 puntate della serie originale, in onda nel 2017 su Showtime con al centro Kyle Mac Lachlan, un altro dei suoi attori cult.
Tre volte candidato agli Oscar e vincitore di numerosi premi, tra cui il Leone d’Oro alla carriera e l’Oscar alla carriera nel 2019, Lynch resta una pietra miliare per il cinema e la televisione, influenzando generazioni di artisti e spettatori.
Per scoprire tutte le curiosità e il ricordo di Valerio Caprara, ascolta il podcast di RunRadio. [...]
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Gennaio 22, 2025Questa settimana il cinema in sala di Buona La Prima ci permette di fare un viaggio nella nostra storia. Più precisamente nel 1860, quando Giuseppe Garibaldi affida al colonnello Vincenzo Giordano Orsini di reclutare i Mille della spedizione che unirà l’Italia.
Stiamo parlando de L’Abbaglio, l’ultimo lavoro di Roberto Andò, che riunisce Toni Servillo (nella foto in pagina) e Ficarra & Picone, dopo il grande successo de La Stranezza.
Emigriamo oltre oceano e facciamoci guidare da Richard Gere nei panni di un famoso documentarista che rilascia un’ultima intervista per raccontare tutta la sua vita in Oh Canada – I Tradimenti.
E se qualcuno che amate diventasse qualcun’altro, ad esempio un lupo mannaro? Questo accade ad un padre di famiglia nell’horror Wolfman.
E se qualcuno che amate diventasse qualcun’altro, ad esempio un lupo mannaro? Questo accade ad un padre di famiglia nell’horror Wolfman.
In città al Cinema Academy Astra fino al 21 febbraio si potrà fare un Viaggio nel Cinema del Reale, con Astradoc, la rassegna dedicata al cinema documentario d’autore e di creazione attraverso una programmazione di film che affrontano le più importanti tematiche della nostra contemporaneità.
Filo conduttore dei prossimi appuntamenti è la letteratura.
La serata del 17 gennaio, infatti, è interamente dedicata ad uno degli autori e intellettuali più influenti del Novecento, Cesare Pavese; con la proiezione il film “Le belle estati” di Mauro Santini, nel quale i personaggi di due romanzi di Pavese, La bella estate e Il diavolo sulle colline, dialogano tra loro attraverso uno speciale montaggio alternato.
Si resta nella letteratura con Shakespea Re di Napoli che, dopo la Festa del Cinema di Roma, arriva all’Astra in una serata speciale, mercoledì 22 gennaio. È un’opera che va oltre il reale e che sarà presentata dai registi Ruggero Cappuccio e Nadia Baldi.
Il film interpretato da Alessandro Preziosi, Giovanni Esposito e Nando Paone, indaga sul mistero dei numerosi sonetti scritti dal grande drammaturgo dedicati a un misterioso personaggio.
La rassegna tocca la grande attualità con l’imperdibile appuntamento di venerdì 24 gennaio quando AstraDoc porta sul grande schermo No Other Land di Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham & Rachel Szor.
Il film che ha vinto il premio come Miglior Documentario alla Berlinale 2024, ed è ora nella shortlist degli Oscar. La storia di un attivista palestinese che filma la distruzione della sua comunità, mentre costruisce un’insolita alleanza con un giornalista israeliano.
Per le novità streaming, questa settimana su Netflix vi aspetta la serie italiana ACAB con Marco Giallini, Adriano Giannini; che analizza le fragilità e le difficoltà un corpo di polizia.
Dal 16 gennaio su Prime Video, la storia del wrestler Anthony Robles è Inarrestabile, in un film con Jennifer Lopez; mentre dal 17 arriva la guerra tra androidi e umani di The Creator.
Su Sky e su Now, le nuove puntate di M Il figlio del Secolo, che sta riscontrando il successo di critica e di pubblico.
Infine da non perdere la seconda stagione di Scissione su Apple TV +.
Per scoprire i film più visti della settimana e altre curiosità, ascolta il podcast di RunRadio.
Marco Marsiglia [...]
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Gennaio 20, 2025Un viaggio nella musica Pop alla ricerca della “canzone perfetta”
Pop Life è il podcast di RunRadio sull’evoluzione della musica pop. I professori Eugenio Capozzi e Stefano Causa raccontano l’immaginario pop del secondo Novecento, viaggiando attraverso la storia della canzone italiana e internazionale.
In ogni episodio, ai microfoni di Run Radio, ritroviamo a confronto due canzoni come punto di partenza per un dialogo sulla storia della musica, della cultura e della società degli ultimi 70 anni.
Partendo dalla canzone come prodotto pregiato e manufatto, Eugenio Capozzi e Stefano Causa dedicano ogni incontro alle ‘canzoni del decennio’, con brani proposti e ascoltati in tempo reale, senza etichette e codici ragionati, aiutandoci a entrare nel contesto musicale e storico, guardando ai testi, alle strofe, ai bridge, ai ritornelli che hanno fatto la storia della musica e della cultura dell’Occidente.
Un viaggio alla ricerca della “canzone perfetta” mettendo a confronto artisti di epoche diverse.
Pop Life 1
Eugenio Capozzi propone God only knows (1966) dall’album Pet sounds dei Beach Boys. Definita da Paul McCartney e Brian Wilson la canzone perfetta, il brano è sperimentazione ai massimi livelli: la forma canzone viene distrutta e contaminata da un’infinità di schegge.
Stefano Causa, dal canto suo, suggerisce Solo di Claudio Baglioni, del 1977: un brano molto singolare, d’ispirazione quasi operistica. La canzone presenta, infatti, una forma particolare, il ritornello viene differito fin quasi allo spasimo, al punto che sembra non arrivare mai: un espediente molto usato nell’Opera.
Pop Life 2 – Gli anni ’60 in Italia
Stefano Causa propone Sapore di sale di Gino Paoli, del 1963. Il vestito della canzone è cucito da Ennio Morricone, con un arrangiamento di archi a cui – nella seconda parte – si unisce il sassofono: l’aggiunta eleva la canzone a un piano che va oltre quello del tormentone da spiaggia; una melodia semplicissima, con un giro armonico elementare, ma con un’orchestrazione estremamente raffinata.
Eugenio Capozzi risponde, invece, con 29 settembre (1967) composta da Battisti e Mogol, ma portata inizialmente al successo dal gruppo Equipe 84. La vera particolarità del brano consiste nella sua “apertura metalinguistica”, per la quale al suo interno si ascoltano anche messaggi radio e voci esterne. Dettagli, questi, aggiunti solo in un secondo momento: la prima versione aveva un arrangiamento molto più spartano, cosiddetto naked, con la sola chitarra suonata da Battisti.
Pop Life 3 – Gli anni ’60 della musica anglosassone
Eugenio Capozzi lancia I say a little prayer – scritta dai compositori Burt Bacharach e Hal David – mettendone a confronto la versione di Dianne Warwick e quella di Aretha Franklin: un arrangiamento orchestrale e un repentino cambio di tempo nel ritornello per raccontare di un amore lontano.
Il professore Causa propone, invece, Gimme shelter (1969) dei Rolling Stones. Con il suo intro inconfondibile, il brano si configura come un capolavoro del rock. “È un pezzo d’amore, un pezzo per riflettere, che parla di violenza, di insicurezza, di paura: una fotografia molto ruvida dell’America di fine anni ’60”.
Pop Life 4 – I primi anni ’70, il cantautorato anglosassone
Stefano Causa introduce Rocket Man (1972) di Elton John e del suo “poeta di fiducia”: Bernie Taupin. L’epoca è quella dei primi viaggi nello spazio che la musica già aveva iniziato a celebrare – basti pensare a Space Oddity di David Bowie. I due professori ci raccontano così Rocket Man mettendo a confronto la prima versione del brano, con un arrangiamento “nudo” e molto scarno, con l’ultima, quella che l’ha reso celebre.
Eugenio Capozzi propone, poi, Heroes di David Bowie: una riflessione sconsolata su un amore impossibile. Tuttavia il brano va poi ben oltre il lamento sentimentale, diventando un inno sulla condizione esistenziale, sul fatto che le forze della storia ci schiacciano e possiamo essere eroi, ma solo per un giorno. L’elemento fondamentale che crea drammaticità è la voce gridata di David Bowie.
Pop Life 5 – Fine anni ’70, la musica disco
Eugenio Capozzi ci parla di I want your love (1978) degli Chic, il gruppo figlio dell’incontro tra il chitarrista Nile Rodgers e il bassista Bernard Edwards. La collaborazione tra i due musicisti diede vita a una vera estetica: “Una musica da ballo, ma raffinata; una musica black, ma colta”.
Stefano Causa risponde con Don’t stop ‘til you get enough di Michael Jackson, del 1979, brano reso indimenticabile anche dall’arrangiamento di Quincy Jones: all’originario andamento ritmato e ripetitivo il produttore ebbe la geniale intuizione di aggiungere un’orchestra d’archi.
Pop Life 6 – Gli anni ’70 in Italia
Come simbolo del difficile contesto storico dell’Italia degli anni ’70, culla del cantautorato politicamente impegnato, i professori Causa e Capozzi propongono Francesco De Gregori. Con l’album Rimmel (1975) – e con la sua title track – l’artista rivoluziona il genere della canzone sentimentale, prendendo le distanze anche dal genere cantautorale dell’epoca.
A fare da contraltare, Stefano Causa presenta Madame di Renato Zero (1976), brano dalla “potenza squassante”, che descrive un personaggio ambiguo ed eccentrico, quasi un “mostro”, d’ispirazione hippy e glam, come fu David Bowie e, naturalmente, lo stesso Zero.
Pop Life 7 – I primi anni ’80 in Italia
Eugenio Capozzi ci parla di Paolo Conte, personaggio singolare e atipico del mondo del cantautorato italiano, e del suo brano Gli impermeabili, del 1984. La canzone è il terzo episodio della cosiddetta Saga del Mocambo: una serie di brani incentrati sull’immaginario Bar Mocambo e sul “poveraccio di provincia” che è il proprietario.
Stefano Causa sceglie di puntare – per sua stessa ammissione – al cattivo gusto, proponendo Caruso (1986) di Lucio Dalla. Per i due storici, infatti, il brano rappresenta uno “scivolone nel kitsch” e nei luoghi comuni, che tuttavia lo consacra definitivamente al grande pubblico.
Pop Life 8 – Gli anni ‘80
Eugenio Capozzi propone i Duran Duran, con Save a prayer (1982), un brano sentimentale, quasi scabroso per l’epoca, su un incontro occasionale di una notte: la canzone cavalca la già celebrata euforia per la liberalizzazione sessuale, ma si tinge della malinconia di una sottintesa solitudine.
Francesca Mainardi [...]
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Gennaio 20, 2025Torna RunParade, l’appuntamento settimanale di RunRadio che consiglia alcune tra le nuove uscite musicali.
In questa puntata tanti ritorni, a cominciare da Ellie Goulding. Dopo due anni, e l’album “Higher Than Heaven”, arriva il singolo “Hypnotized”, che parla di una relazione tossica dalla quale la protagonista non riesce ad uscire: un brano dalle sonorità davvero particolari, firmate Anyma, pseudonimo di Matteo Milleri.
Anche Coez, che abbiamo ascoltato con Frah Quintale in un joint album nel 2023, pubblica “Mal di te”. Il brano è il primo tassello di un nuovo progetto tutto da scoprire; intanto, regala al suo pubblico una canzone che ha definito “con le lacrime dentro”.
Abbiamo parlato di Teddy Swims, reduce dal grande successo di Lose Control, con il singolo “Are you even real” in featuring con Giveon, e di Jovanotti, che, nell’attesa dell’album in uscita il 31 gennaio, pubblica il secondo singolo: “Fuorionda”.
Spazio per “Debí Tirar Más Fotos” di Bad Bunny, già esplosa in pochi giorni sui social, e per la hit parade di questa settimana!
Per scoprirne di più e ascoltare i brani, non perdete il nostro podcast su RunRadio, a cura di Mariachiara Fabozzi ed Eleonora Pocch. [...]
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Gennaio 15, 2025Prima puntata del 2025 di Buona la prima – teatro, il format di RunRadio per gli amanti di teatro e i curiosi in cerca di qualcosa di nuovo. Sbirciando fra i cartelloni della città di Napoli ci siamo accorti che i palchi cittadini si sono allineati nel proporre spettacoli che vanno ad omaggiare grandi artisti del teatro o della musica, che purtroppo ci hanno lasciati.
Per cominciare non nominiamo una sala specifica ma un evento teatrale che vede protagonisti molti palchi della zona. Si tratta di “We love Enzo”, un omaggio definito come suite teatrale dedicata a Enzo Moscato, grande artista napoletano scomparso un anno fa (qui in una foto di scena in “Museo del popolo estinto”). Per correttezza riportiamo i nomi di tutti i teatri coinvolti, anche a dimostrazione della cura e della voglia, da parte di molti, di ricordare una figura importante come quella di Moscato. Si parte da Officine San Carlo per poi proseguire con Sala Assoli-Moscato, il Teatro Nazionale, Teatro Nuovo, Teatro Elicantropo, TIN Teatro Instabile di Napoli, l’Avamposto Numero Zero, il NEST di San Giovanni e Teduccio, il Teatro Karol di Castellammare di Stabia, fino ad arrivare al Teatro Pasolini di Salerno. La suite è iniziata l’11 gennaio e proseguirà fino al 6 febbraio: quasi un mese in ricordo di Enzo Moscato.
Il Trianon Viviani invece da venerdì 17 a domenica 19 gennaio propone due spettacoli: “Mio buono e caro Salvatore Di Giacomo” in ricordo, come suggerisce il titolo, di Salvatore Di Giacomo, poeta e drammaturgo napoletano, e “Play Viviani” in ricordo di Raffaele Viviani, commediografo sempre di origini partenopee. Entrambi gli spettacoli vogliono omaggiare le due figure attraverso la riproposta di pezzi teatrali di loro produzione e il ricordo di aneddoti legati alla loro vita.
In questa panoramica ci sono anche due omaggi di tipo musicale, proposti dal teatro Augusteo e dal Teatro Bellini. Il primo è un tributo alle meravigliose musiche da oscar di Ennio Morricone, genio musicale che non ha bisogno di presentazioni. Si potranno ascoltare nella unica data di martedì 14 gennaio, presso l’Augusteo. Il secondo è un vero e proprio tour musicale dal titolo “Pink Floyd Legend Week” – 5 giorni per 7 dischi indimenticabili. Un tributo alla celebre band londinese, in scena da mercoledì 15 a domenica 19, primissime date di questo tour che verrà quindi inaugurato a partire proprio dal Bellini di Napoli.
Ascolta questo podcast per conoscere qualche dettaglio in più riguardo agli spettacoli nominati e continua a seguirci su RunRadio per i prossimi aggiornamenti.
Patrizia Castelli [...]
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Gennaio 10, 2025Buona la prima – teatro è la rubrica settimanale di RunRadio dedicata agli appassionati di teatro e a tutti coloro che vogliono restare aggiornati sui principali appuntamenti proposti dai palchi napoletani.
Gennaio si è lasciato alle spalle il Natale e, con esso, anche tutti gli spettacoli a tema che hanno animato il mese di dicembre: da Natale in casa Cupiello a Lo Schiaccianoci, passando per La cantata dei pastori.
La nostra puntata inizia con la proposta del Teatro Mercadante, che fino al 19 gennaio porta in scena Sarabanda: un adattamento teatrale dell’ultima opera cinematografica di Ingmar Bergman, firmato dal direttore del teatro Roberto Andò. Una storia familiare, con soli quattro personaggi, per affrontare i temi della solitudine, della vecchiaia e della morte, avvalendosi dell’arte come possibile mezzo di redenzione. Eccellenti gli attori, la regia e le musiche composte da Pasquale Scialò (nella foto Renato Carpentieri in una foto di Lia Pasqualino).
Scrollatosi di dosso le arie natalizie, anche il Teatro San Carlo torna alla sua tipica programmazione. Il 9 gennaio il lirico di Napoli ospita, infatti, un recital del soprano statunitense Lisette Oropesa, accompagnata dal pianista Alessandro Praticò.
Il Teatro Bellini, invece, dal 7 al 12 gennaio propone Fantozzi. Una tragedia, un omaggio all’indimenticabile opera comica di Paolo Villaggio. Un adattamento teatrale del regista Davide Livermore che dirige Gianni Fantoni nei panni del tragicomico ragioniere.
Particolarmente insolito è, poi, lo spettacolo messo in scena al Trianon Viviani l’11 gennaio: I Bugiardini, infatti, non è solo il nome della rappresentazione, ma anche quello della compagnia di improvvisazione tra le più note in Italia. Gli attori – senza copione – propongono ad ogni rappresentazione un nuovo spettacolo, costruito al momento sulla base dei suggerimenti del pubblico.
Infine, l’ultimo suggerimento di Buona la prima porta i suoi ascoltatori al Teatro Nuovo per Le troiane, dal 9 al 12 gennaio. Il regista Carlo Cerciello, nel suo adattamento, prende a prestito la celebre tragedia di Euripide per denunciare la disumanità e l’ingiustizia della guerra.
Per saperne di più, puoi ascoltare il podcast su RunRadio a cura di Ginevra Guarracino e Francesca Mainardi.ì [...]
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Gennaio 10, 2025Torna RunParade, l’appuntamento settimanale di RunRadio che consiglia alcune tra le nuove uscite musicali. In questa puntata, presentiamo alcune delle prime pubblicazioni musicali, italiane e straniere, del 2025. La settimana è stata caratterizzata da singoli come “Smile” di Morgan Wallen, reduce dal successo di “I Had Some Help” in collaborazione con Post Malone.
Da segnalare anche “Noi no” di Gazzelle (la sua foto in pagina è di Simone Biavati) e “Vengo a fidarmi di te” di Francesco Gabbani, piccolo anticipo prima della sua partecipazione al prossimo Festival di Sanremo.
Al Festival parteciperà anche Guè che, prima di esibirsi sul palco dell’Ariston assieme a Shablo, Tormento e Joshua, pubblica l’album “Tropico del Capricorno”, ricco di sonorità ricercate e campionamenti celebri.
Il 2025 ha visto anche il ritorno di Liberato con “LIBERATO III”, album pubblicato a sorpresa dal cantante partenopeo nella notte di San Silvestro.
Per quanto riguarda la musica internazionale, Ringo Starr torna dopo quasi 5 anni dal suo ultimo progetto solista con “Look up”, che dà una svolta country alla sua illustre carriera.
Per ascoltare i brani e scoprire la nostra classifica, non perdete questa puntata di RunParade, a cura di Mariachiara Fabozzi.
Renato Mormile [...]
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Gennaio 10, 2025Nella prima puntata del 2025 di Buona La Prima Cinema, si parte dal successo di Diamanti, il film di Ferzan Ozptek, che è stata la vera sorpresa di questo Natale; superando i 10 milioni di euro al box office; affermandosi come il film italiano di maggior successo tra le uscite del 2024.
Qualche giorno fa è stata diffusa la notizia che C’è Ancora Domani, il grande successo del 2023 firmato da Paola Cortellesi, fosse stato selezionato tra i film candidabili all’Oscar per il miglior film. In realtà, è stato solamente inserito tra i papabili, cioè tra quei titoli, che rispettano i requisiti dell’Academy per essere nominati nelle varie categorie, tranne quella per miglior film.
Spazio all’ 82 esima edizione dei Golden Globe, andati in onda domenica 5 gennaio; che ha visto trionfare la pellicola francese Emilia Peréz come miglior film commedia o musicale e The Brutalist come miglior film drammatico. Per quanto riguarda il mondo delle serie tv, Shōgun ha portato a casa quattro statuette.
Tra le nuove uscite di questa settimana arriva proprio Emilia Perez di Jacques Audiard. Interpretato da Karla Sofia Gascón e Zoe Saldaña, è la storia di un narcotrafficante che con l’aiuto di un avvocato, inscena la sua morte per cambiare radicalmente la propria vita. Un sorprendente musical che sta conquistando la critica internazionale (qui il cast in una foto di Frank Sun, fonte Wiki Commons).
Per chi vuole emozionarsi, Here segna il ritorno di Robert Zemeckis e Tom Hanks sul grande schermo. La storia di un luogo e di tutto ciò che è accaduto nel tempo, dall’epoca dei dinosauri a oggi. Una storia emozionante raccontata in maniera inedita e con l’ausilio dell’intelligenza artificiale per rappresentare i protagonisti nelle varie fasi della vita.
Infine arriviamo in Italia, con il primo film con protagonista Angelo Duro, Io sono la fine del mondo; un film divertente che invita alla riflessione sulla trasformazione degli equilibri familiari quando i figli diventano adulti e i genitori anziani e bisognosi di cure.
Dal mondo dello streaming, dal 10 gennaio arriva su Sky e su Now, l’attesissima serie M Il Figlio Del Secolo, di John Wright con Luca Marinelli nei panni di Benito Mussolini nell’adattamento del best seller del premio Strega, Antonio Scurati.
Se siete alla ricerca di un po’ di spavento, su Disney + arriva Piccoli Brividi – La misteriosa avventura.
Su Prime Video vi aspetta una tenera storia nonno nipote ne L’ultima settimana di Settembre; mentre su Netflix arrivano la seconda stagione di Profilo Falso, la terza di Nachos Alfa e la nuova vita di Ilary Blasi, nel secondo docufilm dedicato alla conduttrice romana.
E si conclude con il successo di Pino Daniele – Nero a metà. Il documentario dedicato al cantautore napoletano nel decennale della morte, ha portato in sala oltre 60 mila di persone in soli 3 giorni di programmazione. Un risultato straordinario che ha portato la distribuzione a prolungare la sua presenza in sala anche nei prossimi giorni.
Scopri la Movie Hit Parade dei film più visti della settimana e altre curiosità nel podcast di Run Radio.
Marco Marsiglia [...]
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Gennaio 7, 2025Torna RunParade, l’appuntamento settimanale di RunRadio che vi consiglia alcune tra le nuove uscite musicali. È appena arrivato il 2025 che porta già con sé un po’ di novità: per cominciare “Nights in White Satin”, cover dei Planet Funk, e a sorpresa “Turna’, singolo di Liberato tratto da “Liberato III”; nei prossimi giorni ascolteremo “Una come te” di Zucchero, “Il Corpo Umano” di Jovanotti, “La caverna di Platone” di Enrico Ruggeri, mentre scorre il conto alla rovescia per la 75esima edizione edizione del festival di Sanremo.
In questa puntata segnaliamo i brani, italiani e stranieri, scelti dalla nostra redazione, che hanno caratterizzato gli ultimi giorni del 2024.
Protagonista del nostro podcast è Katy Perry, che ha pubblicato la versione deluxe dell’ultimo album “1432”. Tra le nuove tracce contenute nel progetto, abbiamo scelto di farvi ascoltare “OK”.
Abbiamo parlato di Alessandra Amoroso e la sua “Rimani rimani rimani”, il brano che ha presentato durante il suo tour autunnale nei palazzetti.
Spazio per Miley Cyrus, che canta la colonna sonora di “The last showgirl”, nelle sale dal prossimo febbraio. E, per restare in tema di colonne sonore, “Diamanti”, dall’omonimo film di Ozpetek, con la voce di Giorgia, prossima protagonista del festival della canzone italiana.
Per ascoltare i brani e scoprire la nostra classifica, non perdete questa puntata di RunParade, a cura di Mariachiara Fabozzi ed Enrico Guardascione.
E dal team di RunRadio, buon 2025! [...]
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Gennaio 3, 2025La mattina del 4 gennaio 2015 la notizia della morte di Pino Daniele ha scosso il mondo della musica italiana e i suoi tantissimi fan. Immediatamente tv, radio e social network sono stati invasi dalle canzoni del cantautore partenopeo: da allora la sua musica non ha mai smesso di risuonare per le strade di Napoli e oltre. Appare così inevitabile che, nel decimo anniversario della sua scomparsa, intere generazioni di fan decidano di ricordarlo.
È il caso, ad esempio, del concerto in suo onore che a Napoli ha animato il Capodanno 2025; oppure del documentario biografico Pino Daniele – Nero a metà, nelle sale proprio dal 4 al 6 gennaio. E non solo: la città di Napoli, che nel 2025 celebra anche i suoi 2500 anni, si prepara a ricordare uno dei suoi artisti di culto con diversi eventi. Ne ha parlato ai nostri microfoni Ferdinando Tozzi, delegato del Comune di Napoli per l’Industria musicale e audiovisiva.
Anche noi di RunRadio abbiamo deciso di ricordare Pino Daniele con un podcast dedicato(realizzato da Ginevra Guarracino), nel quale abbiamo ripercorso le fasi della sua carriera e del suo successo, lasciando che a raccontare l’artista partenopeo, tra aneddoti e tecnicismi, fosse anche chi l’ha vissuto e chi ha lavorato al suo fianco. Èintervenuto ai nostri microfoni Pasquale Scialò, professore di musicologia dell’Università Suor Orsola Benincasa, che ha intervistato l’uomo in blues ai suoi esordi.
Abbiamo poi parlato con Gianluca Podio, storico pianista e arrangiatore – nonché amico – del cantante, ed Elisabetta Serio, sua pianista jazz. Entrambi hanno collaborato con lui. Il primo è stato dal 1997 pianista, arrangiatore e direttore d’orchestra per il cantautore, componendo anche brani a quattro mani con lui; la seconda è stato al suo fianco nei concerti dal vivo dal 2012 al 2014. Infine, con Carmine Aymone, suo biografo, critico e cronista del Corriere del Mezzogiorno, abbiamo sottolineato l’influenza che l’artista ha avuto sull’identità culturale partenopea.
Pino Daniele (qui in una foto di Guido Harari), infatti, si è specchiato nella sua città, raccontandola e lasciandosi raccontare, cogliendo e restituendo uno stato d’animo che resta più che mai attuale e che costituisce, forse, la sua eredità artistica.
È lo stato d’animo dei Lazzari felici e dei masanielli che continuano ad animare i vicoli, è quell’Alleria nell’aria in cui musica, grida e risate si avvicendano; ma è anche lo stato d’animo di una Napoli che, tra il caos del boom turistico e la disattenzione delle amministrazioni, rischiaancora di apparire come quella carta sporcaevocata dall’inconfondibile timbro malinconicodi Pino Daniele.
Francesca Mainardi [...]
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Dicembre 20, 2024Natale è alle porte e il modo migliore che abbiamo trovato per salutare l’anno che sta terminando e accogliere quello che verrà è stato intervistare il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro.
Ai nostri microfoni il rettore ha fatto il punto sulle attività accademiche dell’anno e ha provato a farci guardare nel nostro futuro, condividendo i momenti più significativi del 2024 con uno sguardo rivolto al 2025.
Un focus particolare è stato dedicato alle iniziative culturali, come il ciclo di incontri “L’Oro di Napoli”, che hanno valorizzato il patrimonio storico della nostra città. Il professor d’Alessandro ha rivolto un augurio speciale per studenti, docenti e tutta la comunità che fa dal Suor Orsola Benincasa un’esperienza unica e irripetibile.
Tanti sono i nuovi progetti all’orizzonte che arricchiranno l’offerta formativa dell’ateneo. Ascolta il nostro podcast su Run Radio.
red.runradio [...]
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Dicembre 20, 2024Il 2024 sta per volgere al termine e quale momento migliore per fare un elenco degli eventi più importanti organizzati dall’Università Suor Orsola Benincasa negli ultimi dodici mesi? Da presentazioni a seminari, passando per conferenze con personaggi di spessore: il 2024 è stato un anno ricco di esperienze, che ha segnato il percorso di tanti studenti della nostra università.
Si parte l’8 marzo, giornata in cui, in occasione della Festa della Donna, si è svolto “Women in Focus”, evento che ha permesso al Suor Orsola Benincasa di celebrare la fondamentale partecipazione delle donne al mondo accademico. Sempre a marzo, ma stavolta il 9, il produttore cinematografico e premio Oscar Nicola Giuliano ha incontrato gli studenti del Master in Cinema e Televisione dell’università. Infine, come conclusione del mese, il 14 e il marzo ha avuto luogo un Seminario nel ricordo dello scrittore e giornalista Domenico Rea morto nel 1994, durante il quale sono stati analizzati i capolavori dell’artista napoletano.
Tra le iniziative più importanti dell’Università Suor Orsola Benincasa di questo 2024 va segnalato il progetto Erasmus Resuperes. Diretto dal professor Fabrizio Sirignano e dal rettore Lucio D’Alessandro, l’iniziativa ha promosso la collaborazione tra il Suor Orsola Benincasa e le università di Granada, Norvegia, Portogallo e Belgrado. Altro evento da segnalare è “Università svelate”, iniziativa promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. In quest’occasione sono intervenuti ai nostri microfoni Paola Villani ed Enrico Corbi, direttori dei Dipartimenti di Scienze umanistiche e Scienze formative.
Dalla primavera passiamo all’estate, più precisamente al 24 giugno, data in cui l’Università Suor Orsola Benincasa ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Scienze dell’Educazione allo chef Alfonso Iaccarino (al centro nella foto con il professor Enrico Corbi e il rettore Lucio d’Alessandro). Anche in questo caso, trovate un’intervista esclusiva sul nostro sito.
Un anno, il 2024, che ha confermato, grazie a eventi, conferenze, progetti e celebrazioni, come l’Università Suor Orsola Benincasa sia in grado di coniugare tradizione e innovazione attraverso il coinvolgimento della comunità in riflessioni culturali e sociali di grande impatto.
Per maggiori approfondimenti riguardo tale argomento, ascolta il nostro podcast su Run Radio.
Alex Iozzi [...]
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Dicembre 20, 2024Nella puntata speciale di Natale di Buona La Prima Cinema i riflettori sono puntati sulle nuove uscite cinematografiche e streaming delle feste.
In sala, si comincia con Mufasa: Il Re Leone, il live action Disney che racconta la storia del padre di Simba, con le voci di Luca Marinelli ed Elodie. Dal Vaticano arriva Conclave di Edward Berger, un thriller sull’elezione di un nuovo Papa con Ralph Fiennes, Sergio Castellitto e Isabella Rossellini.
Sean Penn e Dakota Johnson guidano Una Notte a New York, mentre per le risate italiane ci sono Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni in Io e Te Dobbiamo Parlare e Christian De Sica con Lillo in Cortina Express. Dal 28 dicembre torna Vacanze di Natale 90 in versione restaurata 4K.
Tra i titoli più raffinati c’è Diamanti di Ferzan Ozpetek, con un cast tutto al femminile, e dal primo gennaio Maria di Pablo Larraín, con Angelina Jolie, Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher. Si passa poi a Nosferatu Il Vampiro di Robert Eggers, con Bill Skarsgård, Lily-Rose Depp e Willem Dafoe, e a Sonic 3 Il Film. Il 2025 segna anche il ritorno di Tolkien con Il Signore degli Anelli: La Guerra dei Rohirrim, il primo anime basato sull’opera.
Il 4 gennaio esce Pino Daniele – Nero a Metà, il docufilm di Marco Spagnoli che celebra la vita e la carriera del cantautore napoletano attraverso immagini, interviste e racconti di collaboratori e amici come Enzo Avitabile e Tullio De Piscopo.
In streaming, su Netflix arriva Il Treno dei Bambini di Cristina Comencini, tratto dal romanzo di Viola Ardone, oltre al thriller Carry On e al film animato Spellbound – L’incantesimo. Il 26 dicembre debutta la seconda stagione di Squid Game.
Su Prime Video si trovano Uno Rosso con Dwayne Johnson e Chris Evans e Bad Boys – Ride or Die con Will Smith. Su Sky spiccano Come far litigare mamma e papà, Wonka con Timothée Chalamet e il canale dedicato Sky Cinema Christmas.
Disney+ propone classici come Mamma ho perso l’aereo e The Nightmare Before Christmas, la terza stagione di What If…?, Star Wars: Skeleton Crew e il corto An Almost Christmas Story. Tra i contenuti, anche Dream Production ispirato a Inside Out e il documentario su Alaska Baby, l’ultimo album di Cesare Cremonini.
Ascolta il podcast per scoprire il film più visto dell’anno e tante altre curiosità.
Marco Marsiglia [...]
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Dicembre 19, 2024Il Natale è ormai alle porte e rappresenta un’opportunità molto preziosa per concedersi la possibilità di sfuggire agli stressanti impegni della routine quotidiana. Come da consuetudine, Napoli e la Campania offrono un ampio programma all’insegna della cultura ma non solo.
Per chi è ancora alla disperata ricerca degli ultimi regali, nel Galoppatoio Reale della Reggia di Portici ci sono i mercatini natalizi. Una mostra parecchio interessante composta da circa 30 stand che propongono idee per i regali, prodotti tipici e addobbi. L’ingresso è gratuito e sarà possibile recarsi anche per visitare aree inedite della Reggia fino al 22 dicembre ogni giorno dalle 10 alle 20. Un’altra succulenta occasione si trova al Museo Nazionale di Pietrarsa dove i mercatini saranno allestiti fino al 6 gennaio.
L’arte farà da padrona nelle prossime settimane di festa. Dopo 400 anni ha fatto ritorno a Napoli una straordinaria opera di Artemisia Gentileschi, la Maddalena. Capolavoro della pittrice scomparsa a Napoli, fu danneggiato a Beirut, in Libano, nel corso di un bombardamento avvenuto il 4 agosto 2020. La Maddalena sarà esposta in una delle sale del Chiostro Maiolicato di Santa Chiara e potrà essere osservata con l’acquisto di un biglietto fino al 19 gennaio. Il ticket dà accesso a tutta la struttura che comprende, inoltre, un suggestivo museo e un presepe del 700.
A proposito di musei, quello di Capodimonte ospita i lavori dello scultore Giuseppe Pirozzi. La mostra, che prevede l’esposizione di circa 80 opere, è un insieme dei suoi lavori più apprezzati, divisi tra bronzi, gessi, stampe e preziose sculture-gioiello in argento fuso a cera persa. Una mostra all’insegna dell’evoluzione, come quella che fino al 30 dicembre si tiene alla Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, nel centro storico della città. Il programma spazia dalla videoinstallazione alla scultura, senza tralasciare la pittura ed è visitabile gratuitamente. Allo scalone d’onore del Palazzo Reale (nella foto in pagina) si potranno visitare le Ceramiche dei viceré, un insieme di manufatti che incarnano il periodo di viceregno spagnolo durato dal 500 al 700.
L’esposizione è aperta al pubblico tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 9 alle 20 ed è inclusa nel biglietto d’ingresso al Museo. Per gli amanti della canzone napoletana, invece, una bella chicca è fornita da Valsa di Partenope. La mostra, giunta alla sua seconda edizione, è un racconto di una grande e lunga storia che ci parla della vita e della natura di Napoli. Anche in questo caso, c’è spazio per una modernità che si mescola in modo molto affascinante con la tradizione. L’invito è alla Chiesa di Sant’Angelo a Segno, in Via dei Tribunali. La lista è davvero lunga e noi di Run Radio ne approfittiamo per augurarvi così buone feste, da trascorrere anche all’insegna della cultura.
Bruno Stampa [...]
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Dicembre 19, 2024Buona la prima – teatro, il format che ogni settimana ti tiene aggiornato con i cartelloni dei palchi cittadini. Visto l’arrivo delle festività, possiamo sfruttare le programmazioni teatrali per fare il conto alla rovescia fino a Natale e anche fino all’anno nuovo: le proposte sono molto varie e per questo motivo adatte a ogni gusto.
Iniziamo subito dal Teatro San Carlo che da venerdì 20 dicembre fino a venerdì 3 gennaio ha in scena l’iconico e meraviglioso balletto “Lo schiaccianoci”, con musiche di Tchaikovsky. Due atti e tre scene dirette da Matthew Roweb con coreografie di Simone Valastro. Il Massimo partenopeo porta in scena tutti i suoi talenti: non solo orchestra, étoile, solisti e corpo di ballo, ma anche gli allievi della Scuola di Ballo e il Coro di Voci Bianche.
Il secondo teatro protagonista di questo podcast è il Sannazaro che dal 20 dicembre al 12 gennaio propone “Cafè Chantant Rebelle”, ossia uno spettacolo che vuole rivisitare in chiave moderna il Cafè Chantant tipico della Belle Epoque. Stiamo parlando di quella forma di spettacolo-intrattenimento nato nei raffinati locali parigini e approdato poi a Napoli, città in cui ha riscosso molto successo. Sarà sicuramente interessante vedere come la tradizione verrà qui proposta in chiave contemporanea.
Proseguiamo con il Teatro Cilea che offre la possibilità di farsi due risate con lo spettacolo dal titolo “L’arte della truffa”. Questa simpatica commedia è già in scena dall’11 dicembre e proseguirà fino a domenica 29. Come protagonista c’è Biagio Izzo, che nelle vesti di un truffatore porta al pubblico questa storia di equivoci, comicità e paradossi. Un ottimo modo per avvicinarsi alle feste con uno spirito più allegro e leggero.
Siamo quasi alla fine con il Piccolo Bellini che dal 17 al 22 dicembre ha sul palco “Supernova”, per la regia e drammaturgia di Mario De Masi. In questa rappresentazione l’immagine della Supernova, esplosione stellare violenta e molto luminosa, viene accostata a quella di una famiglia, con le sue dinamiche interne, fragilità e scontri. Una trovata interessante e curiosa, da poter scoprire sull’originale palco del Piccolo Bellini.
Terminiamo con il Teatro Bellini che nella data unica di sabato 21 dicembre propone l’ormai famosissimo e apprezzatissimo Candlelight Concert. Si tratta di un vero e proprio format che sta riscuotendo sempre più successo, in cui musicisti professionisti allietano il pubblico illuminati solamente da centinaia di candele, posizionate strategicamente attorno a chi suona. In un’atmosfera unica e quasi magica si assiste così al concerto, in questo caso, di brani tipici della tradizione natalizia.
Come sempre i palchi napoletani offrono spettacoli vari e adatti a gusti anche molto diversi. In qualsiasi modo vogliate approcciarvi alle Feste – con un sorriso, con della buona musica o in pieno spirito natalizio – i teatri napoletani ci hanno dimostrato che possono contribuire nel creare l’atmosfera.
Ascolta questo podcast per conoscere i dettagli e le curiosità legate a questi spettacoli e continua ad ascoltarci su RunRadio per i prossimi aggiornamenti.
Patrizia Castelli [...]
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Dicembre 16, 2024Torna RunParade: l’appuntamento settimanale di RunRadio che vi consiglia alcune tra le nuove uscite musicali.
In questa puntata segnaliamo i brani pubblicati l’ultima settimana, italiani e stranieri, scelti dalla nostra redazione.
Uno dei protagonisti del nostro podcast è Marracash, tornato con il nuovo album “È finita la pace”. Un progetto introspettivo che parla di solitudine e della ricerca di sé. Su RunRadio abbiamo scelto di farvi ascoltare “Gli sbandati hanno perso”.
I fratelli thasup e Mara Sattei, ci regalano un nuovo album, “Casa Gospel”. Un progetto che vede la collaborazione dei due artisti, con sonorità inedite e testi coinvolgenti. RunRadio ha selezionato per questa puntata “Posto mio”.
Riecco gli Stray Kids: la band sudcoreana che ha infiammato l’estate italiana è tornata con un nuovo singolo, “Walking on water”. Dopo il successo di “Arcane: The League of Legends”, i ragazzi continuano a conquistare il cuore dei fan di tutto il mondo.
Gianni Morandi ha spento 80 candeline! Per festeggiare questo importante traguardo, l’artista ha inciso una nuova versione di “C’era un ragazzo che come me” (nella foto la copertina del suo album “L’attrazione”, pubblicato venerdì 13 dicembre).
Inoltre novità di questo appuntamento è la classifica stilata dalla nostra redazione dei brani più ascoltati in streaming. Per scoprire la top 3 ascolta su RunRadio questa puntata di RunParade, il podcast a cura di Mariachiara Fabozzi e Marco Marsiglia.
Emanuele Erro [...]
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Dicembre 13, 2024Studiare all’estero è molto più di un sogno per chi frequenta l’Università Suor Orsola Benincasa: è un’opportunità concreta per scoprire nuovi orizzonti, accademici e personali, grazie al programma Erasmus. Ogni anno, decine di studenti partono verso destinazioni in tutta Europa, trasformando le loro ambizioni in un viaggio di crescita che li arricchisce profondamente.
Il nuovo bando Erasmus per l’anno accademico 2025/2026 è finalmente online e invita tutti gli studenti dell’UNISOB, dalle triennali ai dottorandi, fino agli iscritti dei master, a candidarsi per un’esperienza unica di mobilità internazionale. Grazie a una rete di oltre 50 università partner in 27 paesi europei, il programma consente di vivere un periodo di studio all’estero, con possibilità di esplorare anche destinazioni fuori dall’Unione Europea, come Norvegia, Serbia e Turchia.
La mobilità Erasmus offre una grande flessibilità, con periodi che vanno da un minimo di due mesi fino a dodici mesi per ciclo di studi. Non solo apprendimento: gli studenti possono combinare l’esperienza accademica con un tirocinio curriculare, arricchendo così il proprio percorso formativo e professionale. Questo bando rappresenta un’opportunità imperdibile per chi desidera mettersi alla prova, migliorare le proprie competenze linguistiche e immergersi in contesti culturali diversi.
Ogni anno, l’UNISOB offre questa possibilità agli studenti italiani e accoglie oltre 100 studenti stranieri, trasformando l’ateneo in un crocevia di culture e idee. Finanziate dall’Unione Europea e dall’ateneo, le borse di studio aiutano a coprire una parte significativa delle spese.
Partecipare al programma è semplice: le candidature sono aperte fino al 27 febbraio 2025, e gli studenti possono indicare fino a tre destinazioni di preferenza. La selezione avviene sulla base della media accademica, dei crediti maturati e del livello linguistico, verificato tramite una prova orale.
Ma l’Erasmus non è solo uno scambio accademico; è un’occasione per scoprire nuove culture, stringere amicizie che durano una vita e sviluppare competenze preziose per affrontare il mondo del lavoro. È un’esperienza che apre la mente, arricchisce il cuore e ti prepara a un futuro globale.
Per saperne di più sul programma Erasmus all’UNISOB, non perdere il nostro podcast.
Ascolta l’intervista alla professoressa Francesca Russo, delegata Erasmus dell’ateneo, che ci svela tutti i dettagli sul bando, le opportunità offerte e i consigli per vivere al meglio questa esperienza. Un’occasione per scoprire non solo i meccanismi del programma, ma anche storie ed esperienze che ispirano.Jacopo Visco [...]
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Dicembre 13, 2024Nella nuova puntata di Buona La Prima Cinema, si parte da Europa Cinema al Femminile, all’Istituit Francais, dall’11 al 14 dicembre.
Quattro giorni di cinema e dibattiti su temi come maternità, ribellione e alimentazione estrema. Si parte l’11 dicembre con Senza Prove di Béatrice Pollet, sul tema della maternità e di un’indagine giudiziaria, seguito dal documentario La Singla di Paloma Zapata, dedicato al flamenco, accompagnato da una performance di danza. Il 12 dicembre è la volta di Club Zero di Jessica Hausner, che affronta l’alimentazione estrema, e di Diada di Yana Titova, che esplora ribellione e sogni personali. Il 13 dicembre saranno protagonisti Las hijas di Kattia G. Zúñiga e Cat Call di Rozália Szeleczki, una commedia romantica con elementi fiabeschi. La rassegna si chiude il 14 dicembre con Elaha di Milena Aboyan e il documentario Tempo d’attesa della regista napoletana Claudia Brignone, sulle emozioni della gravidanza, oltre alla consegna del premio Chiara Rigione per il contest “La 48H” del MAC Fest. L’ingresso è gratuito con prenotazione.
Dal 12 dicembre fino al 22 gennaio è possibile candidarsi per far parte delle giurie della 55ª edizione del Giffoni Film Festival, in programma.
Il regolamento completo sul sito giffonifilmfestival.it
Infine, Paolo Sorrentino, che come ha dichiarato in un’intervista al sito americano Variety, la prossima primavera torna sul set, e lo farà con Toni Servillo. Quello che sappiamo e che sarà un film d’amore dal titolo La Grazia, ma la trama è ancora top secret.
Per le nuove uscite di questa settimana partiamo da Kraven – Il Cacciatore, che racconta l’origine violenta di uno dei villain più noti della Marvel, con Aaron Taylor-Johnson nei panni di Kraven, un uomo spinto dalla vendetta contro il padre.
Per i più piccoli, tornano al cinema Lui e Sofì in Me Contro Te: Cattivissimo Natale. Una nuova avventura per salvare il Natale dall’Elfo Zenzero, con l’aiuto dei Cattivissimi Signor S, Perfidia e Velenia.
Tra i drammi, Solo per una notte segue una donna, che si concede fughe settimanali dalla routine finché un incontro la spinge a riconsiderare la sua vita. The Sweet East racconta il viaggio avventuroso di Lillian attraverso l’East Coast degli Stati Uniti, mentre Il Giorno dell’Incontro vede un pugile in cerca di redenzione, affrontare il passato nel giorno del suo ritorno sul ring.
Dal 12 al 15 dicembre torna in versione restaurata in 4k Interstella 5555 The 5tory of the 5ecret 5tar 5ystem , film d’animazione legato al successo dell’album Discovery dei Daft Punk, che unisce la loro musica a una storia spaziale, collaborando con uno dei fumettisti che hanno fatto la storia del manga e degli anime, Leiji Matsumoto (nella foto un’immagine del film).
Il capolavoro di Gabriel Marcia Marquez diventa una serie Netflix . .Cent’anni di Solitudine debutta l’11 dicembre. E dal 13 dicembre su Disney Plus, arriva Elton John, con il documentario Never Too Late. Un’occasione per rivivere la leggendaria vita del grande Rocketman.
Per scoprire la classifica dei film più visti e le altre curiosità, ascolta il podcast su Run Radio.
Marco Marsiglia [...]
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Dicembre 12, 2024Mercoledì 11 dicembre si è tenuto nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa l’ultimo incontro della rassegna L’Oro di Napoli, durante il quale è stato presentato il docufilm Gesù a Spaccanapoli – Viaggio nella città presepe, evento speciale per il decennale del Master in Cinema e Televisione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Nato da un’idea del Rettore Lucio d’Alessandro, il progetto è stato prodotto dal premio Oscar Nicola Giuliano e diretto dal regista Gianfranco Pannone (nella foto in pagina), che noi di RunRadio abbiamo avuto il piacere di intervistare.
Abbiamo, inoltre, parlato con i professori Marino Niola ed Elisabetta Moro, antropologi e voci narranti del film. “Napoli vista dall’alto sembra un presepe. Non sai mai se è la città che imita il presepe o il contrario”, racconta Niola, ed è proprio questo il cuore della pellicola: un viaggio per questa città-presepe che inizia dalla Certosa di San Martino e dal presepe con i pastori del Settecento di Michele Cuciniello e poi scende fin giù nelle viscere della città, passando per Spaccanapoli, per approdare alle bancarelle degli artigiani di San Gregorio Armeno.
Tema, quello della storia dell’arte presepiale napoletana, che gli antropologi Niola e Moro hanno largamente trattato nel libro Il Presepe, da cui il progetto prende spunto.
Infine, il docufilm, realizzato con il sostegno di Scabec-Regione Campania, ha l’obiettivo di promuovere e consolidare la connessione tra il patrimonio culturale e il sistema turistico regionale.
Per saperne di più, puoi ascoltare il nostro podcast su RunRadio con le interviste di Francesca Mainardi a Gianfranco Pannone, Marino Niola ed Elisabetta Moro. [...]
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Dicembre 12, 2024Giovedì 12 dicembre è stata inaugurata la mostra “I figurini teatrali della collezione Pagliara” all’Università Suor Orsola Benincasa. Un’esposizione unica che ci porta dietro le quinte del teatro, svelandoci i segreti di questi piccoli capolavori.
Curata da Francesca De Ruvo e Alessandra Monica Mazzaro, e con il coordinamento scientifico del professor Pierluigi Leone De Castris, docente di Museologia e Storia del collezionismo, la mostra sarà aperta al pubblico fino al 24 aprile 2025. Potrete visitarla dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 nei giorni dispari e dalle 9 alle 16 nei giorni pari.
Ma cosa rende questa mostra così speciale? Per saperne di più, abbiamo intervistato il professor De Castris. In questa puntata di RunRadio, il docente (nella foto ai microfoni di Run Radio) ci guida alla scoperta dei figurini, svelandoci aneddoti e curiosità che renderanno la vostra visita ancora più affascinante.
Non perdere l’intervista a cura di Ginevra Guarracino e per conoscere tutti i dettagli ascolta questo podcast. Resta sintonizzato su RunRadio per scoprire tutte le novità e gli eventi dell’Università Suor Orsola Benincasa.
Emanuele Erro [...]
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Dicembre 12, 2024Il 2024 ha visto Napoli brillare come mai prima, protagonista tra cinema, tv ed eventi live di forte attrattività che sono culminati con il grande successo della finale di X Factor, lo scorso 5 dicembre.
Ma il 2025 vedrà la nostra città sempre più al centro del mondo: i 2500 anni di Parthenope, i 10 anni dalla scomparsa di Pino Daniele e il Giubileo faranno da cornice a un anno straordinario.
Per chiudere questo 2024 da record e aprire un 2025 memorabile, Napoli si fa in quattro.
Dal 29 dicembre al 1° gennaio, la città, infatti si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto e ospiterà una serie di eventi gratuiti, diffusi dal centro alla periferia, con un programma ricco e policentrico pensato per coinvolgere i turisti, ma soprattutto, i napoletani.
La festa prenderà il via il 29 dicembre al PalaVesuvio di Ponticelli, con una serata dedicata alla canzone napoletana e alla celebrazione di importanti anniversari, tra cui i 50 anni di carriera del gruppo operaio musicale ‘E Zezi, i 90 anni dalla morte di Salvatore Di Giacomo e i 25 dalla scomparsa di Fabrizio De André. Sul palco si alterneranno artisti come Peppe Barra, Arisa, Enzo Gragnaniello, Francesco Di Bella, Flo e Roberto Colella de La Maschera.
Il 30 dicembre Piazza del Plebiscito ospiterà un contest dedicato alla musica urban e rap, Giovani promesse di Città della Musica, con la partecipazione di giudici di rilievo della scena napoletana come Geolier e Luchè. Il vincitore realizzerà un videoclip e un brano su un beat di Yung Snapp.
La serata proseguirà con le esibizioni di rapper emergenti e big come Ernia, SLF, Enzo Dong e Coco.
Grande attesa per il grande live show per la notte di San Silvestro in Piazza del Plebiscito, che renderà omaggio a Pino Daniele, coinvolgendo artisti del calibro di Loredana Bertè, James Senese, Sal Da Vinci, Raiz e Massimiliano Gallo. Lo spettacolo sarà arricchito dalla comicità de I Ditelo Voi e di Gigi & Ross, oltre alla partecipazione di giovani talenti selezionati tramite un contest. Il Contest Young, offrirà la possibilità a 10 artisti emergenti di esibirsi sull’ambitissimo palco.
Dalla 22 si animerà anche il lungomare Caracciolo, con Rotonda Diaz e Piazza Vittoria, che ospiterà il Bit Fest – Back in Town, una maratona di musica elettronica e house con star internazionali come Deborah De Luca e Riva Starr.
Il primo gennaio i festeggiamenti continueranno in Piazza Municipio, con il tradizionale concerto del coro That’s Napoli Live Show, diretto dal maestro Carlo Morelli. 16 voci e 7 musicisti proporranno degli inediti mash up tra grandi classici della canzone napoletana e hit internazionali.
Nel pomeriggio, dalle 17 a mezzanotte, in Piazza Vittoria e Rotonda Diaz, la conclusione spetterà al Bit Fest – Back in Town, che dopo aver animato la notte di musica elettronica, proporrà jam session jazz ed esibizioni di artisti come Tony Esposito, Greg Rega e Jovine.
Marco Marsiglia [...]
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Dicembre 11, 2024Il Trianon Viviani, teatro della Canzone Napoletana, conferma ancora una volta il suo ruolo di custode della tradizione e laboratorio di innovazione culturale. La seconda parte della stagione 2024-2025, presentata martedì 10 dicembre in conferenza stampa dalla direttrice artistica Marisa Laurito e dal presidente della Fondazione Trianon Viviani Giovanni Pinto, si svolgerà da gennaio a maggio. Marisa Laurito, direttrice artistica del teatro, ha sottolineato il lavoro intenso e appassionato che ha portato alla creazione di questo cartellone: “Nonostante le difficoltà economiche e i tempi serrati, siamo riusciti a comporre una stagione di qualità, che celebra la nostra storia e il nostro patrimonio culturale”.
Tra i momenti clou della stagione, spiccano gli omaggi a due grandi nomi della cultura napoletana: Nino Taranto e Raffaele Viviani. A Nino Taranto, icona indimenticabile del teatro e della comicità partenopea, sono state recentemente intitolate le scale adiacenti al teatro, in un progetto di riqualificazione urbana in collaborazione con la Seconda Municipalità di Napoli e diverse associazioni locali. Dal 17 aprile, il teatro dedicherà a Taranto una mostra curata dall’attore Giulio Baffi e due spettacoli: “C’era una volta Nino Taranto”, interpretato da Alessia Moio, e “Piedigrotta Taranto”, per la regia di Giuseppe Sollazzo.
Non poteva mancare un tributo al commediografo Raffaele Viviani, con spettacoli che ripercorrono la sua carriera e il suo lascito culturale. Tra questi, “Play Viviani” di Tonino Taiuti, “Vico Viviani” di Fiorenza Calogero (nella foto in pagina) e “Processo a Viviani” di Mario Aterrano e Massimo Peluso.
La programmazione è estremamente ricca per un teatro “on the road” che spazia dalla tradizione alla contemporaneità. Tra gli eventi più attesi, la “Cantata dei Pastori” di Peppe Barra aprirà l’anno nuovo, mentre “Ute Lemper” porterà la sua arte sul palcoscenico del Trianon. È stata introdotta anche una card speciale, che permetterà di assistere a entrambi gli spettacoli al costo di 40 euro.
Il cartellone musicale offrirà una varietà di stili, dal jazz di Danilo Rea al folk di Eugenio Bennato, passando per artisti come Raphael Gualazzi, Flo e Tullio De Piscopo. Questi concerti celebrano il dialogo tra tradizione e nuove tendenze, consolidando il ruolo del Trianon Viviani come luogo di contaminazione culturale.
La prosa e la danza completano l’offerta. Tra i titoli più significativi, “Sabir” di Mvula Sungani esplora le culture del Mediterraneo attraverso il linguaggio della danza, mentre “Storiacce” di Stefano Amatucci affronta il tema della guerra con la partecipazione di Isa Danieli.
Il Trianon Viviani conferma il suo legame con il territorio e l’impegno sociale. In collaborazione con il ministero della Giustizia, il teatro ospiterà il progetto “La Tempesta” di Shakespeare, che coinvolge i detenuti della casa circondariale di Secondigliano. Inoltre, l’8 marzo sarà dedicato alla riflessione sulla condizione femminile con “Rosa e le altre. Quel tipo di donna”, uno spettacolo su Ria Rosa, pioniera della liberazione femminile.
Marisa Laurito ha rilasciato anche delle dichiarazioni in esclusiva ai nostri microfoni, che troverete nel nostro podcast sul teatro Trianon in cui ha sottolineato l’importanza della cultura per i giovani ma non solo.
Per ulteriori informazioni, è possibile visitare il sito ufficiale del teatro.
Bruno Stampa [...]
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Dicembre 9, 2024Martedì 3 dicembre si è tenuta, presso l’aula magna del nostro ateneo, una proiezione organizzata dal professor Carlo Alberto Pinelli, che oltre a essere docente presso il Corso di Scienze della Comunicazione (curriculum cinema e televisione), è regista documentarista e coautore di numerosi documentari che hanno fatto anche la storia del nostro Paese; è autore di saggi e romanzi, alpinista e istruttore di alpinismo, insomma un professionista a 360 gradi.
Pinelli ha organizzato la proiezione per mostrare ad alunni ed ex alunni i migliori cortometraggi di finzione e documentari, realizzati negli ultimi tre anni. Per contestualizzare meglio l’evento è bene specificare che durante i suoi corsi, una parte integrante della formazione è proprio quella pratica: gli studenti hanno occasione di cimentarsi in prima persona nel lavoro di preproduzione, produzione e postproduzione di un prodotto audiovisivo. A partire dalla stesura di una sceneggiatura fino al montaggio finale, passando per le riprese effettuate con attrezzatura professionale fornita dall’università. Un caso più unico che raro soprattutto considerando che stiamo parlando di un secondo e terzo anno di una laurea triennale.
In aula magna sono stati proiettati dodici prodotti, fra corti e documentari, intervallati da una breve spiegazione fornita dal docente, che ha fatto capire come questi progetti abbiano anche permesso di valorizzare il nostro stesso ateneo, come nel caso del documentario effettuato per il corso di restauro che è stato poi pubblicato, sul sito dedicato, come vero spot del corso.
Noi di RunRadio, come sempre, non abbiamo perso l’occasione e ci siamo spostati sulle poltrone dell’Aula magna per assistere alla proiezione e, successivamente, per intervistare il professor Pinelli e i suoi assistenti, Lorenzo Crescitelli e Adelma Rago, ma anche il professor Antonello Petrillo, che è stato direttore del Dipartimento di Scienze della comunicazione e ci ha fornito il suo punto di visto riguardo alla peculiarità e alla fortuna di poter fare esperienza pratica anche in un corso di laurea triennale.
Ascolta il podcast per conoscere tutti i dettagli dell’intervista e continua ad ascoltarci su RunRadio per i prossimi aggiornamenti.
Patrizia Castelli [...]
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Dicembre 9, 2024Con oltre 3 milioni di telespettatori, la seconda stagione di Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso si è aggiudicata il favore del pubblico, confermandosi nuovamente un trionfo. Il merito della celebrità del tragicomico personaggio, nato dalla penna di Diego De Silva, va sicuramente anche a Massimiliano Gallo, che lo interpreta nella fiction Rai.
Noi di RunRadio abbiamo avuto il piacere di intervistare l’attore napoletano, la cui carriera va ben oltre la serie su Malinconico. Gallo, infatti, ha appena concluso due tournée teatrali, in cui ha portato in scena Anni 90… noi che volevamo la favola e Stasera, punto e a capo, calcando i più importanti palcoscenici partenopei e non solo.
È, inoltre, in uscita la trasposizione cinematografica di Questi Fantasmi, per la regia di Alessandro Gassman; è la terza commedia di Eduardo De Filippo, adattata a pellicola televisiva, che lo vede protagonista, dopo Filumena Marturano e Napoli Milionaria.
Proprio Eduardo De Filippo sembra essere un fil rouge nella carriera di Massimiliano Gallo: da quando il padre, Nunzio Gallo, collaborava col grande drammaturgo a teatro, passando per le numerose interpretazioni delle sue commedie, fino ad arrivare al suo primo film da regista, Figli di una stella. Anche in questo caso Gallo rende Eduardo partecipe del suo lavoro, ponendolo quasi a presupposto dell’intera storia e ricordando a tutti di quando, nel 1983, De Filippo aprì nel carcere di Nisida una scuola di sceneggiatura e recitazione.
Per saperne di più, puoi ascoltare il nostro podcast su RunRadio con l’intervista a Massimiliano Gallo.
fra.ma. [...]
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Dicembre 9, 2024Torna RunParade: l’appuntamento fisso di RunRadio che vi consiglia alcune tra le nuove uscite musicali.
In questa puntata si riavvolge il nastro alla scorsa estate con Dua Lipa e la sua “Training season” in una nuova versione orchestrale tratta dal concerto alla Royal Albert Hall di Londra.
Direttamente dalla finale di XFactor a Napoli, Paola Iezzi torna da solista con un nuovo singolo: “Club Astronave”, un pezzo dalle sonorità disco che ha fatto scatenare tutta Piazza del Plebiscito.
Si è parlato anche di Hozier, che ricorderete per “Take me to church”, tornato sulle scene con un nuovo brano. In “Hymn to Virgil”, l’artista irlandese utilizza il poeta Virgilio come spunto per riflettere sulla condizione umana e i conflitti interiori.
Con “Quei ricordi là”, il cantautore genovese Olly si prepara in vista del prossimo festival di Sanremo.
E dalla Gran Bretagna arriva Alex Warren, con una versione inedita di “Burning down” in duetto con Joe Jonas dei Jonas Brothers.
Non potevano mancare i Pinguini Tattici Nucleari, che il 6 dicembre hanno rilasciato il nuovo album “Hello world”. Nel podcast potrete ascoltare “Burnout”: una riflessione su quanto sia complicato reggere la velocità e le pressioni che il mondo della musica comporta agli artisti (la foto in pagina è di Adriana Tedeschi).
Per scoprire i brani e altre curiosità, non perdete il nostro podcast su RunRadio.
ma.fab. [...]
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Dicembre 9, 2024Nella nuova puntata di Buona La Prima Cinema, il focus è sul ciclo “L’oro di Napoli” organizzato dall’Università Suor Orsola Benincasa, che esplora il fenomeno Napoli nel panorama dell’audiovisivo. Il ciclo si avvicina alla conclusione con l’inaugurazione della decima edizione del Master in Cinema e Tv. Mercoledì 11 dicembre, alla Biblioteca Pagliara, sarà presentato il docufilm Gesù a Spaccanapoli – Viaggio Nella Città Presepe, narrato da Marino Niola ed Elisabetta Moro, e diretto da Gianfranco Pannone. Il regista, docente del corso di specializzazione, è anche reduce dall’uscita del suo ultimo lavoro Qui e Altrove: Buchi nella Realtà, un documentario che racconta la Compagnia teatrale della Fortezza nel carcere di Volterra.
Si prosegue con un tributo a Pino Daniele: a settant’anni dalla sua nascita, esce il documentario ufficiale Pino, diretto da Francesco Lettieri. Il film esplora la vita dell’artista attraverso una lunga intervista inedita con il giornalista de Il Mattino Federico Vacalebre, integrata da 50 ore di video mai diffusi di concerti, backstage, e materiale personale. Il documentario include testimonianze di musicisti e cantautori con cui Pino ha collaborato, come James Senese, Fiorello, Eros Ramazzotti, Jovanotti, Zucchero, Vasco Rossi, Fiorella Mannoia, oltre a figure internazionali come Eric Clapton e Chick Corea, e il figlio Alessandro, che racconta i suoi ricordi di vita con il padre. Non sarà l’unico, perché sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 gennaio sarà in tutte le sale il documentario “Pino Daniele – Nero a metà”, scritto da Marco Spagnoli e Stefano Senardi, un ritratto intimo e profondo della vita e carriera del cantautore napoletano (la foto in pagina è di Jasmine Bertusi).
A Sorrento, durante le Giornate Professionali del Cinema, è stato assegnato il Biglietto d’Oro al film con il maggior incasso del 2024. Il premio è andato per il secondo anno consecutivo a C’è Ancora Domani di Paola Cortellesi, che ha superato altri grandi nomi del cinema italiano come Riccardo Milani e Paolo Sorrentino. Quest’ultimo è pronto a tornare sul set in primavera con Toni Servillo per il film La Grazia, un dramma romantico dal contenuto misterioso.
Per le nuove uscite cinematografiche, Criature di Cécile Allegra racconta la storia di un educatore che usa l’arte circense per recuperare ragazzi a rischio di dispersione scolastica.
La Stanza Accanto, il primo film in inglese di Pedro Almodóvar, premiato con il Leone d’Oro a Venezia, esplora temi come la vita e l’eutanasia, con un cast che include Tilda Swinton, Julianne Moore e John Turturro. Un’altra novità è Piece by Piece, il biopic su Pharrell Williams realizzato con i mattoncini Lego.
Tra i classici in programmazione, Una Poltrona per Due, cult natalizio di John Landis con Eddie Murphy, torna in sala dal 9 all’11 dicembre in versione restaurata in 4K. Dal 5 all’8 dicembre, al cinema sarà proiettato anche il concerto storico di Francesco Guccini del 21 giugno 1984 a Bologna, con la partecipazione di artisti come Lucio Dalla e Paolo Conte.
Per quanto riguarda le novità in streaming, dal 2 dicembre su Sky e Now arriva Piedone Uno sbirro a Napoli, con Salvatore Esposito nei panni di un ispettore di polizia, erede spirituale del commissario Rizzo interpretato da Bud Spencer. Dal 5 dicembre, su Prime Video, è disponibile la seconda stagione di The Bad Guy, che racconta la storia di un pubblico ministero siciliano accusato di essere un mafioso. Inoltre, su Disney Plus arriva la nuova serie Uonderbois, che esplora i misteri di Napoli con Serena Rossi e Massimiliano Caiazzo. Stesso giorno per il debutto su Netflix di Storia di Maria e su Paramount Plus di Zorro, con Salvo Ficarra nel cast.
Marco Marsiglia [...]
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Dicembre 4, 2024Martedì 4 dicembre debutta in prima nazionale al Teatro Mercadante di Napoli Macbeth, la celebre tragedia di Shakespeare, nella versione del regista Jacopo Gassman, figlio del celebre Vittorio.
Dopo aver curato la regia della versione lirica di Giuseppe Verdi a Bologna, Gassmann ripropone la tragedia in prosa, invitando gli spettatori in una “discesa agli inferi”, mettendo in scena “il lungo viaggio di un uomo alle radici del male”. Ne emerge così una lettura fortemente psicologica, quasi freudiana: il racconto di un uomo in bilico tra bene e male, che si perde nella sua ambizione.
“Una tragedia del tempo”, la definisce Jacopo Gassmann, in cui lo sguardo di Macbeth è sempre proiettato verso il futuro, al punto da anticipare, in qualche modo, la scena successiva.
La lettura incredibilmente introspettiva dell’opera è poi ulteriormente consolidata dallo studio dei movimenti a cura di Sara Lupoli, per la quale, in questo caso, “il movimento scenico non descrive, non racconta: è il residuo fisico di un pensiero che implode”. Ogni movimento, infine, avviene in “uno spazio mentale plumbeo”, come lo descrive lo scenografo Gregorio Zurla. Un luogo oscuro in cui si consuma la tragedia di Macbeth, ma che si contrappone al bianco abbagliante delle visioni che provengono dalla sua mente.
A incarnare una delle coppie più celebri della storia del teatro – Macbeth e Lady Macbeth (qui nella foto di Ivan Nocera) – sono gli eccezionali Roberto Latini e Lucrezia Guidone, affiancati da volti altrettanto noti del panorama teatrale, come Nicola Pannelli, Gennaro Apicella e Olga Rossi.
Jacopo Gassmann ci invita ad entrare in quella che egli stesso definisce “una galleria dell’impensabile, dell’indicibile”, dal 4 al 15 dicembre al Teatro Mercadante.
Per saperne di più, ascolta il nostro podcast su RunRadio, con gli interventi in conferenza stampa del regista Jacopo Gassmann e dell’attore Roberto Latini.
Francesca Mainardi [...]
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Dicembre 4, 2024Buona la prima – teatro è il format di RunRadio per gli appassionati di teatro e per i curiosi che vogliono sapere qualcosa in più su questa affascinante e storica arte.
La programmazione di questa settimana si divide fra i palchi che hanno deciso di proporre già tematiche natalizie e gli altri palchi che hanno preferito aspettare ancora un po’.
Il primo teatro nominato è il San Carlo che dal 6 dicembre propone una serie di concerti di celebri arie d’opera e brani della tradizione natalizia. Da Adeste Fideles a We Wish You a Merry Christmas, da All I Want for Christmas Is you a Jingle Bells: le più celebri sonorità natalizie suonate dall’Accademia del teatro San Carlo.
Anche il San Ferdinando propone uno spettacolo natalizio, si tratta della commedia napoletana più celebre di queste festività: “Natale in casa Cupiello” (una scena nella foto di Anna_Camerlingo). Andata in scena per la prima volta il 25 dicembre 1931, riscuote tutt’oggi grande successo fra il pubblico napoletano e non. Pensata per essere un’installazione teatrale in movimento, riprende simbolicamente il presepe, così i personaggi si sostituiscono alle diverse statuette del presepe e alternano momenti di staticità a movimento. Dal 6 all’8 dicembre si potrà vedere sul palco del San Ferdinando.
Anche il Teatro Mercadante propone un grande classico, decisamente più indietro nel tempo: dal 4 al 15 dicembre, con ben 11 repliche, sarà in scena “Macbeth” dramma di Shakespeare originario del 1623. Per l’occasione noi di RunRadio abbiamo preparato un podcast dedicato, resta connesso al nostro sito per conoscere tutti i prossimi aggiornamenti.
Proseguiamo con il teatro Nuovo che ha deciso di proporre uno spettacolo lontano dalle tematiche natalizie. Da giovedì 5 a domenica 8 dicembre sarà in scena “Un giorno come un altro”, rappresentazione dai toni riflessivi e probabilmente un po’ provocatori, che porta sul palco il tema dell’astensionismo politico, ossia della sempre maggiore tenenza a non votare.
Concludiamo la panoramica con il Teatro Sannazaro che dal 6 al 15 dicembre propone “Mettici la mano”, un vero e proprio spin off teatrale della serie televisiva “Il commissario Ricciardi”. Trovata molto interessante nata dalla penna di Maurizio De Giovanni.
Come sempre i palchi cittadini riescono a soddisfare il vasto pubblico, proponendo spettacoli variegati che possano così rispondere a domande diverse.
Ascolta questo podcast per conoscere tutti i dettagli e le curiosità relative a queste rappresentazioni teatrali e rimani sintonizzato con RunRadio per le prossime puntate di Buona la prima – teatro.
Patrizia Castelli [...]
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Dicembre 3, 2024A quasi 500 giorni dall’attacco di Hamas contro Israele, precipita la situazione umanitaria nella striscia di Gaza. Sembra sotto assedio ogni possibilità di tregua. La giornata internazionale per i diritti umani, a sostegno del popolo palestinese, dello scorso 29 novembre è diventata un momento per ricordare la violazione dei diritti umani di un popolo che reclama la propria autoctonia, mentre dall’altro il popolo israeliano rivendica l’appartenenza alla terra promessa da Dio.
‘Mentre il vecchio mondo muore – scriveva Gramsci – il nuovo non può nascere e in questo chiaroscuro nascono i mostri’, con questa citazione si introduce il seminario proposto dall’Unisob per il, giorno 5 dicembre, alle ore 15.00, sul tema: ‘La Palestina tra politica, informazione e guerra nella crisi del mondo globale’.
Al seminario interverranno Rosalba Belmonte, Università della Tuscia, Michele Giorgio, direttore di “Pagine Esteri” e storico corrispondente da Gerusalemme de ‘il Manifesto’, Enzo Nucci, ex inviato Rai con una grande esperienza della regione mediorientale e membro del direttivo di ‘Articolo 21’, Antonello Petrillo, sociologo presso l’università Suor Orsola Benincasa, Eliana Riva, caporedattrice di ‘Pagine Esteri’, esperta di Medio Oriente e documentarista e Omar Suleiman, storico rappresentante della comunità palestinese a Napoli, molto noto in città per la sua attività di attore e regista, da anni promotore della cultura palestinese anche presso il suo ristorante “Al-Amir”. Modererà Fabrizio Greco, docente UNISOB. Nel corso dell’incontro si discuterà del volume di Rosalba Belmonte, “Senza Stato. Il fallimento del progetto nazionale palestinese”, e sarà proiettato il documentario di Eliana Riva “Il cielo di Sabra e Chatila” del 2022.
Il seminario si propone anzitutto come una giornata di studio, di riflessione e di dibattito sul tema in questione.
Antonello Petrillo, professore di Sociologia generale e Sociologia del mondo islamico all’Università Suor Orsola Benincasa, autore, studioso e testimone della realtà islamica, conferma quanto sia indispensabile in questo passaggio storico così delicato, seguire una linea di discussione bivalente, senza prese di posizione. Ci invita a ricordare Weber e la sua idea di onestà intellettuale come devozione assoluta, quanto appassionata, ai fatti piuttosto che alle rappresentazioni ideologiche di questi ultimi: “Proprio rifiutando le rappresentazioni ideologiche di una pace ‘a somma zero’ – ci dice – la cui pretesa di pari opportunità nella presa di parola nasconde semplicemente lo squilibrio oggettivo fra le parti, abbiamo deciso di focalizzare la nostra discussione concentrandola su una questione specifica: la Palestina; sui brandelli di un territorio che nel presente la definiscono sotto il profilo spaziale; sulle sue aspirazioni statuali ridotte dall’agenda politica internazionale alla farsa di un’autonomia amministrativa; sul suo popolo, ossia l’immensa, indicibile sofferenza della sua gente senza patria, ormai nata quasi per intero fra campi-profughi e occupazione”.
Questo è quanto si intende nel voler parlare di fatti, di situazioni innegabili che rappresentano la condanna di una terra, all’interno di un conflitto che ha oramai assunto dimensioni globali, toccando inevitabilmente gli interessi dei molti e dei pochi, che ne sono le vittime: “I fatti – conferma – sono le decine di migliaia di vittime innocenti dell’operazione ‘Spade di ferro’ e di quelle che l’hanno preceduta a Gaza e in Cisgiordania, in Libano come in altri paesi della regione, le centinaia di giornalisti e operatori sanitari uccisi, i reiterati attacchi contro le strutture dell’intervento umanitario e persino contro presidi militari delle forze di pacificazione delle Nazioni Unite”.
“Sono – aggiunge – le punizioni collettive, la negazione dei diritti più elementari delle popolazioni sotto occupazione (dall’acqua allo studio, dalla mobilità all’abitare, alla salute etc.) perpetrate da più di 70 anni”.
Nel corso dell’incontro si discuterà del volume di Rosalba Belmonte, “Senza Stato. Il fallimento del progetto nazionale palestinese”, e sarà proiettato il documentario di Eliana Riva “Il cielo di Sabra e Chatila” del 2022.
da.car. [...]
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Dicembre 3, 2024Torna RunParade: l’appuntamento fisso di RunRadio che vi consiglia alcune tra le nuove uscite musicali.
In questa puntata segnaliamo i brani pubblicati la scorsa settimana, italiani e stranieri, scelti dalla nostra redazione.
Gli artisti messi in risalto nel podcast sono stati il produttore australiano Fisher, ex surfista, che ha rilasciato il singolo “Ocean” e Gazzelle, con la sua “Come il pane”.
Grande ritorno quello di Kesha: la ricorderete per “TikTok”, del 2010. La cantante si lascia andare in un brano che racconta di una relazione tossica vissuta di recente, che ha lasciato il segno.
Dopo gli spoiler dati nella scuola di Amici, Marco Mengoni ha rilasciato una nuova hit: “Mandare tutto all’aria”, che siamo certi farà scatenare i fan nello Stadio Maradona il prossimo 26 giugno 2025.
Abbiamo concluso la puntata ricordando due artisti che ci hanno lasciato: Juice Wrld nel panorama internazionale e soprattutto Pino Daniele, che in fondo Napoli non l’ha mai lasciata veramente con la sua “Again”, una delicata melodia acustica (in foto la copertina del singolo scattata da Alessandro d’Urso).
Per ascoltare queste canzoni e scoprire qualche aneddoto o curiosità sugli artisti, non perdete il nostro podcast su RunRadio, a cura di Emanuele Erro e Mariachiara Fabozzi. [...]
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Dicembre 2, 2024L’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli offre un dicembre ricco di eventi, che si muovono dalla formazione alla cultura, fino a momenti di riflessione. Un’opportunità importante per scoprire, confrontarsi e crescere insieme. Le date da esplorare sono molte, così come le storie che si intrecciano tra i corridoi e nelle aule di questo ateneo.
Gli eventi principali della prima settimana di dicembre sono questi: lunedì 2 dicembre c’è la Giornata della Matricola: alle 11:30 nell’Aula Frauenfelder, un momento di accoglienza per i nuovi iscritti al corso di perfezionamento in Introduzione alle discipline psicopedagogiche. Un’opportunità per orientarsi e sentirsi parte della comunità universitaria.
Alle 11.00 l’omaggio a Franco Di Mare, ideato e promosso dallo storico autore Rai, Massimo Cinque: nella Sala degli Angeli, un evento dedicato alla figura storica del giornalismo italiano, con ospiti del calibro di Paolo Ascierto, Enzo D’Errico, Maurizio De Giovanni, Enzo Nucci, il prof. Antonello Petrillo e molti altri. Un’occasione per riflettere sulla carriera e sull’eredità umana di Franco Di Mare.
Martedì 3 dicembre nell’Aula Magna alla 11 Letteratura e Diplomazia: Lettere Armene, alle 11:30 nell’Aula Leopardi. Una presentazione del libro che racconta il viaggio tra arte e diplomazia a Jerevan, capitale dell’Armenia, scritto da Franz Cerami e Vincenzo Del Monaco. Un evento che invita alla riflessione sul dialogo interculturale nel mondo globalizzato.
Mercoledì 4 dicembre: Diritto Sportivo e Carriere per i Giuristi, alle 15:00 nella Biblioteca Pagliara. Un incontro per esplorare le opportunità professionali nel mondo del diritto sportivo, con esperti del settore come Gianluca Gentile e Carla Acocella. Un’occasione da non perdere per gli studenti di giurisprudenza interessati a questa affascinante area del diritto.
Costruiamo Gentilezza: La comunicazione a contrasto della violenza di genere è il titolo dell’appuntamento giovedì 5 dicembre nel Dipartimento di Scienze Umanistiche. Un evento che affronta il ruolo cruciale della comunicazione nel contrastare la violenza di genere e nel supporto alle vittime, con esperti come Nunzia Brancati e Stefania Ferraro. Un’opportunità per riflettere su come le parole e l’ascolto possano contribuire a costruire una società più giusta.
Infine, venerdì 6 dicembre, Luci e Ombre dell’Illuminismo: Da Rousseau a Sade, alle 11:00 nell’Aula Frauenfelder, conclude una settimana davvero intensa. Un seminario conclusivo del Corso di Storia della Filosofia, con la presentazione del libro di Marco Menin Il sole nero dei Lumi. Sade filosofo. È un’occasione per esplorare le contraddizioni dell’Illuminismo e riflettere sulle sue implicazioni anche nel contesto attuale.
Restate con noi per non perdere nessuna delle occasioni di approfondimento e discussione che questo mese ha da offrire. E non dimenticate di ascoltare il nostro podcast su RunRadio.
an.bel. [...]
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Novembre 29, 2024Venerdì 29 e sabato 30 novembre, alle ore 21, nel Trianon Viviani va in scena Vasame, L’Amore è rivoluzionario.
Uno spettacolo con Marisa Laurito e Enzo Gragnaniello, in cui interpretano l’Amore nelle sue molteplici sfaccettature, tra tenerezza e passione. Filo conduttore, la musica del cantautore partenopeo.
Lo spettacolo propone un repertorio attentamente selezionato dai due artisti, che spazia dai classici della canzone napoletana, come Passione, Scètate e Indifferentemente, ai brani più celebri di Gragnaniello, tra cui Vasame, che ha ispirato il titolo, e che ascoltiamo qui su Run Radio.
Sul palco, ad accompagnare i due protagonisti, Erasmo Petringa al violoncello, Piero Gallo alla mandolina, e Marco Caligiuri alle percussioni. La regia è di Massimo Venturiello, che ha curato la scrittura dello spettacolo insieme alla stessa Laurito e Mario Scaletta.
Nel nostro podcast, la nostra intervista con Marisa Laurito: ascoltalo per sapere di più.
ma.mar. [...]
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Novembre 25, 2024Prende il via Uniworld, l’agenda settimanale in podcast con i principali avvenimenti dell’università Suor Orsola Benincasa.
In un unico podcast sono racchiusi gli eventi principali che riguardano l’ateneo durante l’arco di sette giorni.
Tra il 25 novembre e il 2 dicembre saranno tanti gli appuntamenti, e RunRadio ve ne segnala alcuni.
Lunedì 25 novembre ben tre incontri: ospite dell’università il regista Pappi Corsicato per parlare della sua nuova serie “Inganno”, targata Netflix.
Spazio anche alla figura della donna in una giornata di riflessione sulla formazione e professionalizzazione del lavoro femminile negli ambienti urbani. Nella foto in pagina il nostro rettore Lucio d’Alessandro mentre inaugura la panchina rossa nel giardino del dipartimento di scienze umanistiche), dedicata alle studentesse del Politecnico di Montreal e realizzata dagli studenti del Corso di Laurea abilitante in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali.
Altro appuntamento interessante è l’incontro dal titolo “Geografie clandestine” con la fotografa polacca Monika Bulaj, per riflettere sullo “scontro di civiltà” in Paesi dove collaborazione e serenità sono difficili da trovare.
Mercoledì 27 novembre nella cornice della Cappella Pignatelli un giorno dedicato al culturale e alle tecnologie digitali. Tra le tante figure che interverranno, Stefano De Mieri parlerà dell’app “Museo Pagliara” all’interno della cittadella del Suor Orsola.
Il 2 dicembre ci sarà invece un incontro dedicato al conduttore, giornalista, scrittore napoletano Franco Di Mare, che ci ha lasciato di recente.
Per conoscere i dettagli, ascolta il nostro podcast “Uniworld” su RunRadio.
ma.fab. [...]
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Novembre 25, 2024È tempo di scoprire le ultime notizie dal mondo del cinema e le nuove uscite in sala e in streaming.
Protagonisti i festival, a cominciare dal Torino Film Festival, che torna dal 22 al 30 novembre per la sua 42 esima edizione.
Quest’anno, la rassegna rende omaggio a Marlon Brando, in occasione del centenario della sua nascita, con una retrospettiva dedicata e un percorso multimediale presso le Gallerie d’Italia di Torino. E poi un programma ricchissimo con oltre 120 film, tanti ospiti italiani e internazionali; come Sharon Stone, Alec Baldwin, Rosario Dawson, Michele Placido, Giancarlo Giannini e Ron Howard che ‘presenterà, in anteprima, il suo ultimo film, Eden.
Madrina del festival 2024 è l’attrice Cristiana Capotondi.
Dal 21 al 24 novembre si è tenuto a Milano il Fantasticon Film Fest, l’evento cinematografico dedicato al mondo fantasy, anime e horror.
Tra le anteprime, il romance distopico The Beast, e il viaggio straordinario nella vita dell’icona pop Pharrell Williams, raccontato in un film d’animazione targato LEGO, Piece By Piece.
E ora passiamo a Giffoni, dove già fervono i preparativi per la cinquantacinquesima edizione che si terrà dal 17 al 26 luglio 2025.
Un’edizione ricchissima, con oltre 160 film, 250 ospiti e il grande ritorno degli eventi musicali. Il tema scelto per quest’anno è Diventare Umani.
Come sempre i principali protagonisti saranno i 4.500 giurati provenienti da più di 45 paesi diversi. L’appuntamento è per lunedì 9 dicembre quando verranno pubblicati i regolamenti ufficiali.
Tornando a Napoli, sempre più protagonista nel cinema e in tv, da diventare un caso di studio.
Nell’Università Suor Orsola Benincasa fino all’11 dicembre si terrà un ciclo di eventi e di incontri sul tema dal titolo: L’oro di Napoli.
Il 22 novembre, alle ore 15 durante la lezione di Storia del Cinema, tenuta dal professor Augusto Sainati, è intervenuto un ospite da Oscar, Gabriele Salvatores, che parlerà del suo nuovo film “Napoli New York”.
Spazio anche alle uscite dell’ultima settimana.
Tra i tanti viaggi che il cinema permette di fare, potete imbacarvi come clandestini su una nave diretta a New York, in compagnia di due ragazzi, che scappano da una Napoli piegata dalla miseria del dopoguerra alla ricerca di fortuna in “Napoli-New York” una fiaba di Gabriele Salvatores, che porta in scena un soggetto di Federico Fellini e Tullio Pinelli.
Johnny Depp dirige Riccardo Scamarcio in “Modì Tre giorni sulle ali della follia”, settantadue ore della vita dell’artista Amedeo Modigliani, in cui si susseguono un vortice di eventi nella Parigi del 1916, dilaniata dalla guerra.
“Leggere Lolita a Teheran” racconta la resistenza culturale di Azar Nafisi, che sfida il regime iraniano con un circolo di lettura segreto.
Se vi affascinano la fantascienza e la tecnologia da non perdere “The Beast”, un dramma fantascientifico con Léa Seydoux, che esplora l’amore attraverso tre epoche e affronta le paure del presente e del futuro.
Con “Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta”, Gianluca Jodice ci immerge nella caduta della monarchia francese, svelando il lato umano e fragile dei sovrani durante la prigionia., prima di essere giustiziati.
Se volete ridere un po’, non dovete far altro che partecipare a “Una Terapia di Gruppo”, una commedia brillante con Claudio Bisio, Claudio Santamaria e Margherita Buy, in cui sei pazienti devono convivere e affrontare le loro manie in modo esilarante.
Infine, un film attesissimo: la magia di Oz torna a splendere con “Wicked”, il prequel de Il Mago di Oz, un magico adattamento del celebre musical di Broadway. Nel cast Michell Yeoh, Cynththia Erivo e Ariana Grande (a destra nella foto in una scena del film).
Tante sono le iniziative per celebrare l’arrivo del film tra cui il canale dedicato Sky cinema Fantasy fino al 24 novembre, dove rivivere le avventure de Il Mago di Oz, personaggi delle fiabe e Harry Potter.
Questa settimana è ricca di novità anche per il salotto di casa. A partire dallo spin off seriale di un successo cinematografico, Dune: Prophecy in streaming su Sky e su Now. Su Paramount Plus si va in Texas alla ricerca del petrolio, in Landman. Infine su Netflix, si esplora il lato oscuro delle relazioni umane in un caso di una ragazza scomparsa nella provincia dell’Agro Pontino, nella serie italiana Adorazione.
Per conoscere la classifica dei film più visti della settimana e altre curiosità, ascolta il podcast di Buona la prima Cinema su Run Radio.
Marco Marsiglia [...]
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Novembre 20, 2024Eugenio Capozzi e Stefano Causa, cresciuti entrambi a pane e musica, ci raccontano l’immaginario pop del secondo Novecento, viaggiando attraverso la storia della canzone italiana e internazionale. Tutto questo è Pop Life, un podcast trasmesso in streaming ogni venerdì alle 19 e in replica il martedì successivo alla stessa ora.
In ogni episodio, ai microfoni di Run Radio, ritroviamo a confronto due e più canzoni come punto di partenza per un dialogo sulla storia della musica, della cultura e della società dal secondo Novecento a oggi.
Partendo dalla canzone come prodotto pregiato e manufatto, Eugenio Capozzi e Stefano Causa dedicano ogni incontro alle ‘canzoni del decennio’, con brani proposti e ascoltati in tempo reale, senza etichette e codici ragionati, aiutandoci a entrare nel contesto musicale e storico, guardando ai testi, alle strofe, ai bridge, ai ritornelli che hanno fatto la storia della musica e quella della cultura dell’Occidente.
Pop life su Run Radio è un segmento a due voci del grande progetto seminariale interdisciplinare partito nel 2017 sul tema ‘Culture, società, arti, media nell’era globale’. Il pop entra a far parte della politica e della società con una produzione accelerata. Scopriamo con uno storico e uno storico dell’arte, la grande, enigmatica transizione nella ‘società del benessere’ e avventuriamoci a scavare nel pop: everybody needs.
dan.card. [...]
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Novembre 15, 2024Venerdì 15 novembre alle 16.30 il Suor Orsola Benincasa ospita nella Biblioteca Pagliara l’ottava edizione della Mediterranean Lecture per festeggiare il “compleanno” del riconoscimento UNESCO alla Dieta Mediterranea.
Il ciclo di lezioni magistrali “Mediterranean Lecture”, ideato dal MedEatResearch celebra un approfondimento scientifico sulla storia della Dieta Mediterranea, un patrimonio culturale immateriale riconosciuto dall’UNESCO nel 2010. La lezione magistrale, sarà tenuta da Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei.
Il tema della lezione, “Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Pompei, i Vangeli e la Dieta Mediterranea”, esplorerà l’evoluzione della Dieta Mediterranea dalle antiche civiltà greche e romane, con un focus sulle scoperte archeologiche di Pompei, fino ai suoi sviluppi nella modernità.
Zuchtriegel (nella foto in pagina) rifletterà sul contrasto tra il passato, dove la Dieta Mediterranea era un elemento stabile e armonico con l’ambiente, e il presente, segnato dalla globalizzazione, industrializzazione e spopolamento delle zone interne, che mettono a rischio questo stile di vita tradizionale.
La lezione sarà introdotta dal Rettore Lucio d’Alessandro e dagli antropologi Marino Niola ed Elisabetta Moro, fondatori del MedEatResearch, centro di ricerca che ha dedicato gran parte delle sue attività alla promozione della Dieta Mediterranea come modello sostenibile. Niola sottolinea che la Dieta Mediterranea è scientificamente riconosciuta come il regime alimentare più sostenibile, in grado di migliorare la salute delle persone e dell’ambiente, promuovendo la convivialità e il rispetto per le altre specie viventi.
La lezione di Zuchtriegel sarà trasmessa in diretta streaming sui canali social dell’Università e sarà successivamente archiviata nel Mediterranean Diet Virtual Museum (www.mediterraneandietvm.com), il primo museo digitale al mondo dedicato alla Dieta Mediterranea, fondato grazie al lavoro del MedEatResearch.
Se sei interessato e vuoi saperne di più visita il nostro sito unisob.na.it e ascolta il nostro podcast su RunRadio con l’intervista alla professoressa Helga Sanità.
Antonio Belardo [...]
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Novembre 13, 2024Lo spettacolo teatrale “La Locandiera” arriva nel teatro Mercadante di Napoli con la regia di Antonio Latella dal 12 al 17 novembre 2024.
Carlo Goldoni nato a Venezia nel 1707, dopo essersi laureato in giurisprudenza, si avvicina al mondo del teatro, e “La Locandiera” diventerà uno dei suoi testi più messi in scena e replicati.
L’opera racconta la storia della locandiera Mirandolina, interpretata nello spettacolo da Sonia Bergamasco (qui in scena con Ludovico Fededegni, in uno scatto di Gianluca Pantaleo), che deve difendersi dalle proposte amorose dei clienti della locanda situata nei pressi di Firenze.
Lo scrittore oggi viene considerato innovativo e rivoluzionario, per aver creato personaggi credibili e definiti nell’aspetto psicologico e sociologico. Al contrario, venne criticato dai suoi contemporanei, i quali definirono la sua commedia “scandalosa”, poiché il personaggio della protagonista appariva troppo autonomo e audace per essere una donna del 700.
La figura della Mirandolina goldoniana infatti, è un personaggio capace di dominare la scena, che tra seduzione, intelligenza e saggezza riesce a sconfiggere tutta l’aristocrazia, decidendo di sposare il suo servitore Fabrizio, rifiutando un cavaliere, un conte e un marchese.
Antonio Latella afferma: “Spesso noi registi abbiamo sminuito il lavoro artistico che il grande Goldoni ha fatto con questa opera, l’abbiamo ridimensionata, cadendo nell’ovvio e riportando il femminile a ciò che gli uomini vogliono vedere: il gioco della seduzione. Goldoni, invece, ha fatto con questo testamento, una grande operazione civile e culturale”.
Il regista partenopeo riprende la profondità dell’approccio goldoniano e, aiutato anche dalla bravura dell’attrice Sonia Bergamasco, ci mostra come Mirandolina metta a capo di tutto la servitù, nobilitando commercianti e artisti.
La Locanda diventa, quindi, il luogo di partenza per la riscrittura di tutta la storia teatrale del nostro Paese.
gi.gua. [...]
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Novembre 8, 2024Martedì 12 novembre, alle 16,15, nella storica Sala degli Angeli dell’Ateneo, gli allievi e gli amici dedicheranno una giornata di studi al professor Francesco De Sanctis, che ha ricoperto la carica di Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa dal 1993, negli anni in cui da ‘Istituto universitario di magistero’ monofacoltà, con poco più di 3mila studenti, il Suor Orsola diventava una prestigiosa Università, con tre Facoltà e i circa 12 mila studenti di allora.
Andrea Bixio, Roberto Esposito e Aldo Schiavone interverranno al seminario di studi introdotto dal Rettore dell’Unisob, Lucio d’Alessandro, accompagnati dalle letture di Valentina Carnelutti.
Difficile spiegare alla generazione zeta chi è Francesco Maria De Sanctis, erede e consanguineo del maggiore storico e critico letterario italiano del XIX secolo, e oggi professore emerito di Filosofia del diritto, per anni pilota di un’Università libera che ha vissuto rapidamente una crescita al di sopra della media, maturando un’eccellenza scientifica a confronto con i più importanti Atenei italiani e internazionali.
Ricerca e innovazione scientifica sono stati i punti di forza del rettorato di Francesco De Sanctis. Con lui sono passati nelle nostre aule i nomi più illustri del pensiero politico e storico: Giorgio Napolitano, Edgar Morin, Simone Veil, l’allora cardinale Ratzinger, costituzionalisti come Paolo Grossi, Francesco Paolo Casavola, Giuseppe Tesauro e Francesco Amirante, magistrati impegnati in prima linea nelle battaglie dell’antimafia, da Pietro Grasso a Raffaele Cantone, da Antonio Ingroia a Roberto Scarpinato, e ancora, grandi giornalisti come Paolo Mieli e Giovanni Minoli, o grandi registi come Carlo Lizzani, Ettore Scola, Marco Risi, Manoel de Oliveira, Aleksandr Sokurov. Da studioso prima ancora che Rettore, Francesco De Sanctis ha lanciato spesso un interrogativo ai giovani docenti e alla comunità accademica, chiedendo e chiedendosi quale fosse il ruolo dell’Università sul territorio e nel contesto politico e sociale che afferisce al nostro quotidiano. Era ed è necessario – come più spesso ha detto e auspicato egli stesso – che l’Università sia parte della società civile riuscendo a evitare l’errore di restare una roccaforte chiusa in sé, che parla solo con se stessa, aprendola, invece, al dibattito con le forze vive della città, i suoi giovani, i suoi intellettuali, i suoi professionisti.
Gennaro Carillo, primo e filiale allievo di Francesco De Sanctis, professore ordinario di ‘Storia del pensiero politico’ al Suor Orsola Benincasa, ci spiega il significato del titolo dato all’evento, in una sinossi che raccoglie forse tutto il senso della vita: “A un ‘demone buono’ rinvia a una delle principali linee di ricerca di Francesco De Sanctis: quella relativa alla ‘eudaimonia’. L’etimo di questa parola greca, tradotta con ‘felicità’, implica una relazione buona, virtuosa, con il proprio daimon. Conciliarsi con il proprio demone, assecondarlo, significa essere felici. De Sanctis intrattiene una lunga fedeltà con la filosofia pratica. Ebbene, per Aristotele, la eudaimonia è il fine ultimo dell’azione umana. Ma, per noi allievi, a un demone buono vuol essere anche un augurio: che il daimon ti sia propizio, che tu sia felice”.
Ascoltiamo il podcast realizzato da Run Radio con l’intervento di Gennaro Carillo.
Daniela Cardone [...]
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Novembre 7, 2024Lunedì 14 ottobre presso la Sala degli Angeli del Suor Orsola Benincasa, si è tenuto un incontro in occasione della presentazione del libro-inchiesta di Giulio Golia e Francesca di Stefano, dal titolo “Mostri di Ponticelli o vittime di un enorme errore giudiziario?”. Il libro racconta di una vicenda buia e alquanto sconosciuta della storia italiana: un caso di ingiustizia giudiziaria che, nel 1983, ha visto coinvolti tre ragazzi appena maggiorenni, trovatisi da un giorno all’altro accusati e condannati per un crimine feroce, ossia il violento omicidio di due bambine di 7 e 10 anni.
Ancora oggi quei tre ragazzi, che oggi hanno 60 anni circa, non si sono arresi nel cercare giustizia e dimostrare quindi la loro innocenza. Ovviamente questo non gli restituirà gli anni della giovinezza che hanno dovuto trascorrere dietro le sbarre, ma metterebbe in chiaro una volta per tutte quello che hanno dichiarato fin dal primo giorno: che sono innocenti. I tre vogliono che il caso venga riaperto e che si faccia chiarezza su quanto veramente successo.
Assieme a Giulio Golia erano presenti in sala anche la psicologa forense e criminologa Luisa d’Aniello, che ha arricchito con le sue competenze la descrizione del caso, anche Marialaura Cunzio, docente di criminologia presso la nostra università, ha portato il suo contributo in quanto esperta nel settore, così come la giornalista Angela Marino è stata una protagonista attiva dell’incontro in quanto moderatrice fra le varie parti. Una voce inaspettata, ma molto apprezzata dal pubblico in sala, è stata quella di Giuseppe La Rocca, uno dei tre giovani ingiustamente accusati di questo crimine così feroce, che è riuscito a collegarsi tramite videoconferenza per raccontare agli studenti la storia in prima persona.
Nella mattina di lunedì 14 ottobre quindi, noi di Run Radio, ci siamo diretti presso la Sala degli Angeli con i nostri microfoni e abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare l’incontro, la testimonianza e soprattutto di intervistare alcuni ragazzi per sentire le loro impressioni su questo evento, ma anche la psicologa Luisa d’Aniello che ci ha parlato dell’importanza di sensibilizzare giovani studenti con incontri come questo e infine il co-autore del libro, giornalista e conduttore televisivo Giulio Golia, che ci ha aiutati ad andare più a fondo in questa storia, sottolineando ulteriormente quella che a suo parere è la profonda ingiustizia che c’è alla base.
Ascolta il nostro podcast per conoscere tutti i dettagli della vicenda dei mostri di Ponticelli.
pat.cast. [...]
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Novembre 7, 2024Cos’è l’Algocrazia? Tra i nuovi termini citati dall’Accademia della Crusca, indica letteralmente il dominio di una società governata dagli algoritmi.
Francesco Donato Perillo, docente presso Unisob di ‘Macchine e trasformazione digitale’, per i corsi di Economia e Green Economy, ne parla nel suo volume dal titolo Algocrazia. L’intelligenza artificiale è la fine del management? che si presenta con una tavola rotonda martedì 22 ottobre alle 17.00 nella Biblioteca Pagliara Unisob. Intervengono la professoressa di Pedagogia sociale Maria D’Ambrosio, la professoressa di diritto privato e delle nuove tecnologie Lucilla Gatt, l’amministratore delegato del Tecno Group Giovanni Lombardi, il professore di Organizzazione aziendale Domenico Salvatore e il vicepresidente della Fondazione FAIR Carlo Sansone.
Conclude e commenta con il pubblico l’autore, Francesco Donato Perillo, che ci spiega brevemente come può definirsi l’algocrazia e quali sono i rischi dell’IA: “L’algocrazia è il potere degli algoritmi e, dunque, dell’Intelligenza Artificiale sugli umani. Il rischio è che siano presto le macchine intelligenti a guidare ogni scelta umana nella gestione della società, infatti l’IA ha questa caratteristica: è invasiva e si diffonde, autoalimentando le proprie capacità con una velocità esponenziale: mi domando, ad esempio, se vi sia ancora qualche studente che non ricorre all’aiutino della IA”.
Quali sono i campi in cui si sente già l’invasione dell’intelligenza artificiale?
“Questo processo invasivo comincia (anzi è già cominciato) nella fabbrica, che è il primo campo in cui si gioca il rapporto tra l’uomo e la macchina: è l’uomo che guida e interroga la macchina, o è la macchina che dà le direttive all’uomo? Gli algoritmi saranno i nuovi dirigenti? Sarebbe la fine del management, come recita il sottotitolo del libro”.
Che fare allora?
“Credo che il compito di un direttore HR nella trasformazione digitale non sia quello di spiegare che gli algoritmi servono a potenziare l’azione umana, ma da una parte, di salvaguardare la dimensione umana e etica nella gestione del cambiamento e dall’altra dotarsi di una nuova e diversa strumentazione gestionale. Non è pensabile poter continuare a gestire le risorse umane con strumenti, politiche e logiche del vecchio mondo analogico”.
E nell’ambito del contesto socio pedagogico? Ci risponde Maria D’Ambrosio:
“Il testo di Perillo prova a sollecitare uno sguardo critico proprio rivolgendosi al mondo del management e della governance nelle imprese, nelle realtà produttive. Molta parte della cultura manageriale riferita al lavoro e alle organizzazioni ha abbracciato una logica manipolatoria che rafforza l’approccio individualista e competitivo al lavoro e conferisce un potere alla macchina e alla sua intelligenza, come fossero espressione di un ente superiore”.
Al contrario un approccio pedagogico dovrebbe educare alla crescita del contatto umano e delle relazioni empatiche…
“La logica del controllo e della previsione tornano ad essere molto presenti nelle scelte e nelle modalità di gestione del lavoro nelle organizzazioni. E su questo mi pare che l’approccio pedagogico, di una pedagogia trasformativa, attiva e critica punti invece sul valore e sulla qualità delle relazioni interumane come risorsa generativa, che si prende cura delle persone e delle organizzazioni di cui sono parte”.
“L’esempio di Adriano Olivetti – conclude – torna a essere di grande attualità perchè persone, imprese e territori sono attraversati dal valore innovativo e rigenerativo di arte, tecnologia e design e producono sempre nuova cultura e una cultura del lavoro più consapevole, responsabile ed eticamente orientata alla qualità del vivere delle comunità. L’algoritmo che regola l’Intelligenza Artificiale in questo senso può essere parte di un sistema intelligente, cui bisogna essere alfabetizzati. In quest’ottica mi sembra che sia necessario rivolgerci ai manager e alle manager attuali così come a quelli e quelle in formazione, per contribuire ad una cultura del lavoro che non è già scritta in nessun software proprietario o open source”.
Da.Card. [...]
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Luglio 26, 2024Il 17 agosto torna la Serie A: il campionato italiano di calcio è pronto a regalare nuove emozioni a tutti i tifosi con la stagione 2024/25.
La prima giornata vedrà i campioni d’Italia dell’Inter debuttare in casa del Genoa sabato 17 agosto alle 18:30, mentre il Milan partirà in casa col Torino alle 20:45. Domenica 18 agosto alle 18:30 il nuovo Napoli targato Conte partirà da Verona proprio come aveva iniziato Spalletti nell’anno dello scudetto. A chiudere la prima giornata sarà la Juventus, lunedì 19 agosto alle 20:45, contro il neopromosso Como.
La stagione terminerà il 25 maggio 2025 e fino a quel giorno la lotta per lo scudetto si prospetta accesissima.
In questo podcast per Run Radio, Davide Pignalosa e Matteo Ferronetti, analizzano quello che può essere il campionato delle squadre d’alta classifica, e non solo.
L’Inter, fresca vincitrice dello scorso scudetto, parte con il favore dei pronostici. Ma avrà anche altre contendenti, come il Napoli, affidato ora ad Antonio Conte (nella foto in pagina), che ha tutte le intenzioni di riscattarsi dopo una stagione deludente. Con i nuovi acquisti e un re-branding che ha entusiasmato i tifosi, i partenopei sperano di tornare a lottare per il titolo.
Alla ricerca della seconda stella c’è il Milan, che dopo aver chiuso il ciclo Pioli, si affida a Paulo Fonseca per un nuovo inizio e a Zlatan Ibrahimovic che, seppur abbia abbandonato il calcio giocato, continua a influenzare le scelte della società, come dimostra l’acquisto di Alvaro Morata dall’Atletico Madrid.
La Juventus ha deciso di puntare su Thiago Motta, reduce da una stagione straordinaria a Bologna. Con nuovi acquisti come Douglas Luiz e Kephren Thuram, i bianconeri sperano di colmare le lacune a centrocampo e di riportare lo scudetto a Torino, un trofeo che manca ormai da troppo tempo.
Il Bologna, ora sotto la guida di Vincenzo Italiano, mira a confermare il sorprendente piazzamento della scorsa stagione. L’Atalanta, dopo aver trionfato in Europa League, si prepara ad affrontare la Champions League con rinnovate ambizioni.
A Roma, si vedrà se la leadership di Daniele De Rossi potrà portare i giallorossi verso traguardi importanti, mentre i cugini della Lazio vede una forte preoccupazione da parte dei tifosi, per via dell’addio di alcuni senatori dello spogliatoio, primo fra tutti Ciro Immobile.
Non vanno sottovalutate squadre come Monza, Fiorentina, Genoa e Torino, che cercano di fare il salto di qualità definitivo dopo ottime prestazioni nella scorsa stagione. Occhio anche al Como, neopromossa guidata da Cesc Fabregas, che ha fatto parlare di sé per un mercato estivo molto attivo e ambizioso.
Quest’anno, tutti i tifosi potranno seguire le partite su diverse piattaforme: DAZN e Timvision trasmetteranno tutte le gare, mentre Sky Sport avrà in co-esclusiva 114 partite sulle 380 complessive. Un’offerta vasta per non perdere neanche un minuto del campionato.
Chi vincerà la Serie A 2024/25? Quali squadre retrocederanno? Le big soddisferanno le aspettative dei tifosi? Sarà solo il campo a rispondere dal 17 agosto in poi, ma voi nell’attesa ascoltate il nostro podcast su Run Radio.
da.pi. [...]
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Luglio 24, 2024Arriva al madre la mostra “Vai Vai Saudade”, un’esperienza che avvicina l’arte Brasiliana alla città partenopea con un itinerario poetico articolato in una serie di racconti legati alle produzioni artistiche brasiliane.
L’obiettivo della mostra è quello di raccontare le alternanze vissute nella storia di questo territorio: che vanno dalla dittatura alla democrazia, dal positivismo alla censura, dalla frustrazione all’allegria valorizzando lo spirito resiliente tipico di nazioni con una lunga storia colonialista.
Il percorso cerca di mettere in luce un’arte avanguardista come quella brasiliana al servizio di una tematica profonda e rivoluzionaria. Sotto la direzione del curatore Cristiano Raimondi la mostra “comprende molti dei temi più importanti della nostra contemporaneità: la diversità, la riflessione su uno sviluppo economico che procede spesso a scapito dell’ecosistema di cui facciamo parte” ha dichiarato Angela Tecce, Presidente della fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.
Ai microfoni di Run Radio abbiamo ospitato la direttrice del museo madre, Eva Fabbris per conoscere le capacità attrattive e formative dell’arte brasiliana e di quanto l’animo di questo popolo sia simile a quello napoletano sotto molti aspetti.
Ascolta l’intervista, lasciati affascinare dall’arte e continua a seguirci per restare informato sugli eventi culturali in città.
Sara Cipolla [...]
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Luglio 24, 2024Stiamo vivendo una stagione cinematografica estiva di ombre (scarsa affluenza nelle sale) e qualche sorpresa, con successi come “Inside Out 2” e titoli come “Deadpool & Wolverine”, “Horizon: An American Saga” di Kevin Costner, l’horror “Maxxxine” (capitolo finale della trilogia di “X – A Sexy Horror Story”, qui in foto), il disaster movie “Twisters” e il quarto capitolo di “Cattivissimo Me”, in uscita a fine agosto.
Le sale italiane si preparano già per i nuovi titoli della stagione autunnale del 2024. L’autunno cinematografico inizierà il 28 agosto con l’uscita de “Il Corvo”, diretto da Rupert Sanders e interpretato da Bill Skarsgård e FKA Twigs. Il 5 settembre sarà la volta di Tim Burton con “Beetlejuice Beetlejuice”, il sequel del celebre film. L’industria italiana debutterà il 12 settembre con due commedie: “Come Far Litigare Mamma e Papà” e “L’Ultima Settimana di Settembre”, presentate in anteprima al Festival di Giffoni.
Dal 2 ottobre arriveranno nelle sale “Folie à Deux”, il sequel musicale di “Joker” con Joaquin Phoenix e Lady Gaga, e il film d’animazione “Il Robot Selvaggio” di Dreamworks il 10 ottobre. Provengono dal Festival di Cannes “Megalopolis” di Francis Ford Coppola che uscirà il 16 ottobre e “Parthenope” di Paolo Sorrentino in sala dal 24 ottobre. La Palma d’Oro “Anora” di Sean Baker sarà disponibile dal 7 novembre.
A novembre arriverà il sequel de “Il Gladiatore” con Pedro Pascal, Denzel Washington e Paul Mescal, e il musical “Wicked” con Ariana Grande e Michelle Yeoh. Disney lancerà il sequel di “Oceania”. Il periodo natalizio vedrà l’uscita di “Mufasa”, il nuovo live action de Il Re Leone, e le commedie “Cortina Express” con Christian De Sica e Lillo, e “Io e te dobbiamo parlare” con Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni.
Si prospetta una stagione cinematografica ricca di titoli e grandi ritorni. Le luci si abbassano, inizia la magia. [...]
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Luglio 22, 2024Lo scorso 15 luglio, l’Università Suor Orsola Benincasa ha aperto le porte a tutti i giovani diplomati pronti a scegliere la loro carriera universitaria. Un successo di pubblico e di presenze: l’Aula Magna era gremita, come in un tutto esaurito di un concerto pop.
La presentazione dell’offerta formativa è stata arricchita da alcuni interventi, tra cui quello del rettore Lucio d’Alessandro, che ha sottolineato il ruolo fondamentale dei giovani nella realizzazione del progetto Unisob e ha illustrato al pubblico le opportunità didattiche e lavorative offerte dall’ateneo. Un luogo di aggregazione, ma anche di futuro, incorniciato dalle bellezze napoletane su cui si affaccia l’università.
Successivamente, l’open day si è spostato in terrazza dove, tra una chiacchiera e un aperitivo, gli studenti hanno avuto l’opportunità di conoscere colleghi e docenti. Questo contatto diretto arricchisce l’esperienza degli studenti, rendendo l’incontro in ateneo ancora più stimolante.
Per l’occasione, Run Radio ha intervistato docenti e famiglie per conoscere meglio le potenzialità di Unisob e le aspettative dei futuri iscritti. Ascolta il podcast e vieni in università per creare il tuo futuro con noi!
sa.ci. [...]
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Luglio 19, 2024Lunedì 15 luglio, alla presenza del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano (nella foto in visita a Palazzo) e del direttore generale Musei Massimo Osanna, accolti dal direttore Mario Epifani, sono stati inaugurati i nuovi spazi di Palazzo Reale a Napoli. Tra le novità, il Belvedere, il Museo della Fabbrica e una mostra temporanea che racconta i quattro secoli di storia della reggia.
Il Museo della Fabbrica è un’esposizione permanente situata al pianterreno con accesso dal Cortile d’Onore e offre un percorso introduttivo alla visita del Palazzo. Attraverso opere e installazioni audiovisive, il museo racconta la storia della corte principesca, illustrando le sue trasformazioni con rilievi 3D e modellini ottocenteschi degli architetti Antonio Niccolini e Gaetano Genovese, restaurati per l’occasione. Questo progetto, ideato dal direttore Epifani e curato dall’architetto Almerinda Padricelli, ha recuperato gli spazi intorno al Cortile d’Onore, creando un nuovo foyer con biglietteria e guardaroba.
Fino al 3 settembre, nella Galleria del Genovese al piano nobile, è visitabile la mostra “Quattro secoli di storia: la fabbrica di Palazzo Reale”, curata da Epifani con l’allestimento dell’architetto Stefano Gei. Provenienti da istituzioni museali e collezioni pubbliche e private, le opere esposte narrano la storia del palazzo e dialogano con quelle dell’Appartamento di Etichetta.
È stato inoltre presentato il restauro del Belvedere, situato sul tetto del palazzo e affacciato sul Golfo di Napoli. Da settembre, questo spazio, mai aperto al pubblico dal 1837, sarà incluso nei percorsi di visita guidati, offrendo un’inedita vista panoramica.
Ascolta il racconto delle inaugurazioni nel podcast di Run Radio con le interviste al direttore Mario Epifani e all’architetto Almerinda Padricelli.
Matteo Ferronetti [...]
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Luglio 19, 2024Nonostante le difficoltà economiche quest’estate la nostra regione offre la consueta programmazione di eventi musicali e culturali. Per gli amanti della musica è in corso la 29esima edizione di Pomigliano Jazz festival che terminerà il 28 luglio. Il direttore artistico Onofrio Piccolo è sempre stato alla ricerca di territori da potenziare e ancora una volta ha scelto Pomigliano e le aree vesuviane per presentare un programma speciale.
La rassegna riesce a valorizzare il nostro territorio con un programma ricco di eventi e collaborazioni culturali come il progetto con l’istituto Cervantes, che ha permesso la presenza del cubano Gonzalo Rubalcaba che ha inaugurato la rassegna.
A concluderla sarà Peppe Barra il 28 luglio; l’artista – che avrà da pochi giorni compiuto 80 anni – porterà sul palco la musica popolare e l’identità napoletana per la sezione “Vesuvius Jazz”, in cui gli eventi avranno luogo presso le bellezze naturalistiche del Vesuvio. Tra questi c’è attesa per il 21 luglio in cui Marco Zurzolo renderà omaggio ai grandi nomi della tradizione napoletana come Pino Daniele, Carlo D’Angiò ed Eugenio Bennato.
Quest’anno particolare attenzione è rivolta ai giovani con un progetto che permetterà loro di avvicinarsi alla musica jazz, spesso poco ascoltata dalla generazione Z. Il progetto che partirà a settembre, infatti, conta più di 200 ragazzi in orchestra. L’iniziativa prova a sensibilizzare il pubblico campano offrendo percorsi naturalistici dove poter anche godere di degustazioni culinarie, mostrando eccellenze nostrane e proponendo nuove esperienze ai giovani ragazzi. Abbiamo realizzato un podcast su “Pomigliano Jazz” per scoprire più nel dettaglio gli eventi musicali e gli artisti che interverranno nel corso della rassegna.
Sarah Paragliola [...]
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Luglio 12, 2024Quale miglior modo di conoscere l’offerta formativa universitaria se non con una festa in terrazzo con le luci del tramonto e con un bellissimo panorama sul Vesuvio? Lunedì 15 luglio sarà possibile al Family day, un appuntamento a porte aperte per i maturandi che sono curiosi di conoscere nel dettaglio l’offerta formativa Unisob.
In attesa dell’evento, noi di Run radio presentiamo in anteprima i corsi triennali e quinquennali.
Partiamo dal dipartimento di scienze formative, psicologiche e della comunicazione.
Sogni di diventare un giornalista? Lavorare come manager aziendale o vivere di cinema e musica? Il corso triennale di comunicazione è perfetto per te.
Se invece ami i bambini e la formazione delle future generazioni ti sta a cuore l’Unisob offre due percorsi: Scienze della Formazione, corso quinquennale, che abilita all’insegnamento nelle scuole dell’infanzia e, assieme al conseguimento della specializzazione per l’insegnamento come docente di sostegno, per gli studenti più fragili. La seconda opzione è quella del corso in Scienze dell’Educazione, è triennale, e prepara la figura dell’educatore professionale socio-pedagogico e che opera nei nidi d’infanzia, nei servizi integrativi per l’infanzia come: spazi gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto domiciliare.
Fiore all’occhiello del prossimo anno accademico è il corso in Scienze del Servizio sociale. Una nuovissima proposta che si riferisce alla formazione di esperti nel campo delle scienze sociali che unisce la pratica allo studio teorico per la risoluzione di problemi di disagio giovanile, culturale ed educativo.
Se sei amante dell’arte e delle bellezze monumentali il corso che fa per te è Scienze dei beni culturali: turismo, arte, archeologia. Il percorso perfetto in una città piena di storia e arte come Napoli: mira a coniugare una forte formazione umanistica di base, attenta in particolare alla centralità della storia, con approfondite competenze specifiche, artistiche, tecniche e scientifiche, negli ambiti che caratterizzano i beni culturali e con una particolare attenzione al turismo culturale.
Unisob trova il modo di conciliare le bellezze artistiche con l’importanza dello studio delle lingue straniere attraverso il corso di Lingue e culture moderne. Ampio e trasversale, si divide in due branche: Lingue e letterature straniere e Lingue straniere per le nuove professioni. Il primo è spendibile in settori professionali internazionali legati ai servizi culturali, all’editoria e alle istituzioni culturali mentre il secondo consente dei metodi e strumenti per la traduzione professionale e dell’informatica umanistica.
Appassionati di economia c’è un posto anche per voi in Unisob, grazie al corso unico di economia aziendale e green economy. La formazione ‘green’ si distingue infatti da tanti altri percorsi proprio per l’elemento unificante del percorso formativo rappresentato dallo studio dei profili di sostenibilità economica, finanziaria, sociale ed ambientale.
A chiusura di questa ricca offerta formativa, Unisob offre ai maturandi due corsi tradizionali, uno di Giurisprudenza e un altro in Scienze e Tecniche della Psicologia cognitiva. L’università coniuga dunque le innovazioni e i lavori del futuro con quelle carriere professionali che hanno ormai una storia secolare.
Ormai è chiaro, qui a Run Radio promuoviamo un’eccellente formazione e lo facciamo informando e consigliando i nostri ascoltatori.
Per questo ai nostri microfoni abbiamo avuto l’onore di intervistare il rettore Lucio D’ Alessandro che ci ha raccontato della bellissima giornata Family che ci aspetta e di tutte le opportunità e novità che ci sono in Unisob.
Ascolta il podcast per scoprirne di più e vieni a visitare l’Università Suor Orsola Benincasa per costruire il tuo futuro con noi!
Sara Cipolla [...]
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Luglio 12, 2024Lorenzo Hengeller e l’Umbria Jazz Festival formano un binomio e un’equazione vincente. Il pianista e compositore napoletano classe 1970 sarà uno degli artisti residenti per tutta la durata della rassegna da venerdì 12 luglio a domenica 21 luglio.
È noto per il suo stile che mescola jazz, swing e musica leggera italiana; sviluppa la sua passione per il pianoforte sin da piccolo, coltivando un’ammirazione particolare per artisti come Renato Carosone e Paolo Conte.
La sua musica è caratterizzata da un’ironia sottile e una vivacità contagiosa, riflettendo le tradizioni della sua città natale, Napoli.
Hengeller si esibisce regolarmente in concerti e festival, dove il suo talento e la sua personalità affascinano il pubblico, rendendolo uno degli interpreti più apprezzati del panorama musicale contemporaneo italiano.
Forse qualcuno di voi, appassionato del genere, avrà avuto l’opportunità di vederlo dal vivo, noi di RunRadio invece l’abbiamo intervistato per voi! Tra Marisa Laurito, Lelio Luttazzi e il suo nuovo album “Il Pianerottolo”.
Cosa aspetti? Corri ad ascoltare il podcast!
ma.fe. [...]
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Luglio 11, 2024Chiudono momentaneamente i sipari dei teatri di Napoli, pronti a riaprire per la prossima stagione, pronte a puntare dritte al cuore degli spettatori.
Il Teatro Nuovo di Napoli, nel suo 300esimo anniversario dall’apertura non fa eccezione e riaprirà le porte con la stagione 2024-2025 intitolata “Il nuovo da scoprire”.
La direzione della sala scommette sulle nuove generazioni e sulle sperimentazioni teatrali. Il tutto accompagnato da uno sguardo al passato, e dalla riscrittura di opere significative per la città e per gli attori. Nei 14 spettacoli in cartellone, il teatro Nuovo esplora e incrocia generi e stili con sfumature classiche e contemporanee, confermandosi come luogo di aggregazione e cultura per i suoi spettatori.
A inaugurare la stagione, giovedì 7 novembre andrà in scena, la commedia di Eduardo De Filippo “Ditegli Sempre Di Sì” (nella foto in pagina Mario Autore, Anna Ferraioli Ravel e Domenico Pinelli) che nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa, offre a giovani attori l’opportunità di lavorare sul testo che debuttò nel teatro Nuovo nel 1932.
La programmazione affronta soprattutto temi attuali come l’astensionismo elettorale con l’opera “Un giorno come un altro” di Giacomo Ciarrapico; e il femminismo con “Svelarsi” e “La semplicità ingannata” che sottolineano l’importanza della comunità e della sorellanza nella vita e nella determinazione delle donne.
La stagione chiuderà i battenti il 10 aprile con lo spettacolo “Dei figli” di Mario Perrotta che esplora il fenomeno degli adulti-adolescenti: coloro che anche oltre i 40 anni vivono una vita in modo giovanile alla scoperta di se stessi e di nuove esperienze.
Ai microfoni di Run Radio, abbiamo avuto l’occasione di intervistare Alfredo Balsamo, direttore generale del Teatro Pubblico Campano. Ascolta il podcast per saperne di più.
Sara Cipolla [...]
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Luglio 9, 2024Dalla musica alla letteratura: abbiamo accolto in studio lo scrittore Mario Artiaco per parlare della sua carriera e delle storie di rivincita che ha raccontato nei suoi libri.
Nato nel 1975 a Napoli, nel corso della sua vita ha deciso di abbandonare il lavoro di ex bancario per dedicarsi all’arte della scrittura. Le storie che racconta non sono comuni: parlano di riscatto e dignità spesso lasciate nell’ombra.
Il suo ultimo libro è “21 storie che non hanno voce”, un numero non casuale. Il libro, infatti, racconta 7 storie, ognuna divisa in 3 capitoli.
“Il tre è il numero perfetto, mentre sette sono le teste del drago dell’apocalisse” così descrive Artiaco (qui ritratto in foto) la sua scelta numerica insolita. Un riferimento allegorico, dunque, che ci riporta anche al racconto mitologico del peso dell’anima, 21 grammi. Una storia che non lascia nulla al caso e che punta dritta al cuore dei lettori.
Ascolta il podcast per scoprire cosa Artiaco ha in serbo per noi, e continua a seguire Run Radio per restare aggiornato su eventi e novità in città!
sa.ci. [...]
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Luglio 8, 2024Napoli da vedere, visitare e vivere: sono gli obiettivi della rassegna “Vedi Napoli d’estate e poi torni” in corso dal 4 luglio fino al 27 settembre. Nato 3 anni fa, il progetto del Comune ha riscosso già un certo successo grazie agli eventi culturali, le visite guidate e gli appuntamenti musicali. Quest’anno il focus sarà la bellezza marina partenopea. Napoli nata e cresciuta sotto la ala della sirena Partenope torna a far brillare le sue acqua con i percorsi in programma.
Sono 78 gli itinerari predisposti per il pubblico che saranno divisi in 3 grandi aree tematiche: “Acquajuò, l’acqua è fresca?”, “La storia dell’acqua a Napoli” e “Napoli dal Mare”.
L’idea nata in collaborazione con Amedeo Colella porta alla luce la storicità delle acque napoletane e l’importanza che ha avuto per i suoi cittadini, la lingua e la cultura. Colella che sarà il racconta storie durante i percorsi ha dedicato la sua vita alla divulgazione della cultura napoletana che gli ha permesso di scrivere libri e sceneggiature come simbolo di napoletanità come il programma televisivo “Nisciuno nasce ‘mparato”. Durante la conferenza di presentazione Colella è stato accompagnato da una band napoletana che ha suonato alcuni brani ispirati alle acque napoletane come “acquagliol e margellin”.
Il lavoro dell’acquafrescaio ha infatti un ruolo rilevante nella mitologia napoletana e nei suoi linguaggi come il modo di dire “a nev rind a sacc” che nell’immaginario collettivo rappresenta la frettolosità, la necessità di velocizzare esattamente come gli acquaioli facevano sfruttando la neve per raffreddare la sacca di juta che utilizzavano. Dal loro lavoro ne deriva inoltre la cosiddetta “limonata a cosc’apert”, una bevanda rinfrescante ma anche un momento di divertimento e immedesimazione per i turisti che durante le loro passeggiate cercano un chioschetto che gli permetta di vivere quest’esperienza tutta targata Napoli.
Le bellezze di Napoli saranno il centro della promozione turistica ma necessitano anche di una tutela e di un’attenzione alla regolamentazione, come afferma Teresa Armato, assessore al Turismo del Comune di Napoli, nel podcast che pubblichiamo sul nostro sito.
L’obiettivo è chiaro, attirare un maggior numero di turisti possibili e far in modo che seguendo le statistiche attuali restino in città il più a lungo possibile e soprattutto che abbiano una gran voglia di tornare alla fine del loro soggiorno.
Oltre all’interesse per le bellezze marine a coronare questa rassegna sarà l’appuntamento all’alba di ferragosto sull’iconica terrazza Sant’Antonio a Posillipo dove un quartetto d’archi che suonerà le musiche di Astor Piazzolla accompagnato da Elisabetta D’Acunzo e intratterrà gli ospiti con la fusione di due mondi vicini ma lontani come quello napoletano e quello argentino.
Gli eventi totalmente gratuiti di saranno prenotabili sulla piattaforma eventbrite.it che ogni giovedì alle ore 12 permetterà la visione degli eventi della settimana successiva.
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Luglio 3, 2024In occasione della giornata dedicata ai Beni culturali tenutasi nell’università Suor Orsola Benincasa giovedì 27 giugno, Run Radio ha intervistato l’assessore alla Formazione professionale della Regione Campania Armida Filippelli per conoscere nuovi progetti, bandi e opportunità per studenti e giovani alla ricerca della propria strada.
L’impegno della Regione Campania non si ferma, anzi segue l’innovazione e cerca di valorizzare il patrimonio culturale con le nuove tecnologie, ha affermato ai nostri microfoni Armida Filippelli. Il binomio formazione e Regione è essenziale per poter permettere ai giovani di restare nella propria città e non doversi spostare per trovare un lavoro che li soddisfi.
La cultura e il progresso è il focus dell’assessorato capace di istruire e trasmettere alle nuove generazioni non solo dei valori educativi ma anche civili che esaltino le bellezze del proprio territorio e non le diano per scontate.
Un esempio chiave di quest’attenzione nei confronti dell’arte è la restituzione della tela di Santa Luciella, che proprio grazie all’istruzione e all’aiuto di docenti è stato restaurato da alcuni studenti.
Fai click per saperne di più e continua ad ascoltare la tua radio universitaria preferita per non perderti nessuna novità sugli eventi e le anteprime in città!
sa.ci. [...]
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Luglio 2, 2024Nello scorso febbraio l’Università Suor Orsola Benincasa ha attivato la prima Accademia mediterranea di Scienze pedagogiche intitolata alla studiosa Elisa Frauenfelder, maestra della pedagogia italiana contemporanea alla cui memoria l’Ateneo dedica da tempo il premio internazionale destinato agli autori di un lavoro sui temi della pedagogia, della storia della pedaglogia e delle istituzioni educative e della didattica.
L’Accademia si ispira alla scienza della formazione classica che ha le sue radici nel Mediterraneo antico. La stessa Elisa Frauenfelder si è spesa tantissimo per far sì che i progressi degli studi pedagogici potessero trovare una giusta dimensione nel contesto euro Mediterraneo.
Maria Ulrich, Eleonora Pimentel Fonseca, Laura Beatrice Oliva Mancini, Silvia Croce solo per citarne alcuni, ma cosa ci ricordano questi nomi di donne eccellenti?
Un lungo elenco a cui l’Accademia – diretta dal rettore dell’Unisob – si ispira per sviluppare un sodalizio tra le Università di Grecia, Spagna e Portogallo.
Sono i punti di forza di una struttura unica nel suo genere dal punto di vista della ricerca scientifica: il sodalizio euro-Mediterraneo tra gli studiosi delle Scienze pedagogiche e le fondamenta basate sulle più autentiche passioni che nel passato le più notevoli figure femminili della scienza pedagogica hanno dedicato all’idea di emancipazione e di trasformazione sociale.
Ce ne parla Fabrizio Sirignano(nella foto in pagina), ordinario di Pedagogia generale presso l’Ateneo: “L’Accademia si pone nel solco tracciato da significative figure di donne che hanno apportato un contributo in termini di teorizzazione, progettazione e realizzazione di esperienze con ricadute pedagogiche ed educative nel Mediterraneo”.
Questo indirizzo di ricerca trova le sue ragioni nel pensiero antico della pedagogia in un palinsesto fertile come il Mediterraneo, in cui il legame tra scienza e filosofia ne è stato da sempre nutrimento, a partire dalla Grecia classica del V-IV secolo a.C.
Il partenariato scientifico con le altre università del Mediterraneo è un progetto esemplare nel suo genere, come sottolinea Sirignano: “Il sodalizio accademico muove le sue riflessioni e le sue attività dagli alti e ancora oggi attuali exempla di impegno etico-sociale e pedagogico-educativo, incarnati da alcune donne che tra il XVIII e XX secolo sono vissute e hanno operato consapevolmente nell’area del Mediterraneo, testimoniandone la connotazione interculturale e transculturale di spazio – allo stesso tempo fisico, simbolico e metaforico – di apertura, di collegamento e di confronto dialogico tra popoli, culture ed individui”.
Si tratta di donne di diversa estrazione sociale e formazione culturale che hanno profuso il loro impegno per le fanciulle ed i fanciulli, per i più poveri ed i più bisognosi, per la scuola, l’istruzione e la formazione, chi attraverso l’elaborazione di teorie e modelli, chi attraverso la scrittura e la divulgazione, chi tramite la militanza, la testimonianza e l’impegno costanti e quotidiani, chi attraverso l’ideazione, la realizzazione e la conduzione di attività educative.
“Pur nella loro diversità di orientamenti e di modalità di profusione del loro impegno etico, educativo e culturale, si tratta di donne accomunate dal fil rouge di una pedagogia fortemente ancorata alla dimensione sociale”, conclude.
È una pedagogia tradizionale ma allo stesso tempo innovativa in una dimensione socio culturale come quella attuale in cui l’idea stessa di società, di condivisione e di empatia sembra stia perdendo smalto.
Seminari e attività formative, attuazione di Fellowship, e progetti comuni: sono le iniziative che l’Accademia si propone di realizzare a partire da questo anno accademico. Insegnare a formare e formare per insegnare, pensando su queste basi a una “comunità mediterranea”, costruita e alimentata dalla pedagogia dialogica dell’ascolto, del confronto e dell’accoglienza.
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Luglio 1, 2024È in piena attività il festival internazionale “Conversazioni” con un programma fitto di appuntamenti e dibattiti. A mediare i “colloqui”, i fondatori Antonio Monda e Davide Azzolini che fino al 7 luglio rifletteranno sul tema del tempo, il fluire dei momenti e la cattura degli istanti assieme ad alcuni dei più grandi scrittori contemporanei.
Dal 28 al 30 giugno i talk si sono tenuti a Capri, in piazzetta Tragara, in compagnia di grandi personalità come Hernan Diaz, vincitore del premio Pulitzer per la narrativa 2023 con il suo romanzo “Trust”. È una storia che, come ha dichiarato lo stesso autore, “vuole indagare il tema della classe sociale e della ricchezza”, una rappresentazione avida del capitalismo in un ambiente alienante come la metropoli di New York.
Nella tappa napoletana, lunedì primo e martedì 2 luglio Foqus ospiterà rispettivamente Erri De Luca e Dario Brunori (nella foto in pagina di Bianca Burgo), un momento di coesione per musica e letteratura unite dai profondi testi e dalle storie che creano.
Tra gli altri ospiti del festival scrittori del calibro di Emma Cline, Annabelle Hirsch, Pascal Bruckner, Katja Petrowskaja e Ye Chun, che portano la letteratura in tutto il mondo con il fascino di diverse culture.
Ascolta il nostro podcast con l’intervista ad Antonio Monda; gira il mondo seduto in poltrona e continua a seguire Run Radio per restare aggiornato su tutte le novità ed eventi nell’ateneo, in città e nella regione! Non dimenticare di fare click e seguirci sulle pagine social.
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Luglio 1, 2024Dal 24 al 29 giugno nella settecentesca Villa Bruno si è tenuta la 24esima edizione del “Premio Massimo Troisi”, dedicato all’attore di San Giorgio a Cremano. Anche per questa edizione la direzione artistica è stata affidata a Gino Rivieccio (a sinistra nella foto, con Mariano Rigillo al centro) che ha come sempre messo a fuoco l’attenzione sui giovani che hanno animato la Kermesse alternandosi sul palco sotto gli occhi attenti della giuria.
L’edizione, inoltre, ha avuto un significato speciale perché completamente dedicata ai 30 anni de “Il Postino”, capolavoro assoluto di Massimo Troisi, rimasto come pietra miliare nella storia del cinema italiano. Al “Premio Troisi 2024” si sono alternati sul palco della villa vesuviana esponenti del mondo dello spettacolo come Carlo Buccirosso, Leo Gullotta, Teresa De Sio e tanti altri che, con i loro interventi, hanno impreziosito il fine artistico della manifestazione.
In occasione di questa 24esima edizione, abbiamo avuto il piacere di intervistare il direttore artistico Gino Rivieccio. Ascolta il poadcast per saperne di più.
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Luglio 1, 2024Venerdì 28 giugno Piazza del Plebiscito si è di nuovo trasformata in un palcoscenico musicale per uno spettacolo della stagione estiva napoletana, inserito nel pacchetto di “Napoli Città della musica”: il concerto di Tropico con il suo ultimo progetto “Chiamami quando la magia finisce”.
Tropico è lo pseudonimo di Davide Petrella: cantautore, compositore e paroliere partenopeo (nella foto in pagina di Giuliano Montieri), è conosciuto già come autore dei testi di numerosi cantanti, tra cui Cesare Cremonini, Elisa, Emma Marrone, Elodie, Ghali, Marco Mengoni. Petrella è uno dei compositori con maggior successo nelle classifiche italiane e non solo.
Questa estate si sta confermando come un momento cardine della sua carriera da interprete.
Sul palco della più bella piazza napoletana ha offerto a più di diecimila persone uno show ricco di emozioni, partendo dalla scenografia somigliante a una giungla nella quale un sapiente progetto di luci portava al pubblico suggestioni tropicali.
“Qui è tutto dal vivo e vafammocc a tutt quant! La musica dal vivo si deve fare dal vivo, sennò che musica dal vivo è?“ Con questa esclamazione interamente in napoletano, in due ore e mezza di spettacolo, ha fatto capire al suo pubblico quanto sia stato importante per lui il contatto reale con la musica.
Una band e due coristi di eccezione hanno emozionato i fan con arrangiamenti rivisitati che hanno reso l’intero spettacolo affascinante con qualche sorpresa, come l’arrivo sul palco dei due produttori musicali, D-Ross e Startuffo, che con la loro musica hanno completato le sonorità del concerto. Ma Tropico ha riservato al suo pubblico ancora altre sorprese duettando con cantanti per cui ha scritto i testi. La prima a entrare in scena è stata Elisa in “Ci Eravamo Tanto Amati”, a seguire Ghali con cui ha cantato “Habibi” e “Non Esiste Amore a Napoli”, poi Achille Lauro con “Rolls Royce”, Marco Mengoni con “Due Vite” e Franco 126 in “Piazza Garibaldi e “Zona Nord”.
Tropico è riuscito a portare su quel palco, che ha tanto sognato, una propria “magia”, quella che non si può creare artificialmente ma è frutto di un continuo contatto con il proprio pubblico a cui riconosce di dovere tutto.
Roberta Miceli
Matteo Ferronetti [...]
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Giugno 28, 2024Tornano i seminari universitari alla Suor Orsola Benincasa, con un’attenzione speciale ai beni culturali. L’appuntamento, intitolato “…Tornando a casa…il restauro del dipinto di Santa Luciella”, si è tenuto giovedì 27 giugno alle ore 9:30 nella Sala Villani con la presentazione del restauro di una tela proveniente dalla chiesa di Santa Luciella, sita nei pressi della Cappella Pignatelli, nel centro storico di Napoli (nella foto in pagina).
Il lavoro di restauro è stato eseguito nel cantiere didattico del Laboratorio delle Tele al Claustro, sotto la guida delle docenti Annadele Aprile e Patrizia Irena Somma e con la partecipazione delle studentesse del corso di laurea.
Inoltre, l’Associazione Respiriamo Arte ha generosamente donato due borse di studio per le future matricole dell’anno accademico 2024-2025.
Durante l’incontro è stato anche presentato il nuovo bando di ammissione al Corso di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, un percorso che abilita alla professione di restauratore di opere d’arte.
La sezione Beni e Restauro ha già aperto le sue porte al pubblico con l’incontro del 24 giugno, focalizzato sul ruolo del Registrar, figura cruciale per il trasporto e la tutela delle opere d’arte. L’evento ha visto la partecipazione di colleghi dell’Università di Siviglia, offrendo un’importante occasione di formazione, scambio e crescita per studenti e insegnanti nell’ambito di un progetto di collaborazione internazionale.
In occasione dell’evento del 27 giugno, Patrizia Castelli ha intervistato ai microfoni di Run Radio il professor Pasquale Rossi, presidente del corso di laurea in Conservazione e restauro dei beni culturali.
Per restare sempre informato visita il sito Unisob.na.it e ascolta il nostro podcast su Run Radio!
da.pi. [...]
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Giugno 26, 2024Fino al 13 luglio 2024, presso il Teatro Grande di Pompei è in corso “Pompeii Theatrum mundi 2024“ una delle rassegne estive più attese della nostra regione.
Il progetto presentato per la settima edizione dal teatro di Napoli-Teatro Nazionale diretto da Roberto Andò e dal Parco Archeologico di Pompei è stato realizzato con il sostegno del ministero della Cultura, del Comune di Napoli e della Regione Campania.
Dodici serate completamente dedicate alla presentazione di capolavori della classicità rappresentati in 4 spettacoli firmati da importanti registi e artisti della scena nazionale e internazionale, che verranno replicati per tre sere, dal giovedì al sabato sempre alle ore 21.00.
La rassegna ha esordito il 13 giugno con un omaggio al maestro Emilio Isgrò: “Odissea cancellata” con la regia di Giorgio Sangati, in cui l’autore ha esibito in scena, per la prima volta, la sua Odissea in versi. Lo spettacolo è stato progettato come un’opera nell’opera grazie a un’incredibile installazione concepita in situ.
Dal 27 al 29 giugno, per il secondo appuntamento, ci sarà il “De Rerum Natura” , liberamente ispirato all’opera di Tito Lucrezio Caro, su ideazione e regia di Davide Iodice e drammaturgia di Fabio Pisano (nella foto di Ivan Nocera, il regista Davide Iodice con Aida Talliente). Dal 4 al 6 luglio andrà in scena il terzo appuntamento con “Edipo Re” di Sofocle per la regia di Andrea De Rosa. Considerato uno dei testi teatrali più belli di tutti i tempi, rappresenta il simbolo universale dell’eterno dissidio tra libertà e necessità.
Il quarto e ultimo spettacolo della rassegna è “Fedra”, Ippolito portatore di corona di Euripide con la regia di Paul Curran che sarà in scena dall’11 al 13 luglio.
Questi gli appuntamenti della settima edizione del progetto che, come ogni anno, con le sue rivisitazioni e riletture riesce a offrire un viaggio che attraversa la storia, l’arte e il teatro con uno sguardo che sappia ricongiungere i temi del passato classico alla contemporaneità del presente e futuro.
In occasione della rassegna abbiamo avuto la possibilità di intervistare il direttore del teatro Mercadante di Napoli Roberto Andò e gli autori Emilio Isgrò e Davide Iodice.
Ascolta dunque il nostro podcast “Theatrum Mundi 2024”, in cui parliamo di questo evento.
sa.pa. [...]
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Giugno 21, 2024Lunedì 24 giugno alle 16.30, la nostra università Suor Orsola Benincasa ospiterà la cerimonia per il conferimento della laurea magistrale honoris causa – in Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua – allo chef Alfonso Iaccarino (nella foto in pagina con la moglie Lidia).
Questo evento ricorda a tutti gli studenti, giovani o adulti, che l’istruzione è qualcosa di continuo, che dipende anche dai nostri sforzi e dalla passione che ci mettiamo. Lo chef di S. Agata sui due Golfi, inoltre, è la dimostrazione che il territorio campano ha molto da offrire e ha molto potenziale ancora inesplorato, che non è sempre necessario fuggire altrove ma che dall’altrove si possono cogliere tanti spunti per poi reinventarli nella propria realtà.
Proprio con questa filosofia lo chef Iaccarino ha viaggiato alla ricerca di spunti culinari nuovi e ha anche studiato ben tremila anni di storia culinaria del Sud Italia per arrivare alla miglior versione possibile di tutti i suoi piatti. Basti pensare che il suo cavallo di battaglia è il classico e semplice spaghetto pomodoro e basilico, diventato celebre e speciale proprio grazie al lavoro di ricerca e formazione continua dello chef.
Nella cornice della Sala degli Angeli, nella sede centrale del Suor Orsola, si potrà assistere al conferimento della laurea. Il pomeriggio inizierà con un’introduzione da parte del magnifico rettore Lucio d’Alessandro per poi proseguire con la laudatio da parte di Elisabetta Moro e Marino Niola. Interessante sottolineare che il professor Niola, professore di antropologia dei simboli presso il nostro ateneo, ha definito Alfonso Iaccarino “Il vero professore della dieta mediterranea” e sarà proprio lui uno dei due docenti che lunedì 24 a consegnerà la laurea ad honorem al doppiamente stellato chef Alfonso Iaccarino.
In questo podcast abbiamo avuto l’occasione di intervistarlo telefonicamente per chiarire alcune curiosità legate ai suoi studi, alla sua passione per la terra – basti pensare che tutte le erbe, la frutta e la verdura vengono coltivate direttamente nell’orto del ristorante – e al collegamento che questa ha con l’alta qualità dei piatti proposti. Dalle sue parole possiamo capire che Alfonso Iaccarino, nonostante le due stelle Michelin ricevute, è rimasto un uomo appassionato alle sue origini e alla tradizione della sua terra.
Pa.cas. [...]
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Giugno 21, 2024Quando si arriva a Napoli ci si aspetta di mangiare una buona pizza, e in questo la famiglia della Mulino Caputo, farina di produzione napoletana, aiuta i pizzaiuoli e aspiranti pizzaiuoli nell’obiettivo. Negli ultimi 21 anni però i Caputo sono andati oltre il confine italiano coinvolgendo nel proprio progetto pizzaioli da tutto il mondo con il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo Trofeo Caputo.
A vincere l’ultimissima edizione tenutasi in concomitanza del Pizza Village infatti è una giovane cilena, Daniela Zuñiga, che da 3 anni gestisce una pizzeria a Ranco dopo aver avuto una formazione tutta napoletana con master class nel suo Paese.
Dopo aver alzato la coppa ed essere scesa dal podio la Zuñiga ha dichiarato di essere felice di poter portare a casa un premio di tale prestigio.
Un’edizione dunque che ha promosso non solo la maestria e l’arte di questo mestiere ma anche le pari opportunità portando sui gradini più alti donne di tutto il mondo.
Le categorie in gara erano 12 e la Zuñiga non è stata l’unica a ottenere un riconoscimento, infatti, anche nelle categorie Teglia e America c’è stata una rappresentanza femminile.
Italiani e Napoletani hanno dominato anche in altre categorie: è il caso della Juniores in cui si è classificato primo il 15enne Alex Muscaritolo, categoria che ha sempre un ruolo di spicco nel campionato perché proprio come ha dichiarato la famiglia Caputo sul palco “rappresenta il futuro”.
Una serata ricca di emozioni e comicità con l’aiuto della conduzione di Giulio Golia, coronata da un momento di condivisione per la grande famiglia dei pizzaiuoli in gara grazie a un pizzaiuolo svizzero che dopo aver preso il microfono per i ringraziamenti ha dichiarato che “per chi nasce a Napoli tra pizza e pasta è una cosa grande ma per chi viene da fuori e sceglie l’arte della pizzeria è ancora più importante”. Un istante che ha provocato gli applausi di tutto il pubblico e l’emozione dei Caputo che rappresentano la storia del campionato e le possibilità che ne conseguono.
Sara Cipolla [...]
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Giugno 20, 2024Siamo tutti pronti a cantare e ballare sulle note di “ I p me tu p te” nelle serate del 21, 22 e 23 giugno con Geolier (qui nella foto di Matteo Baglioni) nello stadio Maradona, ma cosa sappiamo di questo fenomeno del rap? Run Radio ha cercato di ripercorrere la sua storia e i momenti che lo hanno portato a questo grande successo.
Nato a Secondigliano e cresciuto con poche aspettative di poter sfondare nel mondo della musica, Emanuele Palumbo, alias Geolier, ha inseguito il suo sogno fino a varcare le soglie dello stadio Maradona con 3 serate sold out. Dopo l’uscita del suo primo album “Emanuele”, il futuro di Geolier ha iniziato a cambiare direzione riuscendo con la sua musica a far breccia nelle mura del suo quartiere “difficile”, spopolando prima a Napoli e in tutta la Campania, e successivamente anche al nord grazie a collaborazioni con cantanti come Sfera Ebbasta ed Emis Killa.
La sua è una carriera vissuta tutta d’un fiato, tra il suo esordio con “P Secondigliano” e gli album di Platino è trascorso ben poco tempo. Oggi Geolier scala le classifiche a occhi chiusi e per il pubblico non ha rivali. A tal proposito noi di Run Radio ci siamo rivolti ad alcuni studenti per sapere cosa pensassero del fenomeno e che valore avesse nella vita dei napoletani una penna come quella di Geolier.
Sara Cipolla [...]
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Giugno 20, 2024In un mese completamente dedicato ai concerti per la città di Napoli, arriva anche il teatro a imporre la sua voce tra il pubblico. In occasione della Festa della Musica, il 21 giugno, il teatro Trianon Viviani porta per la prima volta in scena La serva Padrona, un intermezzo buffo settecentesco che il regista Mariano Bauduin ha ambientato nel salotto di Salvatore Di Giacomo ex direttore della biblioteca del conservatorio di San Pietro a Majella.
La storia della serva Serpina che diventa padrona è piena di risvolti inaspettati e momenti di cruda tensione tra i protagonisti. Una storia che seppur lontana secoli ci spinge alla riflessione su temi ancora discussi ai nostri tempi. L’emancipazione, l’importanza della propria identità e il successo personale prenderanno vita sul palco del Trianon per un debutto celebrativo ed evocativo per Napoli e la sua storia musicale.
Sul palco infatti si esibiranno contemporaneamente le orchestre Sanitansamble e Piccola Orchestra di Forcella, in un concerto che vede protagonisti sia studenti che maestri.
Per l’occasione Run Radio ha intervistato il regista Mariano Bauduin e il direttore d’orchestra Paolo Acunzo (a destra e a sinistra nella foto), per avere notizie e retroscena sulla Serva Padrona e sul valore artistico che ha per i giovani musicisti e attori.
Batti un click per restare aggiornato su tutte le novità in città, ascolta Run Radio la tua radio universitaria che ti accompagna alla scoperta di eventi e appuntamenti culturali!
Sa.Ci. [...]
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Giugno 17, 2024Dopo il nostro podcast di annuncio e commento all’apertura degli Europei di calcio che si stanno svolgendo in Germania, continuiamo la nostra informazione al termine della prima giornata che ha visto vittoriose tutte le squadre favorite che hanno rispettato i pronostici.
Germania e Spagna hanno annichilito le rispettive avversarie, mentre l’Inghilterra si è imposta con una vittoria di misura per 1-0 grazie al gol del suo golden boy Jude Bellingham.
I nostri azzurri (l’immagine in pagina è tratta dalla Media gallery della Figc) hanno portato a casa i 3 punti con una vittoria in rimonta per 2-1 contro l’Albania, che era passata in vantaggio dopo soli 23 secondi siglando il gol più veloce della storia degli Europei.
Adesso ci aspettano due partite molto insidiose e assolutamente da non sottovalutare.
Giovedì 20 affronteremo la Spagna, forte di una vittoria schiacciante e di una squadra composta da senatori esperti come Morata, Carvajal e Rodri e nuovi talenti come Nico Williams, Cubarsì e soprattutto la stella del Barcellona Lamine Yamal, classe 2007, il giocatore più giovane ad aver mai preso parte ad un europeo.
Lunedì 24 scenderemo in campo contro la Croazia, finalista del mondiale 2018, che tenterà di qualificarsi alle fasi a eliminazione diretta a qualunque costo.
Riuscirà l’Italia a farsi valere contro queste due corazzate qualificandosi per gli ottavi di finale? E soprattutto riuscirà a difendere il titolo di campione d’Europa? Lo scopriremo nei prossimi giorni, voi ascoltatori però restate sintonizzati su RunRadio per ulteriori informazioni sul cammino dell’Italia in questi europei!
Ma.fer. [...]
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Giugno 17, 2024Nei giorni 17, 18 e 19 giugno 2024 si svolgerà la Finale del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo – Caputo Cup, tra gli eventi più importanti del Napoli Pizza Village.
La ventunesima edizione, organizzata dall’APN (Associazione Pizzaiuoli Napoletani) ha visto sfidarsi pizzaioli in tutto il mondo: in Corea, a Las Vegas, in Messico. È suddivisa in 11 categorie ed è un’occasione importante che può cambiare la vita dei partecipanti. Run radio ha intervistato – in un podcast in rotazione da qualche giorno – il presidente dell’associazione “Pizzaiuoli napoletani” Gianluca Pirro.
Giunto alla dodicesima edizione, il Napoli Pizza Village è aperto al pubblico fino al 23 giugno (l’ingresso è gratuito) alla Mostra D’Oltremare, con ben 27 pizzerie presenti.
Dieci giorni intensi, ricchi di masterclass, animazione per i più piccini e concerti ogni sera, in cui si alterneranno sul palco cantanti e gruppi campani e non, grandi nomi e nuove leve.
Insomma, è un’occasione imperdibile se siete amanti della pizza e della buona musica.
Ma.chi.Fab. [...]
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Giugno 17, 2024Qual è il rapporto tra innovazione digitale, nuovi media e educazione scolastica? È un quesito che ci fa scontrare spesso con la tradizione della cultura pedagogica e la necessità di arrivare in qualche modo agli studenti delle nuove generazioni, a ricucire le distanze e i vuoti comunicativi che la scuola raccoglie sempre più spesso tra gli adolescenti di oggi.
Ricerca e progettazione pedagogica, dialogo e nuovi codici comunicativi sono l’oggetto di riflessione e discussione ancora focus del convegno SiPed, che si è concluso sabato 15 giugno dopo una giornata di full immersion di studio venerdì 14 nel Suor Orsola Benincasa.
Fabrizio Manuel Sirignano (nella foto durante un intervento nel convegno) professore ordinario di Pedagogia generale e sociale e presidente del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria, ci ha aiutato a comprendere quali siano i punti nodali su cui la Pedagogia contemporanea deve necessariamente intervenire. Il primo è stare attenti a come analizzare nel suo intero la situazione scolastica.
“Al di là delle statistiche che fanno riferimento alla dispersione scolastica i cui dati ci vengono riportati costantemente – puntualizza – abbiamo un altro quadro della dispersione scolastica che è quella di coloro che pur essendo presenti a scuola non apprendono oppure apprendono male”.
Negli anni Sessanta il maestro Alberto Manzi fece un piccolo miracolo. Nell’Italia del secondo dopoguerra un mezzo come la televisione venne incontro alle esigenze di una parte della popolazione che era rimasta tagliata fuori dalla società e dall’evoluzione culturale del Novecento. Era in condizioni di povertà e minorità: si trattava di una fascia sociale completamente dimenticata dall’attenzione politica e culturale del Paese.
Oggi parlare di dispersione scolastica e di disattenzione nei confronti della comunità educativa è un po’ diverso. Il problema di fondo è arrivare ai ragazzi e agli adolescenti, capire e farsi capire cercando di utilizzare un linguaggio contemporaneo e trasversale che tuttavia non metta da parte i contenuti basilari delle discipline formative.
“Credo che in questo momento sia importante coinvolgere e avvicinare i giovani anche utilizzando i loro codici comunicativi – conferma Sirignano -; propongo che si inseriscano nell’ambito delle istituzioni scolastiche anche, e sottolineo anche, i cosiddetti linguaggi divergenti come ad esempio il cinema.
Non dobbiamo però dimenticare i contenuti, questo è essenziale, e appiattirci sulle metodologie scadendo nel didattismo e nella negazione della didattica. Stimolare i ragazzi attraverso il cinema, il fumetto o le altre forme di comunicazione a loro più vicine: ecco come intervenire”.
“È indispensabile riconoscere che la dispersione scolastica è un problema che non riguarda solo il Sud ma tutta l’Italia – conclude -. Occorre lavorare molto in tal senso, lavorare per favorire la partecipazione scolastica, combattere l’isolamento che talvolta i social tendono ad acuire e soprattutto cercare di coinvolgere i ragazzi anche in attività extrascolastiche e fare in modo che la scuola sia collegata alla vita del Paese”.
da.card. [...]
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Giugno 13, 2024Dal 13 al 15 giugno 2024, con il patrocinio del Comune di Napoli, la città ospita il Convegno Nazionale SIPED, acronimo della Società Italiana di Pedagogia. I quattro atenei principali, Università Suor Orsola Benincasa, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Università degli Studi di Napoli Parthenope, collaboreranno per gestire le diverse sessioni in programma nei tre giorni, molto densi di temi e ospiti.
Il titolo del convegno è “Ricerca e progettazione pedagogica per contrastare povertà educative e dispersione scolastica”. L’evento cade in occasione dei 100 anni dalla nascita di Alberto Manzi, il celebre maestro d’Italia, che negli anni ’60 grazie alla trasmissione Rai “Non è mai troppo tardi”, insegnò a leggere e a scrivere a tantissimi italiani che erano ancora analfabeti. Grazie a lui e alle sue lezioni in tv, molte persone riuscirono a prendere la licenza elementare. E quindi quale miglior modo per celebrare l’istruzione, l’educazione e appunto la pedagogia se non con un convegno di questo genere.
Durante il convegno SIPED 2024, Napoli ospiterà le voci e i volti, le storie e le teorie, il futuro degli studi pedagogici per la prevenzione e il contrasto dell’abbandono scolastico. Ma parlando di pedagogia è impossibile non nominare l’importanza degli scambi di esperienze. All’iniziativa, infatti, parteciperanno oltre mille studiosi di università sia italiane che straniere. Uno degli scopi della società italiana di pedagogia è proprio favorire la cooperazione attiva fra i vari studiosi, e sostenere la diffusione della cultura pedagogica in Italia e all’estero.
Abbiamo intervistato il presidente della Siped Pierluigi Malavasi. Nel podcast che pubblichiamo, il professore ordinario di Pedagogia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, racconta quali siano i temi principali che affronterà il convegno e gli obiettivi che la società di pedagogia si pone per contrastare alcune problematiche del settore educativo.
Per conoscere il programma dettagliato del convegno, gli orari e le sedi precise degli atenei, consulta la sezione eventi del nostro sito unisob.na.it
Patrizia Castelli [...]
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Giugno 12, 2024Piano e voce: è un format che si adatta a qualsiasi forma di arte popolare, dal blues al jazz e al pop. E’ la formula scelta da John Legend per il suo nuovo recital, “An Evening with”, andato in scena ieri sera nell’Anfiteatro degli Scavi di Pompei in un’arena gremita di fan, primo spettacolo della rassegna “Beats of Pompeii”.
Il sottotitolo di questo concerto che fa dell’intimità la sua forza è “Una notte di canzoni e storie”. Legend ha scelto di raccontare il suo tragitto di riscatto dalla povertà e dal disagio sociale attraverso la musica. Una storia, la sua, che lo ha portato a straordinari incontri e successi.
Il concept di questa biografia arricchita da canzoni prevede filmati, fotografie di famiglia, ritagli di giornali e perfino la traduzione in simultanea del racconto (su un maxischermo alle sue spalle).
Questa formula, in qualche modo simile a quella utilizzata da Bruce Springsteen a Broadway, funziona anche se lo storytelling a volte prevale sull’aspetto spettacolare. D’altronde Legend può permetterselo: è una star del pop-soul, che ha 12 Grammy Awards, un Oscar, un Golden Globe Award, un Tony Award e un Emmy Award alle spalle.
Diviso in due tempi, “An Evening with” ha momenti di accorata emotività ed è arricchito da una serie di tributi importanti: la sua versione a cappella di “God Only Knows” dei Beach Boys con cui apre il secondo tempo dello show è da brividi e anche la “Redemption Song” di Bob Marley lascia il segno. La girandola di citazioni e di omaggi coinvolge anche Stevie Wonder (“Ribbon in the Sky”) e Simon & Garfunkel “Bridge Over Troubled Water”).
Poi c’è il suo canzoniere, espresso attraverso una tecnica pianistica che rimanda più ai modelli di Elton John e Billy Joel che ai grandi del rhythm’n’blues. Strappano applausi a scena aperta “All of Me”, “Ordinary People”, “Wonder Woman” e “Tonight” in un crescendo di pathos che trascina sul palco le disgrazie familiari, la dipendenza della madre dall’alcol, la povertà, la religione, gli incontri (fortunatissimi quelli con Lauryn Hill e Kanye West) e l’amore per la moglie Chrissy.
Le ‘storie’ della sua vita e della sua carriera sono una sorta di soggetto, di copione che Legend interpreta talvolta dimenticando che il suo è un concerto. Ma il pubblico gli perdona ogni gigioneria e qualche lungaggine, ripagato da esecuzioni musicali molto convincenti.
A vent’anni dall’esordio con “Get Lifted”, Legend sembra a un giro di boa. Questo spettacolo che avvolge il nastro della sua vita e lancia un messaggio di impegno politico e sociale, pace e di consapevolezza di sè, lascerà prima o poi il posto a qualcosa di nuovo. Per il momento i suoi fan possono accontentarsi di questa versione scintillante e riflessiva.
In una stagione dominata da un senso autarchico della musica e dagli incassi milionari (i casi D’Alessio, Ultimo e Geolier) – della canzone italiana, Legend è apparso come un’eccezione in un cartellone totalmente virato sul suono nazionale. Una bella anomalia che ci mostra come lo spettacolo – e la canzone, frutto di un talento antico e artigianale – viaggia su altre note.
Alfredo d’Agnese [...]
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Giugno 10, 2024Oggi a Run Radio un podcast su una rassegna dedicata al mondo femminile nell’arte: al centro della nostra attenzione “Women in music”, organizzata dall’Associazione Culturale Brodo, con la direzione artistica di Viola Bufano, realizzata con il sostegno del MIC e di Siae, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.
La rassegna prevede quattro appuntamenti musicali, tutti il venerdì sera, dal 14 giugno al 19 luglio nella sede di FOQUS, fondazione culturale nel cuore dei Quartieri spagnoli. L’iniziativa musicale porterà sul palco alcune tra le più interessanti cantanti femminili della scena musicale napoletana e non solo.
Nella prima serata di venerdì 14 giugno, saranno ospiti i Suonno d’Ajere, un trio che dal 2016 celebra la canzone napoletana con la propria lente d’ingrandimento. Per Run radio abbiamo avuto il piacere di parlare con Irene Scarpato, cantante del trio. [...]
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Giugno 10, 2024Nei giorni scorsi Run Radio ha ospitato la professoressa Daria Catello. La docente del laboratorio “Metalli preziosi” presso l’Università Suor Orsola Benincasa ha spiegato che il lavoro del restauratore oggi è particolarmente importante, ma per il settore dei metalli è ancora poco conosciuto.
Siamo portati a pensare che i metalli non si rovinino nel tempo, però non è così.
Proprio perché non è tra i tipi di restauro più ambiti, c’è bisogno di molto personale.
È importante conoscere il materiale che si ha di fronte, soprattutto perché in pochi casi si tratta di metalli puri, e quindi serve sapere a quali processi di corrosione possono essere soggetti.
Fondamentali anche le conoscenze dal punto di vista tecnologico, perché le tecniche di lavorazione dei metalli sono cambiate nel corso degli anni. Quindi bisogna essere informati su quelle precedenti, senza però tralasciare le ultime modifiche.
Nel podcast che pubblichiamo, la professoressa Catello (al centro nella foto, all’interno del laboratorio metalli) ha spiegato che un giovane per avvicinarsi al mondo del restauro ha bisogno soltanto di passione e di amore per l’arte. Quello del restauratore, infatti, è un mestiere molto tecnico.
La nostra università ha spesso collaborato con enti esterni, tra cui il Museo del Tesoro di San Gennaro. Rappresenta la più importante concentrazione di oggetti in argento (ben 53 statue) e in generale di oggetti in metallo prezioso. Gli studenti dei laboratori hanno avuto la possibilità di lavorarci e toccarli con mano. [...]
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Giugno 9, 2024RunRadio offre ai suoi ascoltatori un’esperienza unica, ascoltare una lunga maratona radiofonica direttamente dal Parlamento europeo di Bruxelles.
Domenica 9 giugno Erika Branca, Nicoletta Labarile, Paolo Cantore e Veronica Grasso racconteranno lo spoglio elettorale partecipando alla diretta coordinata da RadioCom in collaborazione con RadUni, in streaming continuativo e senza contenuti commerciali a partire dalle ore 20.00 fino alle ore 2.00.
Per la prima volta, infatti, grazie alla collaborazione con la Rappresentanza del Parlamento europeo in Italia, una delegazione di Europhonica avrà l’opportunità unica di vivere dall’interno dell’Emiciclo e dagli ambienti circostanti l’atmosfera delle elezioni, in trepidante attesa dei primi exit poll e dei risultati da cui poi si evincerà la composizione della decima legislatura dell’Eurocamera.
La diretta sarà realizzata dagli ambienti del Parlamento europeo di Bruxelles, verrà trasmessa sul sito di RadioCom e ricondivisa sulle radio del circuito RadUni, fra cui Run Radio, emittente ufficiale dell’università degli Studi Suor Orsola Benincasa.
La delegazione di Europhonica raccoglierà materiali originali, vox populi, interviste e contributi live che verranno successivamente resi disponibili sottoforma di podcast e quindi diffusi attraverso i canali RadUni, ma il racconto della notte elettorale e dell’atmosfera di Bruxelles viaggerà anche attraverso i canali social. [...]
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Giugno 7, 2024L’8 e il 9 giugno Napoli si trasforma in un’arena musicale che vedrà contrapporsi due artisti amatissimi dal pubblico italiano: Gigi D’Alessio e Ultimo.
Il cantante e musicista napoletano si esibirà in Piazza del Plebiscito, mentre il cantautore romano nello stadio Diego Armando Maradona.
Non solo è sfida all’ultimo biglietto, ma anche all’esposizione mediatica più ampia. Noi a Run Radio ci siamo posti alcune domande: Geolier, amico e collaboratore di entrambi, a quale dei due concerti prenderà parte? E il pubblico quale dei due artisti preferirà guardare live?
Se anche tu sei amante della musica dal vivo e in particolare di Ultimo e D’Alessio ti consigliamo l‘ascolto del podcast di Run Radio condotto da Davide Pignalosa. Batti un click e immergiti in questa sfida ai vertici della musica italiana! [...]
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Giugno 6, 2024Società e istituzioni sono chiamate ad affrontare molteplici problematiche relative alla relazione tra tecnologia e diritto, sostenibilità ambientale e nuove tecnologie.
È questo lo sguardo verso un nuovo modo di studiare una disciplina secolare per molti aspetti ancora vincolata alla tradizione e per altri governata dalle esigenze delle innovazioni tecnologiche e delle casistiche contemporanee che invadono il settore giuridico.
Il RECEPL, Research Centre in European Private Law, è un Centro di Ricerca in Diritto Privato Europeo, diretto da Lucilla Gatt, ordinario di Diritto privato al Suor Orsola Benincasa. L’istituto mette in comparazione diversi aspetti del diritto privato europeo con uno sguardo lungimirante verso l’interdisciplinarità e una metodologia di studio che parte dalla didattica prima ancora che dalla ricerca post lauream.
Abbiamo sentito Ilaria Caggiano, professoressa di Diritto privato e vicedirettore del Centro di ricerca (a destra nella foto in pagina), per capire quali sono le nuove frontiere della ricerca nell’ambito del Diritto privato e quali le nuove ricerche a cui il Centro sta lavorando: “Due sono i punti di forza del RECEPL – spiega -; il primo è l’ambito tematico al quale esso fa riferimento che potremmo individuare come diritto dell’innovazione tecnologica; il RECEPL si è da sempre caratterizzato come centro di ricerca sull’innovazione tecnologica digitale in ambito giuridico.
Il secondo è strettamente collegato al primo ed è la vocazione interdisciplinare del Centro e un apporto congiunto tra i saperi. Sia attraverso i ricercatori del Centro che grazie all’elevato numero di convenzioni e di soggetti affiliati, prediligiamo una ricerca che sia interdisciplinare e transdisciplinare dal punto di vista digitale. Nuovo oggetto di studio strettamente correlato a questo tema, anche la ricerca collegata al diritto alla sostenibilità la quale non può che svilupparsi attraverso strumenti tecnologici”.
L’Università degli Studî Suor Orsola Benincasa vanta una lunga collaborazione con la Cattedra Jean Monnet; forse non tutti sanno che sono promosse Summer School per le nuove generazioni di ricercatori impegnati proprio nel settore della sostenibilità ambientale nell’età digitale. Il RECEPL in prima fila: “I progetti Jean Monnet – conferma la prof.ssa Caggiano – sono finanziati dall’Unione europea e prevedono tre tipologie di attività: didattica, ricerca e terza missione.
Presso il centro sono state istituite due cattedre Jean Monnet, le quali hanno sviluppato e stanno sviluppando dei programmi didattici per studenti laureandi o frequentanti lauree magistrali, programmi di ricerca attraverso convegni, workshop internazionali e contributi per le pubblicazioni e terza missione.
Lo scopo è far conoscere anche fuori dell’Università le tematiche proprie delle cattedre Jean Monnet, che fanno riferimento a temi rilevanti nell’ambito dell’Unione europea. In particolare hanno riguardato i temi della vulnerabilità tecnologica e quello della sostenibilità con particolare riguardo all’impatto e alla valutazione dei diritti fondamentali”.
Studiare Scienze giuridiche non è semplice e non è possibile oggi pensare di scindere ricerca e didattica. Entrambe vanno di pari passo e richiedono una certa continuità di risultati. Ma il settore della ricerca scientifica ha oggi l’attenzione che merita? “In ambito giuridico va ripensata la ricerca per la didattica e ripensare la didattica in ambito giuridico è un altro punto importante su cui stiamo lavorando al RECEPL. In questo momento ricerca scientifica e scarsa attenzione istituzionale penso che vadano di pari passo con la scarsa attenzione data alla didattica”.
Infine, conclude: “La didattica digitale e innovativa non risolve pienamente (soprattutto in ambito giuridico) quella che è la necessaria erogazione sia per metodi sia per contenuti, per l’acquisizione delle competenze destinate agli studenti. Per la ricerca il problema fondamentale è quello della mancanza di fondi di ricerca.
Credo che sia necessario un ripensamento metodologico della ricerca, penso soprattutto all’ambito giuridico, e di ricerca applicata. Manca secondo me un sistema di ‘scienza aperta’ che rappresenta certamente un aspetto fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione.
Scienza aperta significa possibilità di utilizzare in maniera libera e senza restrizioni i risultati della ricerca, ma anche e soprattutto nell’ambito di ricerche empiriche o alle scienze dure, la possibilità di utilizzare i dati delle ricerche stesse”.
da.card. [...]
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Giugno 5, 2024In queste serate estive Pompei apre le porte agli spettatori per una rassegna pronta a far battere i cuori. “Beats of Pompeii” è il cuore pulsante di questa stagione che vedrà esibirsi nella casa dei gladiatori grandi nomi della musica italiana e internazionale. Il primo concerto, sempre negli scavi, ma non inserito nella rassegna, è previsto per sabato 8 giugno con Carmen Consoli e il suo progetto “Terra Ca Nun Senti”.
La rassegna si aprirà ufficialmente con John Legend (martedì 11 giugno) mentre la chiusura della rassegna è programmata per il 26 luglio con Francesco De Gregori (nella foto di Daniele Barraco) in una serata dedicata alla sua carriera e ai suoi brani più rappresentativi.
Sul palco di Pompei si alterneranno voci, musicisti e band di spessore come Russell Crowe (il 9 luglio), Ludovico Einaudi (il 12 luglio) e i Pooh (il 22 luglio) pronti a sorprendere le nuove e le vecchie generazioni amanti della musica.
Ascolta il podcast di Run Radio per scoprire i dettagli e curiosità su artisti e concerti. Fai click e vivi con noi questa esperienza indimenticabile! [...]
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Giugno 5, 2024Per il quinto mese consecutivo, la fondazione Ravello presenta “Il Salotto Musicale di Neville Reid”, una rassegna ideata da Maurizio Pietrantonio, con un ricco programma di eventi per tutto il mese di giugno. Cinque appuntamenti avranno luogo tra Villa Rufolo e l’Auditorium Oscar Niemayer.
. Il prossimo appuntamento sarà il 9 giugno, con il Quartetto Raro che eseguirà opere di Wilhelm Kempff e Beethoven. Il 15 giugno sarà dedicato, invece, a Eduardo Savarese, con musiche curate da Giovanni Auletta. L’evento del 21 giugno sarà quello finale e vedrà Genny Basso in un recital pianistico. L’ingresso ai concerti è gratuito per i residenti e a pagamento per i non residenti, tranne il 15 giugno che è a ingresso libero.
Se anche tu ami la musica e vuoi vivere una serata speciale nella magica Villa Rufolo non perdere questa opportunità: per scoprire ulteriori dettagli e curiosità ascolta il podcast di Run Radio condotto da Andrea Ianniello. Fai click e vivi con noi questa esperienza indimenticabile!
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Giugno 3, 2024Martedì 4 giugno ricorre il trentennale della morte di Massimo Troisi, straordinario attore che ci ha lasciati prematuramente a causa di una malattia cardiaca.
Durante la sua carriera ha saputo dimostrare il suo talento in diversi campi.
Dalla radio, con “Cordialmente insieme”; alla televisione, con “Non stop” e “Luna Park”, durante i quali sono andati in scena gli indimenticabili sketch de “La Smorfia”, trio composto da Troisi, Enzo Decaro e Lello Arena.
Parte importante della sua vita artistica è stata il cinema: ambito in cui fin dagli esordi nel 1981, con “Ricomincio da tre”, ha rivelato le sue doti eccezionali in qualità di attore e anche di regista, confermate nelle successive produzioni come “Le vie del Signore sono finite”, di sei anni più tardi. Ma il suo capolavoro è senza dubbio “Il postino”, con la regia di Michael Radford, che risale proprio al 1994.
In occasione dei trent’anni dalla sua scomparsa, l’autrice partenopea Donatella Schisa ha pubblicato un libro dal titolo “A Napoli con Massimo Troisi”, presentato recentemente anche a Napoli, nel quale ripercorre le tappe fondamentali che hanno contrassegnato la carriera dell’attore.
È stata una figura importantissima per la nostra città e non solo, ed ha lasciato un segno indelebile con il suo umorismo ma allo stesso tempo la sua capacità interpretativa. La sua è stata una vita fin troppo breve, ma per fortuna i suoi lavori sono un modo per non dimenticarlo.
Anche Run Radio ha voluto ricordarlo con un podcast, analizzando alcuni degli aspetti più rilevanti del suo percorso.
ma.chi.fab. [...]
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Giugno 3, 2024Il 27 maggio 2024 l’amministrazione comunale di Napoli ha lanciato il “Napoli Città della Musica – Live Festival 2024”, evento volto a valorizzare il territorio attraverso diversi appuntamenti di musica dal vivo. Il festival fa parte del progetto più ampio dal titolo “Napoli Città della Musica”, con il supporto e l’impegno del sindaco Gaetano Manfredi.
I concerti si svolgeranno tra Piazza del Plebiscito e lo Stadio Diego Armando Maradona e vedranno la partecipazione di numerosi artisti nazionali e internazionali.
La novità di quest’anno è che l’iniziativa non si limiterà ad essere una serie di appuntamenti musicali, ma vuole avere anche un risvolto più sociale, di formazione e lotta alla povertà educativa, di inclusione sociale attraverso la musica. Ogni artista oltre a esibirsi, si impegnerà direttamente a devolvere una parte del ricavato del concerto per un’iniziativa di tipo sociale legata al territorio; un ottimo modo per promuovere l’immagine di Napoli e incentivare il turismo, contribuendo allo sviluppo socio-economico della città attraverso la cultura e la musica.
Gli eventi includono concerti di Gianni Fiorellino, Ultimo, Negramaro, Geolier e Nino D’Angelo nello Stadio Maradona, e di Gigi D’Alessio, Renato Zero, Tropico e Co’Sang in Piazza del Plebiscito.
Per Run Radio il nostro Andrea Ianniello ha intervistato l’avvocato Ferdinando Tozzi (nella foto con il sindaco Manfredi), esperto di diritto d’autore e delegato del sindaco per l’audiovisivo e per l’industria musicale.
pa.ca. [...]
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Maggio 31, 2024Tra i suoi laboratori di ricerca l’Università Suor Orsola Benincasa annovera il Centro di Ricerca ‘Margini e confini’, da molti anni attivo nell’ambito del ‘Centro Scienza’ nuova sui temi del diritto, dell’inclusione e nello specifico sul tema del ‘margine’ considerato come elemento di confine della società contemporanea.
Quali sono i ruoli e le caratteristiche degli istituti che hanno caratterizzato le comunità occidentali?
Ė uno dei quesiti fondamentali alla base delle ricerche compiute dal Centro che come laboratorio è uno stimolo a ripensare alle trasformazioni che governano e hanno governato la società e la vita nel corso della storia.
Il Centro di ricerca dedica una particolare attenzione alle civiltà euro-mediterranee: centri e periferie, pubblico e privato, identità locali e sovranazionali, spazi di integrazione e forme di sociabilità, ruolo delle donne, realtà marginali e diritti umani.
Il tema del ‘margine’ e del ‘confine’ è anche “un’occasione per riflettere sulla inattualità delle barriere tra le discipline, tra i saperi, e anche tra i mondi”, come ha detto la professoressa Vittoria Fiorelli; la docente di Storia moderna all’Università Suor Orsola e coordinatore scientifico di ‘Margini e confini’ ha fatto riferimento al convegno internazionale di studi Attraversare mondi. Fonti e metodi per lo studio delle missioni tra testi, oggetti, che il Suor Orsola ha organizzato per le giornate del 30 e 31 maggio, a cui abbiamo dedicato un podcast, che pubblichiamo in questa pagina.
Il convegno è stato pensato nell’ambito della partecipazione al Dottorato Nazionale di Studi Religiosi con sede nell’Università di Modena e Reggio e rappresenta un momento importante per lo scambio della ricerca e dei risultati scientifici. Il riferimento alla traccia non deve farci pensare che si tratti di un incontro focalizzato sugli studi storici e religiosi: “La scelta del tema delle missioni – dice la professoressa Fiorelli – ci è apparso piuttosto uno spazio duttile per invitare colleghi provenienti da centri di ricerca italiani universitari e non – anche dalla Spagna e dalla Germania -, a interrogarsi sulla flessibilità di metodi e linguaggi che i loro studi disciplinari possono offrire su un’ipotesi di attraversamenti di linguaggi, di metodologie, di orizzonti di lavoro”.
In concomitanza con le sperimentazioni e le applicazioni delle tecnologie digitali nel contesto di ricerca del centro ‘Margini e confini’, è inevitabile riflettere su quanto un orientamento culturale aperto non possa che confrontarsi anche con il progresso delle tecnologie;
le innovazioni stanno plasmando i parametri stessi della ricerca per cui appare una necessità progettare con gli umanisti l’inserimento del digitale e delle tecnologie.
È quanto accaduto nella organizzazione del convegno con il quale è stata messa a fuoco questa relazione imprescindibile tra la materia scientifica e materia digitale, come ci hanno spiegato Vittoria Fiorelli e Natascia Villani, coordinatrici scientifiche dell’evento:
“Sono stati messi insieme gruppi di ricerca che, nel panorama internazionale, si stanno misurando con i problemi del digitale applicato alla conservazione e alla tutela del patrimonio storico, oltre che con la necessità di convergere su linguaggi e metodi condivisi di data modeling.
In questa prospettiva è essenziale la presenza dei componenti dei gruppi di ricerca PRIN NeTEX sull’analisi digitale degli archivi della Chiesa nella prima età moderna. Il progetto infatti, è finanziato da fondi PNRR e il progetto PRIN Digital Inquisition: strumenti di fruizione e accesso multimediale per l’Archivio della Congregazione per la Dottrina”.
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Maggio 28, 2024Nell’ambito del Maggio dei monumenti 2024, martedì 21 maggio si è inaugurato il ciclo di incontri promosso dall’Università Suor Orsola Benincasa che apre al pubblico la storica fabbrica in via Nilo, nel cuore della città, il centro storico di Napoli.
Ce ne parlano nel podcast Patrizia Castelli e Andrea Ianniello, che ha intervistato per Run Radio il professor Pierluigi Leone De Castris. [...]
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Maggio 22, 2024Dall’anno 2009 l’Università suor Orsola Benincasa fa parte di una rete di alta formazione che offre agli studenti un corso di studi abilitante in Restauro.
Andrea Ianniello per Uniworld è andato alla scoperta di questa misteriosa e affascinante professione, tra camici bianchi e scalpelli, per scoprire come si diventa restauratori.
Ce ne parla con Pasquale Rossi, presidente del CdL in Conservazione e Restauro, la professoressa Anna Adele Aprile docente del Laboratorio di Restauro dei dipinti su tela e Patrizia irena Somma, turor e docente di Restauro. [...]
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Maggio 22, 2024Il FRU è giunto al termine: tre lunghi giorni ricolmi di eventi, ospiti, confronti, interviste, sfide, giochi, risate e vino “de li castelli”, sono finiti. È arrivato il momento di tirare le somme su questa prima esperienza al festival, vista dagli occhi di un ventitreenne napoletano straripante di entusiasmo.
Finite le presentazioni, il primo giorno alle undici e mezza è stato trasmesso sul grande schermo del Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza, un videomessaggio del maestro Renzo Arbore, rivoluzionario e innovatore della radio, che tra aneddoti e racconti, ci ha raccontato la sua radio, quella che lui chiama “jazzata”.
Al termine del filmato, Dario Salvatori, giornalista, critico musicale e responsabile artistico del patrimonio sonoro della Rai, ha ricordato di come Arbore e Boncompagni hanno completamente cambiato, nel bene e nel male, il modo di fare e pensare la radio, portando una ventata, anzi un tornado, d’aria fresca nell’Italia degli anni Settanta, che di lì a poco avrebbe visto il diffondersi delle radio libere, queste ultime estremamente influenzate dallo stile radiofonico dei due conduttori.
E parlando di stile e identità di uno speaker, poche ore dopo, a mezzogiorno e mezza, sono saliti sul palco Antonello Dose e Marco Presta, giornalisti e conduttori de “Il Ruggito del Coniglio”, la trasmissione, quasi trentenne, di Rai Radio 2. Il loro programma è uno dei pochissimi esempi odierni che si ispira a quel modo di fare radio degli anni settanta.
Al termine del loro panel, Marco Presta ha lanciato un grande messaggio, alle ragazze e ai ragazzi che vogliono addentrarsi in questo mondo, che sono contento di ribadire con forza qui: “Diversi anni fa, facemmo una specie di talent che si chiamava “Viva Guglielmo Marconi”, in cui chiedevamo di mandarci una breve registrazione, così da permettere ai giovani di proporsi e devo dire che sono rimasto abbastanza deluso, perché purtroppo non abbiamo trovato grandi talenti, erano tutti un po’ uguali. Inizialmente ero alquanto sorpreso, ma a pensarci bene questo risultato rispecchiava perfettamente la povertà di originalità delle radio in FM che tutt’oggi viviamo.
Ragazzi leggete, informatevi sull’attualità, non uniformatevi a quello che sentite in radio o in tv, e via dicendo, provate a creare un nuovo prodotto, originale, che vi rispecchi per quello che siete, esaltando la vostra personalità, perché fare radio è un mestiere meraviglioso, soprattutto se fatta da giovani”.
Questa povertà di originalità non colpisce solo i programmi ma anche la programmazione musicale: lo ha raccontato Alessio Bertallot, conduttore radiofonico, DJ e musicista. A parte alcuni rarissimi casi, nelle radio FM non c’è spazio per la ricerca e la sperimentazione, le programmazioni sono decise a tavolino dalle case discografiche, che decidono quante volte un determinato artista debba essere trasmesso.
“È tutto schedulato e prefissato – dice Bertallot -; le programmazioni sono completamente sottomesse alle leggi del mercato dell’industria musicale”.
Dunque se in futuro ci saranno delle rivoluzioni musicali, le radio non le racconterà, piuttosto saranno le web radio e le piattaforme che, anche se con un bacino d’utenza esponenzialmente inferiore, danno ancora valore a playlist musicali innovative.
Vi abbiamo abbassato il morale? Eppure dovrebbe essere esattamente il contrario, perché tutti gli ospiti di questo FRU ci hanno fatto capire che è arrivato il momento di un cambiamento in radio.
Tonino Luppino, pioniere delle radio libere, ospite l’ultimo giorno del Festival, crede che la radio sia ancora lo strumento più moderno che ci sia perché, quando libera, “arriva dalla gente, entra nelle case e ci parla direttamente”, citando Finardi.
E volendo continuare a citarlo, immaginate quante volte oggi abbiamo bisogno di un sottofondo, abbiamo bisogno di una compagnia quando facciamo qualcosa, che sia studiare, cucinare, lavorare e via dicendo; c’è qualcosa di molto facile che possiamo fare, accendere la radio e mettersi ad ascoltare e se una radio è libera, ma libera veramente, piace ancor di più perché libera la mente.
Andrea Ianniello [...]
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Maggio 17, 2024Dopo molto tempo trascorso in rianimazione, il cuore di Run Radio è tornato a battere costante. La voce dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli riecheggia nei corridoi dell’Ateneo, ma vogliamo di più, è arrivato il momento di uscire dalle mura universitarie e farci conoscere anche all’esterno.
Come avete letto in un precedente articolo, sono partiti i tre giorni del FRU, il festival delle radio universitarie, quest’anno promosso dalla Sapienza Università di Roma, insieme con RadUni – Associazione delle radio e degli operatori mediali universitari. E noi, dopo tanti anni, abbiamo deciso di tornarci per scoprire e conoscere altre realtà studentesche, entrando in relazione con le colleghe e i colleghi delle tante radio universitarie italiane, scambiandoci idee, opinioni, progetti, arricchendoci con tutto quello che questo festival ha da offrire.
Insomma,Run Radio è viva, operativa e presente. La cerimonia d’apertura del festival è cominciata coi saluti della Magnifica Rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, seguiti da quelli di Miguel Gotor, Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Franco Siddi, Presidente Confindustria Radio Televisioni, Giacomo Lasorella, Presidente AGCOM.
Tutti hanno evidenziato l’importanza che la Radio, dopo aver compiuto cento anni, ha ancora oggi nel nostro Paese, nonostante tutti i media, e non solo, coi quali si è dovuta confrontare durante questo secolo di vita: dalla televisione a Spotify, passando per l’IPod, senza poi contare la miriade di software per scaricare musica da internet. Eppure gli ascolti della Radio, fa presente il Presidente AGCOM Lasorella, sono addirittura cresciuti rispetto allo scorso anno. Dati alla mano, la radio è ben lungi dal morire.
Sul palco del Teatro Nuovo Ateneo sono intervenuti Carlo Pahler, Presidente RadUni, Mihaela Gavrila, Responsabile scientifico MediaLab/RadioSapienza, i “boss” di questo festival, che hanno fortemente ribadito il tema portante di tutta la manifestazione: innovazione, sostenibilità e inclusione, rimarcando l’importanza delle radio universitarie, che, restando ancora parzialmente fuori dalla logica competitiva dei grandi network, diventando veri centri creativi, nei quali le nuove generazioni possono esprimersi, sperimentare e immaginare nuovi “mondi” radiofonici, che senza questa forza innovativa giovanile, probabilmente non avrebbe compiuto il centesimo anno di vita.
Andrea Ianniello [...]
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Maggio 16, 2024Venerdì 17 maggio Joe Barbieri presenta nel teatro Acacia di Napoli il suo nuovo album Vulìo, un omaggio alla grande canzone napoletana. Nel podcast che pubblichiamo, risponde ad alcune domande sul suo rapporto con la forma-canzone, sulla realizzazione del nuovo disco e sugli ospiti speciali del concert/presentazione, Maurizio De Giovanni, Teresa De Sio, Enzo Gragnaniello e Raiz.
Joe Barbieri (nella foto in pagina di Angelo Orefice) è un’enigmatica eccezione che cattura l’attenzione. È un po’ un outsider nel mondo della musica, ma ha saputo costruirsi una carriera tutta sua sia in Italia che all’estero. E cosa ancora più rara, è riuscito a conquistare il rispetto di colleghi, critici e fan.
Dopo aver “imparato il mestiere” con Pino Daniele, che è stato il suo primo produttore, nel 2004 pubblica il suo primo album, “In Parole Povere”: un successo internazionale, un mix coinvolgente di world music, jazz e canzone d’autore, elogiato anche dalla stampa estera.
Il secondo album di Joe Barbieri, “Maison Maravilha”, uscito nel 2009, vende oltre 20.000 copie e vince il Premio Lunezia per i testi. Definito dalla critica francese come “una vera e propria perla”, il disco viene anche registrato dal vivo all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Nel 2012 pubblica “Respiro”, un album che debutta in classifica FIMI e ottiene successo anche all’estero. Distribuito in oltre cinquanta paesi, fa di Barbieri un nome conosciuto anche fuori dall’Italia.
Nel suo percorso vi sono anche due dischi tributo a due giganti del jazz: Chet Baker con “Chet Lives!” nel 2013 e Billie Holiday con “Dear Billie” nel 2019.
L’anno scorso, per festeggiare i suoi 30 anni di carriera, pubblica un album live chiamato “Tratto Da Una Notte Vera” e fa un tour chiamato “30 Anni Suonati”, un grande successo.
La sua musica vende decine di migliaia di copie in tutto il mondo, e il suo stile che mescola canzone d’autore, jazz e musica world lo porta negli anni a collaborare con artisti di ogni genere, da Omara Portuondo a Jaques Morelenbaum, da Stacey Kent a Luz Casal, da Jorge Drexler a Hamilton De Holanda, su alcuni dei palchi più importanti del mondo.
Il 19 aprile di quest’anno, uno dei progetti più significativi ed emozionanti del suo lungo percorso artistico ha visto la luce: il suo personale omaggio alla Grande Canzone Napoletana con l’album intitolato “Vulío”, accompagnato dalla chitarra manouche di Oscar Montalbano e dalla DBguitar di Nico Di Battista.
“Vulío” attraversa un viaggio musicale composto da 17 tracce, spaziando dalle intramontabili gemme come “Accarezzame” o “Dicitencello Vuje”, fino a delineare alcuni dei futuri capolavori della Canzone Napoletana, come “Don Salvato’” di Enzo Avitabile o “Nun Te Scurda’” degli Almamegretta, solo per citarne alcuni. Ma tra le varie tracce quella a spiccare di più è “Cammina Cammina”, omaggio al compianto Pino Daniele, suo mentore.
Ad arricchire ulteriormente questo già sontuoso panorama, c’è un brano inedito, scritto dallo stesso Joe Barbieri, intitolato “Vulesse ‘O Cielo”.
Davide Pignalosa [...]
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Maggio 16, 2024Febbre da doppio: una volta caduti i protagonisti più attesi dell’81°esima edizione degli Internazionali d’Italia e i singolaristi nazionali, ai tifosi non resta che aggrapparsi ai possibili successi delle coppie Simone Bolelli-Andre Vavassori (nella foto Fitp in pagina) e Sara Errani e Jasmine Paolini. I primi si giocano l’accesso alle semifinali, le seconde venerdì 17 lotteranno per l’accesso alla finale.
Mai come quest’anno le aspettative erano alte per l’appuntamento romano, tra tutti il più acclamato Jannick Sinner; il vincitore degli Australian Open era atteso per riportare un titolo che a un italiano manca dal 1976, dalla famosa cavalcata trionfale di Adriano Panatta.
Il torneo è nato subito sotto una cattiva stella, a partire dal ritiro dello spagnolo Carlos Alcaraz costretto a saltare la manifestazione per un problema al braccio destro. Tra i ritiri eccellenti quello che ha fatto più gelare gli appassionati italiani è stato quello di Sinner costretto a lottare da tempo per un problema all’anca ha deciso di ritirarsi dagli Internazionali mettendo in dubbio anche la sua partecipazione al Roland Garros “Non voglio entrare nei dettagli.
Pensavamo che non fosse qualcosa di grave, poi con la risonanza, abbiamo visto che c’è qualcosa che non va. La situazione è sotto controllo, mi fermerò un altro po’ se non dovessi recuperare al 100%. Non voglio buttare anni di carriera in futuro, non ho fretta”, ha detto.
Le brutte notizie in casa Italia sono continuate perché anche Matteo Berrettini si è ritirato prima dell’inizio. Con queste premesse, è partito il torneo con 22 partecipanti italiani, 11 nel singolare maschile con l’unica testa di serie Lorenzo Musetti, undici anche per il singolare femminile. Purtroppo per gli italiani c’era tanta attesa ma alla fine nessun nostro giocatore è riuscito ad arrivare agli ottavi di finale.
Il torneo di Roma ha regalato al pubblico anche dei nuovi volti, come la prima vittoria nel main draw di Matteo Gigante o la grande avventura del nuovo “gladiatore” di Roma Francesco Passaro, vittorioso prima di due turni tostissimi nelle qualificazioni, successivamente vincendo unabattaglia di oltre tre ore contro il francese Rinderknech.
Per finire le belle storie degli italiani a Roma l’ultimo ad arrendersi in ordine temporale è stato Stefano Napolitano. Il tennista di Biella, che aveva tra l’altro pensato al ritiro negli anni precedenti, è riuscito grazie a un po’ di fortuna ad arrivare al terzo turno fermato poi da Nicolas Jarry.
Molta eccitazione c’era anche per l’ultimo ballo di Rafa Nadal che però dopo la sconfitta piuttosto cocente rimediata contro Hubert Hurkacz non si è voluto fermare per la cerimonia d’addio. L’altro super atteso era Novak Djokovic il 6 volte vincitore del torneo era pronto per rimettersi in gioco dopo la pausa ed aver perso l’ultimo match a Montecarlo in semifinale contro Ruud, ma la sua avventura si è fermata contro il cileno Tabilo, numero 32 al mondo e grande sorpresa del torneo.
Tra l’altro questa sconfitta mette in serio pericolo la sua posizione di numero uno al mondo. Diversi gli scenari che vogliono Sinner numero uno al mondo dopo il Roland Garros.
Fuori anche il campione Danil Medvedev che non è riuscito a spezzare la maledizione, che lo vede nonostante aver vinto 20 titoli Atp non aver mai confermato il titolo l’anno successivo. Insomma non rimane che scoprire se il torneo di Roma avrà la riconferma di un suo “vecchio” campione come Alexander Zverev (L’unico ancora in corsa ad aver già vinto il torneo) oppure verrà incoronato un nuovo re di Roma: Tsistipas, Hurkacz o la sorpresa Tabilo? Per questo non ci resta che aspettare domenica.
chris.mo. [...]
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Maggio 15, 2024Nel tessuto sempre più interconnesso delle accademie, emerge un’organizzazione che fa da ponte tra le varie realtà universitarie: RadUni. Quest’ultima, abbreviazione di Radio Universitarie, è una piattaforma che propone di mettere in evidenza il ruolo delle radio presenti all’interno degli atenei di tutta Italia.
L’appuntamento più importante dell’associazione è Il Festival delle Radio Universitarie, un evento nazionale dedicato al mondo della radiofonia tradizionale e digitale, che coinvolge oltre 35 emittenti universitarie e più di 300 operatori dei media universitari italiani.
Quest’anno il FRU 2024 è promosso per la prima volta dalla Sapienza Università di Roma, con la sua emittente, RadioSapienza, assieme a RadUni – Associazione delle radio e degli operatori mediali universitari, intorno al tema portante “Reti, Innovazione, Sostenibilità, Inclusione. Le radio universitarie come laboratorio di società”, e si svilupperà lungo 3 giornate (16/17/18 maggio), anticipate dalla conferenza Stampa di presentazione, che ha aperto la Maratona radiofonica in ricordo di Antonio Megalizzi. Tra le emittenti anche Run Radio torna a far sentire la sua presenza.
RadUni agisce come un ponte tra le diverse comunità accademiche di tutta Italia, favorendo lo scambio culturale e la collaborazione nazionale tra le radio universitarie. Questo si traduce in una maggiore comprensione, collaborazione tra studenti di diverse regioni e contesti, alimentando una prospettiva inclusiva all’interno delle istituzioni accademiche
Le radio universitarie rappresentano anche un terreno fertile per la formazione e lo sviluppo delle competenze dei futuri professionisti dei media. Gli studenti coinvolti in queste emittenti hanno l’opportunità di acquisire esperienza pratica nella produzione radiofonica, imparando a condurre interviste, scrivere script e gestire le operazioni di trasmissione. Questa formazione pratica li prepara in modo efficace per le sfide del mondo dei media, contribuendo alla loro crescita professionale e personale.
Nel podcast, Patrizia Castelli, ci porta all’evento di RadUni che si svolgerà a Roma dal 16 al 18 maggio. Il festival delle radio universitarie italiane, giunto alla sua 17esima edizione, si posiziona inoltre in un momento importante per la radiofonia italiana, che festeggia i suoi 100 anni di vita. La manifestazione sarà un’occasione di dibattito e momenti di approfondimento sui linguaggi e i formati della radiofonia, sulle funzioni dei media e della comunicazione nella vita delle università, dei territori e del Paese nel suo complesso.
Workshop, conferenze e concerti sono solo alcune delle attività che caratterizzano l’evento, offrendo un’immersione completa nel mondo del lavoro radiofonico.
Ascolta il podcast in diretta o sul sito di RunRadio
ja.vi. [...]
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Maggio 13, 2024Un seminario sui restauri d’arte e le architetture del Novecento è solo un tassello dei molteplici lavori che il Dipartimento di Scienze umanistiche ha avviato per tirare le fila di un percorso di anni e anni di ricerca e attività laboratoriali sul tema del restauro. È una lunga storia di cui si parlerà mercoledì 15 maggio alle ore 10,30 presso la sede di Santa Caterina da Siena.
In prossimità delle iscrizioni per il Corso di laurea quinquennale abilitante a ciclo unico per restauratori, la giornata di studi è un’opportunità per parlare della duplice esperienza di restauro delle opere al teatro Coliseo Espaňa de Sevilla e dello splendido mosaico realizzato da Nicola Fabbricatore sul frontone dell’Arena Flegrea alla Mostra d’Oltremare a Napoli.
Due restauri complessi e storicamente fondamentali per la cultura storico artistica del Novecento europeo. Ce ne ha parlato la professoressa Maria Teresa Como, docente di Storia del Restauro e Storia dell’architettura all’Università Suor Orsola, nonché delegata per i progetti Erasmus del dipartimento di Scienze umanistiche Unisob.
“L’iniziativa – spiega – nasce dall’Accordo di collaborazione Erasmus che abbiamo tra i Corsi di Laurea in Conservazione e Restauro Unisob e l’Università di Sevilla che è molto vivace da vari anni, sia nello scambio di studenti che in quello di docenti, con molta mobilità per i nostri professori ospitati lì e loro qui da noi”.
Il partenariato dà modo di intensificare gli scambi di ricerca e collaborazioni con i due Atenei, prevedendo l’organizzazione di un seminario che fa da ‘corollario’ alle lezioni tradizionali. Quest’anno il Dipartimento di Scienze umanistiche ospiterà infatti Monica Torres Carrasco dell’Università di Siviglia.
“Mónica Torres Carrasco è docente e restauratrice di opere pittoriche ed esporrà per noi le attività eseguite per salvare le pitture murali di Francisco Hohenleiter – continua la professoressa Como – rinomato pittore del Novecento andaluso, che erano state eseguite a decoro degli interni del Teatro Coliseo, architettura di inizio Novecento ”.
I grandi dipinti murali del salone d’onore del teatro Coliseo furono realizzati, infatti, proprio da Francisco Hohenleiter Castro e rappresentano l’opera ‘Gli interessi creati’ di Jacinto Benavente e l’iconografia della seconda parte del ‘Don Chisciotte’ di Cervantes. Le opere furono strappati dai muri su richiesta del professore di Restauro Francisco Arquillo Torres, che li trasferì alla Facoltà di Belle Arti dell’Università di Siviglia, alla quale furono donati, nel corso degli anni Settanta.
“Questi decori pittorici furono rimossi dalle pareti dal professore di restauro Francisco Arquillo Torres – conferma Maria Teresa Como – fondatore della scuola di restauro a Siviglia e qui trasferiti. Fondamentale lo studio e anche l’utilità della ricostruzione in 3D al fine della comprensione dell’opera e della conservazione, di cui parlerà Monica Torres Carrasco”.
Il confronto di esperienze tra i due Corsi di Laurea, quello di Suor Orsola e quello di Siviglia, avverrà grazie all’intervento di Monica Martelli Castaldi all’interno delle attività laboratoristi Unisob, con il lavoro di ricomposizione e restauro dei frammenti del mosaico di Nicola Fabbricatore, del frontone dell’Arena flegrea alla mostra d’Oltremare (nella foto in pagina), anch’esso staccato dalla sua originaria collocazione.
Una tavola rotonda finale con docenti restauratori aprirà alla discussione sulle esperienze.
Il programma del seminario al link
https://www.unisob.na.it/universita/facolta/lettere/news/avviso.asp?vr=1&id=25931
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Maggio 10, 2024È finalmente nelle sale “Il segreto di Liberato”, un film animato e anche live action dedicato al misterioso musicista. Ed è subito boom: è in testa alla classifica degli incassi italiani con 244mila euro e porta in sala 27mila spettatori, con un totale di 268mila, considerando gli incassi in anteprima dell’altro ieri.
Per questa e per molte altre ragioni abbiamo dedicato un podcast al cantante mascherato che potete ascoltare sul nostro sito.
La pellicola è diretta da Francesco Lettieri e per il regista napoletano non sarà la prima collaborazione con Liberato, con cui lavora fin dalle prime misteriose apparizioni del cantante. La data d’uscita del film non è stata scelta per caso; infatti il 9 maggio è un giorno ricorrente per l’artista e i suoi fan. Ogni anno in questa data, regala al suo pubblico un video o una canzone, ma questa volta per comunicare decide di raccontarsi nelle sale del grande schermo.
Inoltre “Nove maggio” è anche il titolo della prima canzone di Liberato, con la quale è entrato nel cuore di tutti i napoletani e non solo.La pellicola è diretta da Francesco Lettieri e per il regista napoletano non sarà la prima collaborazione con Liberato, con cui lavora fin dalle prime misteriose apparizioni del cantante. La data d’uscita del film non è stata scelta per caso; infatti il 9 maggio è un giorno ricorrente per l’artista e i suoi fan. Ogni anno in questa data, regala al suo pubblico un video o una canzone, ma questa volta per comunicare decide di raccontarsi nelle sale del grande schermo. Inoltre “Nove maggio” è anche il titolo della prima canzone di Liberato, con la quale è entrato nel cuore di tutti i napoletani e non solo.
Il fenomeno “Liberato” funziona fin dalla nascita e colpisce. I motivi di questo successo sono dovuti sicuramente alle sue abilità musicali, riuscendo a trovare un equilibrio perfetto tra la canzone napoletana e i suoni moderni. Perseguendo questa strada, possiamo considerare Liberato unico e forse inimitabile nel suo genere.
Altro punto di forza è stata la sua identità che fino a due anni fa era rimasta sconosciuta al pubblico. Molto probabilmente è stato mascherato poiché la Siae involontariamente ha inserito il nome di Gennaro Nocerino tra gli autori della canzone “Future Romance”.
Da questo errore il fattore mistero è venuto meno, ma questo inconveniente non ha fermato l’onda del successo. Nonostante ciò, Liberato non ha ancora mostrato il suo volto. Chissà, con l’uscita di questo film riusciremo finalmente a scoprire ufficialmente chi sia.
Ne abbiamo parlato con il giornalista, poeta e performer Gianni Valentino, autore del libro “Io non sono Liberato” che ci ha parlato del fenomeno Liberato e del suo successo a sei anni dall’uscito della biografia che ha scritto, delle aspettative deluse e delle prospettive future.
Il film? Un’operazione per aumentare l’hype, sostiene Valentino. La possibile pecca della pellicola potrebbe essere, continua, l’autoreferenzialità.
Se il suo volto è sconosciuto, la sua musica di certo non lo è affatto. Anche se le canzoni sono principalmente in lingua napoletana, Liberato inserisce nei propri testi anche frasi in inglese e altre lingue. L’artista non è solo apprezzato solo qui a Napoli e in Italia, ma anche all’estero.
Ne è la dimostrazione il successo che ha riscosso nell’ultimo tour estivo in Europa, dove si è esibito a Berlino, Londra e Parigi.
Fino a qualche ora fa la domanda era: i fan andranno a vedere il film al cinema? La risposta è arrivata subito: il fenomeno resiste ancora.
Ema.Er. [...]
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Maggio 10, 2024Napoli e il teatro Trianon si dipingono di rosso e verde accogliendo venerdì 10 maggio la cantante portoghese Teresa Salgueiro. L’interprete andrà in scena con il gruppo Solis String Quartet in un concerto intitolato “Canti naviganti”, un viaggio sonoro che rende omaggio all’arte e alla musica delle due città del sud: Napoli e Lisbona, sottolineando i legami profondi tra le loro anime vibranti. È la quinta puntata di “Il mondo fa tappa a Napoli”, la rassegna con artisti internazionali che si confrontano con il patrimonio musicale partenopeo
Salgueiro e il Solis string quartet saranno accompagnati dalle percussioni di Rui Lobato.
Inoltre, sabato 11 e domenica 12 maggio, Veronica Mazza porterà sul palco l’umorismo e la profondità della femminilità napoletana con lo spettacolo comico musicale “La tazzina blu”. Sarà accompagnata da un cast tutto al femminile e dalla musica della Moka Swing Orchestra.
L’attrice ci condurrà in un viaggio attraverso le note e le parole della ricca cultura partenopea, offrendo una prospettiva coinvolgente sul mistero delle donne napoletane.
Teresa Salgueiro, con il Solis string quartet, e Veronica Mazza sono le protagoniste dei due appuntamenti del fine settimana al Trianon Viviani, diretto da Marisa Laurito, che si avvale del sostegno del ministero della Cultura, la Regione Campania e la Città metropolitana di Napoli, con il patrocinio di Rai Campania.
Non perderti il podcast adesso disponibile sul sito di RunRadio.
Ja.vi. [...]
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Maggio 9, 2024Il Napoli è campione anche al botteghino. Ancora oggi “Sarò con te” è al terzo posto della hit parade degli incassi nazionali, dietro solo a “Il regno del pianeta delle scimmie” e a “Challengers”.
Nell’ultimo giorno la pellicola ha incassato altri 73mila euro e ha superato il milione. Un boom eccezionale e inatteso che fanno del film di Andrea Bosello, distribuito da Nexo Digital un fenomeno.
A questo imperdibile momento di gioia collettiva, che trascende perfino il merito sportivo, Run Radio ha dedicato un podcast scritto e letto da Paolo Maja e Christian Mocerino. [...]
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Maggio 9, 2024Nel panorama sempre più vasto della formazione, emergono iniziative che si distinguono per originalità e concretezza. Un esempio è il progetto di alternanza scuola lavoro “InterAction: Radio e Arte”, un’esperienza formativa che unisce l’arte, il design e il potenziale della radio.
Il corso dalla durata di 30 ore ha rappresentato per gli studenti del liceo artistico Suor Orsola Benincasa un’opportunità di immergersi nel mondo della radio, rendendo così la propria disciplina primaria una materia viva e reale. Organizzato in sei incontri da cinque ore ciascuno, il corso ha approfondito l’uso del mezzo radiofonico, focalizzando l’attenzione sulla creazione, ideazione ed esecuzione di un format radiofonico, con particolare attenzione all’ambito dell’arte e del design.
L’obiettivo ultimo è stato la creazione di un programma radiofonico e una serie di podcast dedicati a una mostra d’arte “InterAction”, ospitata presso la Fondazione Made in Cloister.
Quest’ultima ha come scopo, utilizzando e rivitalizzando spazi storici, la promozione dell’arte contemporanea e gli scambi culturali.
Ogni lezione è stata progettata dall’autore programmista e tutor di Run Radio Gino Aveta per affrontare specifici argomenti tecnici e didattici. Dalla storia della comunicazione e l’importanza sociale della radio ai giorni nostri, alla creazione di progetti radiofonici, fino ad arrivare alla gestione della redazione e all’organizzazione del lavoro.
La fase finale dell’alternanza ha portato gli studenti a realizzare sessioni di studio e registrazione presso lo Studio RX, durante le quali i partecipanti hanno avuto l’opportunità di mettere in pratica tutte le competenze acquisite, registrando i programmi radiofonici e i podcast creati durante il corso. Questa fase ha rappresentato il culmine dell’esperienza formativa, che ha offerto ai partecipanti la possibilità di vedere concretamente i risultati del lavoro svolto e di condividere le creazioni realizzate con il pubblico.
Il podcast realizzato dai ragazzi è disponibile sul sito di RunRadio.
ja.vi. [...]
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Maggio 8, 2024Negli studi di Run Radio il professor Eugenio Capozzi, docente di Storia contemporanea nell’università Suor Orsola Benincasa, ci spiega cosa vuol dire parlare oggi di totalitarismo e antitotalitarismo.
Un passo indietro per analizzare i regimi che hanno governato l’Europa del primo Novecento.
Intervistato da Andrea Ianniello, Eugenio Capozzi riprende le fila del discorso fatto durante il seminario di studi sull’antitotalitarismo in Italia al quale abbiamo preso parte il 17 aprile presso la sala Pagliara dell’Unisob. [...]
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Maggio 7, 2024Parlare della relazione tra salute e libertà significa mettere a fuoco un’endiadi tra due termini che indicano il concetto di tutela e protezione della vita da un lato e, in alcuni casi, negazione della libertà individuale.
Per questo il nesso dovrebbe essere rimodulato e si dovrebbe piuttosto dire che salute è libertà, come ha commentato il rettore del nostro Ateneo Lucio d’Alessandro. L’occasione è stata la presentazione del volume di Carlo Iannello, tenutasi lo scorso 22 aprile presso l’Università Suor Orsola Benincasa. Il libro, infatti si intitola Salute e libertà. Il fondamentale diritto all’autodeterminazione individuale, nelle librerie per i tipi di Editoriale scientifica.
Dinanzi a un’epidemia apocalittica come quella che ci ha investiti, il discorso è più che mai calzante. Il mondo ha mostrato tutta la sua fragilità rispetto alla necessità da parte delle istituzioni, di proteggere la cittadinanza e contestualmente l’esigenza di lasciare l’individuo libero di scegliere, laddove il benessere collettivo può a volte sacrificare o rendere vulnerabile quello individuale. Carlo Iannello nel libro ci parla di autodeterminazione, e cioé della capacità di ciascuno di agire in autonomia e liberamente rispetto ai condizionamenti e alle determinazioni esterne.
Abbiamo chiesto al professor Sergio Marotta, relatore e moderatore dell’incontro, (nella foto in pagina, a destra del professor d’Alessandro) di spiegarci in parole semplici cosa si intenda per autodeterminazione all’interno di un contesto sociale:
“L’autodeterminazione esprime la libertà dell’uomo da qualsiasi forma di costrizione proveniente dall’esterno. Perché sia vera libertà è necessario, però, che sia accompagnata dalla piena consapevolezza, dalla maturità e dalla responsabilità per le proprie azioni”.
“Nel caso del diritto alla salute – continua Marotta, docente di Sociologia giuridica presso l’Università Suor Orsola Benincasa – sancito dall’art. 32 della Costituzione del 1948, l’autodeterminazione non può che essere il risultato del rispetto della dignità della persona umana per cui, come chiarito nel libro da Carlo Iannello, il diritto all’autodeterminazione costituisce un “controlimite” individuale rispetto al potere pubblico”.
In rapporto al benessere collettivo, quanto pensa sia importante il bene individuale, seppure in minoranza?
“Benessere individuale e benessere collettivo non possono che accompagnarsi l’uno con l’altro. Il grado di civiltà e di progresso di una società si misura proprio sulla possibilità di assicurare il benessere per il maggior numero possibile di persone affinché tutti possano effettivamente partecipare ai beni della vita che non possono essere riservati soltanto a pochi”.
Salute e libertà sono anche un binomio che indica il diritto alla cura. La metafora del corpo politico paragonato a quello umano ha una grande storia. Quante volte nella storia del pensiero politico e nella cultura antropologica abbiamo sentito parlare del paragone del corpo sociale con il corpo umano? L’idea della società come corpo rende l’idea del rapporto tra salute e libertà quando, soprattutto, si fa riferimento alla tutela e alla cura del cittadino qualunque sia la propria gerarchia sociale. Il corpo sociale ha bisogno di cure, così come il corpo umano.
Ci chiediamo dunque qual è o quale dovrebbe essere, rispetto a salute e libertà del cittadino, il ruolo delle istituzioni per garantire un eguale supporto sanitario ai cittadini: “Le istituzioni dovrebbero garantire il diritto alla salute e, per realizzare questo obiettivo, dovrebbero organizzare nel modo più efficiente possibile i servizi sanitari anche per poter assicurare l’accesso a chiunque ne abbia bisogno”, risponde Marotta, sottolineando che naturalmente la questione è legata alla scelta politica che dovrebbe prendere “la direzione della condivisione delle risorse disponibili. Si tratta di una scelta politica sul modo di utilizzare le risorse comuni che non può essere condizionata da considerazioni di carattere economico”.
“Parità di trattamento e diritto di accesso alla sanità per tutti, cure gratuite per chi non se le può permettere non sono solo un diritto fondamentale dell’individuo – conclude -, ma anche un interesse della collettività. Questa era la chiara e netta convinzione dei Costituenti del 1948”.
da.card. [...]
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Maggio 6, 2024Qual è il ruolo delle istituzioni nella tutela della salute e del benessere del cittadino? E qual è il confine tra il benessere individuale e il benessere della società tutta?
Andrea Ianniello lo ha chiesto ai relatori del seminario, organizzato il 22 aprile presso l’Ateneo Suor Orsola Benincasa. Ai microfoni di Run Radio il rettore Lucio d’Alessandro, Carlo Iannello, autore del volume Salute e libertà, e il filosofo Roberto Esposito. [...]
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Maggio 3, 2024Sarò con te”, è l’occasione perfetta per celebrare ancora una volta, l’impresa compiuta dal Napoli a 33 anni di distanza dall’ultimo scudetto. Sabato 4 maggio uscirà nelle sale italiane il docufilm diretto da Andrea Bosello sul terzo scudetto del Napoli anticipata il 3 maggio, nei cinema dalle anteprime speciali, nell’ultimo spettacolo serale in programma nelle diverse sale nazionali: sul grande schermo verranno proiettate le immagini della vittoria: dalla gioia dei tifosi, passando per le imprese dei calciatori fino ad arrivare alle dichiarazioni di personaggi dello sport, giornalismo e spettacolo.
“Sarò con te” è prodotto da Filmauro di Luigi e Aurelio De Laurentiis ed è distribuito al cinema da Nexo Digital con Radio Italia come Radio ufficiale.
Tra questi ci sono i calciatori protagonisti come il capitano Giovanni Di Lorenzo, Frank Anguissa, Piotr Zielinski, Khvicha Kvaratskhelia, Kim Min Jae, Giovanni Simeone, Juan Jesus, Eljif Elmas, Victor Osimhen, Mario Rui, Hirving Lozano, Giacomo Raspadori, Alex Meret, Mathias Olivera, Stanislav Lobotka, Matteo Politano; allenatori, direttori sportivi e staff del Napoli come Luciano Spalletti (nella foto in pagina gentilmente concessa dalla Società Calcio Napoli), Cristiano Giuntoli, Giuseppe Santoro, Nicola Lombardo e il presidente Aurelio De Laurentiis, i giornalisti Pierluigi Pardo, Paolo Condò, Federica Zille, Diletta Leotta, Francesco Repice, Francesco Roncone e il campione del mondo Fabio Cannavaro.
Tra i personaggi dello spettacolo troviamo i nomi di Geolier, Toni Servillo, Silvio Orlando, Maurizio De Giovanni, Salvatore Esposito, Luisa Ranieri, Marco D’Amore, Robert Del Naja (leader dei Massive Attack).
La visione del film sarà un tuffo nel passato in cui i tifosi potranno rivivere le gesta di Khvicha Kvaratskhelia, autore del primo gol della stagione del Napoli, fino ad arrivare proprio al 4 Maggio 2023 con il gol di Osimhen contro l’Udinese, senza però dimenticare l’iconico gol di Raspadori al 93’ all’Allianz Stadium contro la Juventus.
La festa è partita alle 22.37 in Friuli e l’ondata azzurra si è espansa non solo a Napoli e in Italia ma un po’ tutto il mondo: dalle grandi capitali europee come Londra e Parigi, fino ad arrivare oltreoceano in luoghi come New York, Giappone e l’Argentina in nome di Diego Armando Maradona che da sempre li unisce.
pa.ma. [...]
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Aprile 30, 2024Sta per concludersi la seconda edizione di “Vedi Napoli e poi mangia”, rassegna promossa e finanziata dall’assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli.
Il programma, che si è svolto durante tutto l’arco delle festività pasquali e che proseguirà fino al primo maggio, è stato presentato dall’assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato e dall’antropologo Marino Niola, supervisore della rassegna, nonché docente nel Suor Orsola Benincasa: insegna ‘Antropologia dei simboli’ nel corso di Scienze della Comunicazione e Scienze dell’Educazione.
L’obiettivo della rassegna era raccontare la tipicità gastronomica di Napoli con approfondimenti culturali, storici e artistici su alcune delle pietanze più rappresentative della cucina partenopea; ha raccontato curiosità e aneddoti sulla cucina napoletana e sulla sua vocazione internazionale, con eventi in cui, assieme a show cooking e degustazioni, sono state inserite anche performance artistiche.
Negli appuntamenti che si sono già tenuti i piatti protagonisti degli eventi sono stati: Le cozze del Giovedì Santo, con cui si è aperto il programma il 28 marzo all’interno del Refettorio Regina Coeli; il Casatiello e la Pastiera, che non potevano mancare nei giorni di Pasqua e di Pasquetta il 31 marzo e il 1 aprile; la Genovese il 21 aprile nel Monastero di S. Maria di Gerusalemme. L’evento è stato preceduto da una relazione della prof.ssa Elisabetta Moro, anche lei docente dell’Unisob.
Poi, il 25 aprile, giorno della Liberazione, nel Monastero di S.Maria di Gerusalemme si è potuto degustare il Baccalà Sotto il Vesuvio, cucinato dallo chef Giuseppe Daddio.
Nello stesso giorno, per gli amanti della musica, si è tenuto nella Chiesa di San Potito lo spettacolo musica “That’s Napoli” diretto dal maestro Carlo Morelli.
Una Menzione speciale merita l’appuntamento che il 26 aprile è stato dedicato al Cioccolato e Caffè in San Domenico Maggiore. Ad attendere turisti e curiosi c’erano prelibatezze preparate da: Rosanna Marziale, executive chef del ristorante stellato Le colonne di Caserta e Aniello Di Caprio docente della scuola di cucina e pasticceria Dolce e Salato, proprietario della rinomata pasticceria Lombardi di Maddaloni.
A Napoli il caffè ha una tradizione antichissima. Già il modo in cui lo si prepara è particolare: si utilizza la cuccuma, una moka speciale che viene messa sul fuoco capovolta e che consente di preparare una bevanda dall’aroma intenso e dal gusto corposo.
Altra abitudine partenopea legata al caffè è il cosiddetto caffè sospeso. In pratica, quando si va a un bar, oltre a ordinare il caffè per se stessi, se ne ordina un altro per la persona che verrà. L’usanza, che ha origini dal dopoguerra, era pensata proprio per dare la possibilità di gustarsi un buon caffè anche a chi avesse difficoltà economiche. Questa tradizione, che rimane anche oggi, inoltre dà la misura del buon cuore dei cittadini napoletani
La manifestazione “Vedi Napoli e poi Mangia” si concluderà mercoledì maggio dove tutto è iniziato, ovvero nel Refettorio Regina Coeli. Si chiuderà in bellezza con: La Lasagna Partenopea, che sarà accompagnata dalla performance “La Cucina napoletana napoletana nell’arte”, una kermesse sulle forme d’arte che si sono espresse attraverso il cibo, dai graffiti murari dell’antichità alla Pop Art degli Anni 60. Il relatore di quest’ultima giornata sarà ovviamente il professor Marino Niola, accompagnato dalla giornalista e scrittrice Santa Di Salvo.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero su prenotazione sul sito eventbrite.it
Emanuele Erro [...]
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Aprile 26, 2024Tutto esaurito. Il concerto finale del festival internazionale “Sea and You”, venerdì 26 aprile alle 21.30 nella Galleria Toledo, è già un successo. A presentarlo Gianni Simioli, mentre il ruolo di ospite d’onore spetta a Enzo Gragnaniello (la foto in pagina è di Guido Harari).
Nella serata saranno sul palco dei Quartieri Spagnoli anche l’interprete andalusa Jihan e il musicista portoghese Ricardo Pons.
Nata da un’idea dell’associazione Napulitanata, la rassegna ha debuttato a Granada nel novembre scorso; la seconda tappa si è tenuta a Porto il 17 febbraio e infine l’epilogo a Napoli.
Si è trattata di un’occasione per appassionati, addetti ai lavori e turisti alla scoperta di luci e retroscena di speciali canzoni che riassumono l’identità dell’arte poetica e coreutica; tanto unica da spingere gli organizzatori a registrare un disco dal vivo come testimonianza del viaggio musicale.
La canzone napoletana, il fado, il flamenco, ovvero le tre sorelle del Mediterraneo, sono state protagoniste di un viaggio tra i suoni di Italia, Spagna e Portogallo.
Alla base dell’iniziativa, co-finanziata dall’Unione Europea, c’è l’ambizione di far conoscere il patrimonio musicale partenopeo, in particolare la canzone napoletana che si intreccia con il fado e il flamenco.
Napulitanata, è nata nel 2015, con lo scopo di valorizzare il patrimonio musicale napoletano. Nello stesso anno ha vinto il bando del Comune di Napoli per ottenere uno spazio a titolo oneroso nel complesso monumentale della Galleria Principe di Napoli.
La sala, in piazza Museo Nazionale, è stata ristrutturata con un’azione autofinanziata dall’associazione omonima, è stata trasformata in un hub culturale esclusivamente dedicato alla canzone napoletana in cui da sette anni si svolgono concerti, mostre e attività di formazione.
Pensato sul modello delle Case do Fado portoghesi e dei Tablao andalusi, lo spazio riempie la lacuna di un luogo dove in maniera stabile cittadini e turisti possono ascoltare musica napoletana. Dal 28 aprile 2017, giorno alla sua apertura ufficiale avvenuta il 28 aprile 2017, ha ospitato 50 mila visitatori provenienti da tutto il mondo ed è diventata ormai è un punto di riferimento culturale nonché turistico per la città partenopea.
viv.lib. [...]
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Aprile 24, 2024Mancano meno di due settimane all’inizio dell’Eurovision Song Contest, Run Radio e l’Italia si preparano all’evento musicale più importante del vecchio Continente.
Nel podcast di Marco Marsiglia, gli appassionati potranno immergersi in un’analisi approfondita delle ultime novità, delle curiosità più intriganti e dei regolamenti che delineano il contest. In gara per l’Italia Angelina Mango (nella foto di Andrea Bianchera), fresca vincitrice del festival di Sanremo.
Ascoltalo in diretta in radio e sul sito di Run Radio. [...]
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Aprile 24, 2024È brava con le canzoni che fanno piangere. Chiara Civello, cantautrice e polistrumentista romana, confida così il suo particolare rapporto di vicinanza con Patrizia Cavalli, coautrice con lei di “Sempre Così”. “È una canzone lasciata incompiuta. Lei aveva in mente tutte le note di una melodia. Voleva diventassero una canzone che fa piangere e, una volta finita, voleva che la cantassi io”, aggiunge.
Mercoledì 24 aprile farà tappa nella Galleria Toledo di Napoli il suo nuovo e speciale tour, che prende vita e titolo dall’omonimo brano pubblicato nell’ottobre scorso, un misto tra musica, poesia e cinema.
Il brano è stato composto e scritto a quattro mani con una delle voci più amate dalla poesia italiana del secondo ‘900 e nasce dalla profonda amicizia tra le due donne.
“Sempre Così” è partito il 5 aprile a Todi, città natale della poetessa, e terminerà a Milano il 23 maggio. Chiara Civello sarà da sola sul palco, accompagnata soltanto da strumenti come pianoforte e chitarra, e ovviamente dalla sua voce. L’intera performance è realizzata con la regista francese Céline Sciamma, che l’artista ha conosciuto al Festival di Venezia, e mentre insieme ricordavano Patrizia Cavalli, alla Civello è venuta l’idea di filmare la casa della cantante prima che la svuotassero.
Nasce così “This Is How a Child Becomes a Poet”, un cortometraggio che è stato presentato all’80esima Mostra del Cinema di Venezia, e che con la sua visione apre il sipario prima di ogni suo concerto.
Mostra un viaggio nelle stanze che furono la casa di Patrizia Cavalli e il momento che ha dato il là all’artista per finire la canzone lasciata incompleta dalla poetessa.
Il tour mette il pubblico davanti ai silenzi, alla vulnerabilità e alla malinconia dei giorni.
fra.pa. [...]
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Aprile 23, 2024Con la stagione teatrale alle ultime battute, il Progetto Čechov approda a Napoli al Teatro Mercadante da martedì 23 a domenica 28 aprile con il nuovo spettacolo “Zio Vanja” firmato da Leonardo Lidi.
Con questo progetto il regista afferma di aver sentito la possibilità di tornare al senso pratico del teatro: “Čechov può arrivare a tutti senza retorica e può davvero far innamorare le nuove generazioni al teatro. Non ha bisogno di essere spiegato o contestualizzato perché lavora con generosità ed empatia per il suo lettore/spettatore/attore”.
Noto per la sua trasposizione di “Il gabbiano”, Lidi prosegue il suo viaggio nell’universo di Čechov; quest’anno il percorso si concluderà con la messa in scena de “Il Giardino dei ciliegi”.
“Zio Vanja” racconta l’evoluzione di una famiglia una volta unita e strutturata, che si sgretola dopo la morte di Vera, perdendo speranza e fiducia nel governo. Lo zio diventa il simbolo della decadenza culturale e dell’apatia, mentre la casa diventa un luogo di amarezza e mancanza di prospettive.
Le scene e le luci sono realizzate da Nicolas Bovey, con i costumi di Aurora Damanti e il suono di Franco Visioli. Il cast (qui nella foto di Gianluca Pantaleo) è composto da Giordano Agrusta (Il’Ja Il’Ic Telegin), Maurizio Cardillo (Aleksandr Vladimirovjc Serebrjakov), Ilaria Falini (Elena Andreevna), Angela Malfitano (Marija Vasil’evna Vojnickaja), Francesca Mazza (Marin), Mario Pirrello (Michail l’Vovic Astrov), Massimiliano Speziani (Ivan Petrovic Vojnickij) e Giuliana Vigogna (Sof’ja Aleksandrovna).
ja.vi. [...]
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Aprile 22, 2024Martedì 16 aprile, nell’Aula Magna dell’Università Suor Orsola Benincasa, si è tenuto l’Open Day del Corso di laurea triennale in Scienze del servizio sociale
‘Buen Vivir’: la buona vita come idea di progresso e rigenerazione della collettività quanto del singolo, idea di partenza per la formazione degli operatori sociali.
Individuo e comunità, spazio e collettività sono i temi centrali del corso di studi in Scienze del Servizio sociale. Ne parlano nel podcast raccontato da Andrea Iannello: Stefania Ferraro, Natascia Villani, Ciro Pizzo e Lucia Fortini, assessore regionale alla Scuola e alle politiche sociali (nella foto intervistata da Ianniello). [...]
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Aprile 15, 2024Mercoledì 17 aprile l’Università Suor Orsola Benincasa discuterà dalle ore 10 nella Biblioteca Pagliara sui temi del pensiero antitotalitario in Italia dal regime fascista al secondo dopoguerra, con un convegno in Biblioteca Pagliara in due sessioni. Interverranno: il rettore Lucio d’Alessandro, Paola Villani, Maurizio Degl’Innocenti, Renata Viti Cavaliere, Dino Cofrancesco, Cesare Panizza, Carlo Lottieri, Alberto Aghemo, Rossella Pace, Maurizio Griffo, Eugenio Capozzi, Corrado Ocone.
L’incontro porterà indietro l’orologio della Storia agli anni dell’opposizione al regime mussoliniano e a quelli tragici vissuti durante e dopo il secondo conflitto mondiale
Gli interventi sociali, culturali e politici contro i regimi dittatoriali del primo Novecento come comunismo, nazismo e fascismo, sono stati fondamentali per aver impiantato le fondamenta di una cultura fondata sulla difesa della libertà e dei diritti del cittadino.
Nicola Matteucci, Norberto Bobbio o Mario Vinciguerra hanno combattuto per la difesa del pensiero liberale, raccogliendo l’eredità del liberalismo crociano o potremmo dire, citando Hannah Arendt, per la ‘libertà di essere liberi’. Si sono spesi nella formazione culturale, nella deliberata opposizione al regime fascista e per tenere viva la libera informazione di stampa contro le trappole del compromesso politico
È difficile pensare che oggi la libertà come ragione d’essere della politica e soprattutto della vita, sia ancora sotto minaccia. Ragionare sui regimi totalitari in Europa soprattutto, sembra ora un fatto puramente anacronistico, eppure, alla luce degli eventi bellici attuali, nel mondo qualcuno mette in gioco l’idea di un ‘risveglio’ del cancro totalitario. Ce ne parla Eugenio Capozzi (nella foto in pagina), professore di Storia contemporanea nell’Università Suor Orsola Benincasa, critico storico e grande conoscitore della storia del pensiero politico e della società contemporanea.
“Il totalitarismo, dal punto di vista delle ideologie e dei regimi politici, è un fenomeno storicamente molto specifico, collocabile nel XX secolo – spiega – ma le ‘tossine’ ideologiche che ha lasciato in circolo nella cultura euro-occidentale persistono, e tendono a tornare alla luce nelle ideologie che dominano le élite occidentali attuali, accomunate dal relativismo, dal soggettivismo estremo, dalla dittatura della ‘narrazione’”.
Il dissentire dall’opinione generale o lo schierarsi su un fronte non condiviso come può essere contestualizzato nella società attuale?
“La censura e la demonizzazione delle opinioni dissenzienti tipica del ‘politically correct’, della ‘woke culture’ e della ‘cancel culture’, così come l’ideologia ‘green’ e il tecno-scientismo trans-umanista – aggiunge – tendono per natura a radicalizzarsi in atteggiamenti totalitari, perché ogni ideologia è una religione secolarizzata, ritiene di sapere dove il mondo dovrebbe andare, e quindi considera chi la pensa diversamente dalla sua narrazione come un ostacolo “non autorizzato” da eliminare”.
Nicola Matteucci di cui si parlerà al convegno, è stato uno dei più grandi esponenti del pensiero politico liberale ed era anche un ascoltatore del pensiero e delle opinioni ‘differenti’. Parlare oggi di libertà di pensiero e di espressione sembra quasi un eufemismo.
Quali sono le radici che ci legano ancora ai principi liberali?
“La deriva della cultura occidentale verso il relativismo estremo, la frammentazione delle identità, la logica tribale di gruppi contrapposti ha minato le basi della libertà di pensiero e del pluralismo, che risiedono nell’umanesimo di radice greco-romana ed ebraico-cristiana. Gli stessi diritti soggettivi perdono di significato se non sono più ancorati a questo fondamento comune. Ne deriva una tendenza alla delegittimazione dell’avversario senza rimedio, perché non esiste più un minimo comune denominatore nella concezione dell’essere umano: quel minimo comun denominatore su cui in passato sono cresciuti il giusnaturalismo e il costituzionalismo”.
Pensa che il filone totalitario in Italia si sia completamente estinto? “Non credo. È confluito piuttosto nell’ideologia delle élite occidentali: anti-occidentale, decostruzionista, nichilista, antiumanistica, anticristiana, e che si risolve nella furia distruttiva della ‘cancel culture’. Un’ideologia di ricchi viziati che non credono in niente, e quindi credono a qualsiasi parola d’ordine, purché espressa in una retorica vittimistica fondata sul ricatto morale, e odiano le proprie radici”.
Da.Card. [...]
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Aprile 15, 2024Il 20 marzo è stata inaugurata, per il primo anno, l’iniziativa ‘Università svelate’ per promuovere l’idea che le università siano luogo di libero sapere e di coesione sociale.
Per un’intera giornata il Suor Orsola Benincasa ha partecipato all’evento nazionale della CRUI con lezioni aperte’ di Antropologia, Didattica e pedagogia, Giornalismo, Beni Culturali e Diritto, con visite gratuite presso i Musei e gli incantevoli luoghi della ‘cittadella’ monastica, con sopralluoghi alle attività di Restauro, sessioni di studio e convegni.
In questa occasione per i microfoni di Run Radio, a svelarci le opportunità e lo spirito del Suor Orsola Benincasa, Paola Villani, direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche ed Enrico Corbi, Direttore del Dipartimento di Scienze formative [...]
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Aprile 12, 2024Tornare alla vita reale dopo la pandemia Covid? Difficilissimo specie per gli adolescenti uscire da una condizione più che surreale, inattesa e imprevedibile.
Educare alla resilienza, a riemergere dalle condizioni più frustranti e tragiche che spesso compromettono la nostra quotidianità.
Resuperes, acronimo di Resilienza nell’istruzione superiore o nel contesto universitario: superare le avversità, è un progetto di studio su un percorso educativo in ambito scolastico e universitario che ha dato vita a una rete di collaborazione e di scambio tra l’equipe pedagogica dell’Università Suor Orsola Benincasa e i colleghi dell’Università di Granada, della Norvegia, del Portogallo e dell’Università di Belgrado. Il progetto di Cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche, emanato per Erasmus Plus 2021, diretto dal rettore del Suor Orsola Benincasa Lucio d’Alessandro e da Fabrizio Manuel Sirignano. Ai nostri microfoni le responsabili del progetto per l’Università capofila di Granada e dell’Università della Serbia. [...]
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Aprile 5, 2024Italian Comedy Fest 3.0 è la rassegna che celebra la commedia cinematografica nel mondo. Quest’anno la terza edizione del Festival, che si svolge in parallelo nel cuore di Hollywood, prevede una programmazione con 10 proiezioni di lungometraggi nella selezione ufficiale, 5 lungometraggi Fuori Concorso, 20 proiezioni di cortometraggi nella selezione ufficiale, 10 produzioni teatrali dal vivo.
Il 26 marzo nella Biblioteca Pagliara dell’Ateneo il Suor Orsola Benincasa ha presentato in anteprima il cortometraggio-omaggio a Chaplin e Totò realizzato dagli allievi del Master in Cinema e Televisione, frutto di un sorprendente lavoro di ricerca e montaggio, con la supervisione di Pietro Paolo Centomani. Gli allievi del Master in Cinema e televisione del Suor Orsola Benincasa quest’anno sono membri della ’Giuria giovane’ (qui ritratta in foto) che annuncerà le nomination dei progetti finalisti che rappresenteranno l’Italia a Hollywood.
Nel podcast le interviste di Andrea Ianniello e Francesca Maria Mele al Rettore Lucio d’Alessandro, al coordinatore scientifico del Master in Cinema e televisione Arturo Lando, al direttore dell’Italian Comedy Festival Gianfranco Terrin, a Federica Baruffaldi, docente e capo produzione del festival, e a Massimo Cinque, docente e celebre autore televisivo. [...]
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Aprile 5, 2024Li abbiamo visti debuttare nel 2021 con “Suspiro”, spinti da un autorevole mentore come Pasquale Scialò. La parabola dei Suonno d’ajere non si è fermata negli ultimi tre anni, tra apparizioni dal vivo e ricerche sul campo. Venerdì 5 aprile arriva ‘the difficult second album’, Nun v’annammurate. Il trio composto da Irene Scarpato (voce), Marcello Smigliante Gentile (mandolino, mandola, mandoloncello, cori) e Gian Marco Libeccio (chitarra classica, chitarra elettrica, chitarra acustica, cori) lo presenta dal vivo nel teatro Trianon di Napoli nello stesso giorno di pubblicazione. Il concerto sarà replicato il 24 aprile a Roma in occasione del Festival Popolare Italiano presso il Museo degli Strumenti Musicali per poi inaugurare un nuovo tour internazionale, e il 16 maggio a Milano presso Biko.
Anticipato dai singoli “Fotografia” e “‘E ggioche ‘e prestiggio“ il trio (qui in una foto di Riccardo Piccirillo) è atteso alla conferma dopo un debutto promettente. In un panorama povero di figure in grado di studiare e rinnovare in modo credibile il patrimonio musicale classico partenopeo, i Suonno d’ajere si sono distinti per un’energia non inferiore a quella di un gruppo rock accomunata a una raffinatezza stilistica che pochi possono vantare.
Nun v’annammurate contiene dieci tracce, in cui spiccano ospiti come Raiz e Le Sorelle Marinetti. Al centro dell’album sono le riedizioni di brani del passato, ma non mancano due brani inediti che lasciano intravedere la possibilità di riannodare i fili tra passato e presente della forma-canzone in questa città. Nel mirino del trio vi sono brani degli ultimi tre secoli ripescando, dall’immenso repertorio a disposizione, armonie, melodie, pathos e ironia.
Il filo conduttore della collezione è il tema dell’amore: a questo argomento sono legate “Fotografia”, “‘A canzone d’o roccocò”, “‘A Gelusia”, “Ammore Busciardo”, “Il Vesuvio a Parigi” e “Nun v’annammurate”, che prende spunto dal brano originale “Munno Cane” dell’autore Toto Toralbo, ispirato alla storia di Filumena Marturano di Eduardo De Filippo.
Re.run. [...]
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Marzo 28, 2024Ascolta il Podcast:
SECONDA PUNTATA
TERZA PUNTATA
QUARTA PUNTATA
A nove anni dalla scomparsa, Pino Daniele è sempre più presente nel cuore della sua gente, nella memoria collettiva glocal e nazionale.
Il podcast in 4 puntate, Speciale Pino Daniele, è dedicato alla sua figura, all’importanza dei suoi dischi e della musica che ci ha lasciato.
Ideato da Alfredo d’Agnese, Gino Aveta e Lino Vairetti, che ne ha anche curato la produzione e la sonorizzazione, con la collaborazione di Paolo Maja e Christian Mocerino, contiene interviste con una lunga serie di ospiti che parlano di lui: i giornalisti Andrea Silenzi, vicecaposervizio Spettacoli de La Repubblica, Federico Vacalebre, caposervizio Spettacoli e critico musicale de Il Mattino e Carmine Aymone critico musicale del Corriere del Mezzogiorno e autore di una biografia sul musicista; il musicologo, musicista e storico della canzone napoletana Pasquale Scialò; il produttore discografico e direttore artistico Stefano Senardi; il giornalista e produttore musicale Claudio Poggi; il cantautore Joe Barbieri, che agli inizi della carriera è stato prodotto da Pino Daniele, e infine l’autore televisivo, giornalista e scrittore Franco Schipani.
La sigla iniziale e di chiusura di ogni puntata è un’autentica chicca, il provino finora inedito di Daniele “Ce stà chi ce penza”; ogni puntata contiene alcune tra le più belle melodie composte dal musicista e autore. [...]
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Marzo 28, 2024ASCOLTA IL PODCAST:
L’attualità di Domenico Rea è tutta nel podcast “Domenico Rea e i giovani”, curato da Daniela Cardone e Daniela Rocca con la collaborazione di Andrea Ianniello e Francesca Maria Mele.
I ragazzi della redazione hanno intervistato le responsabili scientifiche del seminario ospitato dall’ateneo qualche giorno fa, le prof.sse Paola Villani, Silvia Zoppi ed Emanuela Bufacchi e hanno anche registrato la testimonianza degli studenti.
Insomma, la Generazione Z sembra conoscere i suoi racconti e i suoi romanzi. Il seminario organizzato nella Biblioteca Pagliara dall’Università Suor Orsola Benincasa ha centrato il suo obiettivo, realizzare un focus sul rapporto tra lo scrittore e la scrittura, lo scrittore e i giovani. [...]
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Marzo 27, 2024Quante volte abbiamo sentito parlare negli ultimi tempi di ‘resilienza’? Dalla tragica epopea della pandemia tantissimo, diremmo anzi che il termine è stato usato e rivoltato come un calzino in tutte le sue funzionalità.
Del termine resilienza le enciclopedie danno una definizione di matrice scientifica, psicologica (la più gettonata) ed ecologica. Interessante il significato di resilienza in ambito tecnico in cui si fa rifermento al movimento del pendolo la cui energia potenziale posseduta all’inizio della sua corsa muove un ingegno meccanico per riutilizzare la propria energia e per risalire, per tornare indietro e riprendere la corsa in risalita.
È un po’ il cuore di un percorso di recupero e di un lavoro che spesso facciamo su noi stessi dinanzi alle difficoltà della vita che ci mettono a terra per poi riemergere lentamente, ed è allo stesso tempo il fulcro del progetto che lo staff di ricerca (nella foto qui in pagina con il prof. Fabrizio Sirignano al centro) in ambito pedagogico dell’Università Suor Orsola Benincasa ha messo in atto.
L’occasione per riflettere sull’interessante ricerca, diretta dal rettore Lucio d’Alessandro e dal professor Fabrizio Sirignano, è stata la visita dei colleghi dell’Università di Granada nel nostro Ateneo per l’evento ‘Università svelate’.
Abbiamo chiesto al professor Sirignano, docente di Pedagogia generale e Filosofia dell’educazione, quale sia il motore del progetto rispetto al tema della resilienza:
“L’idea del progetto Resuperes è maturata durante il terribile periodo della pandemia e soprattutto da uno scambio tra l’equipe pedagogica dell’Università Suor Orsola Benincasa e i colleghi dell’Università di Granada, della Norvegia, del Portogallo e dell’Università di Belgrado. Un confronto sui dati drammatici del disagio giovanile in particolare in ambito scolastico, nelle scuole secondarie di II grado e in ambito universitario”.
Il vissuto della pandemia ha creato nei giovani una dimensione distorta della realtà, come commenta Sirignano: “Si è trattato di un periodo difficile che in taluni casi ha portato alcuni giovani alla scelta drammatica e senza ritorno del suicidio e poi ancora a far emergere notevolmente l’elemento tossico della invulnerabilità che i social rimandano oggi ai giovani, facendoli sentire sempre di più inadeguati rispetto alle performance richieste.
Ecco, su questi temi il contesto dei ricercatori dei paesi europei dell’area pedagogica si è trovato a riflettere sull’opportunità e la necessità di mettere in piedi un modello teorico, ma al tempo stesso operativo, di resilienza e da qui l’acronimo Resuperes”.
Capofila del progetto è l’Università di Granada e l’Università Suor Orsola Benincasa ha un’importante funzione di raccordo tra le varie strutture scolastiche. Resilienza come capacità di far fronte alle avversità della vita, in particolare alle avversità in ambito scolastico. È un lavoro che necessita di una grande sinergia tra le parti.
Guardando all’aspetto formativo rispetto alle pratiche educative quali sono gli strumenti che contribuiscono ad agire e a reagire rispetto al cambiamento? “Nel concreto – risponde – ci siamo innanzitutto posti non nell’ottica che si limita semplicemente a guardare e a spiegare i fenomeni, ma nell’ottica della complessità per cui, come ci ha insegnato la grande maestra della pedagogia italiana Elisa Frauenfelder, bisogna assumere un atteggiamento di comprensione, andare a fondo rispetto ai problemi e quindi comprendere.
La comprensione si mette in atto attraverso quelle strategie che cercano di capire la complessità dei fenomeni. Quindi stiamo lavorando molto sul tema della relazione d’aiuto ad esempio, sia in ambito scolastico ed extrascolastico, sia in ambito universitario”.
Quali sono le strategie di intervento?
“Utilizziamo come strumento privilegiato le metodologie autobiografiche e narrative che fanno riferimento a scuole di pensiero internazionali, lavorando molto sulla capacità del singolo, stimolando il soggetto a lavorare su se stesso, a far emergere le proprie speranze e le proprie aspettative, a riflettere sui nodi problematici della propria esistenza, così da scrivere la propria storia di vita.
Quindi, come ci insegnano Duccio Demetrio e Franco Camb,i scrivere la propria storia di vita rappresenta un lavoro autobiografico e un percorso di recupero”.
La creazione di una rete internazionale che lavori in comune sul tema della resilienza in ambito scolastico è un aspetto sui generis. Abbiamo sentito a riguardo anche Federica Paolozzi, membro e coordinatore scientifico del progetto: “L’aspetto più complesso e forse più stimolante del progetto è costituito proprio dalle differenze delle discipline afferenti alle Università straniere, come le scienze dello sport per Granada e Belgrado, la comunicazione per l’Università del Portogallo e le scienze applicate per l’Università della Norvegia. Abbiamo così lavorato sul tema della resilienza delineando rispettivamente dei percorsi specifici”.
La componente relativa ai nuovi media (tiktok, app, social network) quanto è importante nello svolgimento del progetto? “I nuovi media sono un aspetto sicuramente fondamentale della ricerca – conclude – dal momento che tra i risultati finali oltre alla scrittura di un manuale e alla progettazione di un corso specifico ci sono la realizzazione di una piattaforma interattiva e di un’app da poter utilizzare sul tema della resilienza anche in diversi contesti”.
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Marzo 20, 2024L’Università non è un mondo a sé stante, ciascun ateneo è fatto di luoghi e di persone. È il principio a cui dovremmo far riferimento quando parliamo di cultura e formazione, dalla scuola dell’infanzia all’educazione adulta, quella che forma oggi alla vita, la nostra generazione Z. L’Università rappresenta il luogo in cui il rapporto tra allievi e docenti è un patto, un impegno reciproco a donare generosamente saperi a chi si impegna a sua volta come educatore, come legislatore, come storico o professionista del futuro, in una società sempre più complessa e in cui lo stesso equilibrio delle relazioni umane è compromesso dal disagio sociale quotidiano.
‘Università svelate’ è un evento che permette a tutti gli Atenei italiani di aprire le porte ai cittadini e condividere il libero pensiero e il libero sapere soprattutto partendo dall’idea che la cultura e la formazione possano essere il motore per il superamento di tutte le barriere che ostacolano l’apprendimento per tutti.
“L’università non è di chi ci insegna, né di chi ci lavora o ci studia. L’università è di tutti – ha commentato Giovanna Iannantuoni, Presidente della CRUI”. “L’università – dice ancora il Presidente della CRUI nel comunicato – rappresenta la fabbrica più attiva della coesione sociale. Nei territori più ricchi produce la ricerca che diventa tecnologia e migliora la vita. Nei territori più difficili, oltre a questo, rappresenta un presidio territoriale contro le forze antisociali che minano la democrazia”.
Il Suor Orsola Benincasa partecipa all’evento con ‘Lezioni aperte’ di Antropologia, Didattica e pedagogia, Giornalismo, Beni Culturali e Diritto, con visite gratuite presso i Musei e gli incantevoli luoghi della ‘cittadella’ monastica, con sopralluoghi per assistere alle attività di Restauro eseguite dagli studenti del corso di laurea in Conservazione dei Beni culturali, e una sessione di studio dedicata alla Formazione dei laureati che si avvicinano ai percorsi abilitanti per l’insegnamento nelle scuole di I e II grado.
L’idea è far sì che l’iniziativa possa diventare un appuntamento annuale che crei una nuova connessione tra istruzione superiore, cittadinanza e territorio. Con il Patrocinio del ministero dell’Università e della ricerca, ‘Università svelate’ è anche un modo per guardare in presa diretta il contesto in cui si formano i laureati pronti a investire e a intervenire sul territorio con passione e rigore professionale, partendo dal presupposto che il benessere individuale e la formazione individuale possano costituire un investimento per il benessere collettivo. L’Università in questo modo si fa anche paladina della giustizia sociale per abbattere i pregiudizi e le barriere culturali che ancora ci affliggono.
In calendario per ‘Università svelate’ anche una giornata di studi dedicata al pensiero e all’opera di Don Milani, che a partire dai grandi temi dell’educatore fiorentino, propone una lunga riflessione sulla giustizia sociale in linea con le premesse della CRUI.
Abbiamo chiesto a Davide Borrelli, docente di Sociologia dei processi culturali presso il nostro Ateneo, quale sia oggi il ruolo delle Università nella comunità civile: “La funzione civile dell’Università consiste, o dovrebbe consistere, nel concepire il bene dell’istruzione e della conoscenza come altrettanti ‘beni di merito’, ovvero beni che si possono godere in un gioco non a somma zero tra individuo e comunità. Questo significa che se un individuo si laurea, sarà sicuramente in condizione di procurare un vantaggio personale per sé (generalmente in termini di conoscenze acquisite o magari anche di maggiori possibilità occupazionali conseguite), ma avvantaggia nello stesso tempo anche la collettività di cui è parte, dal momento che in una società con maggiori livelli di istruzione si riscontrano, ad esempio, minori tassi devianza e si sviluppa un dibattito pubblico più informato e consapevole”.
Santo, eroe, utopista o rivoluzionario, Don Milani aveva guardato lontano, quando fondò la Scuola di Barbiana. Una scuola inclusiva i cui metodi didattici – all’epoca sotto la lente di ingrandimento – egualitari e democratici guardavano con orgoglio all’individuo-persona nell’insieme, nel gruppo.
Il famoso motto I care ripreso da Don Milani, può ancora oggi più di allora sfidare le sorti della scuola e della formazione (anche universitaria) sommersa e disagiata, affetta da troppa meritocrazia:
“Quando si smarrisce la consapevolezza che il sapere e l’istruzione sono beni comuni – conclude Davide Borrelli – l’uno e l’altra si riducono unicamente a beni rivali a somma zero, che assicurano la valorizzazione del “capitale umano” e i relativi vantaggi competitivi sul mercato del lavoro.
Non potremmo essere più lontani dallo spirito dell’I care di Don Milani: da questo punto di vista, i processi di managerializzazione e valutazione competitiva cui oggi è sottoposta l’Università mi paiono, ad esempio, un sintomo di quello spirito individualistico e inegualitario del “me ne frego” di cui il magistero e la vita stessa del priore di Barbiana volevano essere un antidoto”.
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Marzo 18, 2024Mentre le istituzioni scolastiche attendono giovedì 21 marzo per la XXIX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie attraverso lo slogan ‘Roma città libera’, gli studenti dei licei Suor Orsola Benincasa martedì 19 marzo (ore 9.00) celebreranno la Giornata della Legalità incontrando la Fondazione Made in Cloister nell’Aula Magna dell’Università Suor Orsola Benincasa. L’ingresso all’incontro è aperto alle famiglie degli studenti e al pubblico.
Ci sono diversi modi con cui si può ricordare e combattere la malavita. Uno di questi è la prevenzione, salvaguardando le vite di giovani e adolescenti a rischio, combattendo la dispersione scolastica, ‘spingendo’ i più deboli dalla strada all’impegno. È quello che fa dal 2012 la fondazione voluta e aperta da Davide De Blasio con Rosalba Impronta. Prima è avvenuto il restauro del chiostro cinquecentesco della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, poi l’istituzione si è distinta per la sua attività di riconversione del territorio, di rigenerazione urbana e per il suo impatto sul territorio.
Il progetto prevede il rilancio del “fare artigianale” indirizzato verso le giovani generazioni in un’area considerata a rischio. Ed è di queste ore l’inaugurazione di una mostra, Interaction Napoli 2024 (la foto in pagina è di Francesco Squeglia), a cura di Demetrio Paparoni, che spinge a riflettere sul ruolo dell’arte oggi e del suo valore politico.
Alla sua seconda edizione, la rassegna ha come tema l’Altro e l’Alterità; indaga problematiche della contemporaneità legate ai fenomeni migratori e alla complessità delle relazioni tra diverse culture, tradizioni e religioni; raccoglie opere realizzate con linguaggi e tecniche diverse, in buona parte site-specific, che non mancano di guardare in piena autonomia anche alle scienze sociali e ad affrontare la questione in termini politici.
Radu Belcin, Domenico Bianchi, Veronica Bisesti, Giuditta Branconi, Margaux Bricler, Chiara Calore, Letizia Cariello, Gianluigi Colin, Vanni Cuoghi, Francesco De Grandi, Zehra Dogan, Cian Dayrit, Sergio Fermariello, Daniele Galliano, Ximena Garrido-Lecca, Silvia Giambrione, Arvin Golrokh, Jung Hye Ryun, Sophie Ko, Filippo La Vaccara, Loredana Longo, Liu Jianhua, Troy Makaza, Samuel Nnorom, Henrik Placht, Aurelio Sartorio, Andres Serrano, Mortem Viskum, Wang Guangyi e Yue Minjun hanno risposto alla chiamata di Paparoni.
Inaugurata sabato 16 marzo, InterAction si concluderà il 28 settembre.“L’arte è speranza”, ricorda Da Blasio, vicepresidente della Fondazione. “Interaction Napoli 2024 – conclude – propone uno straordinario scenario di visioni e speranze che contribuisce a sottolineare il valore etico dell’arte”
Red.run. [...]
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Marzo 15, 2024Chi era Domenico Rea? La Generazione Z conosce i suoi racconti e i suoi romanzi? I giovani di ieri, degli anni Cinquanta e i giovani del XXI secolo, c’è ancora un fil rouge che unisce le generazioni del passato a quelle odierne? C’è ancora interesse per la narrativa e la letteratura come forma di evasione, forma di cultura o comfort zone? Sono domande a cui tenta di rispondere il seminario organizzato nella Biblioteca Pagliara dall’Università Suor Orsola Benincasa con il coordinamento scientifico delle docenti Emanuela Bufacchi, Paola Villani (nella foto intervistata da Francesca Maria Mele) e Silvia Zoppi. Due giornate, giovedì 14 e venerdì 15 marzo, dedicate al rapporto tra lo scrittore e la scrittura, lo scrittore e i giovani.
Tra i relatori del seminario oltre ai componenti del Comitato scientifico, Paola Villani, direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche, Silvia Zoppi ed Emanuela Bufacchi, docenti di Letteratura italiana al Suor Orsola Benincasa, intervengono Enricomaria Corbi, direttore del Dipartimento di Scienze formative, Ermanno Paccagnini, docente all’Università Cattolica di Milano, Nicoletta Trotta, del Centro Manoscritti di Pavia dell’Università di Pavia, Elisabetta Himmel, docente al Liceo scientifico Galileo Galilei di Napoli, Mirella Armiero, giornalista del Corriere del Mezzogiorno e la figlia dello scrittore, Lucia Rea.
Che cosa sappiamo di lui? Figlio di un ex carabiniere e di una levatrice, nasce in una famiglia non agiata, ed è prima di tutto figlio della Napoli di periferia e dell’entroterra vesuviano, figlio della strada e della campagna partenopea degli anni Trenta.
Scrittore di racconti poi di romanzi, l’amore per la narrativa comincia a fagocitarlo da adolescente: i suoi primi due libri li ruba da un carretto, durante un mercato a Salerno, le ‘Operette morali’ di Leopardi e il primo volume della ‘Storia della letteratura italiana’ di De Sanctis. Da quel momento il legame tra Domenico Rea e la narrativa diventerà indissolubile.
Per questo forse e per molte altre ragioni di carattere politico e culturale, lo stesso Domenico Rea negli anni Cinquanta e nel pieno della rivoluzione legislativa per lo sviluppo del Mezzogiorno, interviene nel dibattito evidenziando la necessità di rivolgere uno sguardo all’educazione dei giovani.
L’educazione giovanile e l’educazione scolastica devono, per forza di cose, passare attraverso la narrativa e la letteratura.
Nel 1953 Rea scrive, non a caso, un romanzo, ‘Ritratto di maggio’, che ha come protagonisti proprio i ragazzi. Partiamo da qui per riflettere sul rapporto tra Domenico Rea e i ragazzi e tra i giovani e la letteratura come strumento di educazione.
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Marzo 11, 2024Il Babà è donna: il dolce reinventato dai pasticceri napoletani, pietanza tipica della cucina è al centro di Mille&UnBabà: la terza edizione del concorso voluto da Mulino Caputo ha portato in finale 6 concorrenti, provenienti da tutt’Italia e pronte a confrontarsi nella realizzazione di una versione contemporanea di quello che viene considerato da molti il principe della pasticceria del Sud Italia. Derivato da un dolce a lievitazione naturale originario della Polonia e di altri paesi slavi e perfezionato dai cuochi francesi, ha assunto il nome di baba prima essere trasformato in “babbà” dai napoletani.
Le sei finaliste, attese lunedì 11 marzo alle 17,30 presso il Grand Hotel Vesuvio di Napoli, sono: Veruska Cardellicchio da Roma; Ludovica Faiotto da Selvazzano, in provincia di Padova; Federica Finzi da Lecce; Carlotta Garofalo da Napoli (nella foto in pagina); Giusy Persico da Sorrento e Patrizia Pragliola da Teramo.
“Il nostro obiettivo – dice l’amministratore delegato del Mulino di Napoli, Antimo Caputo – è valorizzare la pasticceria artigianale e la creatività dei nostri maestri. Da Nord a Sud abbiamo davvero tanti professionisti di valore, tante preziose tradizioni dolciarie e, proprio partendo da queste e dalla storia dell’arte bianca italiana, vogliamo promuovere la produzione di dolci contemporanei di altissima qualità”.
Le monoporzioni da degustare potranno essere realizzate, come da regolamento, in forme diverse dalla classica sagoma a “fungo” o “ciambella smerlata”: farcite con creme, frutta o glasse e arricchite con inzeppatura prodotta con una bagna differente da quella tradizionale e realizzata con un liquore, un vino dolce o un distillato.
I parametri di giudizio saranno presentazione, profumo, gusto, qualità degli ingredienti e alveolatura dell’impasto; a decretare la vincitrice saranno tre massimi esperti del settore: il Relais Dessert Luigi Biasetto; Sal De Riso, presidente dell’AMPI (Accademia Maestri Pasticceri Italiani), e Antimo Caputo, Ad del Mulino di Napoli.
Re.run. [...]
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Marzo 11, 2024Da oltre un mese TikTok è coinvolta in una lotta ferrea contro l’Universal Music Group. Il colosso discografico infatti non ha voluto accettare l’offerta al ribasso della società cinese ByteDance.
Con questo colpo l’applicazione sembrava predestinata al collasso, senza più la linfa vitale fornita dai maggiori artisti del momento. TikTok rischiava di ‘affogare’, ma proprio nel periodo di maggior bisogno due artisti hanno riportato in alto il social.
Con “Texas Hold ‘Em”, un insolito brano, scritto come omaggio alle proprie radici texane, Beyoncé sembra aver riportato anche TikTok indietro nel tempo: le coreografie sempre più complesse del brano stanno spopolando sul social, facendo tornare alla mente quando la neonata applicazione si chiamava ancora Musical.ly.
Kanye West invece con il suo nuovo album sta conquistando il mondo, anche grazie ai social media; nella classifica Billboard dedicata ai brani più usati su TikTok al numero uno c’è “Carnival”, canzone in collaborazione con Ty Dolla Sign in cui è presente anche la curva Nord dell’Inter.
Questa popolarità sta dando linfa vitale all’applicazione che, tra content creator che hanno deciso di cambiare format e artisti non Universal che sfornano hit globali TikTok, potrebbe non aver bisogno più di cantanti come Taylor Swift o The Weeknd.
Oggi Il mercato discografico si è spostato decisamente verso l’industria dei servizi raggiungendo un pubblico sempre più vasto; senza un così potente mezzo di comunicazione questa separazione rappresenterebbe una vittoria per la major cinese. Nel corso degli ultimi anni è diventata non solo un semplice social network, ma un competitor per i maggiori servizi di streaming come Spotify ed Apple Music attraverso TikTok Music.
Cantanti e gruppi sono sempre più concentrati a sfornare ‘Tik Tok Hits’, e le case discografiche organizzano sessioni di ascolto private con i maggiori Content Creator nella speranza di portarli dalla propria parte.
Una formazione che si sta sempre più convertendo al format “TikTok Music” sono i The Kolors; con “Italodisco” e “Un Ragazzo Una Ragazza”, il trio dimostra un suono particolarmente cambiato rispetto ai precedenti lavori e molto più adatto a essere utilizzato in rete.
Il social ha una sua classifica personale su Billboard che ci mostra come i content creator – piccoli o grandi che siano – non lavorino esclusivamente con materiale fresco e creato appositamente per la propria sfera; sono molto utilizzate le canzoni delle generazioni passate. Basti pensare a “Running Up That Hill” di Kate Bush (nella foto in pagina) tornata alla ribalta con la serie tv Stranger Things e con una rinnovata popolarità, oppure alla più recente “Murder On The Dancefloor”, canzone di Sophie Ellis-Bextor del 2001, e a “What you won’t do for love“ di Bobby Caldwell, al secondo posto della classifica Billboard, nonostante sia un brano che risale al 1978.
Bisognerà dunque monitorare questa piattaforma per scoprire le prossime stelle mondiali?
Matteo D’Andrea [...]
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Marzo 11, 2024Si parla sempre troppo poco delle professioni femminili del futuro e dell’inserimento delle figure femminili in contesti professionali mai prima d’ora previsti. Questo discorso è ancora più calzante in un momento così delicato, in cui il focus sulla formazione culturale e professionale delle donne, ora come ora, sembra traslato su differenze di genere, violenze e condizionamenti che ci trasferiscono in un tempo legato ancora a un passato ancestrale e medievale, diremmo controcorrente.
La ‘Embry Riddle’ in Florida è la prima Università al mondo che si occupa di formazione in ambito aeronautico e aerospaziali ed è l’Università di provenienza di Marie Lathers che il Suor Orsola Benincasa ha ospitato con un insegnamento su ‘Women and Outer Space in Popular Films” che ha proposto agli studenti del Dipartimento di Scienze umanistiche una profonda riflessione sulla storia delle donne ma non solo, sulla rappresentazione e sulla collocazione delle donne nell’universo contemporaneo con uno sguardo rivolto alle esperienze storiche.
Il cinema, da sempre, è forse il mezzo più eloquente per documentare e comprendere fattori sociali e culturali che hanno condizionato non solo il ruolo femminile nella società stessa, ma in questo caso soprattutto il complesso legame tra donna e scienza, donna e formazione scientifica, spesso relegato al mondo maschile o del tutto ignorato.
Nella giornata internazionale delle donne, venerdì 8 marzo, il Suor Orsola ha promosso l’iniziativa con la presenza della professoressa Marie Lathers, che è autrice anche di ‘Space Oddities: Women and Outer Space in Popular Film and Culture, 1960-2000 (Bloomsbury)’.
Il corso di Marie Lathers, organizzato grazie a una candidatura Fulbiright, permetterà di guardare al passato delle donne con un’ottica diversa e soprattutto diremmo con uno sguardo rivolto al futuro, raccogliendo testimonianze e discrepanze sulla disparità di genere e pensando a una prospettiva in cui l’accesso all’istruzione, alla cultura
e alle professioni non sia più, per tutte le donne, governato da regimi di esclusione, di differenze o di esclusività. Ragionamenti che oggigiorno sembra assurdo dover ancora fare; lo spiega Emilia Di Martino, docente di Lingua e Letteratura inglese al Suor Orsola Benincasa e responsabile scientifico dell’evento: “I film non possono estirpare il male della disparità di genere, ma rappresentano di certo un contributo prezioso in tal senso.
La selezione filmica (che si concentra sulla rappresentazione della donna nello spazio, vista la peculiare expertise di Marie Lathers), solleciterà gli studenti a individuare e decostruire gli stereotipi attraverso i quali le donne sono state a lungo rappresentate, ma anche a sviluppare o rafforzare (dov’è il caso) la consapevolezza della strada già fatta e dunque a comunicare il necessario ottimismo rispetto al percorso ancora da farsi”.
Un connubio sensibile quanto particolare è quello tra il linguaggio e il tema della disparità di genere, dal momento che è proprio nel ‘parlato’, nel contesto linguistico e sul fronte della comunicazione che certe tematiche trovano il modo di rappresentarsi, di essere trasmesse e comprese.
“Embry-Riddle – spiega la professoressa Di Martino – è la prima università al mondo per la formazione in discipline aeronautiche e aerospaziali, Marie Lathers è autrice di Space Oddities: Women and Outer Space in Popular Film and Culture, un volume che si sposa molto bene con la filosofia di fondo dei corsi di linguistica inglese, che hanno un preciso focus sui rapporti fra identità e potere e si prefiggono di mostrare, prima di ogni altra cosa, che la lingua è il primo, più insidioso strumento attraverso il quale il divario sociale viene esercitato e riprodotto. La disparità di genere, assieme a quella di classe, etnia, età, disabilità ecc. è una delle declinazioni.
Su questo tema, più di una volta, nell’ultimo quinquennio, l’Ateneo ha avuto la fortuna di ospitare Luise von Flotow, autrice di pubblicazioni fondamentali per la traduzione femminista. La lingua è un potente strumento di cambiamento sociale: usiamolo per decostruire stereotipi e pregiudizi e per incidere positivamente sulla volontà politica dei governi. È questa la chiave per l’uguaglianza di genere”.
L’iniziativa tra l’altro si è svolta in uno degli Atenei italiani in cui la promozione della formazione e della cultura delle donne è iniziata con la martire Suor Orsola Benincasa.
“Abbiamo la fortuna di lavorare e studiare in un luogo particolare, dove le donne hanno svolto un ruolo determinante – continua -, Basti pensare alla visionaria Suor Orsola, a cui l’Ateneo è intitolato, ad Adelaide del Balzo Pignatelli, che trasformò un piccolo educandato in un Istituto con un complesso progetto educativo che poneva al centro l’educazione femminile intesa in modo moderno, a Maria Antonietta
Pagliara, che fu il primo ‘rettore donna’ di un istituto universitario italiano” dice, riflettendo sulla questione del divario culturale e sulla diversificazione dei ruoli professionali attribuiti alla cultura femminile, di cui si parla in continuazione ma che di fatto ancora riemergono ogni giorno.
“Guardiamo alla condizione delle tante, tantissime donne che stratificazioni multiple di disuguaglianza rendono profondamente vulnerabili. Queste stratificazioni producono nella maggior parte dei casi reti e dinamiche molto complesse anche per chi le studia con gli strumenti adeguati.
Sappiamo che, in alcune professioni, le donne guadagnano meno a parità di mansione e responsabilità, ma emerge sempre più la colour-blindness in cui cadono anche tante forme di attivismo e rivendicazione. Razza, classe sembrerebbero quasi sparite dal nostro vocabolario, ma continuano di fatto ad avere profonde ripercussioni politiche, economiche e, prima ancora, esistenziali come fenomeni strutturali.
Pensare di poter inquadrare la questione senza avere consapevolezza piena delle altre dimensioni di discriminazione, senza provare a risolvere in primo luogo la cecità rispetto a status socioeconomico, condizione di immigrazione, disabilità, età, rischia di rafforzare le disparità tra donne e dunque a far mancare alle donne quel prezioso sostegno che deve innanzitutto venire dall’interno: dalle donne per le altre donne, per tutte le donne”.
A distanza di secoli affermare che c’è bisogno di cambiamenti e tutela legislativa sembra un paradosso. “I cambiamenti legislativi sono innanzitutto il risultato dell’evoluzione sociale – conclude – .
Conoscere la storia delle donne, ma anche sapere che le donne avevano più potere e diritti in alcune società antiche, sollecita l’emergere di nuove coscienze e sviluppa la consapevolezza del proprio debito nei confronti di chi è venuto prima, che va ripagato con l’impegno a convogliare simili energie per garantire parità di accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria e al lavoro dignitoso per tutte quante le donne”.
Women in Focus è stato introdotto dal Rettore dell’Ateneo Lucio d’Alessandro e dal Direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche Paola Villani. Hanno partecipato all’iniziativa il Console generale degli Stati Uniti a Napoli Tracy Roberts-Pounds, con il contributo dei docenti di Ateneo Ilaria Improta, Francesca Nicolais, Tehezeeb Moitra, per i workshop con gli studenti.
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Marzo 4, 2024Piccoli e grandi comuni sciolti e in dissesto per voci di bilancio sfalsate, per riciclaggio di denaro di dubbia provenienza. Un tema scottante e difficile da analizzare, comprendere e far comprendere anche agli studenti che si avvicinano allo studio delle discipline giuridiche e sociologiche.
Il commissariamento dei comuni per infiltrazioni mafiose è il titolo del seminario del 29 febbraio che ha tirato le fila di una ricerca condotta dall’Università di Firenze in una rete di cui fanno parte anche l’Università della Calabria, l’Università di Salerno e l’Università di Napoli “Federico II”, e il gruppo di ricerca del Suor Orsola Benincasa di Topografie sociali e Sociologia giuridica.
Al seminario sono intervenuti Sergio Marotta, docente di Sociologia giuridica al Suor Orsola Benincasa, Vittorio Mete, docente di Sociologia dei fenomeni politici all’Università di Firenze, Fiorella Vinci, docente di Sociologia dei fenomeni politici presso eCampus, Antonio Giannelli, Viceprefetto, già Presidente SI.N.PREF, Marco Magri, docente di Diritto amministrativo presso l’Università di Ferrara, Biagio Politano, magistrato della Corte d’Appello di Catanzaro, Michele di Bari, Prefetto di Napoli, Stefania Ferraro, docente di Topografie dello spazio sociale all’Università Suor Orsola Benincasa, docente di Scienze statistiche e sociali all’Università Federico II.
Molti comuni commissariati entrano nella dinamica di una misura preventiva che ha l’obiettivo di salvaguardare la funzione pubblica. Il problema è capire qual è poi il percorso attraverso cui anche dopo la procedura di commissariamento si può concepire questa via come una salvaguardia della democrazia.
Il professore Vittorio Mete, coordinatore nazionale del progetto, ce lo spiega concretamente, partendo proprio dal titolo: Come l’amministrazione straordinaria cambia la democrazia?
“Da sociologi della politica che osservano, ormai da lungo tempo, la realtà sociale e politica, soprattutto delle regioni del Mezzogiorno, pare che i commissariamenti, vale a dire la sostituzione di un governo di derivazione elettiva con uno di nomina governativa, non sia solo una questione gestionale o di tutela dell’ordine pubblico, ma che la loro diffusione cambino, appunto, i connotati della democrazia per come l’abbiamo conosciuta negli ultimi decenni”.
In che termini? “A partire dai primi anni ’90, sono ben 378 i Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, molti dei quali più volte. Si tratta di comuni anche molto importanti, come Reggio Calabria e Foggia, non solo di piccoli comuni infestati dai clan. In alcune province meridionali, più della metà dei cittadini sono stati amministrati almeno una volta da una commissione straordinaria perché il loro Comune era stato sciolto per mafia.
Moltissimi Comuni sono poi stati sciolti per motivi di bilancio, perché finiti in dissesto. La sanità, che com’è noto è la principale voce di spesa delle Regioni, è stata a lungo commissariata in quasi tutte le regioni meridionali. L’elenco potrebbe continuare, ma già così è chiaro che il tanto decantato principio di autogoverno e di autodeterminazione, pilastro della democrazia, è messo seriamente in discussione dalle pratiche dei commissariamenti”.
Attraverso le fonti ufficiali disponibili il gruppo di ricerca ha cercato di disegnare una mappatura dei fenomeni dei commissariamenti negli ultimi tre decenni e dei comuni coinvolti nel fenomeno. In questo modo la ricerca contribuirà a fornire un quadro specifico delle casistiche osservate.
Ma quando esattamente si verifica il commissariamento dei comuni? Se dovessimo ancora spiegare ai nostri studenti cos’è un’infiltrazione mafiosa e come agisce all’interno di un’amministrazione comunale, come potremmo esprimere anche simbolicamente il concetto?
“Un Comune – spiega il professor Mete – viene sciolto a causa delle infiltrazioni mafiose quando il Governo – di fatto su indicazione della Prefettura e poi del ministero dell’Interno – a seguito di una specifica attività d’indagine, ritiene che gli amministratori locali siano condizionati (o anche solo condizionabili) da soggetti mafiosi. La legge che prevede lo scioglimento è stata introdotta, sull’onda dell’emergenza, nel 1991, in seguito a una cruenta faida che insanguinò le strade di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria”.
Il problema dunque è anche legato a una legge annosa che per i periodi correnti avrebbe bisogno di nuove integrazioni. “Da questo punto di vista – conferma – la legge sullo scioglimento dei Comuni ha una genesi molto simile a tutti gli altri importanti provvedimenti antimafia, introdotti anch’essi in seguito a qualche eclatante fatto di sangue, come gli omicidi palermitani dei primi anni ’80 e le stragi di Capaci e Via D’Amelio del 1992. La legge, dunque, è almeno in parte figlia del suo tempo, quando molto spesso la presenza mafiosa e il collegamento con partiti, gruppi politici e ricadute sull’amministrazione erano diretti e tangibili”.
Le infiltrazioni mafiose hanno spesso carattere “poroso” e sono difficili da individuare in un contesto di riciclaggio apparentemente “pulito”. Qual è il ruolo della giustizia in questo caso?
“Con una battuta si potrebbe dire che non ci sono più le infiltrazioni di una volta! Che forse, in realtà, così come ce le immaginiamo non sono mai esistite. Il punto è che i mafiosi vogliono qualcosa – denaro e potere, per semplificare – che perseguono anche altri. Ognuno ha i suoi metodi per raggiungere i suoi obiettivi, ma non è detto che quelli dei mafiosi siano sempre i più adatti allo scopo e, soprattutto, i più indolori per chi li porta avanti.
Inoltre, in verità non da ora, i mafiosi hanno sempre bisogno di attivare collaborazioni, il cui carattere è mutevole e può diventare anche molto conflittuale, con attori economici, politici, delle libere professioni, perfino con appartenenti alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura, come si apprende dalla cronaca.
È quella che Rocco Sciarrone (sociologo delle mafie, ndr) ha chiamato ‘area grigia’, vale a dire l’area ampia dell’illegalità che cerca di vampirizzare le risorse pubbliche”.
Come potremmo spiegare il fenomeno agli allievi che si avvicinano a questo meccanismo?
“Il mondo è pieno di spiegazioni e ricette banali che, ovviamente, non spiegano e non risolvono alcunché. Qui la rappresentazione stereotipata, indotta da una certa immagine mediatizzata del fenomeno mafioso, è che i gruppi criminali facciano leva sulla risorsa della violenza per ottenere ciò che vogliono.
In verità, le infiltrazioni mafiose nei Comuni si realizzano, come provavo a dire prima, quando si creano delle “sinergie” tra soggetti che si collocano a cavallo dell’ambito legale e illegale. Ai giovani studenti direi allora di guardare a come si raccolgono i voti, a come si formano le liste elettorali e come vengono scelti i candidati alle cariche pubbliche.
Il governo locale è infatti un crocevia di interessi sul quale non solo i mafiosi vogliono mettere le mani sopra”.
“C’è chi cerca di appropriarsi di questo pezzo di Stato per usarlo per i suoi fini – chiosa -. E non ci può essere buona amministrazione se chi corre alle elezioni ha questo in mente. Da una cattiva raccolta del consenso, diceva Libero Grassi, deriva una cattiva democrazia”.
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Febbraio 29, 2024In una full immersion intensissima, dal 26 a venerdì primo marzo, l’Università Suor Orsola Benincasa ha aperto le porte ai giovani studenti delle scuole secondarie superiori per vivere una settimana da matricola universitaria.
Docenti, tutor, tecnici hanno accolto per cinque giorni ragazzi provenienti dai licei e dagli istituti di Napoli e della periferia napoletana.
Un’esperienza diretta nella vita di un Ateneo che ha il pregio, per conformazione geografica e impostazione strutturale, di dare la sensazione di crescere in un vero e proprio college universitario.
Cos’è che colpisce uno studente e quali sono i motivi per cui dovrebbe scegliere di iniziare la propria vita da matricola in una delle più belle cittadelle universitarie d’Italia?
L’abbiamo chiesto alla professoressa Paola Villani, che dal 2019 dirige il Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università Suor Orsola Benincasa, facendone riemergere con passione lo spirito di coesione e di collaborazione scientifica e dando anche alla sfera didattica una veste nuova e in linea con le nuove prospettive formative e intellettive.
“Il primo obiettivo non deve essere legato solo ai successi professionali. Dinanzi al grande disagio che si respira tra le nuove generazioni, mi viene da dire e di consigliare ai ragazzi di provare a studiare ma anche a essere felici. Aiutare anche a coltivare i propri interessi personali e soprattutto alimentare il proprio benessere. È un impegno che l’Università si assume, per garantire agli studenti anche un ambiente di lavoro e di studio sereno e piacevole”.
“Non si tratta – aggiunge – di agevolare la carriera universitaria, ma di andare incontro agli studenti anche con l’ascolto, con un rapporto di empatia e sostegno che dia loro serenità nella vita universitaria di tutti i giorni”.
Vivere una settimana da matricola vuol dire anche provare a entrare in un sistema didattico che, sia per la metodologia di studio, sia per come ci si muove all’interno del meccanismo universitario, è molto diverso dai ritmi che appartengono al calendario scolastico.
“Il secondo punto di forza del nostro Ateneo – spiega – è l’organizzazione. È facile perdersi in un grande Ateneo, non riuscire a programmare una propria agenda settimanale, organizzare un semestre tra lezioni ed esami. Avere un tutor, capire come e quando pianificare studio ed esami è fondamentale”.
L’ateneo Suor Orsola Benincasa può dirsi pioniere per quanto concerne anche l’attivazione di un corso di laurea in Conservazione dei Beni culturali, già quando negli anni Novanta ci si avviava verso un percorso di formazione che metteva in primo piano lo studio del territorio in correlazione con il patrimonio storico artistico italiano. Era uyn tempo in cui si parlava troppo poco di tutela e valorizzazione delle opere d’arte e delle città stesse in quanto patrimonio culturale.
“Già attivare il corso negli anni Novanta è stato un grande lancio – spiega la professoressa Villani –; abbiamo previsto un approccio allo studio dei Beni culturali quando non c’era ancora neppure un codice per i Beni culturali. Si tratta di studi, ricerche e formazione che oggi ci vedono leader sia nel settore delle Scienze umane sia in quello delle nuove tecnologie per i Beni culturali”.
Un investimento a lungo termine su cui il direttore del Dipartimento ha puntato sin dall’inizio del suo mandato: “Ciò su cui ho cercato di lavorare è fare in modo, sin dal principio, che i risultati del nostro Centro di ricerca Scienza nuova fossero trasferiti all’interno del Dipartimento, quindi portare questi progetti nel contesto didattico, cosi che lo studente potesse partecipare alle nuove frontiere di ricerca. L’abbiamo fatto tramite l’attivazione di un laboratorio con l’utilizzo delle nuove tecnologie e attrezzature di aule con software che potessero essere utilizzate anche per la didattica”.
Scienze umane e nuove tecnologie viaggiano ormai di pari passo. È impossibile pensare che la ricerca scientifica nel campo umanistico possa fare a meno del digitale e viceversa. Le nuove frontiere della formazione guardano a questo connubio spesso trascurato, anche nell’ambiente pedagogico e scolastico vero e proprio.
“Certamente – asserisce -; da qui l’attivazione di una magistrale che potesse integrarsi alle nuove tecnologie. L’idea è stata quella di puntare su una magistrale specifica che sia per Storia dell’arte, sia per Archeologia ragionasse su una rivoluzione che sta ancora coinvolgendo i Beni culturali attraverso le Digital Humanities.
Per cui ai due indirizzi abbiamo aggiunto un terzo percorso che si avvale delle discipline digitali ed è quello delle Materie letterarie, con l’intento di dare agli studenti e anche a chi ha fatto un concorso nei Beni culturali la possibilità di accedere all’insegnamento con una formazione all’avanguardia sotto il profilo tecnologico”.
Interdisciplinarità e transmedialità: corriamo sempre il rischio di fraintendere il rapporto tra le discipline scientifiche, le nuove tecnologie e i nuovi media. “In realtà – spiega ancora – ciò che è cambiato con il digitale non è tanto in riferimento ai contenuti, quanto al metodo. Non si tratta di utilizzare un tablet in aula o un pc di ultima tecnologia.
Il cambiamento sta nell’evoluzione del linguaggio che non è più quello analogico, ma è quello digitale. Pensiamo ad esempio all’allestimento di una mostra, a quanto sia cambiata la museologia. Si tratta di riconsiderare la funzione e la fruizione dei Beni culturali. Parlano di trans medialità ma soprattutto di transdisciplinarità”.
La realtà è che la progettazione didattica e scientifica deve servirsi dell’apporto degli umanisti. Anche per la progettazione di un’applicazione scolastica, ad esempio, non ci si può affidare esclusivamente a un linguaggio tecnico che manca di un fondamentale approccio pedagogico.
“Sul fronte della formazione si tratta di far intersecare tra loro molte discipline. Parliamo ad esempio dell’intelligenza artificale. Non possiamo assumere né un atteggiamento apocalittico né integrale. Dobbiamo cavalcare questo momento che cambierà totalmente il mondo del lavoro e le professioni”.
Come si avvicina un Ateneo come il Suor Orsola a questo tipo di innovazione tecnologica? “Ciò che possiamo cominciare a fare per il Dipartimento di Scienze umanistiche è avvicinarci a piccoli passi a questo tipo di tecnologia. Ad esempio nel secondo semestre si terrà un seminario a riguardo e stiamo lavorando per una digitalizzazione del sistema bibliotecario che possa fornire all’utenza una ricerca bibliografica non più semplificata, ma correlata e ragionata dal punto di vista scientifico. Mi auguro che da qui a poco potremo procedere oltre”.
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Febbraio 22, 2024Fino al prossimo 4 marzo 2024 sarà possibile iscriversi gratuitamente a uno dei quattro corsi in Digital Humanities organizzati presso l’Istituto Luce a Roma.
I corsi sono pianificati nell’ambito del progetto di formazione e aggiornamento LuceLab Cinecittà, finanziato dal PNNR e destinato a operatori, manager, studenti e aspiranti professionisti del settore. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Cinecittà e Archivio Luce.
La partecipazione ai corsi è gratuita e i corsi proposti sono per: Archivisti di audiovisivi, Ricercatore documentalista, Commercializzazione e Gestione Diritti, Comunicazione audiovisiva in rete.
Il corso per Archivisti di audiovisivi permetterà di acquisire competenze per le attività tecnico – scientifiche e storico – documentali riguardo alle fonti fotografiche e audiovisive di cui sono in possesso gli istituti che ne hanno archiviato esemplari presso le proprie piattaforme digitali.
Il ricercatore documentalista si occupa invece della ricerca di materiali audiovisivi che vengono riutilizzati come risorsa all’interno di documentari, docuserie, docufiction, programmi televisivi e film di finzione. Il terzo indirizzo permetterà un approfondimento sui diritti d’autore, sui diritti di sfruttamento connessi, sull’analisi delle politiche commerciali e sulla regolamentazione dell’uso dei materiali d’archivio.
Il quarto e ultimo indirizzo permetterà di approfondire il concetto di comunicazione audiovisiva nel contesto che riguarda la condivisione e la promozione in rete di Archivi pubblici e privati, imparando a lavorare con gli attuali ecosistemi mediali, approfondendo la complessa relazione tra i media e la memoria digitale, il rapporto tra il patrimonio mediatico e lo spazio pubblico.
“È un nuovo progetto – spiega in nota lo staff di LuceLabCinecittà -; l’iniziativa vede la collaborazione di molte partnership prestigiose, in primo luogo il Centro Sperimentale di Cinematografia, ma anche la Fondazione Maxxi, l’ASC – Associazione Italiana Scenografi, Costumisti e Arredatori e BeRight. Il progetto si inserisce nel quadro delle risorse del PNRR e prevede corsi professionalizzanti, programmi di alta formazione e programmi intensivi”.
Per gli studenti interessati a partecipare il bando completo e la formulazione delle domande sul sito: https://lucelabcinecitta.com/corsi/
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Febbraio 15, 2024È necessario partire dalla città e dai suoi abitanti per risanare la città stessa. In questo la metropoli nella sua multiforme e complessa geometria può assumere un ruolo da protagonista per rigenerarsi e rigenerare le proprie comunità.
La città come comunità educante è il titolo della seconda edizione di incontri programmati presso l’Università Suor Orsola Benincasa grazie alla collaborazione tra laboratori, corsi di studio e gruppi di ricerca. I seminari – che continueranno fino al prossimo giugno – sono scaturiti da un importante progetto formativo elaborato anzitutto dal CARE, Centro di Ateneo per la Ricerca educativa e per l’alta formazione degli insegnanti e degli educatori (nella foto un’immagine di file alle mense dei poveri a Napoli).
Uno scambio di studi e punti di vista, nonché di risultati scientifici che provengono da discipline differenti e da sezioni disciplinari altrettanto differenti, sembra essere la strada maestra per focalizzare la ricerca sulle scelte socio-educative, politiche ed economiche di organizzazione e ri-organizzazione dello spazio urbano.
Città e territorio, città e comunità, città e persone, città e abitare, sono tutte relazioni di reciprocità le cui componenti non potrebbero esistere in maniera autonoma. L’attenzione va alle dinamiche di inclusione ed esclusione che attraversano ogni configurazione sociale e che interessano particolari gruppi di cittadini. Un’indagine che unisce il fronte sociologico con quello educativo.
Il primo incontro che si è tenuto lo scorso 22 gennaio ha inaugurato i lavori facendo il punto sulle esperienze artistiche che si impegnano nel sociale, come ad esempio il teatro. Ce ne parlano Stefania Ferraro, docente di Sociologia dei fenomeni politici e Fabrizio Chello, docente di Pedagogia generale e sociale, presso l’Ateneo, nonché ideatori e coordinatori del progetto.
“I seminari hanno avuto inizio lo scorso gennaio – spiega Stefania Ferraro – e per la prima sessione sul tema Abitare la città: restituire gli sguardi per co-progettare, abbiamo ospitato il regista Nicolangelo Gelormini insieme con Adriana Follieri e Davide Scognamiglio che in quanto fondatori dell’importante realtà napoletana Manovalanza (diventata anche un’esperienza anche sul territorio nazionale), ci hanno raccontato i risultati ottenuti nelle realtà cosiddette difficili e, in particolare, hanno fatto conoscere dal vivo, anche ai nostri studenti l’esperienza interculturale Tutto il mondo è paese, con i ragazzi migranti che lavorano sul terreno dell’inclusione attraverso le attività teatrali”.
Il progetto è promosso inoltre con il supporto di uno dei Centri di Ricerca di rilievo internazionale dell’Università Suor Orsola Benincasa, Se-ForTECA – International Research Group Self-Formation in situations of Transition from Early Childhood to Adulthood e di UriT, Unità di ricerca sulle Topografie sociali.
“L’UriT è coordinata dal professor Antonello Petrillo e studia gli spazi nelle loro categorie sociali a partire dalle teorie di Foucault, di Simmel… A questa unità di ricerca si aggiunge il DIE, Laboratoire de recherche au sujet de Désaffiliation, Incertitude, Exclusion”.
Si tratta di un gruppo di studio fondato di recente, dice Stefania Ferraro, “che è coordinato dal rettore Lucio d’Alessandro e ha lo scopo di far dialogare gli studi teorici sui temi dell’incertezza, dell’esclusione e della marginalità con le pratiche del confinare e superare queste stesse marginalità. Le ricerche – aggiunge – sono in costante dialogo con le attività del terzo settore, grazie a una fitta rete di convenzioni con diverse realtà territoriali che affrontano il tema della povertà, della nuova povertà e delle politiche del lavoro”.
L’elemento centrale del ciclo seminariale di quest’anno è la realizzazione di workshop a cui gli studenti possono prendere parte incontrando operatori sociali, per comprendere come si declina il rapporto con determinate esigenze ed emergenze sociali, come si declina l’accoglienza e l’ascolto delle persone in condizione di difficoltà.
Cruciale l’intersezione tra diverse discipline che consentono agli studenti di entrare in diretto contatto con le più complesse realtà territoriali:
“Fondamentale il dialogo di due curvature importanti del nostro dipartimento e cioé la dimensione sociologica e la dimensione pedagogica. Ciò che tiene insieme questa esperienza seminariale è proprio la messa in atto del dialogo di queste due componenti di ricerca e di didattica del nostro Ateneo”.
Sotto questo aspetto pensare alla città come ‘comunità educante’ richiede necessariamente il contributo di diversi punti di vista e un’unione di saperi e competenze che l’Ateneo ha il privilegio di raccogliere nel CARE, il Centro di ricerca per insegnanti ed educatori, come spiega nello specifico Fabrizio Chello: “Il lavoro sul fronte pedagogico all’interno del CARE è costituito da una serie di gruppi di ricerca, ciascuno focalizzato su temi diversi, dalla filosofia dell’educazione alla pedagogia della devianza, della marginalità e della disabilità, alla pedagogia delle famiglie, alla letteratura per l’infanzia”.
“Il ciclo di seminari progettato – prosegue Chello – si pone come obiettivo una riflessione sugli spazi urbani quali spazi di formazione dell’identità della persona e del cittadino. La città fin dall’antica Grecia è sempre stata un luogo di formazione e di attuazione delle pratiche educative e nel corso della storia esse sono state pratiche di rafforzamento di identità egemoniche e di riferimento per il costituirsi della cittadinanza”.
I seminari sono pensati per un pubblico di studenti e per i professionisti del lavoro sociale ed educativo. Lo scopo finale è mettere in connessione le tre dimensioni dell’identità dell’accademia oggi, quella della ricerca, della didattica e della terza missione, sostenendo formazione iniziale e formazione continua attraverso la relazione tra ricerca, formazione e servizi.
L’incontro del 15 febbraio alle ore 16.00 sul tema Abitare la città: lo sguardo delle persone in condizioni di povertà, al link www.unisob.na.it/eventi con il programma completo.
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Febbraio 15, 2024Vicenda umana, prima ancora che politica, l’”Affaire Moro” è ancora un tema caldo e irrisolto della recente storia repubblicana italiana. A 46 anni dal barbaro omicidio dello statista, le lettere scritte da Aldo Moro, nei 55 giorni della sua prigionia in piena Roma nel rifugio delle Brigate Rosse, sono ancora un macigno che pesa sulla classe politica, il mondo dei media e la coscienza civile.
Al pamphlet scritto da Leonardo Sciascia subito dopo la drammatica conclusione di quel rapimento, dà seguito Fabrizio Gifuni (nella foto di Musacchio, Ianniello & Pasqualini); nelle vesti di autore, interprete e regista prova a riflettere sulle carte che conosciamo, che ci sono pervenute. Si intitola “Con il vostro irridente silenzio” il suo monologo che va in scena da giovedì 15 a domenica 18 febbraio nel teatro Nuovo di Napoli.
“Con il vostro irridente silenzio” riporta a galla il clima claustrofobico e di smarrimento che ha contraddistinto i giorni tra il 16 marzo e il 9 maggio 1978. Costretto a subire un processo e una prigionia orribili, Moro affidò il suo pensiero alla scrittura. Scrisse missive ai colleghi di partito, ai rappresentanti delle istituzioni, alla famiglia; pose domande, provò a provocare risposte con domande che si persero sul muro dell’ostinato argine alla comunicazione con le Brigate Rosse.
La stampa italiana e il mondo della politica non credettero alla veridicità di quelle parole; si disse, e si scrisse, che Moro non era più Moro, non quello vero. Sconfessati quasi da tutti, i suoi appelli caddero nel vuoto, fino al tragico epilogo. Le lettere di Moro dalla prigionia, scrisse nel suo testo poi Sciascia, furono ritenute opera di un pazzo o comunque prive di valore perché risultanti da una costrizione.
Quelle carte, oggi, danno vita allo sdegno dello statista non creduto, non ascoltato, non compreso. Al loro fianco appaiono le parole tenere e affettuose rivolte ai familiari. Gifuni lo definisce “un doloroso e ostinato lavoro di drammaturgia che ora si confronta con lo scritto più scabro e nudo della storia d’Italia”.
A distanza di quarant’anni il destino di queste carte non è molto cambiato, ci dice Gifuni. Poche persone le hanno davvero lette, molti hanno scelto di dimenticarle. Le lettere e il memoriale sono presenze fantasmatiche, il corpo di Moro è lo spettro che ancora occupa il palcoscenico della nostra storia di ombre.
Re.run. [...]
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Febbraio 14, 2024Scomodo, ‘inattuale’, fastidioso, irregolare: il fantasma di Pier Paolo Pasolini si aggira ancora nei meandri della cultura italiana, di tanto in tanto agitato come una voce altra e profetica del nostro presente. Poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, attore e drammaturgo, l’intellettuale bolognese è al centro di “Pa’”, che va in scena da mercoledì 14 a domenica 25 febbraio nel teatro Mercadante.
Si tratta apertamente di un omaggio, prodotto due anni fa per il centenario dalla sua nascita (5 marzo 1922), costruito su una drammaturgia di Marco Tullio Giordana e Luigi Lo Cascio e tratto da testi di Pasolini. La regia del lavoro è dello stesso Giordana, l’interpretazione è affidata a Luigi Lo Cascio (nella foto di Serena Pea) con la partecipazione di Sebastien Halnaut. Un tributo che sembra una sorta di discendente di “A pà”, scritta da Francesco De Gregori e inserita in “Scacchi e tarocchi” nel 1985.
Come scrivono nelle note al testo Giordana e Lo Cascio è “una cernita nell’opus pasoliniano immenso che non ha certo l’ambizione di dire ‘tutto’, né fornire il quadro nemmeno abbozzato, ma di scegliere cosa abbiamo scoperto per noi di indispensabile, al punto da riassumerlo nel vocativo con cui lo chiamavano i ragazzi: a Pa’, per invitarlo a tirare due calci di pallone o chiedergli la comparsata in un film”.
Il lavoro ripercorre la sua vita attraverso le poesie, partendo dal periodo vissuto a Casarsa della Delizia, in Friuli, fino alla sua drammatica e ancora oscura uccisione a Roma 49 anni fa. Profeta? No, scrive Giordana, “il suo era un grido di battaglia che bisognava raccogliere per fronteggiare il declino anziché trattarlo come un visionario jettatore”.
Questo testo ‘ordito’ per il palcoscenico si chiede, nelle intenzioni e nei pensieri del suo autore-regista, che cosa sia ancora vivo, che cosa resti di utilizzabile del suo pensiero e dei suoi argomenti. Pasolini nell’armadio sembra non sia mai finito: ritorna centrale nel dibattito sulla lingua, sulla politica, sull’interpretazione del presente con una certa costanza.
“Pa’” presenta agli spettatori quello che non si può tacere, nascondere e occultare. “Più che la desolata rappresentazione dell’Italia che non c’è più – scrive Giordana – mi colpisce oggi quanto fosse per lui necessario consumarsi e mettersi a repentaglio, addirittura ‘fisicamente’, per poter decifrare e descrivere il suo Paese. Qualcosa che non riguarda solo l’intelligenza ma il corpo, la carne, il sangue.
Questo spettacolo cerca di dar conto proprio di questa disperata attualità, senza preoccuparsi troppo di apparire parziale o arbitrario. D’altra parte ognuno ha il suo Pasolini, com’è giusto che sia, e questo non è che il nostro. Anzi il ‘suo’, perché non c’è parola, virgola, capoverso che non provenga dalla sua opera tanto che potremmo definirlo un’autobiografia in versi”.
A dare forza al lavoro c’è anche la scenografia di Giovanni Carluccio che cita sul palcoscenico il finale di “Zabriskie Point” di Michelangelo Antonioni: gli oggetti della vita quotidiana via via popolano e si accumulano sulla scena dello spettacolo.
Un crescendo di rifiuti tale da trasformarsi in una sorta di discarica sospesa, ambientata nella periferia romana, dove l’archeologia convive con la spazzatura. Così i luoghi di Pasolini si costruiscono e prendono vita nel corso della rappresentazione attraverso semplici oggetti carichi di significato. Segni sintetici, poetici.
Re.run. [...]
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Febbraio 10, 2024Quanto e cosa è piaciuto di questo Sanremo 2024? Domanda retorica fatta da tutti a tutti. The day after La rondine di Angelina Mango la domanda sembra esser cambiata: quanto emoziona e commuove il Festival di Sanremo?
Vero è che tutto fa spettacolo, tutto fa Festival, ma scendiamo per un attimo dall’altare del cinismo perché La rondine pubblicata da papà Pino Mango nel 2002 val bene qualche lacrima. La canzone italiana o meglio le melodie dei grandi cantautori italiani hanno spesso questo effetto boomerang. Se il tempo fosse un gambero potremmo dire che Sanremo crea ma ricuce anche molti strappi con il passato. Ci ricollega al passato e spesso emoziona e convince anche.
Come guardavano i nostri nonni e i nostri padri Sanremo negli anni Sessanta, davanti al piccolo palco con i tendaggi laterali, come lo ascoltavano invece negli anni Cinquanta? Sanremo è anche questo, testimonianza della storia sociale italiana, come ci insegna Stefano Causa, professore di Storia dell’arte contemporanea al Suor Orsola Benincasa, ma anche grande conoscitore della cultura musicale italiana e internazionale.
A lui abbiamo chiesto quanto questa versione del Festival di Sanremo rappresenti la canzone italiana: “Le canzoni rispettano tutto il format sanremese – risponde Stefano Causa –; sottolineiamo però che Sanremo non è il festival della canzone italiana, ma è il festival della canzone melodica. In qualche modo le canzoni devono tutte o quasi tutte obbedire a un format tradizionale, quindi la strofa, il bridge, il ritornello”.
A proposito di identità culturale e nazionale, Sanremo ha anche il potere di ‘contenere’, di raccogliere diverse arti, diverse culture e diversi linguaggi stilistici, sia dal punto di visto comunicativo sia per quanto riguarda la formazione musicale degli artisti e se vogliamo, anche l’estetica del personaggio musicale che in qualche modo porta sul palco una propria identità. Quest’anno sul banco degli imputati Geolier che ha interpretato un brano in dialetto napoletano (non puro diremmo) e non in italiano.
Stefano Causa ha commentato guardando alla vicenda con occhio clinico: “Non è la prima volta che si sentono brani in altre lingue o che comprendano altre lingue. Quest’anno si è fatta una polemica su Geolier che io contesto perché non sono un purista. Per me il dialetto napoletano non è un organismo freddo, congelato, musealizzato”. “Il dialetto napoletano – aggiunge con un riferimento al contesto artistico e letterario – è una lingua molto viva, mi pare ovvio che un giovane napoletano di oggi non possa parlare il napoletano che si parlava, non dico ai tempi del ‘Pentamerone’ di Giambattista Basile, ma neanche ai tempi di Mastriani o di Ferdinando Russo, in definitiva neanche ai tempi di Totò… è chiaro che oggi il napoletano di Geolier è una contaminazione che ci può piacere o meno, fatto di anglismi”.
In sostanza identificare il dialetto napoletano di Geolier come ‘linguaggio’ sarebbe fuorviante, giacché il napoletano di Geolier è una deriva giovanile del dialetto che risale invece ai classici della canzone e della commedia napoletana.
“L’italiano recede sempre di più, questo è vero – dice ancora Causa – e le componenti forti della lingua napoletana che sono il latino, lo spagnolo, il francese, stanno certamente recedendo, ma neanche Massimo Troisi parlava un napoletano che oggi si sarebbe detto impeccabile. Neanche Eduardo De Filippo parlava il napoletano di Scarpetta… Di quale dialetto napoletano stiamo parlando? Potrei dire che Sanremo ha nobilitato il napoletano di Geolier o dei ragazzi di “Mare fuori”, ma non ha legittimato quello di ‘Filumena Marturano’ ad esempio”.
Sulla testimonianza dolorosa di Giovanni Allevi chiediamo a Stefano Causa quale tipo di messaggio il Festival ha il potere di veicolare: “Onore allo straordinario coraggio di un uomo che ha affrontato una malattia così grave – risponde -. Il messaggio di Allevi ha una funzione anche educativa; ci vuole coraggio per raccontare di sé e della propria malattia”.
Sull’esecuzione di Allevi il professor Causa fa però un ragionamento critico: “Personalmente non amo la musica di Allevi o di Einaudi che mi sembrano delle filiazioni molto spurie di Jarrett e mi riferisco al Keith Jarrett successivo al ‘Concerto di Colonia’. Un disco del 1975 in cui Jarrett prova a immaginare una terza via possibile che è quella di una musica ecumenica, che non è jazz, non è classica, non è leggera: è un po’ tutte le cose insieme”.
Non è un problema di ‘oscillazioni di gusto’, come avrebbe detto il maestro Dorfles, ma un problema di fruizione culturale: “Ciò che non mi piace di Allevi o di altri come Einaudi, è che non riesco ad apprezzare la musica scritta a tavolino per un pubblico che non è in grado più di ascoltare Bill Evans, Debussy, Chopin o Scrjabin, o non è più in grado di leggere Dostoevskij o Puskin per intero e ha bisogno di un Dostoevskij in pillole, in aforismi sui social”.
Ritorniamo a Sanremo: “Anche la regia messa a fuoco sui volti commossi dei musicisti non so quanto possa essere cinico. Alla fine il problema è che Sanremo è un enorme animale che ti mangia. Qualunque cosa accada a Sanremo viene ‘sanremizzata’. Viene così sanremizzato John Travolta, viene sanremizzato Giovanni Allevi, chiunque. Nessuno riesce a neutralizzare Sanremo, nessuno riesce cioé a portare Sanremo dalla propria parte. Ci era riuscito Pippo Baudo, ma Baudo era la personificazione di Sanremo”.
Un riferimento alla canzone internazionale che anche quest’anno manca del tutto. Nessun ospite internazionale a Sanremo 2024. Da qualche anno, infatti, è scomparsa la canzone straniera tra gli ospiti: è un nuovo tipo di protezionismo?
“Sì, da un lato potrebbe esser vero, d’altro canto gli ospiti come Taylor Swift o altri come Madonna, Bruce Springsteen o i Rolling Stones costerebbero tantissimo. Ma il problema non credo sia questo, credo piuttosto che il format di Sanremo sia quello della canzone melodica e penso a Gazelle, al Volo a Diodato, a Emma e così via”.
C’è un progetto artistico dietro lo scenario della manifestazione o, come cantava Edoardo Bennato qualche anno fa, “sono solo canzonette”?
“Non ho mai pensato che siano canzonette – conclude -. Anzi io penso che le canzoni in Italia specialmente in certi momenti precisi siano tra le grandi cose della cultura di questo Paese. Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta le canzoni italiane sono di un livello che è secondo solo a quello inglese, non ci sono confronti sul piano europeo, la qualità espressa dalla musica in Italia ai tempi di Battisti o di Dalla o di Battiato non ha eguali.
Quello che diceva Bennato ‘sono solo canzonette’ è una cosa paradossale, perché il primo a non pensarlo era naturalmente Bennato stesso. Oggi la musica viene fruita in modo diverso rispetto a venticinque anni fa”.
Bisogna stare attenti, spiega Causa ritornando per un attimo alla questione della fruizione: “La musica non la si ascolta più per dischi che non esistono più, ma piuttosto come un sottofondo. Così come nei musei cambia il modo in cui si guardano le immagini, così come con Netfix o altro, anche Sanremo e il modo di guardare Sanremo è in definitiva, molto cambiato”.
Daniela Cardone [...]
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Febbraio 1, 2024Finalmente Rau, si potrebbe dire, parafrasando il titolo di un film di Truffaut. Dal 2 al 4 febbraio va in scena al teatro Mercadante “The Interrogation”, di Édouard LouiseMilo Rau interpretato da Arne De Tremerie e diretto dall’innovativo regista svizzero.
Il testo è il primo dei due spettacoli firmati dall’autore. Il secondo, “The repetition – Histoire(s) du Théatre”, andrà in scena il 19 e 20 aprile prossimi. Il Teatro di Napoli-Teatro Nazionale propone – per la prima volta – al pubblico di Napoli e campano i suoi testi.
Rau è l’alfiere di un teatro che è stato definito più volte politico e da anni al centro del dibattito non solo della moderna teatrologia, ma anche di quello che gli studiosi chiamano cinema del reale, nel quale non esiste più solo opera di fiction oppure mostrativa, ma un “testo” artistico che parla del mondo. Lo spettacolo è in fiammingo, con sovratitoli in italiano.
Definito come un’ode al fallimento e al rialzarsi, passaggio necessario per una trasformazione ed essenziale per acquisire autenticità, “The Interrogation” è un monologo/esplorazione scritta in stile autobiografico da Édouard Louis. Il testo originale è stato poi modificato e riadattato da Rau.
In scena, l’attore belga Arne De Tremerie ascolta – in apertura – una registrazione audio di Louis che legge la e-mail da lui inviata a Rau nella quale cerca di spiegare perché non vuole più partecipare all’allestimento come attore.
Come, cioè, nonostante la recitazione sia sempre stata il suo sogno e abbia passato anni ad allenarvisi – proprio ciò che racconta il monologo – la vita di un attore, alla fine, non era quella che lui si aspettava, trovandosi all’improvviso incapace di proseguire quell’esperienza.
L’opera si muove sul crinale del dubbio, tra malinconia e tenerezza, in equilibrio tra finzione e verità, divenire ed essere. Scrivono i due autori, nelle note al testo: «Il nocciolo del teatro è lo stesso della letteratura: mostrare ciò che è difficile da mostrare.
Possiamo sfuggire alla nostra biografia attraverso l’arte, oppure l’arte è solo la testimonianza di una liberazione fallita?».
Regista e autore teatrale nato a Berna, Rau ha studiato sociologia, germanistica e romanistica a Parigi, Zurigo e Berlino, seguendo, tra gli altri, le lezioni di Tzvetan Todorov e Pierre Bourdieu. Ha iniziato a scrivere reportage internazionali nel 1997, viaggiando in Ciapas e a Cuba. Dal 2000 ha lavorato per la Neue Zürcher Zeitung, e dal 2003 ha iniziato il suo percorso come regista e autore in Svizzera e all’estero.
Nel 2007 ha fondato l’IIPM (International Institute of Political Murder), il centro di produzione teatrale e cinematografico con il quale realizza anche oggi tutti i suoi lavori. Le sue opere teatrali e cinematografiche si basano su lunghe e meticolose ricerche sul campo, a volte sono vere campagne culturali e sociali di ampio respiro.
Il suo pensiero si può racchiudere nel Manifesto di Gent, la cui regola prima è: «Non si tratta più soltanto di ritrarre il mondo. Si tratta di cambiarlo. L’obiettivo non è quello di rappresentare il reale, ma di rendere reale la rappresentazione stessa».
a.d’a. [...]
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Gennaio 19, 2024Dal prossimo 21 gennaio sino al 3 febbraio nel Teatro San Carlo debutta una nuova lettura dei Vespri siciliani di Giuseppe Verdi. Una convenzione benefit dell’Università Suor Orsola Benincasa con il Teatro San Carlo permetterà agli studenti di assistere all’opera con una tariffa ridotta. Per questa speciale occasione, il Teatro di San Carlo ha riservato agli studenti 100 posti, tra i migliori disponibili, per lo spettacolo del 31 gennaio 2024, alle ore 19.00, alla tariffa dedicata di 25 euro a posto.
I vespri siciliani di Emma Dante, attrice, drammaturga e regista di origini palermitane, sono una rilettura del dramma verdiano con un soggetto che ne rovescia tempi e protagonisti, con la direzione musicale di Henrik Nánási (le foto che pubblichiamo sono di Luciano Romano).
Emma Dante è considerata una delle maggiori voci del teatro contemporaneo e si è spesso cimentata con tematiche che hanno messo in evidenza storie di violenza, di corruzione e di sangue legate alla sua terra.Nella versione contemporanea dell’opera a opprimere il popolo siciliano non sono gli angioini, non si tratta più della ribellione contro il dominatore straniero, ma di una ribellione contro il potere criminale di ‘Cosa nostra’.
I mafiosi sono sulla scena al posto degli invasori francesi e la ribellione alla dominazione franco-angioina si trasforma nel risveglio della coscienza civile dei palermitani dopo le stragi del ’92.“Vespri è un’opera che parla di oppressi e oppressori, di due comunità che occupano lo stesso spazio”, ha dichiarato la regista, sottolineando il tentativo “di avvicinare Vespri a noi senza intenti documentaristici o rievocativi”.
Le sue opere usano spesso espressioni dialettali e musicali della tradizione siciliana, con uno sguardo fortemente crudo e realistico, la realtà di una terra violentata dalla malavita. “Chiaramente – ha detto – non potrò non prendere in considerazione il mio dolore di siciliana e il fatto di essere palermitana, nata cioè in una città che è già di per sé un palcoscenico musicale, fatto di ritmi forsennati e silenzi inquietanti, una città che è una via crucis per le stragi di mafia”.
È un’opera che grida il dolore di un popolo, ha spiegato, ma che mette in primo piano anche la necessità di non dimenticare “gli uomini delle istituzioni, i magistrati, gli agenti delle forze di polizia, i sindacalisti, i semplici cittadini colpevoli di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato”. “La scena del primo atto si apre proprio con la sfilata dei gonfaloni con i volti delle vittime della mafia, raccontando l’anima di questa messinscena.
Per me Vespri siciliani contiene tutta la forza evocativa di un doloroso mosaico della memoria”.Maggiori informazioni sullo spettacolo sono disponibili al seguente link: https://www.teatrosancarlo.it/it/spettacoli/i-vespri-siciliani-2023-24.html
Per partecipare: i biglietti potranno essere prenotati all’indirizzo promozionepubblico@teatrosancarlo.it entro venerdì 26 gennaio 2024 indicando nome, cognome, recapito telefonico e email e il numero di posti (massimo due a persona). Alla richiesta, farà seguito un’email di conferma da parte degli Uffici del Teatro contenente le istruzioni per il pagamento e il ritiro dei biglietti.
Gli studenti dell’Unversità Suor Orsola Benincasa possono contattare il referente interno di Ateneo: Area Affari Generali, Ufficio Affari Generali, Tel. 0812522310 affarigenerali.convenzioniedelezioni@unisob.na.it
da.car [...]
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Luglio 14, 2023C’era una volta “Estate a Napoli”, un’idea e un format che hanno fatto la storia dello spettacolo all’ombra del Vesuvio. Sono trascorsi quasi trent’anni dal rilancio culturale della città firmato da Renato Nicolini e più di 40 dall’esperienza della politica dello spettacolo realizzata dal sindaco Maurizio Valenzi. Che cosa resta di quella grandeur? Le ultime stagioni, votate a una spending review di idee e di attività, sono state dimenticabili da molti punti di vista.
Il presente prova a invertire la rotta. Sembra appellarsi alla frase-slogan dell’inventore dell’effimero, “questa città è una miniera di energie”, la rassegna “Vedi Napoli d’estate e poi torni”. Sottotitolata “emozioni fuori stagione”, la rassegna organizzata dall’assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli presenta fino al 13 ottobre numerosi appuntamenti gratuiti.
Partita in ritardo sull’inizio di stagione, la manifestazione punta sulla lunga durata e sul recupero di una programmazione che guarda alla diversificazione di temi e a grandi numeri. Quattro le aree di intervento, presentate dall’assessore Teresa Armato in una conferenza a Palazzo San Giacomo: concerti di musica classica napoletana e spettacoli itineranti di musica popolare, feste patronali, itinerari turistici tematici e il Tour del Giallo Città di Napoli.
Il progetto mira a coinvolgere tanto i cittadini che i turisti puntando molto sul richiamo della musica. Carlo Cerciello è il direttore artistico di “Le melodie di Parthenope”, una manifestazione che offre 111 spettacoli itineranti di musica popolare fino al 30 settembre e 9 concerti in programma a Napoli Centro, Napoli Est, Napoli Ovest e a Barra (dal 31 agosto al 24 settembre); una maratona di suoni che dal giovedì al sabato investirà le vie del centro storico e del Vomero con l’esibizione di 10 formazioni musicali.
“È un programma fitto e pensato, coerente con il progetto di turismo musicale che stiamo realizzando, a cui abbiamo dato le linee guida”, commenta il delegato del Sindaco per l’audiovisivo e l’industria musicale Ferdinando Tozzi.
Gli appuntamenti clou dei concerti sono Enzo Gragnaniello in “Rint ’o posto sbagliato” (Piazza Vincenzo de Franchis – 31 agosto) e Peppe Servillo con i Solis String Quartet che si esibiranno alle Terme di Agnano in “Carosonamente” venerdì 8 settembre.
Da segnalare anche Isa Danieli e Carlo Faiello, che, accompagnati dall’Orchestra Santa Chiara, proporranno lo spettacolo “Lux in Neapolis, Anime Napoletano” il 23 settembre a Barra in piazza de Franchis e, a chiusura della rassegna, il 30 settembre nelle Terme di Agnano, un concerto a più voci raccolte sotto il marchio “Passione live”, che coinvolge Francesco Di Bella, Dario Sansone, ’O Zulù, Maldestro, Gnut, Flo, Irene Scarpato e Simona Boo.
Sono 12 gli appuntamenti curati da Ravello Creative Lab che il Comune ha promosso in occasione delle feste patronali organizzate dal territorio. Anche qui sono utilizzate in modo massiccio le forze partenopee. Si parte dal concerto del gruppo La Maschera, in programma venerdì 14 luglio in Piazza Sanità per la Festa del Monacone e si continua fino alla Festa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (27 settembre) in piazzale via Mugnano a Marianella. Da segnalare Peppe Barra lunedì 7 agosto in Viale Margherita di Ponticelli per la Festa di Santa Maria della Neve e gli spettacoli curati da Benedetto Casillo intitolati “Quann’ era Piererotta” nelle chiese del quartiere di Piedigrotta dal 4 al 7 settembre.
A 117 intinerari tematici, si affida il progetto curato da Gabbianella Club Events seguendo i temi ‘Cinema’, ‘Fiction’, ‘Mare’, ‘Murales’, ‘Musica’, ‘Sport’ e ‘Terme’. Dove? Eventi e date sono sul sito Evenbrite.
Dieci gli appuntamenti con il Tour del Giallo Città di Napoli a cura del Festival del Giallo che si terranno lungo 5 fine settimana a partire da settembre. Gli appassionati del mistero seguiranno percorsi proposti alla scoperta della Napoli di Mastriani, Serao, Di Giacomo, Veraldi e De Giovanni.
a.d’a. [...]
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Luglio 7, 2023In un’estate dominata da grandi eventi da stadio, l’offerta musicale è quanto mai vasta, dal pop al jazz, passando per il rap e l’r’n’b. Prezzi alti (spesso esageratamente alti), spazi pieni: la gente vuole uscire, vuole partecipare, vuole condividere qualcosa di materiale. E nella febbre collettiva della bella stagione anche la Campania fa la sua parte. Almeno tutto il mese di luglio sarà un va e vieni di nomi di ogni tipo.
Un pianeta a parte è quello del classic rock. Una musica che ha più o meno 40 anni di vita e che continua a fare proseliti, boomers o meno. Dopo Ian Anderson con i Jethro Tull (che in pratica ormai rappresenta da solo), il Belvedere di San Leucio ospita Steve Hackett lunedì 10 luglio, quarta tappa del suo tour italiano.
Ci sono musicisti che provano a ignorare il loro passato (vedi Peter Gabriel e in un passato abbastanza remoto Paul McCartney). Hackett non è tra questi. Da mesi il chitarrista è impegnato nel Genesis Revisited World Tour che stavolta è intitolato “Foxtrot at Fifty + Hackett Highlights”. L’occasione per la sua nuova ‘campagna’ estiva di concerti in Italia è il 50esimo anniversario di “Foxtrot”, uno degli album chiave della carriera dei Genesis.
Il chitarrista non è nuovo a progetti del genere. Ha cominciato molti anni fa, nel 1999, quando ha pubblicato con un supergruppo “The Tokyo Tapes”, tributo alla musica progressive britannica. Da allora ha cominciato a rappresentare dal vivo uno spettacolo bifronte: da una parte la sua attività solistica, dall’altra quella degli anni d’oro dei Genesis. Perché lo fa? Lo ha spiegato al Financial Times prima di cominciare, nello scorso settembre il suo tour: “Penso che suoni sempre meglio con il passare del tempo”.
Lo show contiene 16 canzoni divise in due tempi: nel primo sono concentrati tutti i suoi successi da solista; nel secondo Hackett e la sua band eseguono l’integrale di “Foxtrot”, seguendo un copione sempre più simile alla musica classica. L’apice dell’intera esibizione è atteso alla fine del secondo tempo, l’esecuzione di “Supper’s Ready”, suite di 23 minuti che combina mitologia greca, fantasia inglese e gotico, William Blake e immagini bibliche fino al finale di stampo sinfonico. I bis sono affidati a “Firth of Fifth”, un cavallo di battaglia dei Genesis di “Selling England By The Pound” e “Los Endos”, tratto da “A Trick Of The Tail”.
Sul palco con lui suonano Roger King (tastiere), Craig Blundell (batteria e voce), Rob Townsend (sax, flauto e percussioni), Jonas Reingold (basso e chitarra) e Nad Sylvan (voce). Una manna per i nostalgici degli anni Settanta, ma anche la testimonianza di un suono che rifiuta di finire nell’armadio dei ricordi. E vive in un infinito presente.
A.d’A. [...]
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Luglio 7, 2023ASCOLTA IL PODCAST:
Con “Stiamo a 2000” facciamo un viaggio indietro nel tempo fino agli anni della nostra infanzia. Ricordiamo mode, eventi, musica e spettacoli che hanno caratterizzato la nostra generazione. E io, caro ascoltatore, oggi ti propongo un gioco: per tutta la durata di questo podcast fingiamo di essere ancora bambini; difficile, lo so, ma concentrati e comincia a immaginare che adesso il tuo unico pensiero sia decidere a cosa giocare…
Tra Wii, Nintendo DS e PlayStation, ma anche Nascondino, Monopoly, Strega comanda colore, Uno e tantissimi altri, scegliere non è mai stato facile.
Questi giochi hanno segnato la nostra generazione e noi ragazzi, cresciuti a pane e joystick, li ricordiamo con tanta felicità. Te li ricordi gli svaghi da tavolo in famiglia, che puntualmente finivano in litigio? O tua madre preoccupata perché trascorrevi troppo tempo davanti a PC e console?
Ed è per questo, mio caro ascoltatore, che a Run Radio abbiamo pensato di raccontarti alcune delle nostre personali esperienze con tutti questi passatempi: tra Paolo e la sua mamma preoccupata, Maria e i dischetti per il PC trovati nelle confezioni dei cereali e Francesca con i giochi improvvisati in giardino sono certa che, alla fine di questo podcast, non ti sarà stato poi così difficile immaginarti bambino…
Alessia Colangelo [...]
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Giugno 26, 2023ASCOLTA IL PODCAST:
La colazione è il pasto di inizio giornata ed è considerato da tutti i nutrizionisti il pasto fondamentale per una buona alimentazione. Gli allievi del Master in Comunicazione Multimediale dell’enogastronomia hanno messo a confronto differenti tipi di colazione, dalla Continentale all’Americana in hotel.
Maria Russo (America e continentale), Jose Antonio del Rivero (Messico), Antonio De Simone (Brasile), Stefania Cilento (Svezia), Selena Franceschi (Grecia) e Maria Teresa Ginolfi (Turchia) hanno realizzato un podcast rielaborando un format del Master in Radiofonia dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.
È un itinerario alla ricerca e alla scoperta del mondo. Si parte raccontando quella continentale e Americana proseguendo poi con la Messicana, arrivando fino al Brasile. Dopo il primo pasto del giorno nelle Americhe, ci si sposta in Europa.
Un festival del buon mangiare: mentre in America la colazione classica è salata, a base di uova, salumi, verdure e formaggi, la base del primo pasto continentale consiste in una quantità minore di prodotti. La maggior parte dei cibi portati in tavola sono dolci, accompagnati da bevande classiche del mattino come caffè espresso, cappuccino, caffelatte e tè caldo.
In Messico rappresenta un vero e proprio viaggio nella tradizione millenaria della cucina di questo Paese. Tra tantissimi profumi, sapori e ricette realizzate con tanti ingredienti diversi, è un’esperienza gastronomica da non perdere. Quali sono i principali piatti? I Chilaquiles e gli Huevos rancheros.
Mai come nel caso del Brasile, la gastronomia locale rappresenta il risultato di una serie di contaminazioni diverse, andate a sovrapporsi fra loro nel corso dei secoli. Ma cosa si mangia al mattino? Frutta esotica, dalla papaya al cocco, dalla maracuja all’açai, ma anche panini al formaggio, salumi e sorbetti di frutta.
Nel cuore del Mediterraneo, in Grecia, la base è il pane rustico fresco o tostato, con o senza lievito, di grano, orzo, farro, miglio etc. etc. Poi c’è la pita, servita con varie salse come lo tzatziki; accanto al pane abbiamo il formaggio feta, lo yogurt greco e non dimentichiamo il miele.
In Turchia la bevanda tipica del paese è una: il tè, proveniente soprattutto dalla regione del Mar Nero. Il caffè, invece, si beve solo a fine pasto. Infatti, la colazione turca si chiama “kahvalti” che significa letteralmente “prima del caffè”. Gli alimenti base sono le olive, i cetrioli, i pomodori e il beyaz peynir, – un formaggio simile alla feta.
Sulla tavola non può mancare la frutta fresca o secca, il burro, il miele, la marmellata e la crema turca. Un piatto tipico è il menemen. E a proposito di pane, famoso è il simit; Il borek, invece, è formato da strati di pasta yufka e formaggio. Per una colazione che si rispetti, non può mancare il dolce. Principalmente sulla tavola si trova il tahin pekmez, una salsa a base di semi di sesamo mescolata con melassa d’uva. [...]
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Giugno 19, 2023Nel 1973 dire musica in Italia significava parlare di Festival di Sanremo, Cantagiro e Canzonissima. Ma in quella stagione le cose stavano cambiando, sull’onda dei grandi festival e dell’influenza del beat e del rock. Sulla collina dei Camaldoli di Napoli il 19, 20 e 21 giugno 1973 si scrisse una pagina della storia musicale del nostro Paese, con il BE-IN, 36 ore di musica divisa in tre giorni.
Al manifesto napoletano e italiano di quella stagione è dedicato lo speciale di Run Radio, la web radio dell’università Suor Orsola Benincasa che trasmetterà in esclusiva un programma di 4 ore martedì 20 e mercoledì 21 giugno alle ore 16,00 (in replica rispettivamente alle 11 del 21 e 22 giugno).
La trasmissione curata da Lino Vairetti e Gino Aveta (ideatori del programma) ricorderà la musica e gli ospiti di quei giorni. Il progetto radiofonico è condotto e realizzato dagli allievi del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e redattori di Run Radio Alessia Colangelo, Andrea Ianniello, Paolo Maja, Francesca Maria Mele, Christian Mocerino, Maria Paritario, Christian Pascale e Giorgia Sangermano supportati dai loro tutor, soci dell’associazione Canone Inverso.
In onda musica e interviste speciali con musicisti presenti al BE-IN: Vittorio Nocenzi (del Banco del Mutuo Soccorso), Alan Sorrenti, Jenny Sorrenti (dei Saint Just), Enzo Vita (del Rovescio della Medaglia) e Maurizio Baiata all’epoca giornalista della rivista musicale Ciao 2001 presente al BE-IN insieme con Dario Salvatori e Fiorella Gentile.
Il progetto radiofonico è la testimonianza – 50 anni dopo – dell’evento che si tenne a Napoli sulla Collina dei Camaldoli all’interno del Parco Kennedy nei giorni 19, 20 e 21 giugno del 1973 dal titolo “BE-IN”, ovvero “Esserci – Stare Insieme” (significato simbolico e nel contempo socio-politico oltre che musicale). Il festival fu organizzato basandosi sull’idea dei Festival e dei raduni rock internazionali come Woodstock, Isola di Wight, Festival di Monterey, Atlanta International Pop Festival, Altamont Free Concert e quelli italiani: Palermo Pop, Festival Pop di Caracalla, Festival D’Avanguardia e Nuove Tendenze, Raduno del Parco Lambro, Controcanzonissima e molti altri, avvenuti tra la fine degli anni ’60 e inizi anni ’70. [...]
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Giugno 8, 2023ASCOLTA IL PODCAST:
In questa prima puntata di “Buona la prima” si parla di teatro con Paolo Maja e Christian Pascale, che ci raccontano quanto l’esperienza sul palcoscenico sia stata importante nelle loro vite. E proprio per restare in tema teatro si parlerà del Campania teatro festival: una rassegna di spettacoli di ogni genere, che vanno dal teatro internazionale alle mostre, passando per la danza e la letteratura. Dal 9 giugno fino al 9 luglio.
Noi di RunRadio abbiamo pensato di raccontarvi alcuni degli eventi principali del festival con la speranza che qualcosa possa catturare la vostra attenzione.
In questo mare magnum di spettacolo – che, va sottolineato, ha biglietti dal costo ultra popolare – ci sembrano più che interessanti alcuni lavori. Vi segnaliamo John Malkovich, protagonista con Ingeborga Dapkunaite di “In the solitude of cotton fields” di Koltès, per la regia di Timofey Kuliabyn, in prima nazionale al Politeama di Napoli (l’8 e il 9 luglio nel teatro Politeama – la foto in pagina è di Andreas Sinopoulos); c’è attesa per “Circus Don Chisciotte” di Ruggero Cappuccio (direttore della rassegna, ndr), per la regia di Antonio Latella, che debutterà il 13 e 14 giugno al teatro Mercadante; e attenzione, l’11 giugno nella Sala Assoli, al teatro sociale di “Pinocchio/che cos’è una persona? Studio n°1”, un percorso di ricerca e creazione ideato e diretto da Davide Iodice, cura del processo laboratoriale Scuola Elementare del Teatro, nell’ambito di un progetto d’arte e inclusione sociale rivolto a ragazzi con disabilità fisica e intellettiva e a persone con varie fragilità.
Ancora teatro internazionale al teatro Politeama: il 18 e il 19 giugno andrà in scena in prima nazionale “Kingdom”, scritto e diretto da Anne Cecile Vandalem, con Das Fraulein (Kompanie). Una favola epica, dove lo scontro viene confinato, sotto lo sguardo di un filmaker, nella lite tra due famiglie che si sono allontanate dal mondo moderno. Su un conflitto ancora più drammatico e sugli effetti che ha sull’esistenza di quattro personaggi offre spunti di riflessione “Existenz” della drammaturga siriana Wihad Suleiman, che, il 7 luglio e in doppia replica l’8 nella Sala Assoli di Napoli, è affidato alla messa in scena della regista berlinese Lydia Ziemke.
Spettacoli per tutti gusti, naturalmente: dalla canzone d’autore di Mario Tronco e Peppe Servillo (“Nevica sulla mia mano”), al teatro di successo con “Premiata Pasticceria Bellavista” di Enzo Salemme riletto dalla Compagnia Nest. Tanti progetti speciali, legati alla danza, alla lettura, alla musica, alla drammaturgia classica e contemporanea. E molto, molto, molto altro ancora.
Alessia Colangelo
Re.Spe. [...]
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Giugno 1, 2023ASCOLTA IL PODCAST:
Run Radio si colora d’azzurro. Destini Forti è un podcast speciale dedicato interamente alla squadra del Napoli e alla sua vittoria del campionato italiano 2022/2023.A condurre c’è Andrea Ianniello. Il primo a intervenire è Christian Pascale che spiega le origini e la storia del Napoli, a partire dalla sua fondazione nel 1926, passando per la presidenza di Corrado Ferlaino fino alla gestione dell’attuale presidente Aurelio De Laurentiis.Io, invece, commento il “pagellone” della rosa campione d’Italia e annuncio i luoghi e gli orari per quanto riguarda la festa scudetto di domenica 4 giugno.La terza ospite del podcast, Giorgia Sangermano, illustra il boom turistico che sta vivendo la città metropolitana di Napoli e dello “scudetto del riscatto morale e culturale”.Francesca Mele fa i conti in tasca al club partenopeo, si sofferma sulle cifre che incasserà la società di Aurelio De Laurentiis a fine stagione e sui vantaggi economici della città.Ultimo, ma non meno importante, l’intervento di Christian Mocerino che annuncia i possibili acquisti e le cessioni del club azzurro per la prossima stagione. (la foto che correda il servizio è gentilmente concessa da Pino Miraglia).
Maria Paritario [...]
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